Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00123

Atto n. 4-00123

Pubblicato il 30 aprile 2013, nella seduta n. 17

SERRA , AIROLA , ANITORI , BATTISTA , BENCINI , BERTOROTTA , BIGNAMI , BLUNDO , BOCCHINO , BOTTICI , BUCCARELLA , BULGARELLI , CAMPANELLA , CAPPELLETTI , CASALETTO , CASTALDI , CATALFO , CIAMPOLILLO , CIOFFI , COTTI , CRIMI , DE PIETRO , DE PIN , DONNO , ENDRIZZI , FATTORI , FUCKSIA , GAETTI , GAMBARO , GIARRUSSO , GIROTTO , LEZZI , LUCIDI , MANGILI , MARTELLI , MARTON , MASTRANGELI , MOLINARI , MONTEVECCHI , MORONESE , MORRA , MUSSINI , NUGNES , ORELLANA , PAGLINI , PEPE , PETROCELLI , PUGLIA , ROMANI Maurizio , SANTANGELO , SCIBONA , SIMEONI , TAVERNA , VACCIANO - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

in Italia, in virtù della strategia energetica nazionale (SEN), è prevista l'implementazione dell'estrazione di idrocarburi e, dunque, la trivellazione di vari territori, alcuni dei quali di particolare interesse ambientale, economico e culturale;

in Sardegna le attività di ricerca della Saras SpA coinvolgono i territori di vari comuni. Inizialmente la richiesta di autorizzazione del 6 febbraio 2006 riguardava una superficie di 22.500 ettari comprensivi dei seguenti comuni: Oristano, Arborea, Marrubiu, Terralba, San Nicolò d'Arcidano e Mogoro, con la finalità di esplorare il sottosuolo attraverso prospezioni geosismiche utili ad evidenziare la probabilità della presenza di giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi;

la Regione Sardegna con determina n. 101 del 6 aprile 2006 autorizzava la Saras SpA a svolgere l'indagine esplorativa; eseguita la stessa, la società, in data 11 aprile 2007, proponeva istanza al Servizio attività estrattive dell'assessorato regionale per l'industria al fine di ottenere un permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, al quale seguiva l'autorizzazione con determina n. 880 del 18 dicembre 2009;

l'area interessata passava dai 22.500 ettari originari ai 44.300 ettari attuali, entro i quali si trovano i seguenti comuni: Oristano, Cabras, Riola sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Solarussa, Siamaggiore, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò d'Arcidano, Uras, Mogoro e Guspini. Il permesso di ricerca, originariamente in scadenza dopo due anni (18 dicembre 2011), veniva prorogato fino al 18 dicembre 2015 con determina della Regione Sardegna n. 213 del 3 aprile 2012;

la Saras SpA costituiva appositamente la Sargas Srl, quale società di supporto per le operazioni di trivellazione, con capitale sociale di 10.000 euro;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

a fronte di quanto sopra, sarebbe utile dunque approfondire le responsabilità conseguenti ad eventuali danni ambientali nella fase di realizzazione o nella fase successiva di compiuta realizzazione del progetto de quo. Al riguardo, è utile richiamare la circolare del Ministero dello sviluppo economico del 30 ottobre 2012, recante disposizioni in merito alle garanzie finanziarie per le attività di chiusura mineraria di pozzi esplorativi e di ripristino delle aree interessate da questi ultimi, da realizzare nell'ambito di permessi di ricerca e di concessioni per la coltivazione di idrocarburi in terraferma: in tale circolare viene richiamato il decreto direttoriale del 22 marzo 2011 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2011, che stabilisce l'obbligo, per i soggetti richiedenti permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi, di prestare idonea garanzia finanziaria salvo le società con capitale sociale versato inferiore ai 10 milioni di euro, purché superiore ai 120.000 euro;

il progetto Sargas prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo per la cui realizzazione è prevista una trivellazione fino alla profondità di 2.850 metri e uno sviluppo lineare di perforazione in obliquo intorno ai 3.000 metri. Il pozzo esplorativo è denominato "Eleonora 01 Dir" e verrà realizzato per la ricerca di gas naturale nel territorio di Arborea (Oristano): si può individuare con esattezza il punto di innesto del pozzo, esso si troverà a circa 400 metri dalle più vicine abitazioni e aziende agricole e di allevamento, a circa 600 metri dal mare e a circa 200 metri (187 metri) dallo stagno di S'Ena Arrubia. Quest'ultima è una zona umida con una grande concentrazione faunistica e protetta dalla Convenzione internazionale di Ramsar (decreto del Presidente della Repubblica n. 448 del 1976) dal 14 dicembre 1976, giorno in cui è stato inserito nella lista dei siti di Ramsar come 132° sito; è tutelata altresì dal vincolo paesistico (codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004), dal vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23 del 1993), dal piano paesistico regionale (decreto del Presidente della Regione Sardegna del 7 settembre 2006, n. 82);

