Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05294
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Atto n. 4-05294
Pubblicato il 17 febbraio 2016, nella seduta n. 579
CONTE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -
Premesso che sabato 13 febbraio 2016 i conservatori di musica italiani statali e non hanno realizzato una protesta denominata "giornata nazionale dell'alta formazione", con concerti e momenti di riflessione, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e il Governo sullo stato di difficoltà dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM), costituito da conservatori, accademie e istituti superiori di industrie artistiche;
considerato che:
il sistema AFAM in sintesi conta: 77 istituti di alta formazione musicale: 54 conservatori statali (più 4 sedi staccate), 19 conservatori non statali (ex istituti pareggiati), 4 istituti accreditati. Gran parte vanta una lunga storia e tradizione (l'Italia è il Paese nel quale i conservatori sono nati, nel XVI secolo); 50.000 studenti, di cui il 10 per cento stranieri (dato, quest'ultimo, più che doppio rispetto al corrispondente dato delle università); oltre 6.000 diplomati all'anno; 7.000 eventi complessivamente organizzati sul territorio (soprattutto concerti); 6.000 docenti, 1.500 unità di personale amministrativo e ausiliario;
la giornata di protesta è stata indetta dall'assemblea congiunta dalle conferenze nazionali dei presidenti, dei direttori e dei presidenti delle consulte degli studenti dei conservatori statali e non, con una mozione del 27 gennaio che ripercorre le criticità di lungo periodo che l'alta formazione musicale italiana è costretta ad affrontare, tra cui: la mancata attuazione della riforma del settore contenuta nella legge n. 508 del 1999, per la quale risultano ancora da adottare numerosi atti di secondo livello; una persistente e grave carenza di risorse pubbliche; le difficoltà nella interlocuzione con il livello politico-istituzionale, considerato anche il mancato rinnovo del consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (CNAM);
i conservatori non statali attraversano un prolungato periodo di sottofinanziamento, che mette a rischio la prosecuzione delle attività e la loro stessa sopravvivenza; a tale riguardo, sono stati assegnati alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato diversi disegni di legge di iniziativa di più parti politiche, che hanno come fine ultimo la statalizzazione di tali istituti, il cui esame tuttavia procede a ritmi troppo lenti;
è competenza della stessa 7ª Commissione l'Affare n. 409 sulla musica, al fine di identificare delle strategie in grado di mantenere vivo l'immenso repertorio italiano e di attivare processi virtuosi di creazione e innovazione musicale, permettendo l'accesso e il confronto con la realtà internazionale;
tenuto conto che:
una decisa risposta alla richiesta di maggiore attenzione verso il sistema AFAM, per garantire ai giovani e al Paese la necessaria qualità formativa e per realizzare un ulteriore sviluppo del sistema, rispondendo alla storica tradizione musicale, rappresenta una delle priorità dell'industria culturale del nostro Paese;
in materia sono state presentate due interrogazioni (3-01723 del 3 marzo e 4-04920 del 3 dicembre 2015), che non hanno ricevuto risposta,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, con l'urgenza necessaria a fornire le dovute garanzie in previsione dell'avvio del prossimo anno accademico, per procedere alla completa attuazione delle legge n. 508 del 1999, alla revisione generale del sistema italiano degli studi musicali che preveda la statizzazione o razionalizzazione degli istituti musicali ex pareggiati e all'individuazione delle risorse finanziarie necessarie per la gestione degli edifici sede delle istituzioni, non più di competenza delle amministrazioni provinciali, ora enti di area vasta a seguito della "riforma Delrio" di cui alla legge n. 56 del 2014.