Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06505

Atto n. 4-06505

Pubblicato il 22 dicembre 2011
Seduta n. 651

BUGNANO , CARLINO , BELISARIO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

lo stabilimento di Cassina de' Pecchi (Milano) nasce nel 1964 in seguito al trasferimento delle attività produttive della Marelli Lenkurt SpA di Sesto San Giovanni (Milano);

dal 1964 al 2007 la tipologia di attività effettuate dalla Marelli Lenkurt è sempre stata la produzione di ponti radio, ossia sistemi di trasmissione punto-punto per la telefonia e la televisione. Dal 1964 in poi si susseguono i cambi di ragione sociale: nel 1964 lo stabilimento diventa Società Generale di Telefonia ed Elettronica SpA; nel 1971 GTE Telecomunicazioni SpA; nel 1988 Siemens Telecomunicazioni SpA; nel 1996 Italtel SpA; nel novembre 1999 Siemens Information and Comunication network; nel luglio 2002 Siemens Mobile Communications SpA; nell'ottobre 2005 Siemens SpA e nel gennaio 2007 il ramo di azienda denominato "COM Carrier" viene trasferito in Siemens Networks SpA;

nel 2007 il sito industriale Cassina de' Pecchi occupa complessivamente circa 1.300 addetti, svolgendo attività su apparati di telecomunicazioni per ponti radio. I principali clienti sono localizzati quasi esclusivamente all'estero e le commesse di lavoro vengono sottoscritte in prevalenza con le istituzioni pubbliche. Pur facendo parte del settore delle telecomunicazioni in capo a Siemens, costituisce una realtà industriale completamente autonoma, possedendo all'interno dello stabilimento l'intera filiera: ricerca e sviluppo, industrializzazione del prodotto, prototipazione, produzione, installazione e assistenza tecnica. Nei laboratori di tale sito sono state progettate e prodotte le più sofisticate apparecchiature per usi civili e militari nel settore delle TLC commercializzate dalle società;

dal 1° aprile 2007 Nokia Siemens Networks, attraverso cessioni di ramo d'azienda ha decimato gli organici in Italia: più di 2.000 dipendenti sono stati mandati via attraverso il ricorso ad esodi incentivati, esternalizzazioni e mobilità;

a seguito degli accordi intercorsi tra il gruppo Nokia Siemens Network e il gruppo Jabil, il 12 settembre 2007 viene comunicato alle organizzazioni sindacali, il trasferimento del ramo d'azienda costituito dalle attività di manufacturing operation degli stabilimenti di Cassina de' Pecchi e Marcianise, mediante operazione di conferimento in favore della costituenda società Jabil CM Srl, totalmente posseduta e controllata da Jabil Circuit Italia Srl. Dal 1° novembre 2007 la Nokia cede formalmente a Jabil Circuit la produzione dei ponti radio. Jabil conta circa 616 lavoratori, di cui 276 operanti presso lo stabilimento di Cassina de' Pecchi (Milano) e 340 a Marcianise (Caserta);

Jabil è una società manifatturiera che produce per conto terzi in Italia dall'agosto 1998, nata dall'esternalizzazione della produzione di stampanti laser di Hewlett Packard a Stezzano (Bergamo). Nel 2001 viene acquisito il ramo d'azienda di Marconi a Marcianise (Caserta). La società Jabil inizia, dal novembre 2005, la produzione a Stezzano e poi a Mapello dei contatori elettronici per la società ENEL, nonché delle schede per connessione a Internet GSM/UMTS per OPTION Wireless Technology. In Italia, la società Jabil opera nel settore delle TLC con Nokia-Siemens, Ericsson, Marconi; ha contratti con Finmeccanica e Pirelli;

nel 2008, la Jabil Circuit Italia chiude il sito di Mapello (Bergamo), che occupava 280 lavoratori: 107 vengono distaccati nel sito di Cassina de' Pecchi, 20 vengono messi in mobilità volontaria, 100 in cassa integrazione straordinaria e circa 50 vengono trasferiti nella nuova sede amministrativa di Bergamo. Il trasferimento si concretizza nell'agosto 2008, ma già nel mese di gennaio 2009 iniziano a sorgere i primi problemi occupazionali. A marzo 2009 l'azienda avvia la procedura per 13 settimane di cassa integrazione ordinaria; a luglio viene siglato un accordo tra le parti per l'apertura di una procedura di mobilità che interessa 35 lavoratori; a settembre l'azienda procede con l'apertura di un secondo ciclo di 13 settimane di cassa integrazione ordinaria. A dicembre, nonostante la procedura di cassa integrazione fosse ancora aperta, la direzione decide unilateralmente l'introduzione di un nuovo orario di lavoro con rotazione su tre turni nelle 24 ore;

nel mese di aprile 2010 l'azienda comunica ufficialmente alle rappresentanze sindacali, durante un incontro presso la sede ministeriale, che è in atto la cessione dei siti italiani e francesi. Jabil Circuit chiude gli stabilimenti europei - 2 in Francia, e 2 in Italia (Cassina de' Pecchi e Marcianise) -, perché collocati in aree ritenute non più strategiche. L'azienda comunica che l'operazione è già in fase conclusiva e che il soggetto che rileverà il pacchetto azionario è il fondo di private equity americano Mercatech, per una quota pari al 75 per cento e il rimanente 25 per cento va al management italiano. Il sito Jabil di Cassina de' Pecchi diventa così "Competence Italia Srl", mentre quello di Marcianise "Competence Emea Srl";

