Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00445
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Atto n. 1-00445
Pubblicato il 28 giugno 2011, nella seduta n. 574
LI GOTTI , BELISARIO , GIAMBRONE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LANNUTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA
Il Senato,
premesso che:
in data 17 novembre 2010, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere ha approvato, all'unanimità, una Relazione sui profili del riciclaggio connessi al gioco lecito e illecito (Doc. XXIII, n. 3). Ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera o), della legge 4 agosto 2008, n. 132, tale relazione è stata comunicata alla Presidenza della Camera dei deputati ed alla Presidenza del Senato della Repubblica, con lettera di trasmissione in cui è segnalato come nel corso della discussione in Commissione sia emersa forte preoccupazione per il crescente ricorso, in particolare da parte dei giovani e delle categorie sociali più deboli, al gioco lecito e illecito, ed è stata pertanto condivisa l'esigenza di formulare delle proposte normative con le quali contrastare un fenomeno che desta grande allarme sociale, anche per la crescente presenza della criminalità organizzata;
segnatamente, in detta Relazione emerge chiaramente come il settore del gioco lecito ed illecito costituisca un facile veicolo di infiltrazione malavitosa. Il riciclaggio e l'usura sono le tipologie criminose più frequentemente collegate alla gestione del settore da parte del crimine organizzato. Nel corso del solo anno 2010 vi sono state oltre 30 indagini dell'autorità giudiziaria in materia di gioco, direttamente riferibili alla criminalità organizzata (a Siracusa, Napoli, Agrigento, Palermo, Reggio Calabria, Catanzaro, Enna, Avellino, Siena, Firenze, Arezzo, La Spezia, Padova, Milano, Salerno, Lecce, Imperia, Caserta, L'Aquila);
significativo - a vario titolo - appare un passaggio della citata Relazione sui profili del riciclaggio connessi al gioco lecito e illecito, in cui, citando gli atti della Commissione di indagine per la verifica della regolarità e della trasparenza delle procedure di rilascio delle autorizzazioni relative ad apparecchiature e congegni da divertimento ed intrattenimento, e per l'analisi del funzionamento dei meccanismi, anche tecnologici, volti a garantire la regolarità dei giochi, si scrive: «Con riferimento a questo problema, si fa presente che, con nota n. 2005/4713 del 25.10.05, indirizzata ad uno dei concessionari, "Atlantis World Group of Companies", l'AAMS comunicava che: "a far data dal 1.11.05, ogni apparecchio dotato di nulla osta per la messa in esercizio e non ancora collegato alla rete telematica dovrà essere obbligatoriamente collocato in magazzino"; "il cambio di ubicazione di cui trattasi, da effettuarsi secondo le vigenti procedure amministrative, costituirà condizione essenziale per il mantenimento del summenzionato nulla osta, relativamente a ciascun apparecchio non ancora collegato". Con questa nota, di fatto, sembrerebbero "regolarizzate" le collocazioni in "magazzino" di apparecchi (...) del citato concessionario. Risulta al sistema centrale di SOGEI che il suddetto concessionario avrebbe "collocato" in un esercizio pubblico in Sicilia circa 27.000 apparecchi (tutti insieme, alla stessa data), creando, di fatto, un vero e proprio magazzino "virtuale"» La suddetta Commissione di indagine stimava gli apparecchi illegali in pari numero rispetto a quelli risultanti "ufficialmente attivati";
nel 2006, secondo l'Amministrazione autonoma dei monopoli dello Stato (AAMS), la "raccolta del gioco" era stata pari a 15,4 miliardi. Nel 2009, sempre secondo l'AAMS la "raccolta del gioco" è stata pari a 53,773 miliardi. Si è avuto, quindi, un aumento di quasi il 400 per cento in tre anni, concentrato, prevalentemente nel settore delle videolotteries e delle newslots. Tali cifre devono essere valutate, tuttavia, tenendo conto del fenomeno degli illeciti della raccolta effettiva del gioco, i quali hanno assunto dimensioni macroscopiche e sono oggetto di un rilevantissimo contenzioso tra operatori ed erario statale;
l'AAMS - con comunicato stampa del 3 febbraio 2011 - ha reso noto che si conferma, anche per l'anno 2010, il trend positivo di crescita del mercato dei giochi pubblici, con una raccolta di oltre 61,4 miliardi di euro (pari a quasi il 4 per cento del Prodotto interno lordo nazionale) e un incremento, rispetto al 2009, del 13 per cento. Dal medesimo comunicato si apprende altresì che un contributo significativo al miglioramento dei risultati è derivato [anche] da una politica di ammodernamento costante dei prodotti di gioco attraverso l'offerta di un palinsesto sempre più completo per il settore delle scommesse e l'introduzione di una nuova tipologia di apparecchi da gioco, cosiddette videolotteries. Appare dunque, in tutta la sue evidenza, come la cifra pro capite delle giocate sia enorme: da qui il fenomeno dell'usura con la disperazione, il dramma e il depauperamento economico, la rovina di decine di migliaia di famiglie;
in definitiva, i costi sociali ed economici del settore giochi risultano essere di gran lunga superiori ai benefici conseguiti con il gettito fiscale. Occorre, pertanto, senza indugio alcuno, arrestare tale deriva di succulenta occasione di business per la criminalità organizzata, connessa all'effetto depressivo dell'economia causato dalla contaminazione criminale, oltre ai danni ingentissimi inferti all'erario ed ai patrimoni delle famiglie italiane;
