Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00263
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Atto n. 1-00263
Pubblicato il 21 luglio 2020, nella seduta n. 242
MONTEVECCHI , GRANATO , DE PETRIS , LANIECE , SBROLLINI , ANGRISANI , CORRADO , DE LUCIA , RUSSO , VANIN , ACCOTO , BOTTICI , DONNO , LANZI , MAIORINO , MANTERO , MININNO , MORONESE , PACIFICO , TRENTACOSTE
Il Senato,
premesso che:
la Costituzione all'articolo 9 sancisce: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione", riconoscendo in tal modo la valenza sociale del nostro patrimonio culturale materiale, immateriale e paesaggistico, indicando come missione dello Stato il garantirne adeguata custodia e dunque fruizione da parte dei cittadini;
l'articolo 9 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali e del paesaggio" sancisce che: "Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico";
a questa nozione di carattere generale si aggiungono tutti quei beni culturali di cui ai commi successivi del menzionato articolo 9 del decreto legislativo;
la cultura è un bene comune ed essenziale, così come il paesaggio, e la loro tutela si configura come un autentico diritto al benessere e alla conoscenza;
su tutto il territorio nazionale si adagia un tessuto di beni artistici, musei, monumenti, aree archeologiche, a testimonianza della storia e della memoria del nostro Paese;
i borghi d'Italia, sedi di un patrimonio altrettanto ricco e importante di quello dei grandi poli turistici, necessitano di essere meglio valorizzati, al fine di ricostruire o potenziare la rete economica e sociale anche in funzione di un rilancio di talune aree del Paese;
oltre a ciò, l'Italia vanta un grandissimo patrimonio di cultura immateriale, intendendosi con questa non solo monumenti e collezioni di oggetti, ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l'universo artigianato tradizionale;
siffatta ricchezza culturale e di civiltà comporta un impegno costante di salvaguardia e impone l'obbligo di coltivare conoscenza, consapevolezza e sensibilità nelle nuove generazioni e di assicurare che il patrimonio materiale, immateriale e paesaggistico siano tramandati alle generazioni future;
considerato che:
la qualità e la varietà del patrimonio culturale italiano esigono un adeguato e complesso sistema di esercizio della tutela e della valorizzazione, che richiede la piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti in base alle loro rispettive competenze, ma prima di tutto da parte dell'appartato centrale statale;
l'opera e la musica sinfonica fanno parte del vasto patrimonio artistico immateriale e svolgono l'importante ruolo di ambasciatori della cultura italiana nel mondo, concorrendo alla diffusione di un'immagine internazionale positiva del nostro Paese;
il patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all'altra;
il patrimonio culturale italiano necessita costantemente forme di intervento di tutela e valorizzazione, anche alla luce dell'impatto che hanno i cambiamenti climatici sugli stessi;
negli anni si è diffusa l'idea che il patrimonio culturale si potesse autofinanziare attraverso propri proventi o finanziamenti privati, assottigliando così l'intervento statale. Il risultato è stato il deterioramento nella conservazione del patrimonio e la tendenza alla mercificazione dei luoghi della cultura;
la crisi sociale ed economica legata all'emergenza sanitaria in corso ha sottolineato quanto sia importante l'investimento statale e degli enti locali in beni e servizi culturali;
al fine di migliorare il suddetto dato è necessario sviluppare un sistema di welfare del mondo della cultura, materiale e non, che tenga conto delle sue tipicità e che sia di qualità;
valutato che:
nell'ottica di un rilancio del Paese, occorre concentrare gli sforzi sulla manutenzione del patrimonio italiano, pensando ad investimenti lungimiranti tesi a rilanciare l'occupazione, anche tramite la valorizzazione delle professioni del comparto beni culturali;
occorre rendere concreta la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale rendendolo accessibile a tutti in contrasto alla povertà culturale ed educativa, in cui rischia di sprofondare il Paese in una fase storica e socio-economica come quella attuale;
va inoltre data attenzione all'imprenditorialità, piccola e media, nel settore culturale che ha tanto da offrire alla crescita del Paese in termini di occupazione, apporto di competenze tecnico-scientifiche, e creazione di benessere sostenibile. Le piccole, micro e medie imprese del comparto culturale e il comparto del terzo settore necessitano sostegno per continuare a garantire la diffusione su tutto il territorio nazionale di contenuti culturali, al di fuori dei grandi poli turistici;
occorre rafforzare il sistema museale, incluso quello dei piccoli musei, valorizzando la ricerca e tutte le professioni ad essa legate in questo campo;
è necessario trovare un giusto equilibrio tra volontariato e professionismo nel mondo dei beni culturali, affinché siano raggiunti obiettivi di elevati standard di tutela e valorizzazione da un lato, incremento occupazionale dall'altro;
fatti di cronaca recenti impongono una riflessione sul sistema italiano delle fondazioni lirico sinfoniche con particolare riferimento alla necessità di garantire gestioni virtuose, trasparenti e libere da logiche che rischiano di alimentare un sistema clientelare a danno della qualità e dell'equilibrio economico delle stesse, alla tutela per i lavoratori e ad un rilancio del comparto con particolare riguardo al ruolo della danza,
impegna il Governo:
1) a definire i livelli essenziali delle prestazioni culturali assicurando il giusto equilibrio tra il diritto di accesso alla cultura e la tutela dei lavoratori, ai quali, proprio perché svolgono un servizio pubblico essenziale, devono essere garantite le tutele adeguate: giusta retribuzione, riconoscimento e giusto inquadramento professionale e contrattuale, sistema previdenziale e assistenziale che tenga conto delle tipicità;
2) a completare il piano per la fruizione del patrimonio culturale, anche al fine di renderlo fruibile a chi è in condizione di disabilità temporanea o permanente o con bisogni speciali;
3) ad adottare un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio italiano;
4) ad adottare tempestivamente le misure previste nella legge di bilancio per il 2020 in materia di recupero di beni immobili statali di interesse storico e culturale in stato di abbandono e riqualificazione delle aree industriali dismesse;
5) ad intervenire in progetti virtuosi di recupero dei centri storici, anche al fine di ripristinare un tessuto sociale residenziale;
6) ad adottare iniziative volte ad incentivare la conoscenza del patrimonio artistico italiano, delle arti e del paesaggio in tutte le scuole;
7) a intraprendere un percorso di completamento e revisione della riforma del settore dello spettacolo dal vivo, incluse le fondazioni lirico sinfoniche, con particolare riguardo alla danza e ai corpi di ballo;
8) a richiedere ulteriori stanziamenti europei a fondo perduto per il comparto culturale, ed a valorizzare, anche in campo internazionale, progetti con altri Paesi per la valorizzazione e conoscenza del nostro patrimonio di cultura immateriale.