Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 234 del 22/10/2024
Azioni disponibili
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, La Pietra, Monti, Morelli, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre e Sisto.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Craxi, Dreosto e Spagnolli per attività della 3ª Commissione permanente; Misiani, per attività della 5ª Commissione permanente;
De Carlo, per attività della 9ª Commissione permanente; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Floridia Aurora, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Bilotti, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Giacobbe, per partecipare a un incontro internazionale.
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
On. Simiani Marco
Istituzione del Parco ambientale per lo sviluppo sostenibile della laguna di Orbetello (1275)
(presentato in data 21/10/2024)
C.400 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati.(T.U. con C.1080, C.1202, C.1286).
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica
Conversione in legge del decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, recante disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico (1272)
(presentato in data 17/10/2024);
Ministro per la pubblica amministrazione
Ministro della difesa
Disposizioni per l'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché di proroga della delega di cui all'articolo 9, comma 15, della legge 28 aprile 2022, n. 46 (1273)
(presentato in data 18/10/2024);
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro dell'economia e delle finanze
Conversione in legge del decreto-legge 19 ottobre 2024, n. 155, recante misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali (1274)
(presentato in data 19/10/2024);
senatrice Sbrollini Daniela
Disposizioni per l'arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei corpi dello Stato (1276)
(presentato in data 22/10/2024);
senatori Iannone Antonio, Cantalamessa Gianluca, Gasparri Maurizio, Salvitti Giorgio, Sisler Sandro, Rastrelli Sergio, Sallemi Salvatore, Russo Raoul, Della Porta Costanzo, Sigismondi Etelwardo, Melchiorre Filippo
Modifica alla legge 2 marzo 2023, n. 22 recante "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere" in materia di conflitto d'interesse (1277)
(presentato in data 22/10/2024).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro dell'economia e delle finanze Giorgetti Giancarlo ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 19 ottobre 2024, n. 155, recante misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali (1274)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 22/10/2024);
8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin Gilberto ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, recante disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico (1272)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, Commissione parlamentare questioni regionali, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 22/10/2024).
Inchieste parlamentari, presentazione di relazioni
A nome della 6a Commissione permanente (Finanze e Tesoro), in data 21 ottobre 2024, il senatore Lotito ha presentato la relazione (Doc. XXII, nn. 14 e 15-A) sulle seguenti proposte d'inchiesta parlamentare:
Zanettin. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori";
Turco, Croati e Barbara Floridia. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario".
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro della difesa, con lettera del 17 ottobre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 15/2024, denominato «Aeromobili a pilotaggio remoto (APR)», relativo al potenziamento delle capacità di sorveglianza, esplorazione ed acquisizione informativa delle varie componenti dello strumento militare terrestre (n. 220).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 3ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 3ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Il Ministro della cultura, con lettera del 18 ottobre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 - gli schemi di decreto ministeriale recanti:
- rimodulazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per gli anni 2019 e 2020, con riferimento alla regione Veneto (n. 221);
- rimodulazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per gli anni 2021-2023, con riferimento alla regione Lombardia (n. 222);
- rimodulazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per gli anni 2021-2023, con riferimento alla regione Campania (n. 223);
- rimodulazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per gli anni 2022-2024, con riferimento alla regione Campania (n. 224);
- rimodulazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per gli anni 2022-2024, con riferimento alla regione Abruzzo (n. 225).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono deferiti alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere su ciascuno di essi entro 20 giorni dall'assegnazione.
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 17 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1-bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, gli estratti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2024, recante l'esercizio di poteri speciali, approvato con prescrizioni, in ordine alla notifica della società OpNet S.r.l. - Piano annuale 2024-2025 degli acquisti di beni e servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G della società OpNet S.r.l.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 578).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 18 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Loredana Cappelloni, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 16 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, una comunicazione sulle modalità di computo del termine di astensione obbligatoria in ordine alla procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dall'Unità Centrale di notifica del Ministero delle imprese e del made in Italy, concernente la notifica 2024/0544/IT, attinente al provvedimento recante "Regola tecnica per la progettazione, la costruzione, il collaudo, l'esercizio e la sorveglianza delle reti di trasporto di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 162".
La predetta comunicazione è deferita alla 4a e alla 8a Commissione permanente (Atto n. 577).
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 18 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dall'Unità Centrale di notifica del Ministero delle imprese e del made in Italy, concernente la notifica 2024/0578/IT - SERV60 in ordine al provvedimento recante "Modalità tecniche e di processo per l'accertamento della maggiore età degli utenti ai sensi dell'articolo 13 bis del decreto legge 5 settembre 2023, n. 123 convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2023, n. 159".
La predetta documentazione è deferita alla 1a, alla 2ª e alla 4a Commissione permanente (Atto n. 579).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 21 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9, comma 11, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le relazioni sulle erogazioni effettuate in favore dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, aggiornate rispettivamente al mese di giugno 2023 (Doc. CLXVII, n. 1) e al mese di giugno 2024 (Doc. CLXVII, n. 2).
I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente.
Il Ministro della salute, con lettera in data 10 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le relazioni ai fini del monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi afferenti al settore dell'edilizia sanitaria ed al settore della ricerca finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, del rifinanziamento di cui all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché con le risorse del fondo da ripartire di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e del fondo di cui all'articolo 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, aggiornate al mese di settembre 2024.
Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a, alla 8a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XL, n. 8).
Con lettera in data 21 ottobre 2024, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 143, comma 10, e dall'articolo 146 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti:
- l'affidamento dell'amministrazione dell'azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ad una commissione straordinaria;
- la proroga della durata dello scioglimento del consiglio comunale di Castiglione di Sicilia (Catania);
- la proroga della durata dello scioglimento del consiglio comunale di Rende (Cosenza).
Governo, comunicazione dell'avvio di procedure di infrazione
Il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, con lettera in data 15 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la seguente comunicazione concernente l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) - notificate il 26 settembre e il 3 ottobre 2024 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2221, concernente il non corretto recepimento della direttiva UE 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 gennaio 2016, sulla distribuzione assicurativa - alla 4a e alla 9a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 40);
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/0232, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 che modifica la direttiva UE 2018/2001, il regolamento UE 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva UE 2015/652 del Consiglio - alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 41)
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento
La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la seguente sentenza, che è deferita, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:
sentenza n. 162 del 24 settembre 2024, depositata il successivo 17 ottobre 2024, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), limitatamente alle parole «se esso si è protratto per almeno due anni,» (Doc. VII, n. 97) - alla 1a e alla 2a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 18 e 22 ottobre 2024, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
delle Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. (FS S.p.A.), per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 297);
della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI), per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 298);
dell'Associazione della Croce Rossa Italiana - Organizzazione di Volontariato, per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 299).
