Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00058
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Atto n. 3-00058 (in Commissione)
Pubblicato il 4 luglio 2018, nella seduta n. 18
MALPEZZI , IORI , RAMPI , VERDUCCI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -
Premesso che:
il decreto legislativo n. 59 del 2017, attuativo della legge n. 107 del 2015, ha delineato un nuovo sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado;
tale sistema prevede tre diverse procedure concorsuali disposte al fine di tenere conto delle differenze di formazione dei candidati (abilitati e non abilitati) e di valorizzare la loro eventuale pregressa esperienza di docenti, che nelle previsioni avrebbero dovuto essere bandite entro il 2018;
tuttavia, solo l'iter per il concorso per docenti abilitati previsto dalla "fase transitoria" è stato avviato e le prime assunzioni per la partecipazione al terzo anno di FIT (formazione iniziale e tirocinio) potranno avvenire già a settembre 2018, ma sulle altre due procedure concorsuali per i docenti non abilitati, ad oggi, non vi è alcuna certezza;
il programma di governo sottoscritto dalla Lega e dal M5S non prevede di eliminare tali procedure ma di attuare dei correttivi che inevitabilmente allungheranno i tempi;
ciononostante, recenti interviste rilasciate su alcuni organi di stampa dal Ministro in indirizzo sembrano anticipare la volontà di riformare il sistema attraverso il bando di concorsi per docenti su base regionale a partire dal 2019, sebbene già ora le procedure concorsuali previste dal decreto legislativo n. 59 siano bandite "su base regionale" (art. 3, comma 1, e art. 17, comma 7);
il Ministro aderisce perfettamente allo spirito delle procedure concorsuali del decreto legislativo n. 59, che impone all'amministrazione di bandire i posti che si renderanno vacanti e disponibili per ogni regione, per tipologie di posto e classi di concorso, quando afferma che "sarà necessario elaborare una proiezione realistica dei posti disponibili nel triennio e sulla base di questi far scegliere ai docenti in quale regione svolgere il concorso, regione dalla quale non si potrà chiedere il trasferimento per i primi tre anni dall'immissione in ruolo";
tuttavia, si segnala che, rispetto al vincolo di presenza sul posto vinto, la questione attiene alla mobilità e non certamente alla norma sull'accesso all'insegnamento;
in particolare, alla domanda posta dal quotidiano "la Repubblica" sugli altri due concorsi previsti, quello riservato ai docenti con 3 anni di servizio negli ultimi 8 e quello aperto ai laureati con titolo adeguato per concorrere alla specifica classe di concorso che abbiano conseguito anche i 24 crediti formativi universitari in discipline antropo-psico-pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche, il Ministro risponde che "sono in stand by";
in ragione di ciò, appare comprensibile il timore dei candidati alla procedura concorsuale ordinaria che i 24 crediti formativi, acquisiti a pagamento presso le università, possano non essere più utili e, insieme, quello degli atenei che, in assenza di una linea chiara, non potranno programmare l'attività didattica dei prossimi mesi per il FIT;
appare inoltre comprensibile il timore dei docenti precari con 3 anni di servizio negli ultimi 8 che vedono rinviata, senza alcuna garanzia sui tempi di attuazione, la procedura concorsuale loro riservata dall'art. 17 del decreto legislativo;
le posizioni espresse dal Ministro e dal presidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato Pittoni sembrano con tutta evidenza voler mettere in discussione l'intero impianto di accesso ai ruoli e di sistemazione dei docenti precari previsto dal decreto legislativo n. 59;
tali posizioni, inoltre, sembrano porsi in contrasto con quanto stabilito dal M5s che il 16 marzo 2017, in sede di esame dei pareri sullo schema di decreto legislativo, aveva espresso voto favorevole;
la Flc Cgil, l'Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani (ADI) e LINK - coordinamento universitario hanno lanciato una petizione per chiedere tutele e maggiore chiarezza sui tempi del concorso e sulla regolarità del percorso FIT;
il decreto legislativo n. 59 prevede tempi precisi e ristretti per l'emanazione sia del concorso riservato a chi ha 3 anni di servizio, sia del concorso "ordinario" riservato ai neo laureati che abbiano conseguito la laurea richiesta e i 24 crediti formativi;
ad oggi è partito l'iter che consentirà ai neolaureati e agli studenti di acquisire i 24 crediti ma non esiste alcuna certezza circa i tempi, le tutele ed il funzionamento di questo nuovo percorso per diventare insegnanti;
ulteriori ritardi nell'attuazione di quanto previsto, oltre a mettere in difficoltà gli interessati (precari, studenti e neolaureti), creeranno problemi nella copertura dei posti disponibili, con conseguenze negative per gli alunni e per la scuola, e produrranno ulteriore precariato;
è stata predisposta dal Ministero una bozza di regolamento sul concorso, ma restano ancora incerti i suoi tempi di approvazione e quindi i tempi di emanazione dei due bandi di concorso previsti;
il decreto ministeriale n. 616 del 2017 prevede l'accesso ai servizi del diritto allo studio per chi frequenta i percorsi per acquisire i 24 crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche, ma gli enti per il diritto allo studio non si sono ancora adeguati,
si chiede di sapere:
che tempi intenda darsi il Ministro in indirizzo per attuare quanto previsto dal decreto legislativo n. 59 del 2017, dando certezze alle scuole e alle università, garantendo il diritto allo studio degli alunni e dando risposte concrete agli interessati;
se abbia l'intenzione di cancellare il FIT e delineare un nuovo sistema di reclutamento, con tutte le conseguenze negative che questo produrrebbe per gli alunni, le scuole e gli interessati;
quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di dare attuazione a quanto previsto dal decreto ministeriale n. 616 del 2017.