Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00267
Azioni disponibili
Atto n. 2-00267 (procedura abbreviata)
Pubblicato il 29 aprile 2015, nella seduta n. 438
MORONESE , MARTON , AIROLA , BERTOROTTA , BLUNDO , BOTTICI , BUCCARELLA , BULGARELLI , CAPPELLETTI , CASTALDI , CATALFO , CIAMPOLILLO , CIOFFI , COTTI , CRIMI , DONNO , ENDRIZZI , FATTORI , FUCKSIA , GAETTI , GIARRUSSO , GIROTTO , LEZZI , LUCIDI , MANGILI , MARTELLI , MONTEVECCHI , MORRA , NUGNES , PAGLINI , PETROCELLI , PUGLIA , SANTANGELO , SCIBONA , SERRA , TAVERNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che a quanto risulta agli interroganti:
in data 11 luglio 2014, la Whirlpool Corporation e Fineldo SpA comunicano di aver sottoscritto un accordo per la cessione della partecipazione detenuta da Fineldo in Indesit Company SpA; Whirlpool ha, inoltre, sottoscritto con alcuni membri della famiglia Merloni accordi per l'acquisto delle azioni da essi detenute in Indesit. Ai sensi di tali accordi, Whirlpool ha acquisito un numero complessivo di azioni rappresentanti il 66,8 per cento dei diritti di voto in Indesit, per un valore di 758 milioni di euro;
in data 16 dicembre 2013, presso la sede del Ministero dello sviluppo economico si era conclusa la lunga trattativa tra la dirigenza della stessa Indesit, il Governo e le parti sociali con la firma dell'ipotesi di accordo che prevedeva precisi e stringenti impegni da parte dell'azienda in termini di investimento e riorganizzazione produttiva;
in particolare, nel suddetto verbale di accordo contenente il piano industriale 2014-2016, sotto la voce investimenti, erano individuati una serie di impegni presi dall'azienda con un investimento per un totale di 83 milioni di euro, fra cui: 43,7 milioni per lo stabilimento di Fabriano (Ancona), come unico polo produttivo per i forni ad incasso (di cui 11,5 milioni su Melano e 32,2 milioni su Albacina); 29 milioni per Comunanza (Ascoli Piceno), come polo produttivo delle lavatrici; 10,3 milioni per Caserta, unico polo produttivo per frigoriferi e per l'avvio linea produzione dei piani cottura gas;
nel citato verbale erano previste, tra l'altro, garanzie per i lavoratori tra le quali quella di rinunciare a ricorrere all'utilizzo di procedure di mobilità unilaterale dei dipendenti degli stabilimenti italiani fino al 2018;
considerato che:
a luglio 2014, il Presidente del Consiglio dei ministri Renzi, commentando la notizia dell'acquisto delle quote della Indesit da parte dell'azienda americana Whirlpool, dichiarava "La considero un'operazione fantastica. Ho parlato personalmente io con gli americani a Palazzo Chigi. Perché non si attraggono gli investimenti e poi si grida "a lupo", riscoprendo un'autarchica visione del mondo che pensavamo superata. Noi, se ci riusciamo, vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto, come a Termini Imerese, nel Sulcis, come nel Veneto. Il punto non è il passaporto, ma il piano industriale. Se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti" (da un articolo del "Corriere della Sera", del 13 luglio 2014);
sulla vicenda, a luglio 2014 è stata depositata presso la Camera dei deputati una interrogazione a risposta orale (3-00953) alla quale non è stata data, ancora, alcuna risposta, nonostante l'elevato numero dei lavoratori coinvolti in questa operazione e nonostante le gravi condizioni occupazionali del territorio fabrianese e casertano;
considerato, inoltre, che:
nonostante gli impegni assunti nel dicembre 2013, ad ottobre 2014 le principali testate giornalistiche sollevano il caso "Allarme Indesit". In particolare il 31 ottobre 2014 da un articolo pubblicato sul sito de "la Repubblica", si apprende che "la Whirlpool non esclude tagli e chiusure", e che Whirlpool "sta valutando varie opzioni al fine di integrare le attività e le società del gruppo. Tali opzioni sono finalizzate a permettere al gruppo integrato di beneficiare di una struttura societaria ed economica più efficiente e potrebbero includere operazioni straordinarie come fusioni infragruppo e trasferimenti di cespiti o aziende o rami d'azienda, nonché la riorganizzazione delle attività produttive e distributive e il consolidamento di alcune funzioni tra i due gruppi";
