Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00220

Atto n. 1-00220

Pubblicato il 26 febbraio 2014, nella seduta n. 198

SANTANGELO , MANGILI , BERTOROTTA , CASTALDI , MARTON , CRIMI , TAVERNA , MARTELLI , MORONESE , LUCIDI , PAGLINI , AIROLA , LEZZI , MORRA , GAETTI , BOTTICI , MOLINARI , CIAMPOLILLO , SCIBONA , BUCCARELLA , CATALFO , SERRA , GIROTTO , PETROCELLI , CIOFFI , BLUNDO , PUGLIA , NUGNES , ENDRIZZI , DONNO , VACCIANO , CAPPELLETTI , FATTORI

Il Senato,

premesso che:

il 22 febbraio 2014, il Presidente della Repubblica ha nominato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro del lavoro e delle politiche sociali il signor Giuliano Poletti;

dopo una lunga carriera politica (nel Partito comunista italiano e nel Partito dei democratici di sinistra), egli è diventato nel 2002 presidente della Legacoop nazionale e, dal 2013, presidente dell'Alleanza delle cooperative Italiane;

considerato che:

Legacoop e Alleanza delle cooperative rappresentano aziende attive in tutti i settori e in tutte le regioni italiane. Emergono, tra le altre, il colosso delle polizze assicurative leader nel ramo danni in Italia Unipol-Sai, la cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che si occupa della realizzazione del tunnel Tav Torino-Lione, la Nova coop e la Coop Adriatica;

Legacoop, inoltre, detiene interamente il pacchetto azionario di Coopfond, società che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dal 3 per cento dagli utili annuali di tutte le cooperative aderenti a Legacoop e dai patrimoni residui di quelle poste in liquidazione;

spicca, inoltre, un saldo rapporto con il gruppo «Obiettivo Lavoro», società cooperativa operante nell'ambito del lavoro interinale, nato, come evidenziato sul sito internet, «dall'incontro dei mondi e delle iniziative di Legacoop e Compagnia delle Opere (Comunione e Liberazione)»;

valutato che:

ai sensi del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, il Ministero dello sviluppo economico, e dunque, in senso lato, il potere esecutivo a cui appartiene anche il Ministro del lavoro, esercita la vigilanza di tutte le forme di società cooperative e dei loro consorzi, mediante revisioni cooperative ed ispezioni straordinarie;

in particolare, il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, disciplina organicamente il potere di vigilanza e di controllo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulle agenzie per il lavoro, anche attraverso la verifica del corretto andamento dell'attività svolta cui è subordinato il rilascio dell'autorizzazione, nonché i criteri e le modalità di revoca dell'autorizzazione medesima, nonché ogni altro profilo relativo all'organizzazione e alle modalità di funzionamento dell'albo delle agenzie per il lavoro;

considerato che:

emerge, dunque, in tutta evidenza il potenziale, concreto ed effettivo conflitto di interessi in capo al Ministro del lavoro, derivante dalla sua provenienza professionale ed i compiti di vigilanza e di controllo assegnati dalla legislazione vigente all'Esecutivo e, in particolare, al suo Dicastero;

il profilo soggettivo del ministro Poletti è, pertanto, palesemente incompatibile con l'incarico affidatogli, stante non solo un personale intreccio politico ed imprenditoriale in ambiti attigui a quelli della pubblica amministrazione, ma riferito ai poteri di vigilanza e di controllo del Ministero da egli attualmente guidato su enti da lui precedentemente amministrati;

il Ministro del lavoro non risulta idoneo al suo mandato istituzionale, che dovrebbe essere costituzionalmente improntato all'interesse esclusivo nazionale, ed ai criteri dell'imparzialità e del buon andamento amministrativo;

visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica, esprime la propria sfiducia al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, signor Giuliano Poletti, e lo impegna a rassegnare le proprie dimissioni.