come esplicitato nella Relazione della Commissione parlamentare Antimafia, il settore del gioco costituisce il punto di incontro di plurime, gravi distorsioni dell'assetto socio-economico quali, in particolare, l'esposizione dei redditi degli italiani a rischio di erosione; l'interesse del crimine organizzato; la vocazione truffaldina di taluni concessionari che operano, sovente, in regime di quasi monopolio; il germe di altri fenomeni criminali come usura, estorsione, riciclaggio; infine, la sottrazione di ingenti risorse destinate all'erario. Peraltro, nei periodi di crisi economica si denota ancor più tale fenomeno degenerativo, in quanto, nella impossibilità di un aumento della tassazione, si accentua il ricorso ad incentivazioni della malattia del gioco, un meccanismo che, quanto più cresce, tanto più è destinato a favorire forme occulte di prelievo dalle tasche dei cittadini, mascherando tale prelievo con l'ammiccante definizione di gioco, divertimento e intrattenimento;
considerato inoltre che:
l'art. 1, comma 70, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità per l'anno 2011), ha lodevolmente previsto che: "con decreto interdirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute sono adottate (...) linee d'azione per la prevenzione, il contrasto ed il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo";
tuttavia, l'articolo 1, comma 75, della medesima legge dispone che "Anche per aggiornare l'attuale palinsesto dei giochi, con decreto direttoriale dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato sono introdotte e disciplinate nuove tipologie di giochi e, ove necessario, conseguentemente avviate le procedure amministrative occorrenti al loro affidamento in concessione". Pertanto, al netto di una positiva, ancorché meramente intenzionale dichiarazione di intenti, l'ordinamento - nell'ambito della stessa disposizione normativa - incalza l'AAMS all'introduzione di nuove tipologie ludiche. L'irragionevolezza normativa nel contrasto ai fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo attraverso la determinazione di nuove tipologie di giochi si manifesta in tutta la sua immane evidenza;
valutato inoltre che:
in data 15 dicembre 2010, in sede di esame dell'A.S. 2479 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza) è stato accolto dal Governo un ordine del giorno che impegna l'Esecutivo a contrastare il gioco illecito, connesso ai relativi profili inerenti alla ludopatia da dipendenza dal gioco compulsivo. Occorre, a tal riguardo, stigmatizzare con forza la totale e palese mancata attuazione di tale atto di indirizzo da parte del Governo, in considerazione della assenza di determinati e specifici provvedimenti in tal senso, oltre che della mancata definizione di concreti indirizzi di azione;
all'opposto, dal portale Internet dell'Agenzia Giornalistica Concorsi e Scommesse si apprende, in data 27 maggio 2011, che "Salgono a 21.881 le Videolotterie - gli apparecchi da intrattenimento di ultima generazione - attualmente installate su tutto il territorio italiano. In meno di dieci giorni sono aumentate di 577 unità, rappresentando ormai il 38,3% della rete a regime delle Vlt che sarà di circa 57 mila macchine. Nei primi 4 mesi del 2011 le Videolottery hanno raccolto quasi 3,2 miliardi di euro, vale a dire circa 26,5 milioni di euro ogni giorno. Cresce anche il numero delle newslot autorizzate: al momento gli apparecchi con regolari nulla osta sono 383.008, ma le macchine in esercizio sono 342.311. Numeri straordinari anche per le newslot: nel primo quadrimestre hanno raccolto quasi 10,2 miliardi. Il solo comparto dell'intrattenimento automatico nei primi quattro mesi dell'anno vale il 55,7% della raccolta totale di tutti giochi";
appare pertanto perdurante la inadeguatezza e contraddittorietà delle strategie con cui l'Esecutivo afferma di voler contrastare il gioco lecito ed illecito, sia sotto il profilo commissivo (nell'autorizzare nuovi strumenti di gioco), sia sotto quello omissivo (nell'assenza di atti normativi ed amministrativi adottati in tal senso),
impegna il Governo:
ad attivarsi, per quanto di competenza, per promuovere, in tempi rapidi, l'esame dell'A.S. 2484 (Modifica all'articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, concernente la disciplina delle concessioni e delle licenze in materia di giochi e scommesse) che testualmente ricalca la proposta legislativa contenuta nella Relazione della Commissione parlamentare antimafia approvata, all'unanimità, in data 17 novembre 2010;
a contrastare, anche con iniziative di carattere normativo ed amministrativo, il settore del gioco, considerando il grande allarme sociale del fenomeno sia sotto il profilo della sempre più massiccia infiltrazione malavitosa, sia sotto quello degli effetti patrimoniali sulle famiglie italiane e, più in generale, sulle categorie sociali più deboli;
a voler impartire all'AAMS apposite direttive volte a non dar luogo alla determinazione di giochi di nuova ideazione, conferendo in tal modo carattere di prevalenza normativa alla ratio legis dell'art. 1, commi 70 e 75 della legge di stabilità per il 2011, sottesa all'intento di contrastare i fenomeni di ludopatia connessi al gioco compulsivo, anche al fine di frenare eventuali forme occulte e truffaldine di prelievo fiscale indiretto;
a recuperare integralmente le somme a vario titolo non corrisposte da operatori che, in passato, abbiano fatto utilizzo di meccanismi di gioco non censito, rafforzando a tal fine anche il quadro normativo di contrasto a tali fenomeni.