tale compendio naturalistico è tutelato come sito di interesse comunitario e zona a protezione speciale: nonostante ciò, l'insediamento industriale (pozzo e area cantiere) insisterebbe all'interno del perimetro dell'IBA 218 (important bird area), importante area di nidificazione per specie come il Cavaliere d'Italia. Lo stagno di S'Ena Arrubia è abitato da circa 65 specie ornitiche, secondo la classificazione dell'organizzazione mondiale UCN (International union for conservation of nature), quasi tutte le 65 specie rientrano nella lista rossa di animali minacciati e 6 di questi sono classificati come "quasi a rischio". La zona umida in questione ha beneficiato di un sostegno finanziario di 507.070.08 euro nell'ambito del progetto Life 97 NAT/IT/4177, e lo stesso Ministero dell'ambiente non omette di ricordare che tali programmi di cofinanziamento Life prevedono la garanzia del mantenimento a lungo termine degli interventi condotti e dei risultati ottenuti, anche dopo il termine del progetto;

a parere degli interroganti occorre rilevare che, ragionevolmente, il "progetto Eleonora" sottoporrebbe la popolazione e gli organismi viventi a gravi rischi per la salute, durante le lavorazioni: infatti vi è il rischio di fuoriuscita accidentale, in fase di perforazione, di idrogeno solforato. Nessuna precauzione è in grado di scongiurare tale ipotesi e i rischi che ne deriverebbero a fortiori. La scarsa rilevanza che la Sargas Srl dedica al problema nel proprio studio, liquidandolo con poche righe e classificandolo come "rischio minimo", non fa che accrescere i timori per i potenziali effetti dannosi di tale progetto;

a fronte di tali rischi per la salute e per l'ambiente, le royalties che la Regione Sardegna incasserebbe sono stimabili in cifre che oscillano tra uno e 3 milioni di euro all'anno, dunque cifre molto modeste. Inoltre non è prevista alcuna normativa che vincoli l'Autorità regionale a devolvere una percentuale di questi introiti ai territori su cui grava l'attività estrattiva;

entro la data stabilita dagli organi competenti (10 dicembre 2011) sono pervenuti al tavolo del Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali della Regione Sardegna 4 documenti di osservazioni sui rischi di questo progetto con la richiesta che venisse sottoposto a verifica di impatto ambientale, da parte di: gruppo di intervento giuridico Onlus, WWF di Oristano, Progress e comitato civico "No al progetto Eleonora";

con delibera n. 16/12 del 18 aprile 2012 la Giunta regionale ha deciso di sottoporre a valutazione di impatto ambientale il progetto della Sargas Srl in considerazione delle criticità legate all'intervento in aree di particolare intesse ambientale nonché a seguito della vicinanza dell'area di intervento con abitazioni e aziende agricole e di allevamento. I consigli comunali di Marrubiu (26 aprile 2012), Arborea (7 maggio), San Nicolò d'Arcidano (11 giugno), Solarussa (27 giugno), Terralba (23 agosto 2012), Uras (28 settembre) e Santa Giusta (31 gennaio 2013) hanno espresso la loro assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di trivellazione per ricerca di idrocarburi solidi o gassosi. A ciò si aggiunga che anche il consiglio provinciale di Oristano (19 luglio 2012) ha espresso la sua totale contrarietà al progetto Eleonora e alla perforazione del pozzo esplorativo per la ricerca di gas naturale nel territorio di Arborea. Ulteriori delibere di contrarietà sono state emesse da enti sovracomunali, quali "Unione dei Comuni del Terralbese" (21 gennaio 2013) e "Unione dei Comuni dei fenici (6 marzo 2013);

in ultimo occorre rilevare che esiste un altro permesso di ricerca di idrocarburi, nel territorio del medio Campidano, in un'area di circa 187 chilometri quadrati, di cui è titolare la Saras SpA: si tratta del progetto denominato "Igia", prorogato fino al 2015 con determinazione n. 212 del 3 aprile 2012,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, siano a conoscenza di quanto sopra, se ciò risulti corrispondente al vero e con quali atti e quali finalità siano intervenuti o intendano intervenire;

se ritengano opportuno promuovere l'avvio di una conferenza di servizi e/o di un tavolo di confronto tra tutte le istituzioni interessate a livello nazionale, regionale e locale, anche sospendendo, eventualmente, ogni autorizzazione già concessa e ogni procedura di concessione in corso relativa a progetti di ricerca di giacimenti di idrocarburi nel territorio della Sardegna, con particolare riferimento a quelli denunciati;

in quale modo ritengano di intervenire per la tutela dell'ambiente, della salute, dello sviluppo economico e delle politiche agricole, essendo tali progetti (e gli sfruttamenti industriali di eventuali giacimenti), a quanto risulta agli interroganti, potenzialmente dannosi per gli ecosistemi della zona, per la salute delle popolazioni e per le attività economiche attualmente esistenti, anche intervenendo nell'ambito delle proprie competenze, ove ne ricorrano i presupposti, rispetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale avviata dalla Regione autonoma Sardegna.