Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01598
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Atto n. 4-01598
Pubblicato il 18 aprile 2019, nella seduta n. 110
FENU , CASTALDI , LEONE , LANNUTTI , MARILOTTI , EVANGELISTA , LICHERI , AGOSTINELLI , ABATE , MOLLAME , DI NICOLA , CRUCIOLI , D'ANGELO , DRAGO , MATRISCIANO , GAUDIANO , ANGRISANI , FERRARA , BOTTICI , URRARO , DI PIAZZA , ACCOTO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che:
la Saipem SpA è una società strategica italiana controllata dal gruppo Eni, ad oggi considerata tra i leader mondiali nel settore dei servizi per l'industria petrolifera on-shore e offshore; tra i suoi clienti annovera quasi tutti i colossi del petrolio e le maggiori compagnie petrolifere, sia private che di Stato, di tutto il mondo, con un volume d'affari di estremo rilievo, fornendo servizi petroliferi, dalle infrastrutture per i giacimenti di idrocarburi alle perforazioni, dall'attivazione di pozzi petroliferi alla costruzione di gasdotti e oleodotti;
la società è dotata di una competenza ingegneristica e di project management di eccellenza nonché di un'importante flotta navale all'avanguardia e di grande versatilità. Tra l'altro opera nel settore delle costruzioni per lo sviluppo dei campi energetici, con presenza di cantieri di fabbricazione anche in Paesi come Nigeria, Angola, Brasile, Arabia Saudita e Indonesia. Lo stabilimento di Arbatax si colloca all'interno di questo settore; tale presenza permette lo sviluppo di importanti progetti secondo lo schema EPCI (engineering, procurement, construction, installation). La società inoltre sta consolidando il proprio posizionamento come "Global Solution provider" e partner affidabile, in grado di sviluppare soluzioni per i clienti che stanno transitando verso le fonti energetiche sostenibili quale l'eolico e il solare offshore;
in Italia la suddetta società è operativa a San Donato Milanese, Fano, Arbatax e Porto Marghera, e vanta operai di altissimo livello e specializzazione professionale. In particolare, lo stabilimento della società "Intermare Fabrication Yard Arbatax" ha rappresentato per oltre un trentennio, una delle principali realtà industriali dell'Ogliastra ed un'eccellenza per la competitività della Sardegna e di tutto il Paese; sorto per far fronte a particolari esigenze legate alla costruzione di parti meccaniche da installare sulle piattaforme di produzione del petrolio o del gas naturale, grazie alle sue maestranze, ha consentito anche la fabbricazione di interi impianti;
nonostante la riconosciuta strategicità, negli ultimi anni lo stabilimento di Arbatax ha registrato un calo produttivo e occupazionale vertiginoso e allarmante, che ne ha portato al minimo l'operatività, tanto che ad oggi l'organico è stato ridotto a sole 95 unità, che subiranno un'ulteriore flessione a seguito dell'accordo siglato in data 9 aprile 2019 nel corso dell'incontro tra la Saipem SpA e la Rappresentanza sindacale unitaria, per dare attuazione ad una nuova fase di adesione volontaria per un numero massimo complessivo di 60 dipendenti, dei quali 6 dello stabilimento di Arbatax, nell'ambito di un piano di prepensionamento, ai sensi della procedura, di cui all'art. 4 della legge n. 92 del 2012, senza tuttavia precisare come verranno reintegrate le professionalità perse. È evidente quanto il declino dello stabilimento Saipem di Arbatax sia continuo e incessante, nonostante le ampie rassicurazioni rese da parte dei vertici della società, rispetto alla volontà di proseguire gli investimenti nel sito;
d'altronde, analoghe rassicurazioni sui floridi sviluppi futuri delle attività produttive, sono state fornite dall'azienda ai lavoratori dello stabilimento di Cortemaggiore (Piacenza), invece poi dismesso definitivamente nel 2016, per essere delocalizzato in Romania, dopo una progressiva riduzione delle attività produttive del sito. Il timore, sentito e condiviso, dei lavoratori di Arbatax è che l'azienda stia perseguendo una strategia analoga a quella di Cortemaggiore, attuando quindi una progressiva smobilitazione del sito. Se si dovesse andare incontro a programmi di riduzione del personale, se non addirittura, azzeramento, si assisterà ad un ulteriore duro colpo per un territorio come quello ogliastrino, già provato dal gap infrastrutturale e dai forti tassi di disoccupazione;
