Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02704
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Atto n. 4-02704
Pubblicato il 23 settembre 2014, nella seduta n. 315
MORONESE , CIOFFI , NUGNES , PUGLIA , BERTOROTTA , BLUNDO , BUCCARELLA , CAPPELLETTI , CASTALDI , DONNO , ENDRIZZI , FUCKSIA , LEZZI , MANGILI , MARTELLI , PAGLINI , PETROCELLI , SANTANGELO , SCIBONA , SIMEONI , TAVERNA , VACCIANO , GIARRUSSO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno. -
Premesso che:
l'ACMS (Azienda Caserta mobilità e servizi SpA) era un'azienda interamente pubblica i cui soci erano gli enti locali, la Provincia di Caserta e la città di Caserta assieme ad altri 42 Comuni del casertano, affidataria del TPL (Trasporto pubblico locale) su gomma della provincia di Caserta;
con la sentenza n. 52 in data 21 luglio 2009 il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dichiarava insolvente l'ACMS SpA in liquidazione. Al fine della miglior comprensione dei fatti e degli avvenimenti cronologici si riporta testualmente stralcio della successiva sentenza di fallimento emessa in data 21 marzo 2012 dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere che dispose la conversione della procedura di amministrazione straordinaria in oggetto in procedura di fallimento di ACMS SpA in liquidazione, sede in Caserta in persona del commissario straordinario: "In sintesi, il Commissario Straordinario deduce come i crediti maturati dall'azienda nei confronti degli enti fruitori del servizio svolto nel corso della procedura di amministrazione straordinaria ammontano a importo non inferiore a 14,5 milioni di euro (c.f.r. memoria dep. 7,3.12 pag.3). Nonostante ripetuti solleciti, gli enti in questione - in conseguenza di proprie difficoltà economiche non hanno effettuato i pagamenti, imponendo cosi l'avvio di procedimenti esecutivi e lodi arbitrali volti all'accertamento del diritto al corrispettivo da parte di ACMS s.p.a. in liquidazione (c.f.r. ricorso pag. 3). A tal riguardo, può evidenziarsi come nel mese dì dicembre 2011 il Comune di Caserta è stato dichiarato in dissesto ai sensi art. 244 e segg TUEL";
quindi lo stato di insolvenza dell'ACMS non fu provocato dai debiti contratti, bensì dai crediti mai riscossi da parte di altri enti;
considerato che a quanto risulta agli interroganti:
in data 7 ottobre 2011 l'azienda viene ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria;
in data 21 febbraio 2012 il commissario straordinario chiede di disporne il fallimento al tribunale di Santa Maria Capua Vetere;
in data 22 marzo 2012 il tribunale di Santa Maria Capua Vetere dichiara il fallimento dell'ACMS;
in data 5 aprile 2012 presso la sede della Giunta regionale della Campania, nell'ambito della riunione cosiddetta "vertenza ACMS" si è dato atto che la curatela fallimentare deve considerare cessata l'attività aziendale e pertanto "provvederà all'immediato licenziamento ex art. 4 e 24, legge 223/91 di tutto il personale della società fallita";
in data 11 aprile 2012, presso la sede dell'Area generale di coordinamento Trasporti e Viabilità regionale, viene siglato un contratto di affidamento provvisorio per il trasporto pubblico locale su gomma di interesse regionale, provinciale e comunale per la provincia di Caserta. In rappresentanza dell'azienda CLP SpA è presente Giuseppina Esposito in qualità di presidente del CdA (consiglio di amministrazione) e per la Regione l'avvocato Gaetano Botta. Nel suddetto contratto vengono indicate le cause di risoluzione dello stesso all'articolo 19, denominato "Risoluzione", e precisamente al comma 1 capo a) è scritto quanto segue: "se viene meno uno dei requisiti dell'idoneità morale, finanziaria e professionale previsto dalla legislazione nazionale e comunitaria vigente;"
in data 12 e 16 aprile 2012, con parere favorevole delle organizzazioni sindacali tutti i lavoratori dell'ACMS vengono posti in mobilità;
in data 18 aprile 2012 ai lavoratori ACMS viene comunicato, a mezzo posta dal curatore fallimentare, il licenziamento con effetto immediato;
in data 24 maggio 2012, nella sede della Giunta della Regione Campania, viene posto in essere un accordo con la società CLP SpA, alla quale viene affidato il servizio provvisorio di TPL per la Provincia di Caserta a partire dal 30 maggio 2012, dove ai primi punti di detto accordo si legge che verranno assunte tutte le unità lavorative ex ACMS e che verranno garantiti gli aumenti periodici di anzianità, nonché verranno riconosciute le anzianità di servizio ed il rispetto delle figure professionali con le posizioni già presenti in ACMS nonché i trattamenti economici previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro autoferrotranvieri del 26 luglio 1976;
