Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00139
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Atto n. 1-00139
Pubblicato il 5 giugno 2019, nella seduta n. 118
MARILOTTI , NISINI , DE LUCIA , BARBARO , CORRADO , PITTONI , GRANATO , RUFA
Il Senato,
premesso che:
fino alla data del 21 maggio 2019, Radio Radicale ha goduto di un corrispettivo pari a 10 milioni di euro annui sulla base di una convenzione stipulata con il Ministero dello sviluppo economico per l'attività di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari;
inoltre, ai sensi della legge, n. 230 del 1990, recante "Contributi alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale", Radio Radicale ha beneficiato di un contributo pari a 4 milioni di euro annui erogati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Alla luce di quanto previsto all'articolo 1, comma 810, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), detto contributo è destinato ad essere azzerato entro il 2020;
il regime convenzionale, stipulato dal Ministero dello sviluppo economico con il Centro di produzione SpA, nasce dagli obblighi previsti dalla legge n. 223 del 1990, recante "Disciplina del settore radiotelevisivo pubblico e privato" (cosiddetta legge Mammì), la quale prevedeva l'obbligo per la RAI, in qualità di concessionaria per il servizio pubblico radiotelevisivo, di realizzare il servizio di trasmissione delle sedute parlamentari. Successivamente, il decreto-legge n. 558 del 199, poi decaduto, ha istituito, per la trasmissione dei lavori parlamentari, la convenzione con un soggetto privato per un periodo di tre anni, e comunque fino alla completa realizzazione della rete parlamentare della RAI, riconoscendo un corrispettivo in cambio del servizio reso;
a partire dal 18 novembre 1994 è stata stipulata un'apposita convenzione tra la società Centro di produzione SpA, proprietaria dell'emittente Radio Radicale, e l'allora Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, per la realizzazione sull'intero territorio nazionale del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. La convenzione, di durata triennale, prevedeva la spesa di 10 miliardi di lire annui;
la legge n. 224 del 1998 ha poi rinnovato la convenzione triennale con il Centro di produzione SpA, prevedendo lo strumento della gara per il periodo successivo;
nel corso degli anni, si è poi provveduto a rinnovare la medesima convenzione, dapprima per trienni, successivamente per archi temporali biennali, ed infine per singole annualità di spesa, con i seguenti provvedimenti legislativi: 1) legge n. 388 del 2000. All'articolo 145, comma 20, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2001-2003 la convenzione sottoscritta in data 18 novembre 1994, con contestuale rivalutazione dell'importo per la realizzazione sull'intero territorio nazionale del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari di 15 miliardi di lire annui; 2) legge n. 350 del 2003. All'articolo 4, comma 7, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2004-2006 la convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro di produzione SpA stipulata ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 224; si autorizza l'ulteriore spesa di 8,5 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio; 3) legge n. 296 del 2006. All'articolo 1, comma 1242, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2007-2009 la convenzione; si autorizza l'ulteriore spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio; 4) decreto-legge n. 194 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25 del 2010. L'articolo 2, comma 3, proroga ulteriormente per il biennio 2010-2011 la convenzione, autorizzando l'ulteriore spesa di 9,9 milioni di euro per ciascuno degli anni; 5) legge n. 183 del 2011. L'articolo 33, comma 38, ha autorizzato la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2012; 6) decreto-legge n. 216 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012. All'articolo 28, comma 1, viene ulteriormente autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2012; 7) decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012. Con l'articolo 33-sexies, comma 1, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2013; 8) legge n. 147 del 2013. L'articolo 1, comma 306, ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015; 9) legge n. 208 del 2015. Con l'articolo 1, comma 177, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2016; 10) decreto-legge n. 244 del 2016. Con l'articolo 6, comma 2, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2017; 11) legge n. 205 del 2017. L'articolo 1, comma 689, autorizza la proroga, per l'anno 2018, e la contestuale spesa di 10 milioni di euro;
infine, l'articolo 1, comma 88, della citata legge di bilancio per il 2019 ha autorizzato il Ministero dello sviluppo economico a prorogare di ulteriori sei mesi il regime convenzionale con il Centro di produzione SpA per un impegno di spesa pari a 5 milioni di euro;
considerato che:
pur riconoscendo il servizio di pubblica utilità relativo alla trasmissione delle sedute parlamentari offerto da Radio Radicale in questo lungo periodo, si sottolinea come il descritto regime transitorio sia diventato, nel corso dei decenni, un regime permanente, nonostante la nascita nel 1998 del canale radiofonico Rai Gr Parlamento;
da quanto esposto, risulta che l'emittente abbia ricevuto complessivamente circa 250 milioni di euro dallo Stato nel corso degli anni, tra quanto previsto dalla convenzione con il Ministero dello sviluppo economico e i contributi erogati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria, quale corrispettivo per lo svolgimento del servizio di radiodiffusione dei lavori parlamentari, fissato senza alcuna ulteriore gara ad evidenza pubblica;
