Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02283
Azioni disponibili
Atto n. 3-02283 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 14 ottobre 2015, nella seduta n. 523
PUPPATO , LO GIUDICE , PUGLISI , SCALIA , IDEM , PEZZOPANE , MORGONI , CIRINNA' , PALERMO , PAGLIARI , ANGIONI , ORELLANA , GAMBARO , SOLLO , COMPAGNONE , BIGNAMI , BERTUZZI , FASIOLO , MATTESINI , ALBANO - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
l'art. 1, comma 22, lett. g), della legge n. 94 del 2009 ("pacchetto sicurezza") stabilisce l'obbligo dell'esibizione del permesso di soggiorno per qualsiasi atto inerente al rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di natura amministrativa, compresa quindi l'iscrizione all'anagrafe dei nuovi nati;
quindi, per registrare un figlio alla nascita è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno;
la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 emanata dal Ministero dell'interno sancisce tuttavia che: "Per le dichiarazioni di nascita non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno";
considerato che:
in adempimento alla legge n. 94 del 2009 viene spesso rifiutata l'iscrizione all'anagrafe dei nuovi nati da genitori privi del permesso di soggiorno, essendo una legge dello Stato più cogente di una circolare ministeriale;
nel 1991 l'Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (legge n. 176 del 1991), che sancisce quanto segue: "il bambino è persona con diritti propri non dipendenti da altri"; "il suo interesse superiore è preminente" a prescindere dallo status dei genitori; "il fanciullo è registrato immediatamente al momento della nascita e da allora ha diritto a un nome"; "gli Stati si impegnano a garantire a ogni bambino i diritti enunciati a prescindere dalla origine loro o dei loro genitori o da qualsiasi altra circostanza (...) e adottano tutti i provvedimenti appropriati", a prescindere dalla origine loro o dei loro genitori o da qualsiasi altra circostanza;
da 4 anni la Convention on the rights of the child (Crc), gruppo che raccoglie 80 associazioni e realtà mondiali, Caritas italiana compresa, segnala il problema e ne chiede con forza una risoluzione istituzionale raccomandando una riforma che garantisca la registrazione per tutti i minorenni nati in Italia, indipendentemente dalla situazione amministrativa dei genitori;
secondo i dati del Crc, "non ci sono dati certi sull'esistenza del fenomeno ma le ultime stime evidenziano la presenza di 544mila migranti privi di permesso di soggiorno e ciò fa presumere che il numero sia significativo";
il certificato di nascita è l'unica testimonianza certa e riconosciuta dell'esistenza di una persona e senza questo nessun diritto è garantito;
tenuto anche conto che sulla questione esistono in Parlamento due proposte di legge, una presentata alla Camera nel 2013 (AC 740) e l'altra al Senato (AS 1542) nel 2014,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del problema relativo alla registrazione dei minorenni figli di genitori privi di permesso di soggiorno regolare e se e in che modo intenda affrontarlo con la massima sollecitudine, nel rispetto di quanto sancito dalla legge.