ancora una volta, sembrerebbe, che gli attuali vertici di Saipem, fornendo rassicurazioni "standard" sulla volontà di tenere in piedi i vari stabilimenti, di volta in volta agli attori istituzionali e sindacali, stiano portando avanti una silenziosa, ma inesorabile delocalizzazione non tanto e non solo della produzione in sé, quanto delle competenze del nostro Paese, maturate in tanti anni di lavoro;
nonostante la recente acquisizione di una nuova commessa, che dal mese di luglio 2019 e per circa sette mesi, dovrebbe interessare la yard di Arbatax, nella realizzazione di un progetto in Guyana, per conto di ExxonMobil, resta alta la preoccupazione per il futuro del sito, come più volte espresso dalle rappresentanze sindacali;
il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo insieme ai colleghi deputati Alberto Manca e Pino Cabras, ha partecipato a diversi incontri con alcuni rappresentanti della società, tenendo costantemente aperte le interlocuzioni e ricevendo da essi le solite ampie rassicurazioni "standard" in merito all'acquisizione di nuove commesse, che potranno scongiurare la chiusura del sito di Arbatax;
a causa del protrarsi di questa situazione di incertezza, è stato proclamato dai sindacati uno stato di agitazione che dal mese di ottobre 2018 perdura fino ad oggi. In particolare, alla base degli scioperi vi sarebbero le scarse rassicurazioni ricevute dai lavoratori riguardo ai carichi di lavoro destinati allo stabilimento Intermare. Per tali ragioni i sindacati chiedono a Saipem un maggiore impegno sotto il profilo dello sviluppo commerciale a lungo termine. Ulteriore elemento di allarme per il lavoratori è dato dall'assegnazione di un progetto di ben 22.000 tonnellate di componenti al cantiere Saipem di Karimun in Indonesia, destinati alla realizzazione di una piattaforma nel confine marittimo tra Mauritania e Senegal. Tra l'altro, la Mauritania è situata geograficamente nelle vicinanze dello stretto di Gibilterra e rappresenta un'area di riferimento per la yard di Arbatax, dove poteva essere destinata almeno una parte della realizzazione del progetto;
considerato che:
al fine di accelerare gli investimenti in Italia, il 10 ottobre 2018 il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi i manager delle grandi imprese a controllo pubblico, tra i quali anche l'amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao e l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ai quali ha rivolto l'invito ad incrementare gli investimenti e le assunzioni;
Saipem SpA è una multinazionale a partecipazione pubblica e quindi l'adottata prassi della delocalizzazione delle attività produttive in altri Paesi, con la conseguente riduzione del proprio organico in Italia, oltre a costituire a parere degli interroganti una condotta sgradevole nei confronti del nostro Paese, richiederebbe degli opportuni approfondimenti, per verificare un'eventuale violazione di cui all'art. 5 del decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018 (cosiddetto "Decreto Dignità"), ovvero per verificare quali siano le motivazioni profonde di alcune delle ultime scelte (ad esempio: delocalizzazione della prima linea di management della divisione offshore a Parigi; dismissione dello stabilimento di Cortemaggiore con delocalizzazione delle produzioni in Romania);
Arbatax è un centro nel Mediterraneo che può e deve risultare strategico,
si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché Saipem SpA incrementi gli investimenti in Italia rilanciando i siti interessati dalla crisi, in particolare lo stabilimento di Arbatax di proprietà della "Intermare Fabrication Yard" (Saipem), al fine di creare le condizioni migliori per scongiurare la chiusura di tale importante realtà industriale in Sardegna e di salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità dei lavoratori ivi impiegati.