Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01060

Atto n. 3-01060

Pubblicato il 24 giugno 2014, nella seduta n. 268

IDEM , FEDELI , LAI , LO GIUDICE , SOLLO , ALBANO , SCALIA , PEZZOPANE , FAVERO , CANTINI , GATTI , MATTESINI , FERRARA Elena , RICCHIUTI , AMATI , GUERRA , PUPPATO , BORIOLI , PAGLIARI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

i dati relativi agli episodi di violenza di genere, come confermato anche dagli ultimi drammatici fatti di cronaca, continuano a registrare una realtà in costante aumento. Infatti, come evidenziato dallo stesso Ministro dell'interno, mentre si registra un calo degli omicidi in genere, passati dai 528 casi del 2012 ai 501 del 2013, il numero delle vittime di femminicidio è passato da 159 a 177 nel 2013, una vittima ogni 3 giorni, una tendenza confermata anche dal rapporto sull'omicidio volontario, pubblicato il 16 giugno 2014 e realizzato dall'EURES in collaborazione con l'agenzia ANSA;

le associazioni, i centri antiviolenza e gli enti locali si trovano troppo spesso ad affrontare un fenomeno che oramai ha assunto dimensioni strutturali e non già emergenziali, senza il supporto di misure, programmi e risorse adeguate e senza la possibilità di avere una figura istituzionale e interlocutoria di riferimento politico quale un Ministro o un Sottosegretario;

il Parlamento nei mesi scorsi ha approvato la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul (legge n. 77 del 27 giugno 2013), cui ha fatto seguito l'approvazione della legge n.119 del 15 ottobre 2013 che ha convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere;

l'articolo 5 del citato decreto-legge prevede che il Ministro delegato per le Pari Opportunità elabori, avvalendosi del contributo delle amministrazioni interessate, delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza, un "Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere", disponendo a tal fine lo stanziamento 17 milioni di euro per il biennio 2013-2014;

conseguentemente il Governo Letta ha avviato i tavoli di lavoro di una task force interministeriale, al fine di elaborare il predetto Piano straordinario e individuare congrue misure volte sia alla prevenzione del fenomeno che al sostegno e all'accoglienza delle vittime;

considerato che:

nella riunione del Consiglio dei ministri dell'8 aprile 2014 si è stabilito che la delega alle Pari Opportunità rimanga tra le attribuzioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Tale decisione, come anche sottolineato nell'atto di sindacato ispettivo 3-00891 è stata accolta come segno di innovazione nelle politiche di mainstreaming. Infatti tali politiche non possono essere ritenute accessorie, in quanto rivestono un ruolo primario nell'assicurare efficacia alle politiche del Governo;

ad oggi però i fondi previsti per il Piano straordinario non sono stati ancora sbloccati, i casi di violenza sono in costante aumento e l'assenza di una specifica azione di coordinamento politico non consente l'approntamento di politiche realmente efficaci volte a far fronte alla piaga del femminicidio. Analogamente dicasi per quanto concerne la promozione di politiche di pari opportunità capaci di dare un quadro di lungo periodo nonché incidere pienamente nel sistema culturale del Paese;

dette esigenze rendono certamente opportuno, distinguere maggiormente l'azione del Governo, appropriata e adeguata nel promuovere maggiori livelli di rappresentanza femminile nelle Istituzioni, italiane ed europee, nonché nei board aziendali, mediante uno specifico coordinamento politico degli interventi in materia di pari opportunità,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri, alla luce dei fatti esposti, non ritenga opportuno procedere alla nomina di una Ministra/o per le pari opportunità, o almeno di un Sottosegretario, con la possibilità di portare avanti a tempo pieno strategie condivise e mirate al contrasto della violenza di genere e altresì in grado di dirigere politicamente e operativamente il dipartimento Pari Opportunità;

quando avverrà lo sblocco dei fondi previsti, peraltro già stanziati, per il già citato "Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere";

se e quando verranno riattivati i tavoli interministeriali, nonché quelli tra istituzioni e associazioni, interrotti e non ancora riconvocati, per rilanciare un impegno serio e non episodico in materia di contrasto alla violenza di genere, anche alla luce del fatto che un Paese, nel quale ogni 3 giorni muore una donna, non può definirsi Paese con una democrazia compiuta.