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dall'11 al 22 ottobre 2024)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 74
LOPREIATO ed altri: sulla figura professionale del cancelliere esperto (4-01479) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)
Interrogazioni
TAJANI, VALENTE, ROJC, MARTELLA, ZAMBITO, MANCA, BAZOLI, FINA, DELRIO, FURLAN, D'ELIA, VERDUCCI, CAMUSSO, MALPEZZI, IRTO, GIACOBBE, RANDO, LA MARCA, CRISANTI, GIORGIS, NICITA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il concordato preventivo biennale (CPB) è un istituto di compliance volto a favorire l'adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi. Vi possono accedere i contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che applicano gli indici sintetici di affidabilità (ISA) di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50. Il decreto correttivo della riforma fiscale, di cui al decreto legislativo 5 agosto 2024, n. 108, ha introdotto una serie di modifiche sostanziali alla disciplina originaria dell'istituto finalizzate a ridurre l'onere fiscale a carico dei contribuenti che aderiscono, laddove il reddito concordato per il 2024 o il successivo 2025 sia eccedente rispetto al reddito del 2023;
il provvedimento riserva ai contribuenti che aderiscono la possibilità di applicare sull'extra reddito un'imposta sostitutiva parametrata al voto ISA ottenuto nell'anno 2023. L'importo si attesta al 10 per cento per coloro i quali siano risultati "affidabili", al 12 per cento per chi ha conseguito un punteggio pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 e del 15 per cento in caso di affidabilità fiscale sotto il 6. Queste tre aliquote si confrontano con l'IRPEF teoricamente dovuta sul maggior reddito, che si assesterebbe al 35 per cento per i redditi rientranti nel secondo scaglione dell'imposta personale e 43 per cento per i redditi sopra ai 50.000 euro;
al fine di favorire ulteriormente l'accesso al concordato preventivo biennale sono state introdotte nel decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113 ("omnibus"), misure di "condono fiscale" che rappresentano l'ultimo di una serie di interventi volti a rendere più appetibile ai contribuenti l'istituto di compliance. Nella sua ultima riformulazione, il meccanismo di ravvedimento alla base del concordato consentirebbe a chi ha evaso di mettersi in regola pagando una somma irrisoria rispetto al ravvedimento standard. Chi sottoscrive l'accordo con l'Agenzia delle entrate avrebbe infatti l'opzione di regolarizzare i mancati versamenti per gli anni dal 2018 al 2022 pagando un'imposta sostitutiva parametrata al punteggio di affidabilità fiscale e su un imponibile ridotto. A fronte di tali concessioni, l'erario si dovrebbe accontentare di pochi soldi rinunciando contestualmente a "controlli, accessi, ispezioni o verifiche, ai fini delle imposte sui redditi e del valore aggiunto", con l'eccezione dei casi in cui il contribuente decada dal concordato o sia rinviato a giudizio per reati fiscali. Agli aderenti è riservata inoltre la possibilità di dilazionare il pagamento in 24 rate mensili a un tasso di interesse del 2 per cento. Tali modifiche hanno comportato una copertura finanziaria di circa un miliardo di euro, dimezzando di fatto le iniziali stime ottimistiche del Governo;
appare di tutta evidenza che si è dinanzi all'ennesimo, a giudizio degli interroganti disperato tentativo di salvare dal fallimento uno strumento cui il Governo ha affidato il recupero del gettito necessario per finanziare una riforma fiscale altrimenti avviata su un binario morto: un tentativo basato sull'illusione che gli incentivi a prezzo di saldo, senza alcun reale rafforzamento dei controlli, siano sufficienti a convincere gli evasori a mettersi in regola;
il concordato preventivo biennale, una delle misure centrali della riforma, si prefigura come un plateale insuccesso del Governo. Da intervento inizialmente orientato a premiare i contribuenti virtuosi e a garantire maggior gettito e maggiore compliance fiscale tra contribuenti e fisco, è stato trasformato in strumento distorsivo e volto a premiare i contribuenti meno virtuosi e gli evasori. Nonostante i ripetuti interventi volti ad allargare i benefici della misura, il tasso di adesione risulta basso. I commercialisti hanno recentemente proposto al Governo una proroga della scadenza prevista per aderire al concordato in ragione delle scarse adesioni e del timore di dover affrontare le pratiche di adesione solo in prossimità del 31 ottobre. Dai pochi dati disponibili sembra che le adesioni si concentrino al momento soltanto su alcune categorie di contribuenti e in particolare su professionisti, avvocati, commercialisti e attività con valutazione ISA 10 o 9, in ragione del fatto che l'Agenzia delle entrate ha inviato a tali contribuenti proposte di adesione con un consistente ed ingiustificato abbattimento delle imposte intorno al 10 per cento e in alcuni casi anche superiore. Per loro l'adesione comporta di fatto un "bonus generoso" valido per due anni con oneri a carico dell'erario in virtù delle minori imposte proposte dall'Agenzia delle entrate. Al contrario, i soggetti autonomi e le imprese con maggiori difficoltà, determinate anche da congiunture sfavorevoli del settore di appartenenza, e con ISA pari o inferiore a 7 stanno ricevendo proposte di adesione al concordato da parte dell'Agenzia delle entrate che comportano un aggravio di imposte, in alcuni casi fino al raddoppio. I soggetti con ISA basso, al netto degli evasori premiati con un condono dal decreto-legge n. 113 del 2024 sono in prevalenza imprese con uno o due dipendenti, artigiani, esercenti del settore abbigliamento o simili che per le difficoltà di lavoro o di vendita hanno aspettative future di reddito caratterizzate da grande incertezza: un motivo sufficiente per rifiutare in massa l'adesione al concordato preventivo biennale cui associano un aggravio di imposte per due anni consecutivi;
da ultimo, nel tentativo di incrementare le adesioni, il Governo ha, da un lato, lanciato messaggi minacciosi nei confronti dei soggetti che non aderiscono, prefigurando l'inserimento in liste di soggetti da sottoporre a controlli e, dall'altro, ha avviato una campagna pubblicitaria, utilizzando anche il servizio pubblico, con spot che invitano il contribuente a stare tranquillo, di sedersi al tavolo e stringere la mano al fisco e pagare "il giusto", ossia meno di chi le tasse le versa regolarmente, con la rassicurazione che l'Agenzia delle entrate non effettuerà controlli per due anni. L'unico risultato tangibile di questa politica è quello di rendere il nostro sistema fiscale ancora più iniquo e irrazionale, ancora una volta a danno dei contribuenti onesti che pagano regolarmente le imposte e della leale concorrenza fra le imprese,
si chiede di sapere:
quale sia l'andamento delle adesioni al concordato preventivo biennale e le entrate effettivamente conseguite e se il Ministro in indirizzo intenda descrivere tali adesioni per categoria ISA e per importi relativi a ciascuna categoria ISA, anche al fine di verificare la dimensione della perdita di gettito associata alle proposte dell'Agenzia delle entrate rivolte ai contribuenti e che prevedono un abbattimento per due anni delle imposte da questi dovute;
se, al fine di recuperare il basso tasso di adesione, intenda adottare misure di proroga delle scadenze previste, nonché ulteriori misure di incentivazione e di condono fiscale;
se intenda chiarire i criteri e le modalità con cui sono state costruite le proposte di adesione al concordato preventivo biennale fatte pervenire ai contribuenti e se esse rispondano a precisi criteri di equità ed imparzialità o se, al contrario, siano state formulate con criteri differenziati anche tra contribuenti con la medesima categoria ISA;
quali misure intenda adottare per recuperare le risorse necessarie al finanziamento della riforma dell'IRPEF nel caso in cui le adesioni non consentano di raggiungere la soglia stimata di 2 miliardi di euro e se tra tali misure intenda ricomprendere anche l'abbattimento delle detrazioni fiscali finora riconosciute ai contribuenti IRPEF con sostituto d'imposta;
quali siano le misure che intende adottare per rendere il sistema fiscale più equo e razionale, a tutela dei contribuenti onesti e della leale concorrenza fra le imprese, nonché gli strumenti che intende adottare per intensificare il contrasto all'evasione fiscale.
