Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05156

Atto n. 4-05156

Pubblicato il 27 gennaio 2016, nella seduta n. 566

BERTOROTTA , SERRA , PAGLINI , CAPPELLETTI , MORONESE , DONNO , PUGLIA , SANTANGELO , LUCIDI , MARTON - Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che:

risulta agli interroganti che negli ultimi anni a Roma, soprattutto nei quartieri della zona sud, si siano svolte decine di raid di pestaggio contro extracomunitari bengalesi ad opera di un gruppo di persone e giovinastri razzisti di estrema destra;

una lunga e minuziosa indagine condotta dal raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri ha portato alla luce numerosi particolari sulle metodiche e sulle azioni del gruppo di picchiatori;

da un articolo tratto dal "Corriere della Sera" del 14 gennaio 2016 si legge: «Cinquanta e forse più aggressioni razziste tra novembre 2012 e novembre 2013. Stessi autori, i frequentatori del circolo di Forza Nuova in via Lidia a Roma, stesse vittime: cittadini bengalesi, scelti come vittime solo in base alla loro etnia. In tredici sono indagati dalla procura di Roma, soggetti, si legge nel decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri, "accomunati da una vocazione ideologica di estrema destra nazionalsocialista" caratterizzata "dal propugnare sia le tesi negazioniste dell'Olocausto sia quella della superiorità della razza bianca". Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata all'incitamento, alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali e poi minacce, lesioni, detenzione di armi da sparo e altri reati. Perquisizioni, oltre che nella Capitale, anche a Chieti e Ferrara»;

considerato che:

risulta agli interroganti, inoltre, che molti di questi teppisti picchiatori appartengano alla formazione di estrema destra "Forza nuova", tanto che da un articolo estratto da "askanews" del 14 gennaio 2016 si legge quanto segue: «È il più grande del gruppo, Giovanni Maria Camillacci. Tra i 13 estremisti di destra raggiunti stamane da una perquisizione del Ros dei carabinieri su disposizione della Procura di Roma l'esponente di Forza Nuova con i suoi 44 anni è il più anziano. Gli altri sono tutti più giovani. Roberto Benignetti, ha 26 anni; così come Gabriele Masci; Matteo Stella, 26; e Alessio Lala. Daniele De Santis, ne ha uno di meno, 25; stessa età per Alessio Costantini, 25. Alessio Castelli, ha 28 anni; Stefano Pinti ed Alessio Evangelista ne hanno 23; Andrea Di Cosimo, 21; Alessio Mursia, 22. Il più piccolo del gruppo è Andrea Palmieri, 18»;

tra costoro figura Giovanni Maria Camillacci, noto esponente di rilievo, presente in importanti missioni all'estero effettuate da Forza nuova stessa, in particolare in Russia, in compagnia del segretario nazionale Roberto Fiore;

il citato articolo di "askanews" riporta che «Il bengalese è perfetto per le spedizioni punitive perché non reagisce e non denuncia. È questo quello che ritenevano gli estremisti di destra oggetto stamane di una perquisizione del Ros dei carabinieri su disposizione della Procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta sulla istigazione al razzismo. Le aggressioni - si spiega nel provvedimento degli inquirenti - erano descritte come un pestaggio terapeutico e ideologico. Un massacro che ti scarica i nervi e la tensione e che racchiude un credo, quello di combattere l'immigrazione. A due degli indagati, Alessio Costantini, 26 anni, e Matteo Stella, 26; è contestato l'aver portato al di fuori della propria abitazione, senza giustificato motivo, un coltello a serramanico. Lo scopo della organizzazione era comunque quello di avvicinare minorenni per portarli verso l'ideologia estremista e poi come picchiatori del Bangla Tour»;

considerato inoltre che:

un dettagliato articolo di Sergio Rizzo del 17 gennaio apparso sul "Corriere della Sera" ha squarciato il velo sulla dimensione abnorme che si è determinata a Roma negli ultimi anni relativamente agli esercizi commerciali del tipo minimarket gestiti da persone di origine extracomunitaria, di solito bengalesi;

sulla gestione di questi esercizi commerciali il giornalista scrive: «Sono tutti uguali, rimangono aperti a notte fonda e vendono dai detersivi ai superalcolici. E questo va avanti da anni nel disinteresse di tutti. Il dilagare dei microscopici e tutti uguali negozi di bevande e affini nel centro storico di Roma, ben documentato in queste pagine, procede inarrestabile da anni, e a ritmi ancor più frenetici in coincidenza del Giubileo. Senza però che a questo fenomeno chi di dovere abbia prestato la sia pur minima attenzione. Eppure una simile invasione seriale pone molte domande alle quali le autorità competenti dovrebbero dare quanto prima risposta. Chi c'è dietro? Da dove provengono i capitali? Le persone che ci lavorano, tutti rigorosamente extracomunitari, sono regolari e ricevono un trattamento regolare?»;

considerato altresì che:

risulta agli interroganti che un rapporto dell'International organization for migration del 2010 ha evidenziato come il traffico illegale dei bengalesi verso l'Europa, quindi anche l'Italia, avvenga per il tramite della potente mafia russa;

a giudizio degli interroganti i richiami razzisti in nome della tutela della razza bianca e ariana sono sempre ottusi e privi di qualsivoglia fondamento scientifico e razionale; tanto più grotteschi lo sono se ci si rivolge a popolazioni come quella bengalese di origine indoariana,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

quali misure di competenza intendano adottare per inibire definitivamente le odiose attività di dura violenza xenofoba e politica perpetrate, negli ultimi anni, dalle bande fasciste a Roma;

se non considerino che il disegno criminale e intimidatorio perpetrato dalla banda di picchiatori, ben incardinata all'interno di Forza nuova, oltre all'evidente motivazione razzista di picchiare persone asiatiche ritenute inferiori, non celi un meccanismo di tutoraggio e di controllo violento per conto del crimine organizzato che sembrerebbe essere il garante della "tranquillità" della presenza massiccia a Roma di bengalesi sfruttati sul lavoro, quando non irregolari.