Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01012
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Atto n. 3-01012 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 5 giugno 2014, nella seduta n. 256
FINOCCHIARO , PUGLISI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -
Premesso che:
si è svolta la prima tornata dell'abilitazione nazionale a posti di professore universitario di prima e di seconda fascia di cui all'art. 16 della legge n. 240 del 2010 e successivi atti applicativi;
l'esito ha suscitato fortissime polemiche e l'operato delle commissioni giudicatrici è stato censurato duramente per aver tradito la lettera e lo spirito della riforma;
si sono manifestati episodi eclatanti che hanno determinato il diniego dell'abilitazione a molti docenti meritevoli, che avevano ottemperato ai criteri oggettivi posti alla base della riforma, e i cui titoli e lavori risultavano pienamente conformi ai criteri valutativi previsti dalla legge;
tali episodi sono stati ampiamente riportati dalla stampa nazionale e in taluni casi hanno destato clamore anche all'estero;
lo stesso Ministro ha ripetutamente espresso giudizi fortemente negativi sullo svolgimento delle procedure e sugli esiti concorsuali, condividendo il giudizio sull'incapacità del mondo accademico di interpretare correttamente la riforma;
il Ministro ha manifestato altresì l'intenzione di innovare profondamente i meccanismi concorsuali in atto;
sugli esiti concorsuali sono stati presentati numerosissimi ricorsi al TAR del Lazio competente sulla materia, e si ha notizia anche di iniziative in sede penale;
l'enorme contenzioso dimostra l'incapacità non solo del mondo accademico, ma anche dell'amministrazione, di guidare gli svolgimenti concorsuali verso una corretta applicazione della riforma, utilizzando gli strumenti di cui pure disponeva;
potrebbero pertanto concretarsi prospettive di responsabilità e di danno erariale;
il TAR del Lazio ha concesso in via cautelativa a non pochi ricorrenti la sospensiva del diniego all'abitazione, ordinando all'amministrazione di procedere a una nuova valutazione con una commissione diversa;
siffatte sospensive, concesse per l'esistenza di un fumus boni iuris e di un danno grave e irreparabile, sono strumento indispensabile alla tutela del diritto dei ricorrenti a una valutazione corretta e al mantenimento di un'elementare par condicio rispetto ai candidati abilitati;
l'amministrazione sta impugnando davanti al Consiglio di Stato le sospensive, in specie argomentando che rinnovare le commissioni comporterebbe un aumento esponenziale degli oneri per l'erario;
a parere delle interroganti, l'argomento è palesemente pretestuoso, perché i commissari svolgono la propria funzione senza percepire gettoni o indennità, e dunque l'aggravio dei costi sarebbe minimo;
per contro, affidare il nuovo giudizio agli stessi commissari, interessati a confermare quanto già fatto, sarebbe scelta chiaramente inidonea a garantire l'interesse dei ricorrenti, e tale da prolungare il contenzioso, con un aumento inevitabile dei costi;
infine un simile orientamento è in stridente contrasto con le valutazioni negative espresse dallo stesso Ministro e potrebbe rivelare piuttosto il tentativo dell'amministrazione di difendere in ogni modo il proprio operato al fine di evitare eventuali responsabilità a carico di funzionari e dirigenti;
sembrerebbe addirittura che il Governo si appresti con decreto-legge ad azzerare gli effetti delle sospensive già concesse;
tale notizia non può che essere pretestuosa e provocatoria, perché una simile iniziativa sarebbe palesemente lesiva del basilare diritto dei ricorrenti a difendere le proprie ragioni con gli strumenti idonei, e dunque lesiva del principio di eguaglianza costituzionalmente garantito;
il decreto-legge sarebbe nella specie privo dei richiesti requisiti di necessità e di urgenza, oltre a essere lesivo dell'autonomia e indipendenza della magistratura e del principio di separazione dei poteri;
gli orientamenti e i provvedimenti dell'amministrazione stanno accrescendo il già notevolissimo turbamento che gli svolgimenti concorsuali hanno determinato,
si chiede di sapere:
quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo per favorire la sollecita soluzione del contenzioso in atto, assicurando la tutela del diritto dei ricorrenti a una valutazione serena e oggettiva dei propri titoli e lavori con la garanzia di una fondamentale par condicio;
come intenda evitare atteggiamenti in sede giudiziale che diano l'immagine di un'amministrazione arroccata sulle proprie posizioni al fine di evitare il più possibile ogni futura imputazione di responsabilità;
quali iniziative intenda adottare per innovare i meccanismi concorsuali in atto, palesemente inidonei ad assicurare il ricambio generazionale, il riconoscimento effettivo del merito e la modernizzazione dell'università evitando ogni occasione di arbitrio;
se non ritenga opportuno chiarire che nessun provvedimento di urgenza sarà adottato tale da travolgere i diritti dei ricorrenti e da causare interferenze nei procedimenti in corso in sede giurisdizionale.