(3-01429)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
VALENTE, D'ELIA, SENSI, FURLAN, RANDO, VERINI, GIORGIS, ROJC, ZAMBITO, NICITA, TAJANI, MALPEZZI, CAMUSSO, DELRIO, IRTO, FINA, MANCA, LA MARCA, MARTELLA, ROSSOMANDO, GIACOBBE - Ai Ministri dell'interno e della giustizia. - Premesso che:
sempre più di frequente, a quanto risulta agli interroganti, vengono denunciati femminicidi o tentati femminicidi causati dal mancato o cattivo funzionamento del braccialetto elettronico anti stalking; proprio di recente, il 23 settembre 2024, a Torino, Roua Nabi, 34 anni, è stata uccisa dal marito che era già stato denunciato per maltrattamenti e aggressione e, al quale con provvedimento del giudice, era stato applicato il braccialetto elettronico anti stalking; questo episodio di violenza maschile contro una donna è molto simile a quello verificatosi ad Ancona più di un anno fa, quando un uomo, già soggetto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, aveva violato le restrizioni, entrando nella casa della ex e uccidendola con 15 coltellate; inoltre, in provincia di Venezia, un uomo a cui era stato applicato il braccialetto elettronico per le continue minacce e molestie nei confronti della ex moglie, è riuscito a staccare il dispositivo dalla caviglia, ed a fotografarlo a fianco di un coltello, minacciando con tale immagine la ex moglie; infine, è notizia recentissima che a Roma, una giovane donna di 28 anni, stalkerizzata, maltrattata, abusata e sequestrata dall'ex compagno per mesi, ha denunciato il malfunzionamento del braccialetto elettronico applicato all'ex compagno da tre anni, poiché questi ha continuato a minacciarla ed a infrangere le prescrizioni nonostante il dispositivo;
il braccialetto elettronico è da diversi anni lo strumento posto a garanzia delle vittime di violenze domestiche, di genere e contro le donne, e, con provvedimento dell'autorità giudiziaria se ne dispone l'applicazione per segnalare eventuali violazioni delle misure di divieto di avvicinamento o allontanamento dalla casa familiare;
allo strumento si è attribuita una importante funzione di deterrente per l'imputato/indagato e di presidio di tutela per la vittima; tuttavia i casi citati sono soltanto degli episodi tragicamente esemplificativi di molteplici segnalazioni di cattivo funzionamento; a tale problematica si aggiungono altresì le recenti segnalazioni circa il numero esiguo dei dispositivi, a fronte di un notevole incremento delle notizie di reato e delle misure cautelari;
secondo quanto risulta agli interroganti, grazie alla modifica apportata con legge n. 168 del 2023, che ha reso obbligatorio lo strumento, sono aumentate le richieste di applicazione dei dispositivi stessi, ma a fronte dell'aumento della richiesta, si registrano ritardi nell'adempimento della fornitura da parte della società incaricata dal Ministero dell'interno;
da quanto emerge dai dati diffusi dal Ministero dell'interno, il contratto con la società Fastweb incaricata della fornitura, prevedrebbe una disponibilità di 1.200 braccialetti elettronici mensili, che però non vengono distinti per tipologia applicativa, pertanto ciò avrebbe causato un notevole ritardo nella fornitura e nei tempi di applicazione;
con riguardo al problema del mancato o errato funzionamento, sono stati segnalati numerosi casi di cosiddetto "falso allarme" e di disservizio degli apparecchi, casi causati da una mancata messa a punto dell'apparecchio cui sarebbe possibile ovviare attraverso l'istituzione di un sistema di monitoraggio centralizzato;
a quanto risulta agli interroganti, a seguito di queste segnalazioni, i Ministeri in indirizzo hanno dichiarato di volersi impegnare, anche attraverso l'istituzione di un Tavolo interministeriale, per individuare le criticità connesse e conseguenti all'applicazione del braccialetto elettronico; tuttavia non sono noti né l'effettiva istituzione, né tantomeno l'esito dei lavori del suddetto Tavolo,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dello stato dei lavori del Tavolo interministeriale citato in premessa;
se, per le parti di rispettiva competenza, abbiano contezza dell'effettivo numero dei braccialetti elettronici attualmente in uso per reati legati alla violenza domestica, di genere e contro le donne;
se abbiano contezza della quantità di braccialetti segnalati in quanto malfunzionanti e se siano a conoscenza delle principali cause di malfunzionamento;
quali iniziative immediate, per le parti di reciproca competenza, intendano adottare, anche sul piano contrattuale, al fine di garantire il numero necessario di braccialetti elettronici a disposizione delle forze dell'ordine per il contrasto alla violenza domestica, di genere e contro le donne.
(4-01529)
FREGOLENT, PAITA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
da tempo si segnalano gravi problemi di viabilità, in particolare durante i periodi maggiormente trafficati, come quelli estivi, sulla strada statale 4 via Salaria, che collega Roma, Rieti e Ascoli Piceno e dove attualmente sono aperti 11 cantieri per il rifacimento e la manutenzione di alcuni tratti;
le segnalazioni di maggiore disagio da parte degli automobilisti, dovute al prolungarsi dei lavori, si segnalano sul tratto del viadotto "del Cantoniere", nei pressi di Amatrice (Rieti), dove i lavori di manutenzione sono iniziati in data 6 maggio 2021 e con sconcertante ritardo non sono ancora terminati, sebbene l'iniziale chiusura programmata fosse stabilita per il 31 luglio dello stesso anno: l'intervento ha costretto a una deviazione tra lo svincolo di Amatrice e quello di Saletta su una strada secondaria, per un totale di 5 chilometri e oltre 10 minuti di percorrenza tra curve e strettoie sull'attigua strada 260 "Picente" e sulla successiva strada provinciale 61, tratti nei quali si sono verificati nel corso del tempo anche numerosi incidenti;
da quanto si apprende dall'ANAS, i lavori sul viadotto del Cantoniere inizialmente erano stati affidati alla ditta "Peluso costruzioni" S.r.l., la quale nel frattempo, si apprende da organi di stampa, è fallita, costringendo la stessa ANAS a un nuovo affido nella primavera 2023, i cui lavori non sono ancora terminati; inoltre è doveroso segnalare che la manutenzione di questa strada è di assoluta delicatezza, trattandosi della messa in ordine dei danni causati a seguito del sisma del 2016;
serie preoccupazioni sono state avanzate anche dall'amministrazione comunale di Amatrice, la quale ha segnalato che a causa delle deviazioni di traffico risulta assai difficoltoso raggiungere la città, già segnata dagli ingenti danni e problematiche seguiti al sisma;
è sconcertante come i lavori di manutenzione del viadotto del Cantoniere, iniziati nel 2021, e in più generale quelli della strada statale Salaria, non siano ancora terminati a causa della mancanza di attenzione e cura degli enti preposti alla vigilanza sulle infrastrutture, i quali tuttavia dovrebbero essere coordinati e indirizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con l'obiettivo di fornire ai cittadini un servizio stradale efficiente, continuativo e soprattutto sicuro;
visto il grande disagio che gli automobilisti e autotrasportatori stanno subendo a causa dell'incredibile durata dei lavori sulla via Salaria, e in particolare sul viadotto del Cantoniere, è necessario che il Ministro in indirizzo compia azioni di sollecito al fine di velocizzare la chiusura dei cantieri e ristabilire finalmente un'ordinaria viabilità sul tratto;
appare inoltre necessario che il Ministro esponga quali siano i tempi di chiusura e lo stato di tutti i lavori di manutenzione che attualmente stanno interessando la strada statale 4, con particolare riferimento ai lavori sulla tratta del viadotto del Cantoniere, i quali stanno comportando seri danni alla viabilità e alla sicurezza degli automobilisti e degli autotrasportatori,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle motivazioni che hanno portato ANAS ad affidare i lavori di rifacimento del viadotto del Cantoniere alla Peluso costruzioni, la quale, poco dopo l'inizio dei lavori, è risultata insolvente, arrecando un grave ritardo sulla chiusura dei lavori;
quali misure intenda adottare al fine di velocizzare la chiusura dei lavori sul viadotto e più in generale in tutti i cantieri attualmente aperti sulla strada statale 4 Salaria;
se non intenda fornire l'indicazione temporale di quando sono iniziati i lavori e per quando sono previste le chiusure di tutti i cantieri per la manutenzione che attualmente stanno interessando la Salaria, fornendo altresì indicazioni sullo stato attuale dei lavori.
