Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 428 del 27/04/2022

Allegato A

MOZIONI

Mozioni sulla Conferenza sul futuro dell'Europa

(1-00473) (testo 2) (26 aprile 2022)

Alfieri, Taverna, Castellone, Malpezzi, De Petris, Garavini, Unterberger, Casini, Stefano, Ferrara, Zanda, Nocerino, Porta. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            il 9 maggio 2022, in occasione dell'anniversario della dichiarazione Schuman, la Conferenza sul futuro dell'Europa concluderà i suoi lavori;

            la conferenza ha rappresentato il primo grande dibattito civico su scala continentale con il coinvolgimento del Parlamento europeo, dei parlamenti nazionali, dei governi degli Stati membri, della Commissione europea, a fianco di rappresentanti dei cittadini, un terzo dei quali giovani, delle autorità e dei governi regionali, delle parti sociali e di molteplici organizzazioni della società civile;

            i lavori della conferenza sono stati caratterizzati da un'ampia consultazione dei cittadini che si è realizzata a livello sia europeo sia nazionale;

            le raccomandazioni prodotte dai panel dei cittadini europei, di quelli nazionali (e fra questi quello italiano) ed i contributi raccolti attraverso lo strumento dalla piattaforma digitale multilingue (che ha favorito l'accesso di tutti i cittadini dei Paesi europei a questo ambizioso esperimento di democrazia partecipativa) sono stati oggetto di dibattito e confronto nell'ambito di 9 gruppi di lavoro tematici: "Cambiamento climatico e ambiente", "Salute", "Un'economia più forte, giustizia sociale e occupazione", "L'Unione europea nel mondo", "Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza", "Trasformazione digitale", "Democrazia europea", "Migrazione" e "Istruzione, gioventù e sport";

            i gruppi si sono riuniti il 22 ottobre e il 17 dicembre 2021, il 21 gennaio, l'11 marzo, il 25 marzo e, da ultimo, il 7 aprile 2022 in vista dell'elaborazione di una lista di proposte consolidate da sottoporre all'approvazione della sessione plenaria della conferenza di fine aprile;

                    considerato che:

            dai contributi dei panel dei cittadini è emersa la consapevolezza che il futuro dell'Europa richiede iniziative che possono essere sviluppate, nel rispetto del principio di sussidiarietà, meglio a livello dell'Unione europea piuttosto che a livello nazionale;

            le sfide poste dalla perdurante emergenza pandemica e ora dal conflitto in Ucraina hanno reso evidente la necessità di una più efficace azione dell'Unione europea, a difesa dei suoi valori fondamentali;

            le proposte elaborate dai gruppi di lavoro che la plenaria della conferenza esaminerà a fine aprile prospettano non solo la ridefinizione di alcune politiche e normative europee ma anche modifiche ai trattati vigenti (segnatamente in materia di politica estera e di difesa, tutela dei diritti e protezione della salute pubblica),

                    impegna il Governo:

            1) a promuovere una maggiore cooperazione interparlamentare tra il Parlamento europeo ed i parlamenti nazionali ed un maggior dialogo tra le istituzioni ed i cittadini;

            2) a informare il Parlamento circa gli esiti della Conferenza, aggiornandolo costantemente sulle iniziative che si intenderà porre in essere per dare seguito alle conclusioni adottate, garantendo una costante interlocuzione con le competenti Commissioni parlamentari, nonché assicurando un pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali;

            3) a sostenere, in linea con il ruolo storicamente svolto dall'Italia sin dall'avvio del processo di integrazione pacifica dell'Europa, gli esiti della conferenza e a farsi promotore di tutte le iniziative di riforma ispirate dalla consultazione dei cittadini e delle istituzioni, utilizzando tutte le potenzialità degli attuali Trattati ivi inclusa la possibilità di avviare una procedura di revisione ordinaria, al fine di rivedere le procedure decisionali per consentire una risposta tempestiva e coordinata ed una migliore gestione delle crisi, attraverso la convocazione di una convenzione cui partecipino anche rappresentanti dei parlamenti nazionali come previsto dall'articolo 48 del Trattato sull'Unione europea.

(1-00480) (26 aprile 2022)

Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini. -

Respinta

            Il Senato,

                    premesso che:

            la Conferenza sul futuro dell'Europa è un'iniziativa congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione per ascoltare la voce dei cittadini europei, consentendo loro di esprimersi sul futuro dell'Europa, attraverso una serie di discussioni e dibattiti;

            i Presidenti dei tre organismi si sono assunti l'impegno di ascoltare la voce degli europei e dare seguito, nell'ambito delle rispettive competenze, alle raccomandazioni scaturite dalla conferenza;

            l'intenzione era quella di offrire ai cittadini di tutta Europa la possibilità di condividere le loro idee tramite una piattaforma digitale ma anche attraverso eventi a livello europeo, nazionale, regionale e locale sulle sfide e le priorità dell'Europa;

            entro i primi di maggio 2022 la conferenza concluderà i lavori, fornendo a orientamenti sul futuro dell'Europa;

            la Conferenza sul futuro dell'Europa voleva rappresentare un esperimento di esercizio di democrazia partecipativa che purtroppo ha mostrato molte ombre e dubbi sulla percorribilità a livello istituzionale delle proposte pervenute;

                    considerato che:

