Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00202

Atto n. 1-00202

Pubblicato il 18 novembre 2009, nella seduta n. 284
Esame concluso nella seduta n. 576 dell'Assemblea (29/06/2011)

Note: (Testo 2)

LAURO , GASPARRI , D'ALIA , VIESPOLI , ALLEGRINI , BEVILACQUA , BUTTI , CALABRO' , CALIGIURI , CASTRO , CARUSO , CENTARO , CONTINI , COMPAGNA , COSTA , DE ECCHER , DE GREGORIO , DE LILLO , DI GIACOMO , DI STEFANO , FASANO , FAZZONE , GRAMAZIO , IZZO , LATRONICO , MAZZARACCHIO , MENARDI , MUSSO , NESSA , PASTORE , PICCONE , RAMPONI , SACCOMANNO , SALTAMARTINI , SANTINI , SARRO , SBARBATI , SIBILIA , TOTARO

Il Senato,

premesso che:

il mercato del gioco e, in particolare, quello del gioco d'azzardo, sia cosiddetto legale o autorizzato che illegale è, in Italia, in fortissima espansione, anche con riferimento al gioco d'azzardo on line;

tale diffusione sta producendo effetti devastanti sui redditi delle famiglie e sulle categorie più deboli della società - giovani e anziani - che, proprio in questa fase di recessione, sperano in un colpo di fortuna al gioco;

è stato dimostrato (Hakim e Friedman, 1987) che il gioco d'azzardo ha un effetto depressivo a causa dell'indotto criminale che si forma in un'area più vasta dello stesso distretto;

lungo le vie adduttrici alle sale da gioco e nell'intorno della città ospitante si verifica, infatti, un enorme aumento dei reati comuni, per l'interagire di numerosi fattori che si possono ridurre - per comprenderne la dinamica - alla proiezione della criminalità sulle occasioni di assalto alla ricchezza che si muove nelle strade e intorno ai beni localizzati;

l'allocazione del risparmio per finalità produttive viene stravolta dall'aggressione ai piccoli istituti di credito del posto, necessari per l'attività parallela di "cambio assegni", rifornimento di liquidità, riciclaggio da parte della criminalità. Anche i costi sociali - omicidi, ferimenti, insicurezza diffusa, devianza giovanile - sono una penalizzazione che ha un peso finanziario enorme e che modifica, peggiorandola, la qualità della vita;

più in generale, vi è un riflesso altamente negativo sul "sistema Paese", derivante da un'obiettiva, strutturale maturazione della criminalità di tipo mafioso, con la replica del suo modello operativo in tante località non ancora del tutto inquinate dal suo insediamento. Sin dalla loro costituzione, infatti, gli organismi internazionali di azione contro il riciclaggio di capitali sporchi hanno indicato il pericolo rappresentato dal ricorso ad "intermediari finanziari non tradizionali", da parte della criminalità organizzata;

nonostante le segnalazioni, gli accordi internazionali e i regolamenti adottati dai singoli Stati, i casinò e le sale da gioco non cessano di rappresentare un collaudato e sicuro canale di riciclaggio, poiché operano con grandi volumi di denaro contante, mentre offrono servizi finanziari dedicati, quali linee di credito, cassette di sicurezza e trasferimento di fondi. Una parte delle case da gioco, peraltro, è collegata in rete, dispone di uffici operativi in più Stati che, dall'estero, sono in grado di trasferire elettronicamente i fondi in ogni parte del globo;

premesso, inoltre, che:

con la "legalizzazione" delle slot machine, si è riprodotto quell'effetto d'incorporamento del legale nell'illegale, che avviene quando il modello di business non è corredato da un'effettiva capacità regolativa dello Stato;

lo Stato, abbandonando la funzione regolativa/contenitiva e generando una fiscalità regressiva sul reddito (si incamera di più, percentualmente, da chi ha reddito più basso) ha sostanzialmente "superato" (nel senso di una Aufhebung) le finalità fiscali per preferire le finalità di modello di business. Lo Stato ha così perso il timone e ha portato il gioco pubblico d'azzardo nel grande mare dei business criminali;

l'introduzione delle slot machine, infatti, ha provocato un impatto capillare sul territorio economico con almeno sei drammatiche conseguenze: la scarsa controllabilità dei flussi delle giocate; la formazione di un circuito di installatori e manutentori delle postazioni, occupato da società collegate o emanazione della criminalità organizzata; l'attivazione di un sistema di pressioni corruttive correlato alla necessità di monopolizzare i mercati locali delle postazioni da gioco; la moltiplicazione dei "punti caldi" nel tessuto della città, intesi come luoghi di concentrazione quotidiana di denaro contante che necessita di spostamento fisico, con conseguente esposizione al rischio di rapina; l'incentivazione ai micro mercati locali di prestito ad usura per il finanziamento; il generarsi di percorsi di particolare esposizione alla criminalità di strada da parte dei giocatori, nello specifico di quanti raccolgono vincite di un rilievo apprezzabile; la partecipazione al gioco d'azzardo quotidiano da parte di minori di 18 anni, con costante e pervasiva violazione della norma penale che vieta di offrire loro la possibilità di scommettere in qualsiasi forma;

inoltre, con il boom dei videogames o dei fun games, nelle abitazioni private o in luoghi pubblici, si è aggiunta una nuova modalità ludica anche per il gioco d'azzardo;

il rilancio su larga scala e in ogni regione d'Italia (ma con prevalenza nel Mezzogiorno) è però avvenuto di recente, dopo che la legge n. 425 del 1995 ha ammesso la liceità della gestione di apparecchi elettronici, un tempo considerati d'azzardo. Le condizioni, fissate dalla norma, sono che il valore economico della giocata sia modesto e che i due fattori, dell'intrattenimento e dell'abilità del giocatore, abbiano un ruolo preponderante rispetto all'aleatorietà;

ritenuto che:

sebbene negli anni Novanta grandi imprese del settore turistico-alberghiero siano entrate nella gestione delle case da gioco, la criminalità organizzata continua ad essere interessata al circuito dei casinò;

le attività gravitanti sul casinò autorizzato hanno creato una domanda indotta per bische nello stesso territorio provinciale e regionale interdipendente;

ritenuto, inoltre, che:

in Italia è forte la preoccupazione per il crescente ricorso, soprattutto da parte delle categorie meno abbienti, al gioco lecito e illecito per cui occorre contrastare tale fenomeno che desta grande allarme sociale anche per la crescente presenza della criminalità organizzata;

nell'ottica di tutelare il giocatore e di contrastare la cosiddetta ludodipendenza la legge n. 220 del 2010 (legge di stabilità per il 2011) ha espressamente introdotto nell'ordinamento il divieto generalizzato di gioco per i minori di anni diciotto;

dal 2010, inoltre, la normativa cosiddetta antiriciclaggio (decreto legislativo n. 231 del 2007), già in precedenza in vigore per gli operatori on line, è stata estesa anche a coloro che esercitano in sede fissa l'attività di giochi e scommesse,

impegna il Governo:

ad attivarsi onde prevenire e reprimere adeguatamente il gioco d'azzardo illegale e le interazioni con il reticolato della criminalità organizzata mafiosa;

ad intervenire con misure adeguate al fine di regolare in modo maggiormente rigoroso il gioco legale;

ad individuare gli strumenti più idonei a riesaminare le concessioni e le licenze fin qui assegnate integrandole nel nuovo contesto socio-economico e normativo;

a introdurre efficaci misure di controllo dei giochi telematici;

a introdurre nuove e più stringenti norme a tutela dei minori.