Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01729

Atto n. 4-01729

Pubblicato il 11 aprile 2007
Seduta n. 138

RUBINATO - Al Ministro delle comunicazioni. -

Premesso che:

in molti Comuni della provincia di Treviso sono stati lamentati disservizi nella gestione da parte di Telecom Italia S.p.A. della rete di telefonia fissa;

nella maggior parte dei casi i cittadini non riescono ad ottenere l'attivazione di linee telefoniche presso le proprie abitazioni, nonostante l'assegnazione del numero di utenza, a causa della necessità tecnica di ampliamento della rete locale, cui la Telecom – che peraltro detiene il monopolio sull'ultimo chilometro – non provvede, seguitando a rinviare la risoluzione del problema;

risulta all'interrogante che la Telecom stia continuando a ritardare l'adempimento dei suoi obblighi inviando in modo sistematico e scadenzato ai clienti fac-simili di comunicazioni con asserite motivazioni tecniche. Più precisamente, con una prima comunicazione, Telecom asserisce che: "per la connessione tra la centrale di zona e la sede dove è stato richiesto l'impianto, abbiamo l'esigenza tecnica di realizzare dei lavori di ampliamento della rete telefonica" e che "la conclusione di tali lavori avverrà presumibilmente" entro la data indicata (poco più di un mese dopo). Successivamente, alla scadenza di tale data, con altra comunicazione sostiene che "non siamo in grado di attivare la linea telefonica entro i termini previsti dalle Condizioni Generali di Abbonamento" in quanto "siamo in attesa di ottenere i permessi necessari", senza specificare di quali permessi si tratta e ipotizzando "il superamento di tali difficoltà" entro una precisa data (circa dopo quattro mesi). Tuttavia, a seguito di tale nuova scadenza, all'utente, ben otto mesi dopo, perviene un'ulteriore comunicazione identica alla precedente, con un'altra proroga del termine di quasi cinque mesi;

siffatta condotta di Telecom appare ingiustificatamente dilatoria e altresì non rispettosa dei principi della correttezza e buona fede contrattuale, oltre che in palese violazione degli adempimenti contrattuali a suo carico;

inoltre gli utenti che richiedono il trasferimento del proprio numero telefonico presso una nuova abitazione, in attesa del collegamento alla centralina che avviene ben oltre i 30-40 giorni previsti dall'azienda, si trovano nella condizione di dover pagare il canone Telecom pur non usufruendo di alcun servizio;

tali ritardi causano altresì ingenti esborsi patrimoniali da parte dei cittadini i quali, per comunicare telefonicamente, devono ricorrere a mezzi ben più onerosi di un'utenza telefonica domestica;

carenze si ravvisano anche nel potenziamento degli impianti presenti sul territorio, oggi non in grado di supportare i collegamenti informatici ed Internet, quali la linea ADSL;

alcuni Sindaci dei Comuni interessati (tra cui Breda di Piave, Casier, Gaiarine, Maserada sul Piave, Ponzano Veneto, Resana, Roncade, Vedelago, Villorba), facendo proprie le legittime proteste dei cittadini, hanno rappresentato tale incresciosa situazione – che si sta perpetrando da mesi e mesi a danno degli utenti – sia all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sia a Telecom Italia, senza ottenere alcun riscontro, in termini di miglioramento della qualità dei servizi erogati;

le Amministrazioni comunali hanno segnalato, inoltre, che la condotta carente di Telecom, dovuta anche alla drastica riduzione di personale e di strutture tecniche di riferimento sul territorio, continua a provocare sistematici ritardi anche nei lavori pubblici programmati dai Comuni con conseguenti maggiori costi a carico della collettività,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo nei confronti di Telecom Italia S.p.A. per porre fine con urgenza ai gravi disagi causati agli utenti dagli inadempimenti di predetta società sopra esposti;

se non ritenga necessario ed urgente richiamare la Telecom al rispetto dei principi giuridici di correttezza e buona fede nell'esecuzione dei rapporti contrattuali e all'adempimento degli obblighi ad essa ascrivibili quale concessionaria di un pubblico servizio;

se non ritenga di doversi attivare, per quanto di competenza, anche con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, affinché tali gravi inadempienze siano finalmente sanzionate nelle forme previste dall'ordinamento vigente.