Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00222

Atto n. 1-00222

Pubblicato il 10 dicembre 2009, nella seduta n. 299
Esame concluso nella seduta n. 576 dell'Assemblea (29/06/2011)

LANNUTTI , BELISARIO , GIAMBRONE , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA

Il Senato,

premesso che:

il gioco d'azzardo affonda le sue radici nella storia delle popolazioni dell'Egitto, dell'Asia e dell'India, sin dal 4000 a.C.. Il fenomeno patologico e diuturno che ne scaturisce è quello della dipendenza da gioco, che coinvolge un numero sempre crescente di concittadini, assumendo le dimensioni di una vera emergenza sociale che non conosce limiti temporali. Un pensiero corre sino all'impero romano, che ha regalato due esempi di giocatori compulsivi: gli imperatori Caligola e Nerone o, nell'Ottocento, ad un geniale scrittore Fjodor Dostoevskij che, inebriato dal piacere dello squallore che il gioco reca con sé, per pagare i propri debiti di gioco scrisse "Il giocatore";

lo psicologo Marvin Zuckerman dell'Università del Delaware ha sottolineato che il giocatore patologico fa del gioco il centro della propria vita, ravvisando in esso una fonte esclusiva di ricreazione ed eccitamento;

un recente rapporto Eurispes fotografando la situazione italiana ha evidenziato che le persone patologicamente dipendenti dal gioco legale e d'azzardo sono stimate in circa 700.000 unità, delle quali circa l'85 per cento sono uomini. Di questi circa il 51 per cento hanno un'età compresa tra i 40 e i 50 anni, il 22 per cento un'età compresa tra i 50 e i 60 anni e il 6 per cento ha oltre i 60 anni;

il fenomeno risulta, tuttavia, diffuso anche tra i giovani, molti dei quali impegnano in tali attività somme di denaro ragguardevoli in rapporto all'età e alle risorse disponibili. Nel Meridione l'incidenza dei giochi annui rispetto al reddito pro capite è più forte. Addirittura in provincia di Caserta viene utilizzato per le giocate il 12,7 per cento del reddito pro capite;

molte associazioni a scopo non lucrativo sono nate per tamponare l'emergenza sociale. Tuttavia, al di là dei numerosi sforzi profusi l'ampiezza del fenomeno è tale da richiedere un urgente intervento da parte dello Stato;

il dilagante fenomeno del gioco d'azzardo presenta, recentemente, caratteri ancora più preoccupanti. Nell'era multimediale il gioco d'azzardo muta il suo volto con i videopoker, le slot machines e gli altri strumenti di gioco d'azzardo virtuale. Con la diffusione delle nuove tecnologie il gioco d'azzardo non ha più limiti spaziali o temporali, giacché con un semplice click si riescono a movimentare ingenti somme di denaro. La nuova frontiera del gioco d'azzardo è Internet;

a quanto testé dedotto, si affianca la diffusione del gioco clandestino che costituisce un preoccupante fenomeno. L'azzardo è divenuto progressivamente un bene di consumo promosso come occasione di scambio sociale con promesse di vincite facili e cospicue. I giochi d'azzardo non creano abilità bensì distruggono sogni e vite;

in questo drammatico scenario le istituzioni giocano un ruolo di rilievo, soprattutto nello scegliere di aumentare le case da gioco esistenti, il numero di estrazioni del lotto, le sale Bingo e l'avvento del "gratta e vinci";

in Italia esistono quattro casinò ufficiali, a Campione d'Italia (Como), Saint Vincent (Aosta), Sanremo (Imperia) e Venezia; la Federgioco sottolinea che i quattro casinò già esistenti in Italia stanno attraversando un periodo particolarmente negativo dovuto alla crisi economica e ad una progressiva trasformazione del mondo del gioco;


Federalberghi-Confturismo ha recentemente lanciato l'allarme di un aumento inevitabile di meccanismi pericolosi che già «girano intorno» ad alcune case da gioco come l'usura e le estorsioni e del serio pericolo di sicurezza e gestione. La presenza di nuovi casinò nel Paese, paventata da più parti dall'attuale maggioranza, potrebbe creare gravi problemi, soprattutto nel Mezzogiorno;

in Italia ci sono 800.000 nuovi disoccupati tentati dal ricorso alla fortuna attraverso la continua proposta di giochi che finisce per affamare ulteriormente le persone più deboli. Incentivare il gioco d'azzardo vuol dire aumentare quelle vittime di cui poco si tiene conto, i giocatori patologici, seguiti e curati quasi esclusivamente da associazioni di volontariato;

considerato che:

gli articoli 718 e 722 del codice penale vietano espressamente il gioco d'azzardo su tutto il territorio. Altrove, tuttavia, la disciplina normativa non appare idonea a definire un quadro chiaro in materia di regolamentazione del gioco;

la Corte costituzionale si pronunciò sin dal 23 maggio 1985 con la sentenza n. 152, denunciando la necessità di una legislazione organica che razionalizzasse l'intero settore, auspicando una revisione della disciplina;