la notizia anticipata ad ottobre 2014, a parere degli interroganti era più che fondata, considerato che il 16 aprile 2015 la Whirlpool ha annunciato il vero piano industriale che prevede la chiusura di 3 siti produttivi e 1.350 esuberi. Il gruppo intende fermare le attività della fabbrica di Carinaro (Caserta), di Albacina (frazione di Fabriano) e di None (Torino) e questo è stato ufficializzato al Ministero dello sviluppo economico, per cui ci saranno 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca, su un totale di 5.150 lavoratori. Stando alle dichiarazioni dell'amministratore delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglione, il piano è "il migliore che possiamo mettere in campo. Abbiamo guardato tutti i piani possibili, è il migliore per garantire continuità e sostenibilità a lungo termine" (da un articolo de "Il Messaggero", del 16 aprile 2015);
da notizie di stampa (come risulta da "Il Sole 24-Ore" del 16 aprile 2015) nell'articolo intitolato "Whirlpool investe 500 milioni, ma chiude a Caserta", si apprende l'intenzione degli americani di investire 500 milioni per incrementare i volumi produttivi, ma al contempo la volontà di effettuare accorpamenti produttivi e chiusura di stabilimenti con conseguenti esubero di lavoratori;
nello stesso giorno, 16 aprile 2015, sul sito del Ministero dello sviluppo economico, dopo aver visto in anteprima il nuovo piano industriale della Whirlpool, il Ministro Guidi lancia un comunicato stampa in cui dichiara: "Ottenuta conferma impegno azienda ad evitare licenziamenti fino al 2018" (agenzia di stampa "AdnKronos"). Il Governo, ha ricordato il Ministro Guidi, ha subito chiesto e ottenuto l'impegno dell'azienda a rispettare quanto stabilito nell'accordo del 2013 sull'acquisizione della Indesit che escludeva qualsiasi licenziamento unilaterale fino al 2018;
il 20 aprile 2015, nel corso di un tavolo di trattative tra Fim (Federazione italiana metalmeccanici) Fiom (Federazione impiegati operai metallurgici) Uilm (Unione italiana lavoratori metalmeccanici) e Ugl (Unione generale del lavoro) e i vertici italiani di Whirlpool, è arrivata la conferma della chiusura dello stabilimento Indesit di Caserta; il rappresentante dell'azienda ha dichiarato che la Whirlpool è disponibile a considerare soluzioni che evitino procedure di mobilità unilaterali fino alla fine del 2018 in linea con lo spirito del "Piano Italia", trattative che si sono rotte per la contrarietà dei sindacati all'ipotesi di chiusura;
a margine dell'audizione in Senato, presso la 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) svoltasi il 22 aprile 2015, l'amministratore delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni, ha dichiarato "È nostra intenzione continuare a operare in Campania. Investiremo 30 milioni di euro sul sito di Napoli (...) l'investimento, ha sottolineato, sarà ulteriore rispetto ai 500 milioni già previsti" (notizia riportata da "tgcom24" il 22 aprile 2015);
da notizie di stampa del 23 aprile 2015 risulta, inoltre, che il segretario nazionale della Fim, Michele Zanocco, ricordando le somme che Whirlpool ha già ricevuto dallo Stato, ha affermato: "Dalla Regione Campania finanziamenti a fondo perduto per oltre 15 milioni di euro relativi ai fondi europei della programmazione 2007-2013", e che il nuovo piano industriale a fronte di 500 milioni di investimenti costerà allo Stato 200 milioni in ammortizzatori sociali;
da recentissime notizie stampa si evince infine, che la Ducati Energia, azienda che fa capo alla famiglia Guidi, vende condensatori per frigoriferi a Whirlpool, per un valore di 100 milioni di euro;
in una nota del 27 aprile 2015, a seguito di un ennesimo incontro al Ministero dello sviluppo economico, Whirlpool conferma i 500 milioni di investimenti in Italia, così come preannunciato nella presentazione del piano industriale lo scorso 16 aprile presso il Ministero stesso, ma ribadisce anche la disponibilità ad onorare l'impegno di non procedere a licenziamenti unilaterali sino alla fine del 2018, nel rispetto del "Piano Italia Indesit 2013";
nello stesso giorno, una nota del Ministero riferisce che "azienda e sindacati hanno accolto favorevolmente la proposta del Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi di avviare un confronto senza pregiudiziali sul piano industriale Whirlpool, incluso lo stabilimento di Carinaro" ("la Repubblica", del 27 aprile 2015). Il tavolo riprende il 29 aprile e proseguirà il 5 e l'8 maggio 2015. Secondo fonti sindacali il Ministro Guidi avrebbe accolto le richieste dei sindacati di partire dagli accordi pregressi e avrebbe ribadito che la priorità del Governo è dare lavoro sicuro e duraturo a tutto il gruppo, partendo dai 1.350 lavoratori che oggi sono a rischio;
considerato infine che a giudizio degli interroganti:
