Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01063
Azioni disponibili
Atto n. 3-01063 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 25 giugno 2014, nella seduta n. 269
GRANAIOLA , MARCUCCI , CHITI , CANTINI , CALEO , ALBANO , AMATI , COLLINA , DALLA ZUANNA , DEL BARBA , DIRINDIN , FAVERO , GINETTI , LEPRI , MATTESINI , MATURANI , PUGLISI , SILVESTRO , VALENTINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -
Premesso che:
venerdì 20 giugno 2014, un incendio ha devastato alcune carrozze dell'Intercity 522 Napoli-Sestri Levante che stava percorrendo il tratto della linea tirrenica fra Pisa e Viareggio, nel territorio comunale di Vecchiano, con 120 passeggeri a bordo, molti dei quali hanno testimoniato che fin dalla partenza, in Campania, nel treno si avvertiva un odore di bruciato;
fortunatamente non si sono registrati ustionati, anche se alcuni passeggeri sono stati soccorsi sul posto dai sanitari del servizio d'emergenza 118 per sintomi da intossicazione dovuti ai fumi sprigionatisi dal materiale in fiamme;
l'incendio, le cui cause sono ancora da chiarire, è scoppiato nella penultima carrozza del convoglio, costringendo il macchinista a fermare il treno all'altezza di Migliarino pisano e a far scendere i passeggeri lungo i binari della linea ferroviaria per permettere loro di mettersi in salvo;
secondo notizie di stampa una pattuglia della volante di Pisa si sarebbe accorta delle fiamme alte e dei passeggeri terrorizzati che picchiavano sui vetri tentando di romperli, tanto che un passeggero si sarebbe ferito a una mano nel tentativo di spaccare un finestrino per uscire;
pare, altresì, che il personale di bordo abbia fatto evacuare i passeggeri, mentre i due agenti della volante hanno rotto i finestrini con le torce e hanno aiutato i passeggeri della carrozza in fiamme a saltare giù dal treno;
il pronto intervento della polizia, del personale di bordo, dei vigili del fuoco e del personale sanitario ha impedito che l'incidente si trasformasse in una tragedia, ora si tratta di ricostruire con urgenza le diverse fasi di questo ulteriore grave episodio che getta nuovo allarme sui livelli di sicurezza delle ferrovie italiane;
la gravità dell'incidente si evince anche dall'impegno dei vigili del fuoco di Pisa che, arrivati sul posto alle ore 23,40, hanno concluso l'intervento alle ore 5 della mattina successiva;
"Il Tirreno" di domenica 22 giugno ha fatto rilevare che nella relazione del febbraio 2013, la Direzione generale per le investigazioni ferroviarie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha prescritto a Trenitalia un controllo sui convogli dopo le manutenzioni;
la prescrizione, avvenuta a seguito del distacco della porta di un treno che era andata colpire un altro convoglio sulla tratta Roma-Firenze, all'altezza di Chiusi, consisteva nell'indicazione di «Introdurre una modifica/perfezionamento delle procedure del sistema di controllo, da parte del personale tecnico di Trenitalia, al termine delle lavorazioni delle ditte di subappalto, mediante una procedura operativa di check list»;
lo stesso quotidiano, in data 23 giugno, ha riportato le caratteristiche tecniche delle carrozze costruite nel 1987, come quella andata a fuoco la notte del 20 giugno: materiali «scelti in maniera da soddisfare la lotta al fuoco e la conseguente emissione di fumi e gas tossici» sono le specifiche tecniche delle carrozze ferroviarie Z1 entrate in servizio nel 1987;
l'informazione è reperibile nel volume "Nozioni sui veicoli Fs per viaggiatori", scritto per Editrice veneta da Evaristo Principe, ex dipendente di Ferrovie dello Stato che ha collaborato con la direzione dell'ex Servizio materiale e trazione di Firenze ed è autore di varie istruzioni di servizio delle Ferrovie, opera indispensabile per chi intenda addentrarsi tra gli incidenti ferroviari, per avere le prime necessarie informazioni;
nel volume, il gruppo di carrozze cui appartiene quella danneggiata dall'incendio, è descritto così: «per limitare eventuali propagazioni dell'incendio le pareti divisorie tra i compartimenti e quelle di testa sono di tipo "resistenti al fuoco" ed una parte su tre del tipo a "spartifiamma"»;
ci si chiede come sia possibile che, date le specifiche tecniche, la carrozza si sia trasformata in pochi minuti in un tizzone ardente e che il fuoco si sia propagato anche ad altre carrozze;
l'incidente, avvenuto fortunatamente in una zona aperta e facilmente raggiungibile, avrebbe assunto dimensioni ben diverse se l'incendio si fosse sviluppato nel tratto successivo, dove la linea attraversa le lunghe e strette gallerie delle Cinque Terre in Liguria;
la tratta tirrenica è già stata segnata dalla tragedia del disastro ferroviario di Viareggio e il treno 522 Intercity Napoli-Sestri Levante è lo stesso (Intercity 546) che fu fermato poco prima dell'arrivo a Viareggio la notte della strage del 29 giugno 2009;
la tratta ferroviaria tirrenica si rivela ancora una volta una delle più pericolose della rete italiana, non all'altezza di sostenere l'alto traffico di merci e passeggeri su una linea vecchia e con materiale rotabile che non è dotato dei necessari sistemi di sicurezza e come è reso evidente da questo ultimo incidente, non gode di sufficienti controlli da parte di Trenitalia a valle delle manutenzioni,
si chiede di sapere:
quali misure urgenti, nell'ambito delle proprie attribuzioni, il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché Trenitalia modifichi o perfezioni le procedure del sistema di controllo condotte da parte del proprio personale tecnico al termine delle lavorazioni delle ditte di subappalto, mediante una procedura operativa di check list;
quali misure di competenza intenda attuare per scongiurare altri incidenti sulla linea tirrenica, con particolare riguardo alla sicurezza della rete, del materiale rotabile e alla prevenzione antincendio, anche imponendo a Trenitalia la verifica sulla presenza di rilevatori di fumo, sulla qualità delle tappezzerie, degli arredi e sull'organizzazione dei soccorsi.