(4-01530)
SPERANZON - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
il 17 ottobre 2024 l'associazione Unione delle comunità islamiche d'Italia (UCOII) è stata invitata a tenere una conferenza stampa sul tema del riconoscimento giuridico dell'Islam italiano alla Camera dei deputati;
la richiesta di riconoscimento della personalità giuridica da parte dell'UCOII permane in attesa di definizione, e dunque non si tratta di un ente riconosciuto dalla Repubblica italiana;
considerato che:
nel 2020 il dottor Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d'Italia - Grande Moschea di Roma, riconosciuto ufficialmente dalla Repubblica italiana, accusava pubblicamente, tramite i canali social dell'ente, il presidente onorario dell'UCOII, Mohammed Nour, di essere il "fondatore dei Fratelli Musulmani in Italia";
uno dei fondatori dell'UCOII, Hamza Roberto Piccardo, il cui figlio Gabriele Piccardo siede tuttora nel consiglio direttivo dell'ente come consigliere per il dipartimento comunicazione, rilancia sui propri canali social interviste concesse dai leader di Hamas al quotidiano "La Luce", diretto da un altro dei suoi figli, e post che inneggiano apertamente alla stessa organizzazione terroristica, oltre a solidarizzare pubblicamente con l'imam Zulfiqar Khan, espulso per motivi di sicurezza dello Stato, connessi al fanatismo religioso;
il presidente dell'UCOII, Yassine Lafram, nel 2014 pubblicizzava sui social network il suo incontro con il predicatore Aid al-Qarni, al quale fu negato l'ingresso in Francia e USA, perché considerato una "minaccia per l'ordine pubblico" per i suoi "proclami che incitano all'odio e alla violenza";
nel 2020 Yassine Baradai, segretario nazionale dell'UCOII, definiva sui social network Cristianesimo ed Ebraismo delle "eresie", e affermava che "l'islam viene per correggere gli storpiamenti apportati nelle sacre scritture residue (Torah e Vangelo)",
si chiede di sapere quali risultino essere i legami o le connessioni dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia con organizzazioni fondamentaliste o esponenti di tali organizzazioni, anche a livello internazionale.
(4-01531)
GARAVAGLIA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per lo sport e i giovani. - Premesso che:
l'Automobile club d'Italia (ACI) è ente pubblico non economico inserito dalla legge 20 marzo 1975, n. 70, tra gli enti preposti a servizi di pubblico interesse, è altresì federazione sportiva nazionale per lo sport automobilistico riconosciuta dalla FIA-Fédération internationale de l'automobile, nonché componente del Comitato olimpico nazionale italiano;
in base alle disposizioni dello statuto, l'ACI gestisce, con propria organizzazione e con separata evidenza nel proprio bilancio, il pubblico registro automobilistico, i servizi in materia di tasse automobilistiche affidatigli dalle Regioni e dalle Province autonome, nonché tutti gli altri servizi delegati o affidati all'ACI dallo Stato, dalle Regioni o da altri enti pubblici;
a decorrere dal 24 luglio 2017, data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 98 (recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico), la vigilanza sull'ACI è esercitata "dalla Presidenza del Consiglio dei ministri [allo stato, per delega, dal Ministro per lo sport e i giovani] e, limitatamente alle attività del pubblico registro automobilistico (PRA), dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ferme restando le competenze del Ministero della giustizia e dell'autorità giudiziaria previste dalle disposizioni vigenti";
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con provvedimento n. 30807 pubblicato sul bollettino n. 40 del 23 ottobre 2023, ha avviato un'istruttoria nei confronti di ACI, ACI Sport S.p.A. (società in house dell'ACI che promuove l'attività sportiva automobilistica nazionale con particolare riguardo alla logistica, alla comunicazione e all'immagine e che svolge principalmente attività di promozione, comunicazione e valorizzazione di gare e campionati che ACI organizza come federazione italiana dello sport automobilistico) e club ACI storico (associazione senza fini di lucro avente lo scopo di promuovere e valorizzare il patrimonio e la cultura motoristica italiana, nonché di tutelare gli interessi degli appassionati e dei collezionisti di veicoli di rilevanza storico-collezionistica, di cui ACI è socio fondatore di diritto) per accertare un presunto abuso di posizione dominante nel mercato dell'organizzazione di manifestazioni automobilistiche di natura non agonistica;
stando a quanto riportato nel comunicato stampa pubblicato sul sito dell'Autorità: "l'Automobile Club d'Italia è operatore in posizione dominante nell'ambito dell'organizzazione di eventi sportivi automobilistici a carattere agonistico a livello nazionale, grazie ai poteri esclusivi di regolamentazione e di coordinamento attribuiti dal Coni. Secondo l'Autorità, l'Aci - anche tramite Aci Sport S.p.A. e Club Aci Storico - adotterebbe comportamenti per ostacolare o per impedire agli enti di promozione sportiva, alle associazioni sportive dilettantistiche e ai club automobilistici l'organizzazione di eventi e di manifestazioni non agonistiche allo scopo di espandere la propria posizione in tale mercato e accrescere il numero dei propri affiliati/tesserati. La strategia di Aci consisterebbe nell'inviare segnalazioni agli enti preposti ai controlli (Prefetture, Questure e/o Autorità comunali) - a ridosso dell'avvio delle manifestazioni ludico-amatoriali - per comunicare che questi eventi non sarebbero stati sottoposti al preventivo parere dell'Aci - non previsto dalla normativa di riferimento - e che si sarebbero svolti in difformità con le norme tecnico-sportive. Tale indebito utilizzo dei propri poteri di regolazione e di coordinamento avrebbe riguardato numerose manifestazioni motoristiche di carattere amatoriale organizzate in diverse regioni italiane, almeno a partire dal 2016, alterando così le dinamiche di mercato";
la Corte di giustizia dell'Unione europea nella recente sentenza del 30 giugno 2020 (causa C-618/19) ha sancito che l'articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, dev'essere interpretato nel senso che esso osta a una disposizione nazionale che consente l'affidamento diretto, senza gara, dell'appalto dei servizi relativi alla gestione della tassa automobilistica a un ente pubblico non economico che ha il compito di gestire il pubblico registro automobilistico;
emerge anche una commistione in capo all'ACI tra attività svolta in quanto federazione sportiva nazionale e attività svolta quale ente pubblico non economico, assetto che rileva anche in ragione delle numerosissime partecipazioni detenute e che non appare coerente con le finalità proprie di una federazione sportiva, anche in ragione dei profili finanziari e di bilancio,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e se intendano adottare iniziative, per quanto di competenza, al fine di superare le criticità delineate, sia per quanto concerne l'affidamento della riscossione del bollo auto, sia per quanto concerne la parziale sovrapposizione e incompatibilità fra l'attività svolta dall'ACI in quanto federazione sportiva nazionale e l'attività svolta quale ente pubblico non economico.
