Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00492

Atto n. 4-00492

Pubblicato il 4 luglio 2013, nella seduta n. 58
Risposta pubblicata

DE PIETRO , MONTEVECCHI , SERRA , MUSSINI , BLUNDO , FUCKSIA , GAMBARO , GAETTI , CASALETTO - Al Ministro della difesa. -

Premesso che:

l'arsenale di La Spezia è una delle più antiche e importanti basi della Marina militare italiana ed è ubicato nella zona centro-occidentale del golfo di La Spezia, nelle immediate adiacenze del centro storico cittadino, e occupa un'area di circa 85 ettari;

l'evoluzione degli assetti geopolitici militari degli ultimi 20 anni hanno cambiato le esigenze della difesa nazionale, spostando l'interesse strategico verso il sud, nel cuore del bacino del Mediterraneo;

il contestuale cambiamento dei teatri di interesse strategico-militare ha comportato una notevole perdita di rilievo logistico della base spezzina a favore di quelle di Taranto e di Augusta (Siracusa), tuttavia lasciando a La Spezia le fregate "Maestrale" e "Vesuvio", il cacciamine "Lerici", il cacciatorpediniere "Duilio", l'unità di supporto "Elettra" e il veliero "Amerigo Vespucci";

nonostante la sua attività si sia fortemente ridimensionata in conseguenza dei mutati scenari internazionali, dei progressi della tecnologia a favore della guerra area, della chiusura del centro addestramento reclute in seguito alla fine del servizio di leva obbligatorio e, soprattutto, della cessazione delle attività di costruzione delle navi, l'attività dell'arsenale resta comunque centrale per l'economia e l'occupazione spezzina;

sebbene oggi l'attività della base sia principalmente limitata solo alla manutenzione e all'ammodernamento delle unità navali (di linea, speciali e a vela), questa rappresenta la massima espressione di un notevole bagaglio tecnico e di rarissime professionalità che eseguono lavori artigianali in particolari settori nautici quali la veleria, la falegnameria, i cordami, di concerto con specialisti del settore navalmeccanico ed elettronico;

considerato che:

la presenza della base comporta un enorme impatto eco-marino ed ambientale;

ampie aree dell'arsenale sono del tutto inutilizzate o poco impiegate;

la frazione Marola, limitrofa alla base, fu privata dell'adiacente antico borgo di San Vito, della chiesa, del cimitero e di ogni accesso al mare proprio per far posto all'estensione di cemento dell'arsenale, devastando il lungomare naturale di questo caratteristico e antico borgo marinaro e il suo pregio paesaggistico e turistico, con grave danno per la qualità della vita della popolazione e per l'economia locale,

si chiede di sapere:

se il Governo non voglia razionalizzare le funzioni dell'arsenale di La Spezia riducendone l'inutile enorme estensione territoriale e, attraverso la restituzione delle aree inutilizzate prospicienti Marola (che vanno dalle vasche di San Vito al campo in ferro passando per banchina carboni e i due moli Varicella), determinare un'importante riconversione ad usi civili delle aree di pregio paesaggistico e turistico, valorizzando le comunità locali;

se il Governo non intenda predisporre misure adeguate per "mitigare" la separazione tra la frazione di Marola e il suo lungomare costituita dal muro di cinta dell'arsenale e dalle sue rigide limitazioni di accesso anche nei confronti dei residenti, consentendo loro di tornare ad accedere al mare.