Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03530
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Atto n. 3-03530 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 28 febbraio 2017, nella seduta n. 772
BERNINI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. -
Premesso che:
la danza è da sempre stata considerata "la madre di tutte le arti" grazie al suo ruolo di naturale strumento di comunicazione sin dall'antichità;
l'origine del balletto, così come è conosciuto in tutto il mondo, si deve proprio alle intuizioni che trovarono le prime applicazioni concrete già nel corso del '400 nelle principali corti italiane;
a conferma di una tradizione secolare, la danza ed il balletto hanno visto anche negli ultimi 2 secoli un continuo sviluppo e una generale affermazione della tradizione italiana. Una storia fatta quindi di eccellenze che è straordinariamente proseguita nel '900 con grandi étoile italiane, protagoniste a tutte i livelli della danza internazionale, e, ancora adesso, con danzatori che vengono invidiati all'Italia in tutto il mondo;
le 14 fondazioni lirico-sinfoniche si trovano, anche se con significativi distinguo, in una situazione di generale difficoltà economica e, per superare tale fase, appare assolutamente prioritario salvaguardarne l'inestimabile patrimonio culturale rappresentato dagli artisti e dalle maestranze, veri testimoni di una tradizione nazionale che ha sempre dimostrato di sapersi affermare a livello internazionale ai massimi livelli, pur in presenza di oggettive restrizioni finanziarie;
la chiusura del corpo di ballo dell'arena di Verona rappresenta, da un punto di vista non solo cronologico, l'ultima conferma del rischio di una generale agonia dell'intero comparto artistico italiano che non può certamente essere perpetrata nell'indifferenza delle istituzioni competenti;
gli esempi virtuosi non mancano: basti pensare a realtà come quelle in essere a Milano, Roma, Napoli e Palermo, dove c'è un notevole impulso verso le nuove produzioni, si valorizzano i ballerini, si lanciano messaggi positivi all'intero mondo della danza italiana: dei veri e propri volani di economia virtuosa che non possono essere ignorati;
a fronte dei 4 corpi di ballo ancora in essere in Italia, in Germania se ne contano circa 50, mentre in Francia, considerando tutte le istituzioni attive sul territorio, ne risultano attivi quasi 100;
considerato che:
è la stessa normativa del settore, la legge n. 800 del 1967, recante "Nuovo ordinamento degli enti lirici e delle attività musicali", a stabilire, all'articolo 18, che: "Può essere consentito l'impiego di intere compagnie di canto o di balletto di nazionalità straniera per un numero di rappresentazioni non superiori al 5 per cento di quelle previste nel programma annuale, salve particolari esigenze, di ordine eccezionale, riconosciute dal Ministero del turismo e dello spettacolo";
oggi, invece, le fondazioni, che hanno smantellato i propri corpi di ballo, acquistano gli spettacoli di balletto dall'estero avvalendosi di veri e propri "pacchetti" pronti per l'uso; in tal modo si utilizzano le risorse provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo per finanziare, senza più alcuna ragione o logica di reciprocità, corpi di ballo russi, francesi, americani e di svariate altre nazionalità;
sulla piattaforma social "change.org" tutti i cittadini italiani possono prendere visione di una petizione, redatta e promossa da operatori e artisti affermati del settore a livello nazionale e internazionale, rivolta, oltre che all'attenzione del Ministro in indirizzo, al Presidente della Repubblica, perché "nel più assoluto silenzio stanno chiudendo i Corpi di Ballo delle Fondazioni liriche che, per legge, sono sovvenzionate proprio per tutelare e incentivare la nostra tradizione culturale di Musica, Opera e Balletto";
la petizione, che in pochi giorni ha praticamente quasi raggiunto la significativa cifra di 15.000 adesioni spontanee, pone in evidenza come nel nostro Paese siano circa 1.400.000 (secondo le stime più affidabili) i giovani che praticano, ai vari livelli, la danza;
tenuto inoltre conto del fatto che, tra questi giovani, i migliori aspirano legittimamente ad avere uno sbocco lavorativo in grado di valorizzarne le qualità e le capacità apprese dopo un percorso formativo fatto di anni di studio, impegno e sacrifici,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga accettabile la chiusura progressiva dei corpi di ballo delle fondazioni lirico-sinfoniche, pur in presenza di programmazioni che ne prevedono, o dovrebbero prevederne, la presenza;
se l'utilizzo di corpi di ballo stranieri per far fronte alla programmazione in atto rappresenti realmente un'economia di scala e se, anche sulla base di quest'ultima valutazione, ne ritenga accettabile l'attuale inevitabile aumento;
quali iniziative concrete ritenga di assumere, al fine di invertire una tendenza che rischia di arrecare nel medio periodo un danno insanabile ad una delle tradizioni italiane più qualificanti e più riconosciute a livello mondiale.