l'articolo 2 della convenzione stipulata il 18 novembre 1994 tra l'allora Ministro delle poste e delle telecomunicazioni e il Centro di produzione SpA prevede che la società "è tenuta a trasmettere, per ogni impianto, tra le ore 8,00 e le ore 21,00 almeno il 60% del numero annuo complessivo di ore dedicate delle Camere alle sedute d'Aula" e che le stesse "non possono essere interrotte, precedute e seguite, per un tempo di 30 minuti dal loro inizio e dalla loro fine, da annunci pubblicitari o politici". L'articolo 3, comma 2, stabilisce, inoltre, che il versamento dell'importo sia subordinato alla verifica dell'adempimento degli obblighi previsto dall'articolo 2. I controlli da parte del Ministero sono delineati nel successivo articolo 4 e prevedono la verifica della trasmissione dei programmi, mediante verifica sullo stato di funzionamento degli impianti e della regolare trasmissione dei programmi, sulla base dei dati relativi al numero di ore dedicate alle sedute d'Aula di ciascuna Camera;
la convenzione non prevede, pertanto, alcuna forma di rendicontazione delle attività e dei costi sopportati dalla società e della loro correlazione al servizio oggetto della convenzione;
ritenuto che:
il corrispettivo annualmente riconosciuto a Centro di produzione SpA per il servizio oggetto della convenzione sembra essere eccessivo, considerati gli effettivi costi del servizio reso alla luce delle nuove tecnologie attualmente disponibili sul mercato;
Radio Radicale è proprietà di una società per azioni, il 25 per cento delle quali è in possesso di un soggetto privato, leader nel settore della grande distribuzione;
è necessario, infine, sottolineare come l'articolo 1, comma 2, della legge n. 224 del 1998 abbia stabilito che la rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari non possa essere ampliata fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma generale del sistema delle comunicazioni;
considerato, inoltre, che:
Radio Radicale è un'emittente storica, che trasmette e pubblica on line ogni giorno le dirette dei lavori parlamentari. Pur non rientrando nell'ambito della convenzione, Radio Radicale ha sempre garantito copertura ai principali eventi di attualità politica e istituzionale, documentando l'attività dei Consigli comunali, della Corte dei conti, del Consiglio superiore della magistratura, del Parlamento europeo, nonché ai congressi, festival ed assemblee di partiti politici, ai convegni organizzati da associazioni del mondo del lavoro e dell'impresa, a manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, a dibattiti e alle presentazioni di libri;
l'archivio di Radio Radicale costituisce un patrimonio inestimabile per la storia d'Italia degli ultimi decenni con oltre 540.000 registrazioni, che includono le sedute del Senato della Repubblica (a partire dal 7 giugno 1977), della Camera dei deputati (a decorrere dal 26 settembre 1976), del Consiglio superiore della magistratura (dal 24 settembre 1985 in poi); l'archivio custodisce anche gli atti completi dei più rilevanti processi degli ultimi due decenni, con 23.500 udienze registrate, e quelli dei congressi dei partiti e dei sindacati, per complessive 3.300 giornate registrate, oltre a forme di resocontazione di comizi, conferenze stampa, convegni e manifestazioni culturali;
è necessario approvare una normativa di riferimento relativa al servizio radiofonico e multimediale di interesse generale destinato all'informazione e comunicazione istituzionale, che preveda l'assegnazione del servizio tramite gara attraverso un quadro coerente, certo e trasparente, degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento del medesimo e che stabilisca, al contempo, l'abolizione del divieto di ampliamento della rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari da parte del concessionario del servizio pubblico;
per l'anno 2019 è già stato riconosciuto al Centro di produzione SpA un importo complessivo di 9 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro per l'espletamento del servizio nel primo semestre e l'importo di 4 milioni di euro ai sensi della legge n. 230 del 1990 quale contributo alle imprese radiofoniche private che hanno svolto attività di informazione di interesse generale,
impegna il Governo:
1) ad attivare tutte le opportune iniziative al fine di approvare una normativa di riferimento relativa al servizio radiofonico e multimediale di interesse generale destinato all'informazione e comunicazione istituzionale, che preveda l'assegnazione del servizio tramite gara, attraverso un quadro coerente, certo e trasparente degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento del medesimo, che disciplini anche il periodo transitorio in attesa dell'espletamento della procedura di gara e che stabilisca, al contempo, l'abolizione del divieto di ampliamento della rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari da parte del concessionario del servizio pubblico;
2) ad attivare una separata convenzione con Centro di produzione SpA di durata triennale, volta esclusivamente a concludere l'attività di digitalizzazione e messa in sicurezza degli archivi di Radio Radicale anche antecedenti all'attivazione della prima convenzione del 21 novembre 1994, e per un importo che copra esclusivamente il costo del personale necessario allo svolgimento di detta attività.