Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00138

Atto n. 1-00138

Pubblicato il 27 maggio 2009, nella seduta n. 217
Esame concluso nella seduta n. 218 dell'Assemblea (09/06/2009)

PEDICA , BELISARIO , GIAMBRONE , CARLINO , CAFORIO , DE TONI , LI GOTTI , LANNUTTI

Il Senato,

premesso che:

in Birmania dal 1988, anno del golpe militare operato dal generale Saw Maung, il Consiglio statale per la pace e lo sviluppo, meglio conosciuto con l'acronimo di SPDC (State Peace and Development Council), ha instaurato un regime militare su base regionale che detiene un potere assoluto esercitato in violazione dei più basilari diritti umani;

Aung San Suu Kyi, fondatrice e leader della Lega nazionale per la democrazia in Birmania, nonché premio Nobel per la pace nel 1991, fatti salvi brevi periodi di libertà condizionata, è agli arresti domiciliari da ormai un ventennio;

nel 1990 il regime militare indisse delle elezioni che si conclusero con una vittoria schiacciante della Lega fondata da Aung San Suu Kyi;

a seguito di detto risultato il regime militare non solo rigettò il risultato del voto, ma annullò il voto popolare e strinse ancor di più le maglie della dittatura, arrestando diversi parlamentari eletti nella consultazione elettorale annullata ed impedendo loro di prestare giuramento ed assumere il loro incarico;

molti dei detenuti politici, tra i quali diversi parlamentari, sono morti durante una detenzione che ancora oggi non riconosce il diritto all'assistenza sanitaria e ad un vitto sufficiente, obbliga ai lavori forzati ed impone la tortura come strumento di convincimento;

la diplomazia internazionale, a tutti i livelli, da ormai un ventennio è all'opera al fine di conseguire qualche minimo risultato in materia di rispetto dei diritti umani;

l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) da diversi anni ormai denuncia il perpetrarsi della pratica del lavoro forzato anche nei confronti dei minori;

in Birmania, così come denunciato da diverse organizzazioni non governative, oltre che dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, si fa ancora largo uso di bambini soldato e si continuano ad utilizzare le mine antiuomo, il cui uso è bandito in tutto il mondo e su cui anche l'Assemblea del Senato si è espressa approvando un atto di indirizzo (nella seduta n. 192 del 22 aprile 2009);

il regime militare da decenni ormai continua a mettere in atto la politica dei trasferimenti forzati, il saccheggio dei territori, la distruzione dei villaggi, il massacro della popolazione civile nelle zone a maggioranza etnica non birmana;

gli investimenti europei in Birmania sono considerevoli, specialmente nel settore dell'industria tessile, petrolifera e del gas naturale;

moltissime aziende operanti in Birmania appartengono direttamente od indirettamente allo SPDC ed i proventi derivanti dal loro operato sono da sempre utilizzati per l'acquisto di armi con le quali si continua a mantenere il controllo militare del Paese;

risulterebbe, anche da atti di sindacato ispettivo depositati nelle Legislature precedenti a quella in corso, che il Governo italiano partecipi con un proprio rappresentante dell'Istituto per il commercio con l'estero all'Asian Development Bank, la quale finanzia progetti di cui di fatto si giova il regime militare Birmano;

l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha recentemente chiesto al SPDC il rilascio di tutti i prigionieri del regime;

la Commissione sulle donne dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ha condannato il perpetrarsi degli stupri a danno delle donne che sistematicamente rimangono impuniti;

il Segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha recentemente rinunciato, per protesta contro la condotta del regime, ad una visita ufficiale utile alla riapertura delle relazioni diplomatiche con l'Organizzazione e le democrazie occidentali;

nel maggio 2008, nonostante la devastazione portata sul territorio birmano dal ciclone Nargis, che ha mietuto le vite di più di 100.000 birmani, il regime militare dell'SPDC ha vietato per diversi mesi l'ingresso ai portatori di aiuti alle popolazioni;

solo nel 2008, SPDC ha indetto un referendum per l'approvazione di una costituzione che ha come unico fine il mantenimento dello status quo e del potere in capo ad esso;

risulta che la Giunta militare abbia intenzione, e si stia adoperando in tal senso, di costruire almeno un reattore nucleare;

il 14 maggio 2009, a pochissimi giorni dalla fine del periodo in cui Aung San Suu Kyi sarebbe dovuta rimanere agli arresti domiciliari, è stata nuovamente condotta nel famigerato carcere di Insein di Yangon - dove si trovano più di 2.000 oppositori politici - per aver infranto, a detta delle autorità, le norme che regolano i suoi arresti domiciliari ospitando, per due giorni all'inizio del mese di maggio, John Yettaw, un americano di 53 anni che è riuscito a nuotare fino all'abitazione della leader dell'opposizione birmana, situata sulle rive di un lago;

come riportato da agenzie di stampa di questi ultimi giorni, nel processo che la vede imputata della violazione di cui sopra, la leader della Lega nazionale per la democrazia ha negato ai giudici del tribunale di aver violato gli arresti domiciliari cui è sottoposta,

impegna il Governo:

a promuovere ogni utile iniziativa diplomatica al fine di: 1) ottenere la liberazione della leader della Lega nazionale per la democrazia Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici del regime militare birmano; 2) ristabilire sul territorio birmano il rispetto dei diritti umani;

ad attivarsi, presso gli organismi internazionali e sovranazionali cui il nostro Paese partecipa, affinché si raggiunga la deposizione non violenta del regime militare dell'SPDC e l'annullamento dell'esito del referendum del 2008 con il quale è stata approvata una costituzione truffaldina ed iniqua nei confronti del popolo birmano;

ad attivare ogni azione utile per far pressione su Paesi, quali Cina, India e Russia - che da sempre hanno relazioni diplomatiche privilegiate con il Governo militare birmano - al fine di migliorare le condizioni di vita del popolo birmano evitando che detti Paesi forniscano ulteriori armamenti all'SPDC;

a promuovere azioni di aiuto della popolazione civile al fine di creare la consapevolezza nel popolo Birmano che un altro sistema di Governo è ancora possibile per il loro Paese.