a seguito di questa manovra industriale, all'interno del Paese si realizzerebbero significativi squilibri territoriali, poiché per gli stabilimenti Indesit presenti sul territorio marchigiano si perderebbe un terzo della forza lavoro operaia a causa della chiusura dello storico stabilimento Indesit di Albacina e il ridimensionamento di quello di Comunanza, mentre la Campania perderebbe due terzi della forza lavoro per la chiusura dello stabilimento Indesit di Carinaro ed il ridimensionamento di Whirlpool Napoli. Soltanto la Lombardia vedrebbe crescere l'occupazione operaia a seguito dell'aumento di personale previsto nello stabilimento Whirlpool di Cassinetta di Biandronno (Varese);
le difficili condizioni economiche e l'altissima percentuale di disoccupazione, sia nella zona di Caserta-Napoli che nel fabrianese, rischiano, ad avviso degli interroganti, di causare ulteriori fenomeni di emigrazione, dal momento che circa il 60 per cento degli operai Indesit in Italia perderebbe il proprio lavoro,
si chiede di sapere:
quali siano i dati in possesso del Governo in merito al piano industriale che Whirlpool ha presentato nel luglio 2014 al Presidente del Consiglio dei ministri Renzi, convincendolo della bontà della proposta di acquisto;
se il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministero dello sviluppo economico fossero a conoscenza che la Whirlpool avesse già uno stabilimento a Cassinetta di Biandronno per la produzione degli stessi prodotti previsti dal Piano Indesit presso lo stabilimento di Carinaro;
se siano state effettivamente poste in essere garanzie occupazionali, così come annunciato, e, in caso affermativo in che cosa consistano;
se quanto riportato nel documento per l'offerta pubblica di acquisto corrisponda a ciò che era previsto nei piani esposti al Presidente del Consiglio dei ministri nel mese di luglio 2014, se questi ultimi corrispondano al piano industriale presentato ufficialmente il 16 aprile 2015 e se quindi lo stesso Presidente fosse a conoscenza già da quella data dei possibili piani di fusione, accorpamento, chiusura nonché del reale numero di esuberi previsti;
se il Governo non ritenga necessario rendere noti i contenuti dettagliati del piano industriale che Whirlpool ha presentato ufficialmente il 16 aprile 2015 e che prevedono l'esubero di 1.350 dipendenti e la chiusura di 3 stabilimenti;
se si corra il rischio che gli esuberi arrivino ad essere superiori al numero suddetto, in particolare estendendoli al settore impiegatizio della Whirlpool;
quali azioni, in riferimento alle garanzie per i lavoratori, intenda intraprendere per tutelare i livelli occupazionali degli stabilimenti Indesit italiani, in particolare quelli di stabilimenti di Fabriano, Comunanza, Teverola, Carinaro e None;
quali misure intenda mettere in atto per garantire l'occupazione dei 1.350 esuberi e di quelli paventati;
se non ritenga di dover rendere noti i dati relativi all'ammontare complessivo e dettagliato degli aiuti di Stato erogati, nei confronti della Indesit prima e della Whirlpool dopo, e di conseguenza verificare se ricorrano i presupposti per revocare i contributi pubblici in conto capitale ricevuti, così come previsto dalla legge di stabilità per il 2014 (comma 60, articolo uno, della legge n. 147 del 2013) che sancisce, per salvaguardare il mercato del lavoro e la produzione locale, che debbano essere restituiti gli incentivi statali concessi alle aziende che delocalizzano le attività produttive in uno Stato non appartenente all'Unione europea, con conseguente riduzione del personale di almeno il 50 per cento;
quali misure intenda adottare, sia in sede nazionale che europea, per fermare o arginare la delocalizzazione della produzione italiana verso i Paesi Ue che presentano una tassazione ed un costo lavoro nettamente più vantaggioso;
se non ritenga necessario adottare misure urgenti per diminuire la tassazione diretta e indiretta verso le imprese italiane così da poter essere su uno stesso piano concorrenziale con gli altri Stati membri dell'UE, permettendo loro di essere competitive sul territorio europeo;
quale sia lo stato di attuazione del tavolo nazionale sull'industria del bianco presso il Ministero dello sviluppo economico, richiesto ed ottenuto dai sindacati, e quali iniziative intenda assumere in occasione del tavolo per arginare e fermare la crisi che sta investendo questo settore;
come intenda utilizzare gli stabilimenti, qualora venissero chiusi e dismessi, considerando che l'abbandono e il deperimento degli stessi potrebbe nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell'arte, della storia e della sanità pubblica;
se non ritenga, considerata la descritta attività industriale della famiglia Guidi, che possano configurarsi situazione di conflitto d'interesse relativamente all'attività del Ministro nella vicenda e, in caso affermative, quali iniziative intenda assumere al riguardo.