Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03669
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Atto n. 3-03669 (in Commissione)
Pubblicato il 12 aprile 2017, nella seduta n. 807
BERTUZZI , VACCARI , PUGLISI , PAGLIARI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
con decreto n. 151 del 27 maggio 2013, il Ministro dell'economia e delle finanze, ha disposto, su proposta della Banca d'Italia, a seguito degli accertamenti ispettivi di vigilanza da questa conclusi nel gennaio 2013, dai quali sono emerse gravi violazioni a disposizioni legislative, amministrative e statutarie e gravi perdite di patrimonio, lo scioglimento degli organi di amministrazione e controllo e la sottoposizione all'amministrazione straordinaria della Cassa di risparmio di Ferrara;
successivamente, con apposito provvedimento della Banca d'Italia del 28 maggio 2013, sono stati nominati gli organi straordinari della Carife SpA, che si sono insediati il 30 maggio 2013;
con decreto del 26 maggio 2014, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia, ha disposto la proroga del regime di amministrazione straordinaria della Carife SpA, per un periodo non superiore ad un anno;
il commissariamento della Carife è durato circa 2 anni e mezzo e in tale periodo i commissari, in stretto coordinamento con la Banca d'Italia, hanno ridotto il perimetro della Carife attraverso la riduzione del numero delle filiali e la dismissione di banche controllate, nonché raggiunto accordi con i sindacati per il prepensionamento di numerosi dipendenti;
a luglio 2015, nonostante le misure di razionalizzazione adottate dalla gestione commissariale, il salvataggio di Carife SpA dipendeva da un intervento di aumento del capitale di 300 milioni di euro da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi. In data 30 luglio 2015, l'assemblea straordinaria della Carife SpA ha approvato il predetto aumento di capitale, con la conseguente riduzione del patrimonio, ridotto a poco più di 11 milioni di euro, e la perdita consistente del valore delle azioni;
con il decreto-legge n. 183 del 2015, la Carife SpA, insieme ad altri tre istituti di credito, è stata posta in liquidazione coatta amministrativa e dal 23 novembre ha assunto la denominazione di "Nuova cassa di Risparmio di Ferrara SpA";
in conseguenza delle vicende descritte, numerose famiglie e pensionati hanno visto azzerato il valore dei propri risparmi detenuti presso le filiali della Carife SpA;
nella legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità per il 2016), è stata prevista l'istituzione di un fondo di solidarietà, le cui risorse sono destinate al risarcimento parziale per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche poste in liquidazione, che fossero titolari delle stesse, come persone fisiche, piccoli imprenditori, imprenditori agricoli e coltivatori diretti;
successivamente, il decreto-legge n. 59 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 119 del 2016, ha previsto le modalità per il rimborso forfettario dei risparmiatori che avevano acquistato le obbligazioni della Carife e degli altri tre istituti posti in liquidazione coatta, delimitando, tuttavia, il perimetro dei possibili soggetti interessati: "alla persona fisica, l'imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore mortis causa, che ha acquistato gli strumenti finanziari subordinati indicati nell'articolo 1, comma 855, della legge di stabilità 2016, nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con la Banca in liquidazione che li ha emessi";
la suddetta formulazione ha comportato l'esclusione dai rimborsi automatici di numerosi soggetti, tra i quali i possessori dei titoli ricevuti come atto tra vivi da parenti entro il secondo grado e affini. Tale esclusione ha riguardato circa un migliaio di risparmiatori della Carife;
durante il passaggio in Senato del decreto-legge n. 237 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 2017, sono stati approvati alcuni importanti emendamenti, che hanno ampliato la platea dei beneficiari del rimborso forfettario, previsto dal decreto-legge n. 59 del 2016, allargandola anche ai coniugi more uxorio e ai parenti degli obbligazionisti fino al secondo grado di parentela e agli affini, prorogando al 31 maggio 2017 i termini per i risparmiatori delle 4 banche in risoluzione per chiedere il rimborso;
considerato che:
i risparmiatori della Carife hanno finora ricevuto rimborsi per circa 12,7 milioni, a fronte dei 51 milioni di euro di risparmi azzerati il 22 novembre 2015;
la scorsa settimana, il vicepresidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi ha annunciato che, entro i primi giorni di aprile 2017 al massimo, si sarebbe portata a compimento l'integrazione del regolamento del fondo medesimo, dopo le modifiche introdotte dal decreto-legge n. 237 del 2016, che ha allargato la platea dei beneficiari dei rimborsi forfettari e, conseguentemente, si sarebbe proceduto a raccogliere le nuove domande;
in questa seconda fase, tutti quei risparmiatori esclusi dalla prima fase, a causa del vulnus normativo, oggi colmato dal decreto-legge n. 237 del 2016, dovrebbero presentare la domanda di ammissione al rimborso forfettario. Fra questi i titolari delle 168 istanze di rimborso respinte nei mesi scorsi, che avevano ricevuto le obbligazioni da un parente o coniuge;
il nuovo termine per presentare domanda per ottenere il rimborso forfettario scade il 31 maggio 2017 e la documentazione da produrre da parte dei soggetti interessati risulta spesso molto complessa;
ad oggi, il Fondo interbancario non ha ancora comunicato le nuove procedure di richiesta del rimborso e non risulta ancora adottato il decreto relativo alle modalità di accesso all'arbitrato per coloro cui è precluso il risarcimento forfettario,
si chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risulti quali siano le ragioni che impediscono al Fondo interbancario di tutela dei depositi di pubblicare il regolamento finalizzato al rimborso forfettario dei risparmiatori individuati dal decreto-legge n. 59 del 2016, come integrato dal decreto-legge n. 237 del 2016;
quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di garantire ai risparmiatori della Carife SpA, individuati con il decreto-legge n. 237 del 2016, la possibilità effettiva di presentare le domande di rimborso forfettario entro il termine del 31 maggio 2017;
se intenda rendere note le ragioni che hanno finora impedito l'adozione del decreto finalizzato a disciplinare le procedure per accedere all'arbitrato per i risparmiatori che non intendono o che non possono accedere al rimborso forfettario e quali siano i tempi previsti per l'adozione dello stesso.