(4-01532)
GASPARRI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
nei giorni scorsi, il giudice della sezione immigrazione del tribunale di Roma e presidente nazionale di "Magistratura democratica", Silvia Albano, ha scritto una sentenza sui centri di permanenza per il rimpatrio in Albania decidendo di non convalidare il trattenimento, nel CPR a Gjader, in Albania, di 12 migranti;
quella che l'interrogante ritiene una "esondazione giudiziaria" della giudice Silvia Albano rappresenta un episodio sconcertante che merita l'attenzione del Consiglio superiore della magistratura e delle supreme cariche dello Stato;
le tesi e la decisione del giudice, nella quale si arriva a definire quali siano i Paesi pericolosi, appaiono all'interrogante come un attacco annunciato e immotivato alle corrette politiche del Governo, sempre più tipico di una parte della magistratura che continua ad alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato, con evidente intento di sostituirsi a organi nazionali e internazionali, con affermazioni e scelte prive di fondamento che sembrerebbero tese piuttosto ad un boicottaggio sistematico dell'azione del Governo;
considerato che, a giudizio dell'interrogante:
non è più tollerabile il clima di tensione che genera una sinistra faziosa, usando ambiti giudiziari, comunicativi e di altro tipo, per tentare di ribaltare gli esiti democratici delle consultazioni elettorali, come sovente è accaduto durante i Governi Berlusconi;
la situazione politica attuale, costellata da continui attacchi al Governo, è in uno stato di assoluta gravità che andrebbe portato all'attenzione di tutti gli organi internazionali, i quali, al contrario, hanno apprezzato la gestione dell'immigrazione italiana, condivisa sempre di più in tanti ambiti, soprattutto europei;
sarebbe auspicabile un percorso più pacato e obiettivo della conduzione del confronto politico e del lavoro del Governo per la sicurezza dell'Italia e per difendere i confini della nostra nazione e dell'Europa;
giova evidenziare che già in passato, in più occasioni, la giudice Albano ha adottato pubbliche posizioni su temi controversi, come ad esempio a sostegno della sua collega Iolanda Apostolico che nel 2018 partecipò a una manifestazione a Catania sui temi dell'immigrazione;
occorre, altresì, ricordare che la stessa giudice, da sempre paladina di altri temi sostenuti dalla sinistra come quello della maternità surrogata, nel corso dell'audizione svoltasi il 26 aprile 2023, nella II Commissione (Giustizia) alla Camera dei deputati, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all'estero (approvate definitivamente dal Senato il 16 ottobre 2024), si espresse affermando che "il concetto di tutela della dignità della donna è strettamente correlato all'affermazione della sua totale autonomia riproduttiva, al diritto di decidere se, come e quando dare corso al processo riproduttivo" e che "le donne decidono in base al diritto fondamentale di partecipare alla gestazione per altri" e citando l'esempio di due Paesi come l'India e la Thailandia, non proprio virtuosi riguardo alla disciplina di tale pratica,
si chiede di sapere:
se risponda al vero quanto pubblicato da organi di stampa in relazione alla giudice del Tribunale di Roma, Silvia Albano, che ha respinto il trattenimento dei migranti dal centro di Gjader, in Albania;
se risponda al vero che, come riportato da "Il Giornale" del 7 ottobre 2024, sulla pagina "Facebook" della giudice sono apparse numerose dichiarazioni a sostegno delle organizzazioni non governative, comprese alcune che hanno una caratterizzazione politica molto estrema e che la stessa Albano avrebbe pubblicizzato la raccolta di fondi a favore di queste, rilanciando articoli che ne promuovono le attività;
se risulti sia la stessa persona che ha elargito una donazione a favore della nave "Mare Ionio", raccogliendo l'appello dell'armatore Alessandro Metz che insieme all'esponente dell'estrema sinistra Luca Casarini è stato coinvolto nell'inchiesta della Procura di Ragusa per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina.
(4-01533)
GASPARRI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
da articoli di stampa e da alcuni canali social si è appreso della pubblicazione di un'e-mail scritta alle ore 18.32 di sabato 19 ottobre 2024 dal sostituto procuratore della Cassazione, Marco Patarnello, esponente di rilievo di "Magistratura democratica", e rivolta a numerosi destinatari, avente ad oggetto "non convalida trattenimento migranti in Albania";
il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, senza ulteriori commenti, ne ha riportato alcuni passaggi sui social network;
"Il Tempo" di domenica 20 ottobre ne ha riportato il contenuto nel quale si legge: "Indubbiamente l'attacco alla giurisdizione non è mai stato così forte, forse neppure ai tempi di Berlusconi. In ogni caso oggi è un attacco molto più pericoloso e insidioso per molte ragioni. Innanzitutto perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte (...) la non ricattabilità di Meloni, rende anche molto più pericolosa la sua azione, avendo come obiettivo la riscrittura dell'intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto";
l'e-mail di Patarnello si sofferma su altre considerazioni affermando che "la magistratura è molto più divisa e debole rispetto ad allora, è isolata nella società. A questo dobbiamo assolutamente porre rimedio. Possiamo e dobbiamo farlo. Quanto meno dobbiamo provarci. Sull'isolamento sociale non abbiamo il controllo ma sul tema della compattezza interna possiamo averlo. Non è accettabile chinare le spalle ora o che qualcuno si ritagli uno spazio politico ai danni dell'intera magistratura";
si legge ancora: "Quindi il pericolo per una magistratura e una giurisdizione davvero indipendente è altissimo. Dobbiamo essere uniti e parlare con chiarezza. Non dobbiamo fare opposizione politica ma dobbiamo difendere la giurisdizione e il diritto dei cittadini a un giudice indipendente. Senza timidezze. Dobbiamo pretendere che il CSM apra un dibattito al proprio interno e deliberi una reazione chiara e netta. Che anche l'Anm mostri il proprio approccio unitario e fermo";
considerato che, ad opinione dell'interrogante:
le affermazioni del sostituto procuratore Patarnello rappresentano un atto eversivo, sono gravissime e sconcertanti non solo perché contestano l'operato del Governo, ma perché appaiono come la plastica sintesi di un programma che, come anche evidenziato da organi di stampa, rappresenta un vero e proprio "manifesto dell'opposizione politica" che molti settori della magistratura hanno annunciato e che sembrano trarre origine dalle decisioni della giudice Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica, che ha ordinato di riportare in Italia i 12 migranti trasferiti nel centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, in Albania, con motivazioni che esondano dalle competenze della magistratura;
simili condotte da parte di un esponente della magistratura sono assolutamente intollerabili e da stigmatizzare;
il Consiglio superiore della magistratura non può e non deve ignorare questa condotta politica di alcuni magistrati che, sempre più spesso, vogliono sostituirsi ai poteri esecutivo e legislativo, con simili pericolose e inopportune ingerenze,
si chiede di sapere:
a fronte della gravità di quanto esposto, quali valutazioni il Ministro in indirizzo esprima sul contenuto, a giudizio dell'interrogante deplorevole e sconcertante, delle dichiarazioni del sostituto procuratore Patarnello che appaiono, tra l'altro, non adeguate alla funzione di magistrato che egli riveste;
se non ritenga di attivare i poteri ispettivi di propria competenza in riferimento alla vicenda e relativa al comportamento del giudice Patarnello, anche al fine di accertare eventuali pericolosi connubi tra politica e magistratura.