nel mese di luglio 2013 il Prefetto di Napoli emana un'interdittiva antimafia nei confronti della CLP SpA nell'ambito di una gara per la gestione dell'EAVBUS (società del trasporto pubblico della Regione Campania);
considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:
il trasporto pubblico locale è risultato assente a Caserta e provincia per circa 3 mesi nell'anno 2012, prima di essere affidato alla CLP SpA, causando un grave danno alla cittadinanza e a tutto il comparto del trasporto pubblico;
in un'intervista pubblicata sul quotidiano "Il Mattino" edizione di Napoli in data 1° agosto 2013 il signor Carlo Esposito, amministratore delegato CLP SpA, dichiara di aver ricevuto un provvedimento ostativo antimafia a causa di controlli della magistratura in seguito alla sua acquisizione di una discoteca di Firenze;
agli interroganti risulta che il signor Francesco Viale, socio di maggioranza della CLP SpA, e la signora Giuseppina Esposito, oggi amministratore unico CLP SpA, siano proprietari di quote di maggioranza di un'azienda con sede a Milano denominata G&F RE. SpA operante nell'ambito della gestione di impianti per lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali e tossici. L'azienda è stata oggetto di un provvedimento (4003/11 RG. NR. - NR 2949/11 RG GIP) emesso in data 19 dicembre 2011 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza che ha disposto il sequestro preventivo delle azioni delle società pari al valore di 59.000 euro riferibili ad uno dei soci della G&F RE., il signor Giuseppe Sarnataro;
inoltre, risulta agli interroganti che ad oggi non tutti i lavoratori ex ACMS siano stati assunti dall'azienda CLP SpA come da accordo regionale del 24 maggio 2012 a garanzia dei diritti acquisiti dai lavoratori fino a quel momento;
con un'ordinanza dell'11 agosto 2014 il tribunale amministrativo della Campania ha richiesto al Prefetto di Napoli di ottenere informazioni antimafia in relazione alla società CLP. Ad oggi lo stesso tribunale non ha ancora ottenuto le informazioni richieste;
in data 11 settembre 2014 il Comune di Caserta nella persona del sindaco Pio del Gaudio stipulava un protocollo di intesa (n. 63432) con la società CLP SpA con il quale si autorizzava la succitata società "ad emanare a titolo gratuito un quantitativo di abbonamenti pari a n. 200 titoli, con validità annuale e con decorrenza dalla data del rilascio, (...) allo scopo di assegnarli gratuitamente ai cittadini rientranti nelle categorie cosiddette "fasce deboli";
in data 17 settembre 2014 con ordine di servizio n. 11 la società CLP SpA procedeva con la vendita e la pubblicizzazione degli abbonamenti anno 2014/2015,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti inerenti alla vicenda relativa al trasporto pubblico locale in Campania e se intendano assumere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, volte all'accertamento dei fatti per constatare il regolare affidamento e svolgimento del servizio di trasporto pubblico alla società CLP SpA nella Provincia di Caserta;
se si sia provveduto a verificare l'idoneità della suddetta azienda allo svolgimento del servizio pubblico in virtù anche del fatto che la CLP SpA risulta essere stata esclusa da una gara pubblica per la gestione della EAVBUS a seguito di interdittiva antimafia in seguito ad infiltrazione mafiosa;
se intendano assumere iniziative di competenza volte a sollecitare l'autorità al rilascio delle informazioni antimafia richieste più volte dal tribunale amministrativo della Campania;
quali iniziative intendano adottare al fine di riscontrare l'effettiva assunzione di tutti i lavoratori ex ACMS, come previsto dagli accordi siglati presso la Regione Campania;
se vogliano intervenire, nei limiti delle proprie attribuzioni, per accertare le eventuali anomalie nell'applicazione dei contratti di lavoro relativamente a turnazioni, mansioni e tempi di impiego a tutela dei lavoratori, i quali potrebbero aver visto non riconosciuti alcuni dei propri diritti durante le varie fasi di passaggio dall'azienda ACMS alla CLP;
se ritengano, nell'ambito delle proprie competenze, di attivarsi presso l'ente di riferimento in merito al rilascio di abbonamenti e bigliettazione di durata annuale emessi dall'azienda CLP, i quali, considerato che la proroga della gestione del servizio è prevista fino al 31 dicembre 2014, potrebbero di fatto decadere qualora l'azienda risultasse non più affidataria del servizio pubblico, causando disguidi e disagi agli utenti che si ritroverebbero ad aver pagato o ad aver ricevuto in omaggio, come nel caso del protocollo d'intesa stipulato dal Comune di Caserta con la stessa azienda, un servizio di cui non potranno usufruire.