Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01856
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Atto n. 4-01856
Pubblicato il 3 maggio 2007
Seduta n. 146
Titolo: Sull'ampliamento delle serre di una impresa vivaistica in Veneto
FERRANTE , RUBINATO - Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie locali. -
Premesso che:
l'azienda ortoflorovivaistica "Gruppo Padana Ortofloricoltura", con sede legale a Paese (Treviso), opera dall'inizio degli anni '80 nel territorio comunale di Paese e già nel 1987 l'azienda agricola possedeva 9670 metri quadrati di serre fisse e mobili destinate a colture;
per svolgere la sua attività l'azienda ha bisogno, oltre che di serre per la produzione delle piantine, anche di sempre maggiori strutture a servizio del processo produttivo - celle frigo, centrali termiche per i gruppi elettrogeni, platee corridoi in calcestruzzo, uffici, servizi, magazzini e depositi – nonché di una idonea viabilità interna ed esterna soprattutto per gli automezzi pesanti in arrivo ed in partenza (circa una ventina al giorno), sia di idonei parcheggi per gli stessi automezzi, nonché per gli autoveicoli per i dipendenti (circa 200 posti auto), tutto pavimentato e in terreno agricolo;
attualmente l'azienda copre una superficie adibita a serre per 98.400 metri quadrati ed occupa un centinaio di dipendenti per la quasi totalità di nazionalità cinese, eccetto nel settore tecnico e negli uffici. L'azienda ha presentato ulteriori richieste di espansione, tutte bloccate dall'Amministrazione comunale con specifiche ordinanze, per difetto di idonea asseverazione da parte del tecnico progettista, di inidoneità della semplice "comunicazione", essendo necessario idoneo titolo edilizio - DIA (dichiarazione di inizio attività) o PdC (permesso di costruire), ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 380/2001, e per mancanza di Piano aziendale;
complessivamente sono stati richiesti ulteriori 103.000 metri quadrati, per installazione di serre collocate in territorio agricolo ritenuto dall'Amministrazione Comunale di pregio ambientale. I programmi di sviluppo contemplano ulteriori espansioni, avendo l'Azienda una disponibilità di terreno pari a 406.000 mq;
al fine di comprendere la irreparabilità del danno causato dall'insediamento delle serre, va evidenziato che per la loro costruzione in cemento, acciaio e vetro, è prima necessario asportare completamente il terreno vegetale, e quindi in quel luogo non si potrà mai più in futuro esercitare l'agricoltura;
si vuole inoltre evidenziare che sono state raccolte oltre 2.000 firme contro gli ampliamenti dell'insediamento che sta letteralmente distruggendo un borgo antico, detto "Trojan". A tal proposito, l'Amministrazione comunale di Paese ha tentato, più volte, di trovare un accordo che "limitasse" l'espansione, ma senza ottenere finora risultati positivi;
l'azienda ortoflorovivaistica ha chiesto gli ampliamenti delle proprie serre ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale del Veneto del 12 aprile 1999, n. 19 e delle successive modifiche ed integrazioni. Tale legge regionale incentiva gli insediamenti di serre, anche se non ne specifica la tipologia;
sembrerebbe che ogni norma emanata in materia di serre dalla Regione Veneto abbia lo scopo di favorire solo gli operatori del settore e non i territori, che in alcuni casi sono importanti da un punto di vista ambientale e naturalistico, creando in questo modo modifiche di irreparabile gravità al territorio agricolo, con l'eliminazione di siepi e di ogni altra forma di vita per ambiti di centinaia di migliaia di metri quadrati;
inoltre, non bisogna ignorare e trascurare i gravi disagi per le popolazioni e i territori, confinanti con l'azienda ortoflorovivaistica sia per quanto riguarda l'inquinamento acustico derivante dalla presenza di numerose ventole di raffreddamento, sia per un eventuale, ma possibile, inquinamento da uso di prodotti chimici;
in questi ultimi mesi, l'Amministrazione di Paese ha intimato per ben quattro volte il blocco dei lavori, a seguito della presentazione da parte dell'azienda agroflorovivaistica di comunicazioni di installazione di serre (per complessivi 103.000 metri quadrati). Pertanto, a seguito di questi blocchi l'azienda ha fatto ricorso al TAR del Veneto, chiedendo un indennizzo al Comune di Paese di oltre 3 milioni di euro per danni. Il Comune si è costituito sostenendo che "non è possibile che una Amministrazione Comunale subisca una violenza tale nel proprio territorio camuffando una attività industriale come attività agricola, senza chiedere alcuna autorizzazione, senza un permesso di costruire, senza un riferimento al DPR 380/2001, Testo Unico dell'Edilizia, senza pagare nulla per oneri",
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano che le norme e gli obblighi di carattere generale introdotti con il decreto del Presidente della Repubblica 380/01, quali DIA o PdC, che definiscono gli atti tipici di rilevanza edilizia su tutto il territorio nazionale, devono essere automaticamente e obbligatoriamente recepiti dalla Regione Veneto attraverso anche la modifica della legge regionale 19/1999;
se, costituendo la serra fissa, nella realtà giuridica, una vera e propria costruzione, non sia sempre necessario pretendere, in conformità al decreto del Presidente della Repubblica 380/01, la presentazione del permesso di costruire, e solo in via subordinata la procedura della dichiarazione di inizio di attività;
se i Ministri non reputino che questa mancata applicazione di una legge nazionale realizzi di fatto una forte discriminazione dei cittadini veneti nei confronti del resto del Paese.