Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01559

Atto n. 4-01559

Pubblicato il 15 marzo 2007
Seduta n. 126

RUBINATO - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

verso le ore 19 del 14 marzo 2007 in località Onè di Fonte, in provincia di Treviso, è stata rapita una ragazza, nei pressi della palestra in cui si era recata;

la tempestiva ed efficace azione dei Carabinieri di Treviso, attraverso l'intercettazione del segnale del telefono cellulare, ha permesso di localizzare già nella mattinata successiva in località Bessica di Loria la vettura all'interno della quale i due rapitori trattenevano la giovane, consentendo così la sua liberazione e l'arresto dei due rapitori, di nazionalità rumena;

si è trattato di un sequestro lampo ed anomalo, per il quale i sequestratori avevano richiesto un riscatto di 50.000 euro;

tale tipologia di reato è un fenomeno del tutto nuovo per il territorio della provincia di Treviso, che ha allarmato profondamente la popolazione locale;

tale vicenda desta grande preoccupazione anche presso le autorità perché potrebbe essere il segnale di una evoluzione nelle tipologie di reati commessi dalla microcriminalità locale ed immigrata, anche rumena, dedite sino ad oggi principalmente ai furti, alle cosiddette "spaccate", allo sfruttamento della prostituzione e alle frodi telematiche;

la provincia di Treviso ha subito nell'ultimo decennio una profonda metamorfosi sotto il profilo socioeconomico, conoscendo uno sviluppo economico assai rilevante, che da un lato ha attirato un notevole flusso immigratorio alla ricerca di occupazione, dall'altro ha prodotto una notevole ricchezza a cui è corrisposta anche la crescita parallela di una diffusa microcriminalità;

tale diffusa microcriminalità, toccando la vita quotidiana delle persone, nei luoghi privati e di vita comune, ha elevato la percezione del senso di insicurezza dei cittadini, che finiscono per ritenere basso il livello di protezione fornito dalle istituzioni, e ciò contribuisce a minare il loro senso di appartenenza allo Stato;

negli ultimi cinque anni il numero degli stranieri nella provincia di Treviso è raddoppiato, passando dal 4,5% al 9% della popolazione complessiva (sono quasi 80.000 gli immigrati regolarmente residenti), ed è destinato a crescere sino al 10% solo per gli effetti del decreto flussi, e in alcuni comuni della Provincia, in particolare proprio nella fascia pedemontana, la percentuale sale al 15-18% della popolazione;

gli organici delle Forze dell'ordine non sono stati adeguati al profondo cambiamento che si è verificato nella realtà socioeconomica locale e dunque le unità di personale attualmente a disposizione in Provincia appaiono insufficienti, sia in ordine alla gestione delle procedure afferenti al fenomeno migratorio regolare, sia in ordine al presidio del territorio, considerate le difficoltà organizzative e funzionali connesse al controllo di aree extraurbane caratterizzate da una notevole estensione e un basso indice demografico (cosiddetta città diffusa) e la diffusione di una microcriminalità che è oggi più complessa e variegata, essendosi aggiunta alla locale quella proveniente da altri Paesi;

tale processo socioeconomico è tuttora in evoluzione, grazie anche alla ripresa economica in atto, e sarà ulteriormente alimentato anche dal recente allargamento dell'Unione europea a Paesi dell'Est europeo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta;

quali azioni intenda intraprendere per rafforzare il presidio e controllo del territorio, sia attraverso la razionalizzazione del sistema, sia attraverso l'adeguamento degli organici alle esigenze dell'attuale realtà socioeconomica della Provincia di Treviso;

inoltre, nell'ambito delle sue prerogative e competenze, quali azioni intenda intraprendere a livello comunitario per l'adozione di iniziative integrate e coordinate per il controllo della mobilità criminale con particolare riferimento anche alla microcriminalità.