(4-01534)
ALOISIO, MAZZELLA, PIRONDINI, CASTIELLO, MAIORINO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
l'emergenza sanitaria globale causata dalla pandemia di COVID-19 ha imposto sfide senza precedenti al sistema sanitario, alla economia e alla coesione sociale. Da quando il virus ha iniziato a diffondersi nel nostro Paese, il Governo ha dovuto rispondere a una crisi in continua evoluzione, affrontando una serie di varianti del virus che hanno complicato ulteriormente la gestione della sanità pubblica;
in questo contesto, la recente variante XEC di Sars-CoV-2 rappresenta un campanello d'allarme che non può essere trascurato. Gli esperti hanno sottolineato che, sebbene questa variante non comporti cambiamenti drammatici nel virus, la sua crescente invasività rispetto alle precedenti varianti pone interrogativi legittimi sulla risposta efficace del Governo;
è fondamentale che la comunità scientifica e le autorità sanitarie siano in grado di monitorare costantemente l'evoluzione del virus con centri di controllo, per evitare che la situazione possa sfuggire di mano, come già avvenuto in passato;
è preoccupante constatare che, nonostante la gravità della situazione, i dati indichino un crollo nei tassi di sequenziamento e campionamento in tutto il territorio nazionale;
detto calo potrebbe compromettere gravemente la capacità di rispondere tempestivamente all'emergere di varianti più aggressive. Il monitoraggio delle varianti è un elemento cruciale per la gestione della pandemia, e la mancanza di dati tempestivi e accurati potrebbe tradursi in politiche inefficaci, con il rischio di una nuova ondata di contagi;
gli esperti avvertono che, mentre la variante XEC si afferma, è essenziale che il Governo non sottovaluti il potenziale di questa e di altre varianti nel propagarsi e nel provocare un aumento dei casi, specialmente in un periodo in cui la popolazione si prepara alla stagione invernale, tradizionalmente caratterizzata da un incremento dei virus respiratori;
le conseguenze di una gestione inadeguata della pandemia si riflettono non solo sulla salute pubblica, ma anche sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni;
considerato che, a parere degli interroganti:
ogni decisione deve essere accompagnata da un'informazione chiara e trasparente, affinché i cittadini possano comprendere i rischi e le misure necessarie per proteggere sé stessi e gli altri;
il Governo dovrebbe farsi promotore di una campagna informativa robusta, che raggiunga tutti i segmenti della popolazione, in particolare le fasce più vulnerabili, come gli anziani e coloro che presentano patologie croniche;
la comunicazione dovrebbe essere tempestiva, precisa e basata su evidenze scientifiche, per evitare confusione e sfiducia;
la gestione della pandemia dovrebbe includere una visione a lungo termine. La continua emergenza di varianti e la possibilità di future epidemie pongono l'accento sull'importanza di investire nella ricerca, nella prevenzione e nella formazione del personale sanitario;
è, pertanto, essenziale che il Governo elabori piani di emergenza che contemplino non solo la risposta immediata alle crisi, ma anche strategie di lungo respiro per affrontare le malattie infettive in generale;
un approccio strategico e integrato è fondamentale per garantire la resilienza del nostro sistema sanitario e la sicurezza dei cittadini,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire un monitoraggio efficace delle varianti del virus Sars-CoV-2, in particolare della variante XEC, e per assicurare che il sequenziamento e il campionamento tornino a livelli adeguati a fronteggiare la situazione attuale;
in che modo intenda tutelare le categorie più vulnerabili della popolazione, in particolare in vista dell'inizio della stagione invernale, considerando le peculiarità della variante XEC e la sua maggiore trasmissibilità;
quali strategie siano state messe in atto per garantire una comunicazione chiara e trasparente con i cittadini riguardo ai rischi associati all'emergere di nuove varianti e alle misure di prevenzione da adottare;
quali iniziative, infine, intenda assumere per affrontare le potenziali ondate di contagi derivanti dalle varianti emergenti, evitando di trovarsi nuovamente impreparati come è accaduto in passate fasi della pandemia.
(4-01535)
ALOISIO, MAZZELLA, PIRONDINI, CASTIELLO, MAIORINO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il COVID-19, conosciuta anche come malattia respiratoria acuta da Sars-CoV2 o malattia da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus appartenente alla famiglia dei coronavirus;
con pandemia di COVID-19, in Italia, si fa riferimento alla diffusione infettiva iniziata il 30 gennaio 2020 e terminata ufficialmente il 5 maggio 2023, a seguito della dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità;
in data 13 settembre 2024, il direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'università "Statale" di Milano, il virologo Fabrizio Pregliasco, interpellato dall'Adnkronos salute, ha riferito testualmente: "Sicuramente la priorità è vaccinare gli anziani e i fragili. Bene proteggere anche i bimbi a rischio. Inoltre, è interessante la raccomandazione che l'agenzia americana rivolge alle donne in gravidanza". Nei bambini è "assolutamente utile la vaccinazione anti-influenza". Per la vaccinazione anti COVID, i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) USA l'hanno raccomandata a tutte le persone fin dai 6 mesi d'età;
più specificamente, in data 3 settembre 2024, il direttore dei CDC statunitensi, Mandy Cohen, ha raccomandato che ogni americano dai 6 mesi in su "riceva il vaccino aggiornato contro il Covid-19". Secondo Cohen negli USA si continua ad osservare "un'intensa attività di contagi di Covid, nonostante non vi sia, per ora, un aumento dei ricoveri e delle morti. È un trend simile a quello della scorsa estate". Ha auspicato che tra settembre e ottobre sia bambini che adulti vengano vaccinati con le immunizzazioni aggiornate per proteggere dalla mutazione KP.2;
i CDC, nel loro bollettino sulla diffusione del Sars-CoV-2 e dell'influenza, prevedono che la stagione 2024-2025 andrà come la scorsa in termini di virus respiratori, senza troppi ricoveri;
negli ultimi mesi, e in particolare durante il periodo estivo, molti medici di famiglia hanno lanciato un allarme, a mezzo stampa, circa l'incremento del virus in diverse città italiane, in particolare Roma e Milano, parlando di "mini ondata estiva";
gli esperti hanno evidenziato che a sostenere l'ondata di casi estivi di COVID potesse essere la nuova variante KP.3, prevalente negli USA. I sintomi erano quelli classici della sindrome parainfluenzale, come febbre, dolori articolari, raffreddore, mal di gola e malessere generale;
pur non riscontrandosi le stesse criticità afferenti alle ondate degli anni passati, gli interroganti evidenziano maggiori ripercussioni principalmente per la popolazione anziana e immunodepressa;
con l'approssimarsi della stagione autunnale, il bollettino COVID del periodo compreso tra il 5 e l'11 settembre 2024 ha registrato un ulteriore moderato calo nei contagi rispetto alla settimana precedente: 9.670 nuovi casi segnalati in Italia, rispetto ai 12.876 della settimana precedente (25 per cento in meno); 97 i nuovi decessi: erano 75, e c'è stato un incremento del 30 per cento. Contestualmente, si evidenzia che l'attività di screening ha subito una lieve contrazione, con 86.872 tamponi (erano 89.228);
oggi, il COVID si caratterizza, in Italia, per la circolazione di diverse varianti. Dall'ultimo report rilasciato da Ministero della salute e Istituto superiore di sanità, la variante JN.1 insieme a tutti i suoi sottolignaggi. fra cui KP.3.1.1, si conferma come predominante, riflettendo ciò che si sta verificando in altri Paesi;
tuttavia, ad attirare l'attenzione degli esperti, nelle ultime settimane, è una nuova variante, soprannominata Xec, già segnalata in molti Paesi. Per le mutazioni presentate, si pensa che questa nuova variante possa essere responsabile di future ondate di contagi durante l'autunno-inverno 2024;
più nel dettaglio, la variante Xec è il risultato della "combinazione" di altre due diverse varianti: KS.1.1 e KP.3.3. Ciò che fa supporre che Xec possa essere responsabile di picchi di contagi nei prossimi mesi è il fatto che dalle prime osservazioni è emerso un notevole vantaggio di crescita rispetto alle varianti finora circolanti, come JN.1 che, insieme ai suoi sottolignaggi, rappresenta la variante attualmente predominante nel nostro Paese;
al momento non si hanno altre informazioni riguardanti questa nuova variante: maggiori ricerche e ulteriori dati sono infatti necessari per ottenere un quadro più completo sulle caratteristiche. Allo stato, sebbene al momento i sintomi sembrino sovrapponibili a quelli finora osservati con altre varianti, si ritiene opportuno attenzionare l'evolversi del fenomeno;
gli interroganti, tuttavia, evidenziano che la maggioranza parlamentare ha smantellato molte misure di prevenzione e controllo: dal monitoraggio dei tamponi all'abolizione dello smart working per i soggetti fragili. Inoltre, si evidenzia che i dati di rilevamento ufficiali peccano di alcuni limiti, in quanto molti cittadini eseguono il test in autonomia e non sempre dichiarano al medico la presenza della malattia. Dunque, una consistente quota delle infezioni non viene rilevata neanche dai medici di famiglia. Inoltre, a partire dal 30 giugno 2024, è cessato l'obbligo delle protezioni individuali negli ospedali;
sebbene si ritenga che il COVID abbia cessato l'aggressività propria delle precedenti ondate, il rischio di contagio per le persone anziane e fragili, compresi i bambini, è elevatissimo;
si ritiene di fondamentale importanza, per garantire la salute pubblica, il ripristino dello smart working per i lavoratori identificati come fragili. Questa modalità, accessibile fino al 31 marzo 2024, ha dimostrato di essere efficace nel ridurre il rischio di contagio. Analogamente, si condivide l'opportunità di rafforzare la vaccinazione per i soggetti fragili, gli anziani e gli immunodepressi,
si chiede di sapere:
quali siano le modalità attraverso cui il Ministro in indirizzo intende risolvere le criticità descritte;
quali misure intenda implementare per tutelare la salute delle categorie più vulnerabili, considerando anche le recenti evidenze scientifiche riguardanti le varianti del virus;
se ritenga opportuno che vengano ripristinate le disposizioni relative allo smart working per i lavoratori considerati a rischio;
se intenda rafforzare la vaccinazione per i soggetti fragili;
se condivida le raccomandazioni del direttore dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi, Mandy Cohen.
