Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00914

Atto n. 4-00914

Pubblicato il 26 settembre 2013, nella seduta n. 112

LO GIUDICE , CAPACCHIONE , CUOMO , SOLLO , ASTORRE , CARDINALI , CIRINNA' , CHITI , DE PIN , DIRINDIN , FEDELI , FERRARA Elena , GHEDINI Rita , MATTESINI , PAGLIARI , PEZZOPANE , PUGLISI , PUPPATO , SPILABOTTE , VALENTINI - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il 5 settembre 2013 i media nazionali e locali hanno riportato la vicenda di un uomo di 42 anni, salernitano, senza dimora, in stato di Aids conclamato, che, dopo essersi presentato al reparto di malattie infettive dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno in condizioni di febbre alta e disidratazione acuta, sarebbe stato respinto per mancanza di posti letto disponibili;

il nosocomio salernitano, secondo quanto riportato dalla stampa, è dotato di soli 6 posti dedicati ai malati di Aids, nessuno dei quali era in quel momento disponibile;

successivamente, su sollecitazione dei sanitari che hanno fornito una prima assistenza all'uomo, altre strutture ospedaliere della Campania, fra cui il "Cotugno" e il "Federico II" di Napoli e il "Moscati" di Avellino, sono state contattate per verificare se ci fossero posti letto disponibili per un ricovero urgente, ma tutte hanno dato risposta negativa;

martedì 3 settembre alle ore 13,40, a seguito dell'aggravarsi delle sue condizioni sanitarie, l'uomo è morto in una corsia dell'ospedale salernitano, su una barella di fortuna e senza poter accedere alle cure dovute;

il medico di turno ha quindi tempestivamente informato i carabinieri dell'avvenuto decesso e la direzione generale dell'azienda ospedaliera universitaria ha disposto il trasferimento in Tanatologia della salma, per renderla disponibile all'autorità giudiziaria;

considerato che:

da fonti giornalistiche si apprende che la Direzione generale dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha avviato un'indagine interna al fine di ricostruire il percorso clinico della vittima;

anche la Regione Campania ha avviato un'ispezione per comprendere come mai non si sia trovato posto in una struttura ospedaliera regionale per un cittadino in quelle condizioni;

la Procura di Salerno ha aperto un'inchiesta sulla morte dell'uomo;

il primario del reparto di Malattie infettive dell'ospedale, dottor Maurizio Mazzeo, ha dichiarato alla stampa che, dopo avere cercato invano un posto letto ad Avellino e a Napoli, la disponibilità di un posto letto presso il "Cotugno" di Napoli era giunta solo nella tarda mattinata, quando il paziente era deceduto per arresto cardiocircolatorio da circa 30 minuti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga, nell'ambito delle proprie attribuzioni, di aprire un'indagine interna per fare luce sulla vicenda, fortemente lesiva del diritto primario alla cura e alla salute sancito dall'art. 32 della Costituzione, al fine di verificare: perché non sia stato possibile prestare le necessarie cure al paziente ricoverandolo, seppur temporaneamente, in reparto diverso da quello di malattie infettive e attivando una consulenza infettivologica e che cosa accada in situazioni analoghe per pazienti non in stato di Hiv, al fine di comprendere se vi sia stato un atteggiamento discriminatorio legato allo stato di positività all'Hiv;

se non ritenga di avviare una valutazione dei posti letto delle strutture ospedaliere per persone affette da Hiv che, se, da un lato, sono diminuiti perché sembravano ormai superflui con la somministrazione delle terapie, dall'altro, ora che il numero di Hiv viventi è fortemente aumentato, possono risultare insufficienti in alcune strutture e/o aree geografiche.