successivamente, il 25 luglio 2001 la Corte costituzionale tornò a pronunciarsi sulla questione con la sentenza n. 291, affermando esplicitamente che un intervento legislativo era ormai improrogabile, rilevando che nel 1985 con la sentenza n. 152 la Corte aveva già ammonito circa le prospettate esigenze di un'organica previsione normativa su scala nazionale in tempi ragionevoli per superare le insufficienze e disarmonie, in contrasto anche con l'attuale quadro costituzionale;

sino ad oggi i moniti della Corte costituzionale sono rimasti lettera morta. A fronte della necessità di intervenire sulla materia dei giochi con una regolamentazione univoca e organica, continua invece la tendenza a introdurre norme, nei provvedimenti più disparati, quale ad esempio il decreto-legge n. 39 del 2009 relativo alla ricostruzione in Abruzzo nelle aree colpite dal sisma dell'aprile 2009;

con il decreto-legge n. 149 del 2008, convertito, con modificazioni dalla legge n. 184 del 2008, all'articolo 1-bis si è proceduto ad una vera e propria liberalizzazione del mercato del gioco;

ultimo provvedimento legislativo in ordine di tempo è il richiamato decreto-legge n. 39 del 28 aprile 2009, recante disposizioni in materia di interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 ed ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile. Nel decreto de quo, i giochi rappresentano una significativa voce di entrata a sostegno delle zone terremotate, e rappresentano un’ulteriore e decisiva spinta verso la più ampia e definitiva liberalizzazione del gioco d’azzardo. L’art. 12 del citato decreto-legge al fine di recare la copertura finanziaria del provvedimento, prevede di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, mediante l'aumento e l'allargamento, decisi dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, delle forme e delle modalità di gioco;

il citato decreto-legge n. 39 del 2009, in maniera del tutto avulsa dal contesto legislativo del provvedimento stesso - relativo alla ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto in Abruzzo - provvede a ridisegnare massicciamente il settore dei giochi. Ai Monopoli di Stato viene data ampia iniziativa: potranno emanare nuovi "gratta e vinci" a sostegno dell'Abruzzo (un primo tagliando, chiamato "Gratta Quiz", è già in circolazione), adottare nuove modalità di gioco per il Superenalotto ed ulteriori estrazioni per il Lotto. Si è inciso anche sul nuovo fenomeno del poker online, con l'introduzione della modalità non a torneo, finora proibita. In sostanza, ci si potrà sedere ad un tavolo virtuale e giocare cash contro altri giocatori, senza troppe limitazioni. Si introduce anche la videolottery. Si tratta di slot machines di nuova generazione, capaci di erogare vincite fino a 2 milioni di euro (le attuali arrivavano a 100 euro);

valutato inoltre che:

il gioco rappresenta una forma subdola di tassazione, di cui lo Stato si avvantaggia, in spregio dell'articolo 47 della Costituzione che afferma sostanzialmente che lo Stato incoraggia e tutela il risparmio ed indica come esso deve essere impiegato. Lo Stato, invece, con l'attuale disciplina normativa indica ai cittadini italiani come sperperare le proprie risorse, solo al fine di fare cassa;

la criminalità ha conquistato una quota rilevante di questo mercato. Dalla metà degli anni Ottanta, tutti i casinò italiani hanno subito delle operazioni strutturate della criminalità organizzata volte a controllare tanto i flussi legali del gioco d'azzardo quanto l'indotto che le sale generano. Il connubio tra giochi pubblici e giochi clandestini purtroppo è divenuto una drammatica e diffusa realtà;

con la legge comunitaria per il 2008 (legge n. 88 del 2009) i Monopoli di Stato sono stati autorizzati a rilasciare 200 nuove concessioni per il gioco a distanza, da attribuire sia a nuovi soggetti, sia a coloro che erano già titolari di concessione per i giochi pubblici,

impegna il Governo:

ad attivarsi al fine di evitare che le famiglie italiane, attratte dal miraggio del facile e immediato arricchimento in una situazione di massima crisi economica accompagnata da pesante disoccupazione, continuino a precipitare in vere e proprie forme di dipendenza patologica da gioco;

ad adottare forme di tutela degli utenti del gioco online al fine di evitare abusi, specialmente per quanto concerne i giochi di carte;

ad adottare qualsiasi iniziativa finalizzata ad evitare che la criminalità organizzata continui a trarre il massimo profitto dal settore dei giochi e delle scommesse;

a ridisegnare l'intera disciplina del settore del gioco al fine di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'azione di contrasto all'illegalità e alla diffusione del gioco irregolare, l'evasione e l'elusione fiscale nel settore del gioco, con particolare riferimento al settore del gioco pubblico, anche attraverso l'intensificazione delle attività di controllo sul territorio, ed assicurare altresì la tutela del giocatore;

a destinare parte dei proventi derivanti dalla raccolta conseguente ai giochi e alle scommesse ad appositi capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, università e ricerca per la realizzazione di campagne di informazione e di educazione dei giovani, da effettuare in collaborazione con le istituzioni scolastiche, finalizzate alla definizione di programmi educativi dei ragazzi in modo da permettere loro di conoscere la realtà dei rischi derivanti dal vizio del gioco e a sviluppare un approccio responsabile al gioco.