Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08413

Atto n. 4-08413

Pubblicato il 27 novembre 2017, nella seduta n. 910
Risposta pubblicata

CROSIO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e della difesa. -

Premesso che:

lo stato di salute dei militari della sede della Guardia costiera sita all'interno del porto industriale di Taranto è oggetto di serie preoccupazioni, tanto che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in una dettagliata relazione, ha evidenziato il grave rischio per coloro che regolarmente lavorano, vivono e consumano i pasti a pochi metri dallo scarico di minerali ed emissioni di agenti inquinanti;

la relazione evidenzia che si accumulano costantemente delle sostanze sul mobilio dell'ufficio e nei locali della mensa, che, per colore e consistenza, "sono con ogni evidenza, le polveri proveniente dal Secondo e Quarto sporgente Ilva, distante in linea d'aria poche centinaia di metri";

durante l'audizione del Co.Ce.R. del 26 luglio 2017, in merito al disegno di legge "Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e altre disposizioni concernenti la sicurezza sul lavoro e la tutela assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali del personale delle Forze armate" (AC 3925) il delegato della Marina militare in servizio presso la Guardia costiera di Taranto evidenziava lo stato di disagio vissuto dal personale che svolge servizio nel porto industriale, dove si respira contemporaneamente piombo, carbone, minerale, PCB, diossine, Pm10;

studi ufficiali, come quello dello "studio sentieri" dell'Istituto superiore di sanità effettuato sul sito di interesse nazionale di Taranto, attestano gli eccessi di mortalità legati all'aumento di particolato di origine industriale;

nella stessa sede portuale alloggiano stabilmente anche le famiglie, e soggiornano per settimane coloro che frequentano i corsi;

in città vi è una notevole presenza di caserme della Marina situati dalla parte opposta della città, non a diretto contatto con l'area industriale inquinata,

si chiede di sapere:

quali azioni i Ministri in indirizzo intendano mettere in atto al fine di tutelare il diritto alla salute di quanti frequentano abitualmente la sede della Guardia costiera di Taranto, anche disponendo la chiusura dell'attuale sede e dirottando il personale e le attività in siti più distanti dal polo industriale;

se non ritengano opportuno disporre il trasferimento degli alloggi per coloro che frequentano i corsi in caserme lontane dal sito industriale e al contempo vicine ai centri di formazione;

se non reputino doveroso valutare la chiusura della mensa della Capitaneria di porto o comunque trovare una soluzione alternativa, anche disponendone il trasferimento in altra sede o prevedendo l'attribuzione dei buoni pasto o l'aggregazione ai circoli ufficiali e sottufficiali;

se, nel corso degli anni, sia stata monitorata la condizione di inquinamento dell'aria che i guardiacoste di Taranto respirano regolarmente nelle proprie attività di servizio e quali siano i risultati rilevati, anche in merito alla dispersione di minerali e polverino rilevata con deposimetri;

quali interventi intendano mettere in atto per tenere sotto controllo il livello di inquinamento nel porto di Taranto, anche affidandosi ad un sistema di monitoraggio che rilevi i diversi agenti inquinanti presenti, compresi i minerali dispersi;

se, a prescindere dalla salvaguardia del personale della Guardia costiera, intendano prescrivere in ambito portuale rigorose regole ambientali, a tutela di tutti i lavoratori presenti nel porto industriale, inerenti alla movimentazione dei minerali, affinché la stessa avvenga con aspiratori e nastri trasportatori chiusi in modo ermetico evitando la dispersione di minerale in acqua e nelle aree circostanti così come si evince in modo palese dal colore rosso delle strade circostanti sui davanzali delle finestre e i terrazzi.