(4-01536)
MAZZELLA, GUIDOLIN, LOREFICE, LICHERI Ettore Antonio, PIRONDINI, CATALDI, ALOISIO, CASTIELLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
al 18 agosto 2024, secondo quanto si apprende da un articolo pubblicato nel medesimo giorno da "Il Sole 24 Ore", la media del tasso di affollamento delle carceri in Italia è del 131,06 per cento rispetto alla capienza;
ad oggi, i detenuti presenti nelle carceri italiane sono 61.465, mentre i posti regolarmente disponibili ammontano a 46.898, rispetto alla capienza regolamentare di 51.282. Inoltre, sono 149 (pari al 78 per cento) gli istituti con un indice di affollamento superiore al consentito, che in 50 istituti risulta superiore al 150 per cento;
negli istituti penitenziari si registra una situazione più o meno grave di sovraffollamento, dovuta non solo alla mancanza di spazi, ma anche di risorse. In alcune strutture si registra una significativa carenza di personale, nonché la mancanza di alcuni servizi essenziali come quelli di salute mentale;
tali circostanze comportano, altresì, il verificarsi di situazioni spiacevoli per il personale di Polizia penitenziaria in servizio, come denunciato anche dall'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria (OSAPP);
a titolo di esempio, secondo quanto denunziato dall'OSAPP, nel mese di agosto 2024 vi è stata un'aggressione ai danni di due agenti della Polizia penitenziaria in servizio al carcere di Ivrea (Torino), in cui si riscontra un clima di forte stress, come riferiscono i poliziotti penitenziari che lamentano le eccessive ore di lavoro e lo stato di totale abbandono da parte degli organi preposti;
analogamente, nel carcere di Torino, definito "il più problematico d'Italia, ingovernabile e fuori controllo" da Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria OSAPP, sono stati feriti sei agenti sempre nel mese di agosto 2024. In questo istituto sembrerebbe vigere una situazione molto complessa e la situazione è definita "vomitevole" dal personale, essendo talmente pericoloso da costringere a chiedere nuovamente l'impiego immediato dell'esercito;
secondo quanto riportato da una nota dell'OSAPP, le aggressioni subite nelle varie strutture italiane sono di quantità considerevoli (ben oltre il migliaio annuo), rispetto alle quali non sono state mai assunte iniziative di natura preventiva o intese a reprimere tali azioni, ivi compresi i provvedimenti ai sensi dell'articolo 14 dell'ordinamento penitenziario in materia di contrasto e cura dei fenomeni descritti, in crescita esponenziale nel panorama penitenziario nazionale;
inoltre, si riscontrano serie carenze in ordine alla specifica formazione professionale del personale del Corpo, laddove si tratti di contrastare in maniera idonea, conforme e rispettosa delle vigenti regole, le resistenze e i comportamenti violenti da parte dei ristretti. Si segnala anche che, attualmente, i servizi cinofili del Corpo non sono superiori a 10 sezioni per meno di 50 unità impiegate sull'intero territorio nazionale;
in preoccupante crescita sono le condizioni di disagio psichico interne al carcere di numerosi soggetti detenuti, non essendovi la presenza di medici e di personale paramedico di adeguata specializzazione;
gli interroganti ritengono che il decreto-legge 4 luglio 2024, n. 92, recante "Misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia" (cosiddetto "decreto carcere"), non sia adeguatamente strutturato per risolvere i problemi del sistema carcerario, trattandosi di provvedimenti minimalisti sul tema,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali misure imminenti intenda adottare per risolvere le citate criticità, così da migliorare la qualità della vita dei detenuti in carcere e del personale del Corpo di Polizia penitenziaria;
come, e in quali termini, intenda potenziare i servizi di salute mentale, attuare provvedimenti di prevenzione e repressione del fenomeno delle aggressioni, contrastare i fenomeni in crescita della tossicodipendenza e del disagio psichico dei detenuti ed implementare i servizi cinofili antidroga del Corpo penitenziario;
quali iniziative intenda assumere per riformare il sistema penitenziario attraverso provvedimenti concreti sul tema, anche rivedendo i contenuti del cosiddetto "decreto carcere".
