Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01006

Atto n. 4-01006

Pubblicato il 11 dicembre 2018, nella seduta n. 70
Risposta pubblicata

LANNUTTI , PESCO , DI NICOLA , FENU , PUGLIA , LEONE , PELLEGRINI Marco , PARAGONE , TRENTACOSTE , BOTTO , MOLLAME , NATURALE , BUCCARELLA , ROMANO , SILERI , MORRA , FLORIDIA , CASTALDI , CRUCIOLI , GIROTTO , AIROLA , ABATE , AGOSTINELLI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa, dell'interno e per gli affari europei. -

Premesso che:

nelle scorse settimane in Francia è nato un movimento denominato "gilet gialli" che protesta contro le politiche di austerità del Governo francese e del Presidente Emmanuel Macron, contro il caro carburanti, rivendicando una serie di priorità, tra cui l'aumento del reddito minimo ("Smic" nella sigla francese) a 1.300 euro netti al mese, il ritorno al pensionamento a 60 anni e l'abbandono di politiche economiche, che hanno eroso il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni;

il Governo francese ha attivato una durissima repressione, con migliaia di fermi, arresti ed uso di proiettili di gomma, che hanno provocato tre morti, ferito oltre mille manifestanti, per tentare di domare la rivolta delle classi sociali impoverite e degli studenti, umiliati dalla Polizia in ginocchio e con le mani dietro la schiena nelle loro classi;

l'immagine degli studenti francesi minorenni, costretti in ginocchio e con le mani dietro la testa, è diventato un simbolo delle proteste, coi poliziotti all'interno della scuola "Yvelines", banlieue di Parigi, che hanno affermato: «Ecco una classe che si comporta bene» («Qui se tient sage»), evocando le orribili immagini del Cile durante il golpe di Pinochet del 1973 o della Cina, durante la rivoluzione culturale;

considerato che, risulta agli interroganti:

nel 2003, il Ministro della difesa francese Alliot-Marie, durante un incontro dei ministri della Difesa dell'Unione europea a Roma, ha lanciato l'idea di creare un corpo di Polizia militare europeo. L'anno dopo a settembre, in Olanda, cinque rappresentanti di altrettanti Stati europei hanno firmato una prima bozza di trattato per quella che chiamano "EuroGendFor", ovvero, Forza di gendarmeria europea; con Italia, Francia, Olanda, Spagna e Portogallo, che oggi mettono a disposizione le proprie polizie militari per partecipare. Nel gennaio 2006, è stato inaugurato il quartier generale a Vicenza, col compito di addestrarsi, non già per contrastare la pericolosità di eventi criminosi, quali le mafie internazionali, i traffici di armi e droga, la tratta delle schiave e della prostituzione, ma per un compito ben specifico che riguarda il "controllo della folla", nelle loro missioni nei Paesi del Sudamerica, ad Haiti, in Afghanistan, in Bosnia, ed altri territori in conflitto armato;

nell'ottobre 2007, i cinque Paesi hanno siglato il Trattato di Velsen, che dettaglia scopi, caratteristiche e finalità dell'organizzazione militare "EuroGendFor";

lo "Scopo" è indicato all'art.1): «Il presente Trattato ha lo scopo di costituire una Forza di Gendarmeria Europea operativa, pre-organizzata, forte e spiegabile in tempi rapidi, composta unicamente da elementi delle forze di polizia a statuto militare delle Parti, al fine di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell'ambito delle operazioni di gestione delle crisi»;

tale Polizia militare, composta da Carabinieri italiani, Gendarmerie francese, Guardia civil spagnola, Guardia nacional portoghese, Marechaussée olandese, invece di gestire, come nella norma, scenari di guerra, viene impiegata nei tempi di pace, con missioni e compiti (art.4), conformemente al mandato di ciascuna operazione e nel quadro di operazioni condotte autonomamente o congiuntamente ad altre forze, EuroGendFor deve essere in grado di coprire l'intera gamma delle missioni di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento, durante tutte le fasi di un'operazione di gestione della crisi e potrà essere utilizzata (art.3), con la finalità di condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attività d'indagine penale;

assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici; formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali; formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione a disposizione dell'Unione europea, delle Nazioni unite (Onu), dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in europa (Osce), della Nato e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche;

l'art. 21 stabilisce l'inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi estesi a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EuroGendFor, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti;

mentre l'art. 22 sancisce immunità da provvedimenti esecutivi, indipendentemente dalla ubicazione e dal detentore dei beni; riservando ad EuroGendFor il diritto di ricevere e trasmettere messaggi codificati, di inviare e ricevere corrispondenza e plichi ufficiali tramite corriere o in cassette sigillate, che non potranno essere aperte o trattenute, mentre le comunicazioni indirizzate ad EuroGendFor o da questa ricevute non possono essere oggetto di intercettazioni o interferenza; i membri del personale di EuroGendFor non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga accettabile la costituzione di un esercito permanente di Polizia militare con l'obbiettivo primario di occuparsi di ordine pubblico, il cui quartier generale è in Italia con la finalità di pronto intervento per domare le rivolte popolari, addestrata al controllo della folla e se tale Polizia militare europea sia compatibile con i principi costituzionali vigenti in Italia;

se il Trattato di Velsen, ratificato nel 2010 nel più assoluto silenzio dei media, che contempla immunità ed impunità per eventuali reati compiuti a danno dei cittadini e dei beni dello Stato, sia in sintonia con le norme internazionali e la dichiarazione universali dei diritti dell'uomo, tra i quali i concetti basilari di libertà ed eguaglianza; i diritti dell'individuo nei confronti della comunità; le libertà fondamentali (libertà di pensiero, di opinione, di fede religiosa e di coscienza, di parola e di associazione pacifica);

se risulti al Governo che tale esercito di Polizia europea, sia stato richiesto, ottenuto e prestato da qualche organizzazione internazionale, coalizione specifica, se sia stato utilizzato in Grecia per reprimere i moti di libertà del popolo greco, e più di recente in Francia, per tentare di domare le rivolte sociali del movimento dei "Gilet Gialli" contro il Governo Macron, e quali siano i protocolli di autorizzazione;

se il Governo ritenga necessaria l'immunità di cui gode "EuroGendFor", sia nelle registrazioni in sede giudiziale, che negli eventuali abusi sul territorio italiano, qualora, nell'adempimento del servizio, uccidano, commettano illeciti, senza potere essere accusati, e se accusati, non potranno venire condannati, se condannati, la sentenza non potrà essere eseguita nelle operazioni dii ordine pubblico per il controllo della folla, la cui impunità appare illegale con l'ordinamento vigente;

se non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento che potrebbero profilare palesi violazioni di leggi, ordinamenti e norme di rango costituzionale.