occorre evidenziare che il fondo Mercatech, negli Stati Uniti, non ha mai fatto investimenti di tipo industriale, ma si è limitato quasi esclusivamente alla vendita e acquisto di azioni. In Italia ha effettuato investimenti immobiliari e, inoltre, un suo fondo derivato - Mercatus - è stato segnalato dal sistema bancario italiano alle centrali rischi;

l'unica attività industriale, prima dell'operazione Electrolux di Scandicci, dove Mercatech è stata estromessa dalla società per mancanza di liquidità in occasione di una ricapitalizzazione, è stata in un'azienda padovana, la TIBI, poi successivamente fallita. L'operazione Mercatech, osteggiata da subito dai sindacati e dai lavoratori, si è dimostrata sempre più anomala e sempre meno credibile;

Mercatech, come già detto in precedenza, si è distinta per l'operazione relativa a Electrolux di Scandicci, rilevata dalla stessa Mercatech con l'impegno di riconvertirla nella produzione di energie rinnovabili. Dopo aver utilizzato i fondi regionali per i corsi di aggiornamento dei dipendenti, al momento di investire i propri capitali per l'installazione delle nuove linee di produzione per celle fotovoltaiche, Mercatech ha iniziato a temporeggiare fino a trascinare la fabbrica sull'orlo del fallimento. La fabbrica è poi stata rilevata da un nuovo acquirente che ha rilevato il 90 per cento del pacchetto azionario e ha riassunto circa 370 lavoratori;

considerato che:

nelle aziende cedute dalla Jabil a Mercatech iniziano a emergere già nel 2010 i primi problemi dovuti al mancato pagamento da parte di Competence di fornitori e gestori di servizi (mensa, manutenzione, magazzino);

la situazione degenera in poche settimane e, all'inizio del dicembre 2010, Dino Saiani rassegna le proprie dimissioni dalla carica di amministratore delegato e, con esso, anche Renzo Polesel si dimette dal consiglio di amministrazione. Nel frattempo, in assenza di Consiglio di amministrazione e amministratore delegato, nel sito di Cassina de' Pecchi terminano le settimane di cassa integrazione ordinaria e la direzione procede all'avvio alla procedura di cassa integrazione straordinaria;

il 22 dicembre 2010 le organizzazioni sindacali e Mercatech sono state convocate presso il Ministero al fine di cercare una soluzione per evitare il tracollo dell'azienda. In tale occasione si presenta alle organizzazioni sindacali e al Ministero dello sviluppo economico per la prima volta un rappresentante di Mercatech, il dottor Piacente, qualificatosi come vicepresidente della società, anticipando la notizia dell'arrivo di linee di credito dagli USA e di un ipotetico aumento di capitale e, nello stesso tempo, dichiarando che i sindaci del Consiglio di amministrazione dimissionario hanno portato i libri contabili in tribunale;

rilevato che:

risulta agli interroganti che nel 2011 l'azienda continui a non avere fondi per pagare i fornitori e i dipendenti. I giudici milanesi, nel frattempo, procedono con le loro verifiche e convocano i rappresentanti di Competence il giorno 10 febbraio presso il Tribunale di Milano per deliberare il possibile commissariamento dell'azienda. La decisione viene, però, rinviata;

il 21 febbraio 2011 la multinazionale statunitense Jabil comunica il riacquisito dal fondo Mercatech della proprietà dei siti italiani e francesi. La notizia arriva il giorno prima che il Tribunale di Milano si pronunci sullo stato di insolvenza dell'azienda. Di fronte a questa notizia, il Tribunale di Milano rimanda l'udienza al 14 marzo per dare il tempo necessario a Jabil di potersi presentare con la documentazione che comprovi il passaggio di proprietà e le garanzie necessarie al ripianamento del debito, nonché con un nuovo piano industriale;

la cattiva gestione di Competence ha portato in pochi mesi all'accumularsi di oltre 80 milioni di euro di debiti;

risulta che l'azienda intenda delocalizzare i processi produttivi e trasferirli in Ungheria;

il 28 settembre 2011, durante un incontro al Ministero dello sviluppo economico, l'azienda ha dichiarato ufficialmente di voler chiudere la fabbrica di Cassina de' Pecchi entro la fine dell'anno e di chiudere gli uffici di Bergamo entro agosto 2012;

il management di Jabil ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Cassina de' Pecchi a partire dalla giornata di lunedì 12 dicembre, e cioè prima della scadenza del termine della procedura di messa in mobilità dei suoi 325 dipendenti. L'azienda ha comunicato ai suoi dipendenti la chiusura dello stabilimento prima dell'incontro tra la stessa azienda e i sindacati, convocato dalla Regione Lombardia per la giornata di martedì 13 dicembre,

si chiede di sapere quali opportune ed urgenti azioni i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di evitare i licenziamenti e, soprattutto, al fine di ottenere precise garanzie sulla reale volontà dell'azienda di rimanere sul mercato italiano, salvaguardando così i posti di lavoro attualmente occupati.