(4-01537)
MAZZELLA, GUIDOLIN, LOREFICE, LICHERI Ettore Antonio, PIRONDINI, CATALDI, LOPREIATO, ALOISIO, CASTIELLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
l'educatore penitenziario, definito "funzionario della professionalità giuridico-pedagogica", è diventato nel corso del tempo un profilo fondamentale per la rieducazione dei detenuti, in quanto si occupa di programmare e gestire le attività che afferiscono al trattamento e all'educazione dei soggetti reclusi. Rientra tra le sue competenze anche il supporto agli imputati;
secondo l'ultimo rapporto "Antigone", il numero totale degli educatori effettivi, secondo quanto si evince dalle schede trasparenza aggiornate a febbraio 2024, è pari a 1.021 a fronte delle 1.040 previste in pianta organica: la media nazionale di persone detenute in carico a ciascun educatore è pari a 65;
il rapporto tra detenuti e educatori è addirittura aumentato, rispetto all'anno scorso, nelle regioni Campania, Valle d'Aosta e Umbria. Tuttavia perdurano situazioni che destano maggiore allarme, come il caso della casa circondariale di Novara, la casa circondariale di Roma "Regina Coeli", la casa circondariale di Foggia e le case circondariali di Taranto, Siracusa e Verona;
gli educatori ricoprono un ruolo cruciale all'interno degli istituti penitenziari, contribuendo non solo al processo di riabilitazione dei detenuti, ma anche al miglioramento delle condizioni di vita all'interno delle strutture. La loro figura è fondamentale per promuovere un ambiente educativo e di supporto, favorendo il reinserimento sociale;
in particolare, gli educatori progettano e implementano programmi formativi e attività ricreative che aiutano i detenuti a sviluppare competenze pratiche e sociali. Questo approccio mira a ridurre il rischio di recidiva, offrendo ai detenuti strumenti per affrontare la vita al di fuori delle mura penitenziarie;
queste figure spesso fungono da mediatori tra i detenuti e le istituzioni, fornendo supporto emotivo e aiutando a gestire conflitti interni. Dunque, la loro presenza può ridurre l'ansia e il disagio, facilitando una comunicazione più aperta;
attraverso attività educative gli educatori instillano valori come il rispetto, la responsabilità e la collaborazione, lavorando fianco a fianco con psicologi, assistenti sociali e personale di sicurezza, contribuendo a una gestione integrata e olistica dell'istituto;
è fondamentale che gli istituti penitenziari evolvano e adottino programmi educativi innovativi che rispondano alle esigenze specifiche dei detenuti. L'integrazione di tecnologie moderne, come corsi on line e formazione a distanza, può ampliare le opportunità di apprendimento e rendere l'istruzione più accessibile;
gli interroganti ritengono che per mantenere l'efficacia nel loro ruolo, gli educatori debbano beneficiare di formazione continua, workshop, seminari e corsi di aggiornamento che possono fornire loro nuove competenze e strategie per affrontare le sfide quotidiane in un contesto complesso come quello penitenziario;
sotto questo profilo, promuovere una maggiore interazione tra gli istituti penitenziari e le comunità locali è cruciale. Programmi di volontariato, eventi e collaborazioni con organizzazioni no profit possono favorire un reinserimento più efficace dei detenuti, creando una rete di supporto che si estende oltre le mura del carcere;
pertanto, il ruolo degli educatori all'interno degli istituti penitenziari è fondamentale per la costruzione di un sistema penale orientato alla riabilitazione più che alla punizione. Investire in educazione e formazione significa non solo migliorare la vita dei detenuti, ma anche contribuire a una società più giusta e coesa;
la valorizzazione della figura dell'educatore è una chiave per affrontare le sfide della giustizia penale moderna e per promuovere un futuro in cui la riabilitazione e il reinserimento sociale siano al centro del sistema penitenziario;
ad oggi, sussiste una graduatoria composta da circa 1.200 educatori penitenziari in attesa di reclutamento. Pertanto, sarebbe opportuno incrementare di almeno cento unità gli educatori penitenziari, attingendo dalla graduatoria,
si chiede di sapere:
quali siano le modalità attraverso cui il Ministro in indirizzo intenda valorizzare la professione dell'educatore negli istituti penitenziari;
se, atteso il ruolo estremamente importante dell'educatore penitenziario da un punto di vista sia psicologico che di reinserimento nella società dei detenuti, condivida l'opportunità di incrementare di almeno cento unità il numero degli educatori negli istituti penitenziari.
(4-01538)
MAZZELLA, GUIDOLIN, LOREFICE, LICHERI Ettore Antonio, PIRONDINI, CATALDI, LOPREIATO, ALOISIO, CASTIELLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), disciplinate dalla legge n. 81 del 2014, recano l'obiettivo di accogliere le persone affette da disturbi mentali, autrici di reati, a cui viene applicata, dalla magistratura, la misura di sicurezza detentiva del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o l'assegnazione a casa di cura e custodia;
le REMS hanno sostituito gli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) aboliti nel 2013 e chiusi definitivamente il 31 marzo 2015, anche se l'internamento nelle nuove strutture ha carattere transitorio ed eccezionale, in quanto applicabile solo nei casi in cui sono acquisiti elementi dai quali risulti che è la sola misura idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla pericolosità sociale dell'infermo o seminfermo di mente;
ad oggi, le REMS funzionanti sono 31 e vengono gestite dalla sanità territoriale (Regione), di concerto col Ministero della giustizia;
le Regioni e le pubbliche amministrazioni provvedono a individuare un Punto unico regionale (P.U.R.) con l'obiettivo di fornire un supporto all'Autorità giudiziaria, al fine di dare esecuzione ai provvedimenti applicativi di misura di sicurezza detentiva in base al principio di territorialità, individuando la REMS di assegnazione;
qualora nell'immediato non siano disponibili posti, il P.U.R. favorisce il raccordo con la magistratura competente al fine di permettere una periodica e stringente revisione della situazione clinica dei soggetti in attesa di internamento. Qualora emergessero le condizioni per la revisione della misura di sicurezza sarà cura del P.U.R. indicare le strutture presenti sul territorio per accogliere il soggetto, anche in regime residenziale o semi-residenziale, previa eventuale sostituzione, da parte dell'Autorità giudiziaria, della misura di sicurezza detentiva con quella non detentiva della libertà vigilata;
è possibile che l'Autorità giudiziaria disponga il ricovero provvisorio del soggetto presso una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, ovvero presso altro luogo di cura (adeguato alla situazione e alla patologia della persona);
il P.U.R. provvede a raccordare l'Autorità giudiziaria e le ASL per ogni opportuna soluzione di cura idonea allo scopo (anche ambulatoriale, semi-residenziale, residenziale), considerato che il ricovero in ambito ospedaliero è appropriatamente utilizzabile solo limitatamente alla fase della gestione dell'acuzie;
il compito delle REMS è fondamentale, in quanto ai soggetti interessati viene assegnato un Progetto terapeutico riabilitativo individuale (P.T.R.I.), che definisce il percorso di cura e riabilitazione che comprende obiettivi generali e specifici, prevenzione di comportamenti a rischio, specifici trattamenti e interventi comunque finalizzati al reinserimento sociale anche attraverso la gestione dei rapporti con la famiglia, la comunità esterna e il mondo del lavoro. Tale percorso deve prevedere il massimo coinvolgimento attivo del soggetto, come indicato nei principi della recovery;
anche se al 31 dicembre 2023 erano presenti, nelle 31 strutture attive nel territorio italiano, 577 pazienti, inferiori al tetto dei 600 (corrispondente alla capienza massima dei posti disponibili in REMS), da ultimo gli interroganti sono venuti a conoscenza di trenta persone, in Italia, in regime di illegittima detenzione, e cioè di soggetti che, per mancanza di posti disponibili in strutture REMS, si trovano presso normali istituti penitenziari;
quanto descritto, non solo contravviene ai principi fondamentali dei diritti umani, ma mina anche la dignità e il benessere di persone già vulnerabili. I detenuti, a prescindere dalle loro condizioni di salute mentale, hanno diritto a un trattamento umano e a un ambiente di detenzione che rispetti la loro dignità;
la detenzione in strutture inadeguate non solo amplifica il rischio di deterioramento delle loro condizioni psichiatriche, ma può anche portare a conseguenze devastanti, come l'isolamento, la stigmatizzazione e la violazione dei diritti fondamentali. Inoltre, l'assenza di cure appropriate e di programmi terapeutici mirati, non solo compromette il loro diritto alla salute, ma ostacola anche il processo di riabilitazione, aumentando il rischio di recidiva e creando un circolo vizioso che si ripercuote sull'intera società;
le Regioni hanno un ruolo cruciale e corresponsabile nell'istituzione e nella gestione delle REMS. Pertanto, è necessario un forte impulso da parte del Ministero per collaborare con le amministrazioni regionali, affinché si attivino misure concrete per garantire l'adeguata allocazione di risorse e strutture,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come intenda risolvere le citate criticità;
quali iniziative intenda assumere al fine di potenziare le strutture REMS e garantire i posti letto necessari, in virtù del rispetto e della tutela dei diritti dei detenuti;
quali azioni concrete intenda intraprendere per garantire che i detenuti psichiatrici siano collocati in strutture adeguate, come le REMS, e non in istituti penitenziari ordinari;
in che modo intenda sollecitare e coordinare le Regioni affinché risolvano la questione della carenza di posti nelle REMS, assicurando che ogni Regione adempia ai propri doveri in materia di salute mentale e diritti umani;
quali strategie siano previste per garantire che il personale penitenziario riceva una formazione adeguata e specialistica per gestire in modo efficace eventuali detenuti con problematiche psichiatriche, promuovendo un approccio basato sulla cura e sulla riabilitazione.
(4-01539)