            le modalità di consultazione e di lavoro dei cittadini, suddivisi in panel, hanno suscitato lamentele e perplessità, condivise anche da molti eurodeputati, parlamentari e membri dei governi nazionali che hanno rilevato anche la scarsa attenzione alle procedure e l'impossibilità di verifica che i partecipanti collegati on line seguissero davvero i lavori;

            i cittadini partecipanti sono stati selezionati in modo casuale da una società di sondaggi indipendente, la "Kantar Belgium SA": 200 cittadini per ogni panel di cui 22 italiani per un totale di 800 cittadini europei, di cui 80 (20 per ogni panel) sono i rappresentanti nella riunione plenaria;

            i panel tengono conto dei contributi raccolti attraverso la piattaforma digitale multilingue e alimentano i lavori della sessione plenaria della conferenza mediante la formulazione di una serie di raccomandazioni a cui l'Unione dovrà dare seguito;

            dubbi sono stati avanzati dai delegati della cittadinanza in merito alla mancanza di trasparenza nella procedura in base alla quale il corpus delle conclusioni dovrebbe basarsi sul consenso di tutte le componenti della plenaria, senza procedere ad alcuna votazione, non essendo, peraltro, chiaro in che modo, cui si è aggiunto il timore di molti di venire estromessi, di fatto, dal processo che trasformerà le idee dei panel in proposte concrete;

            tutto ciò mina sensibilmente la credibilità della Conferenza stessa,

                    impegna il Governo:

            1) a sostenere un nuovo sistema basato su un modello confederale, con Stati sovrani che, sulla base di un trattato di diritto internazionale, si uniscano dando vita a un soggetto di diritto internazionale fondato sull'accordo dei partecipanti: all'interno della Confederazione restano intatte la sovranità e l'indipendenza dei singoli Stati, i cui rapporti reciproci sono regolati sia dal diritto internazionale che dal diritto derivato emanato dagli organi comuni;

            2) ad individuare gli ambiti di intervento che siano riservati alle istituzioni sovranazionali quali sicurezza, difesa, politica estera e geopolitica, politica commerciale, politica migratoria e demografica, crisi pandemiche e calamità naturali;

            3) ad inserire, nel nuovo patto confederale, chiari riferimenti al processo di edificazione della civiltà europea, alle radici culturali classiche e giudaico-cristiane, al diritto romano, alla filosofia greca.

(1-00481) (26 aprile 2022)

Tosato, Bernini, Candiani, Giammanco, Simone Bossi, De Siano, Casolati, Cesaro, Vono. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            la "Conferenza sul futuro dell'Europa" si è svolta tramite una serie di dibattiti e discussioni, avviati su iniziativa dei cittadini e della società civile, che ha coinvolto le autorità europee, nazionali, regionali e locali, con lo scopo di condividere idee e proposte per migliorare il funzionamento dell'Unione europea;

            il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea si sono impegnati ad ascoltare la voce dei cittadini europei e a dare seguito, nell'ambito delle rispettive competenze, alle raccomandazioni formulate dagli stessi all'interno dei panel europei e nazionali;

            le idee e i contributi raccolti sulla piattaforma digitale multilingue hanno riguardato 9 argomenti principali: "Cambiamento climatico e ambiente", "Salute", "Un'economia più forte, giustizia sociale e occupazione", "L'Unione europea nel mondo", "Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza", "Trasformazione digitale", "Democrazia europea", "Migrazione" e "Istruzione, gioventù e sport";

            la sessione finale della plenaria della conferenza è prevista per il 29-30 aprile a Strasburgo; in quell'occasione le proposte dovrebbero essere approvate dalla plenaria su base consensuale. Il comitato esecutivo includerà tali proposte nella relazione finale della conferenza; la relazione sarà trasmessa ai presidenti delle istituzioni europee il 9 maggio a Strasburgo, in occasione della cerimonia di chiusura della conferenza;

            considerando che:

            sul piano ambientale, con il green deal, l'Unione europea si è impegnata a raggiungere l'obiettivo di neutralità climatica al 2050 e la nuova legge UE sul clima entrata in vigore a luglio 2021 rappresenta lo strumento che trasforma tale l'impegno politico in obbligo vincolante: è necessario prevedere risorse adeguate evitare che il piano europeo si tramuti esclusivamente in un finanziamento a perdere della transizione energetica dei Paesi maggiormente inquinanti e un onere eccessivo per gli altri Paesi, in particolare per il comparto industriale dell'Italia, sottolineando altresì come il percorso di transizione ecologica debba essere necessariamente sostenibile sotto un punto di vista economico e sociale;

            l'energia nucleare è stata inserita dalla Commissione europea nella tassonomia, riconoscendola quindi come una tecnologia sostenibile per il raggiungimento di obiettivi ambientali, e l'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) ha evidenziato che per il raggiungimento dell'obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 sarà necessario incrementare la quota di energia nucleare a livello globale;

            l'Italia è uno dei Paesi messo maggiormente in difficoltà dalla recente crisi in Ucraina che ha messo in evidenza la necessità di avere un sistema energetico nazionale sicuro, stabile e indipendente anche supportando il recupero del gap tecnologico e il know how avanzato sul nucleare di ultima generazione, attraverso collaborazioni, attività di cooperazione, scambi di personale scientifico, progetti internazionali e europei, rafforzando le istituzioni che operano per la sicurezza nucleare e la radioprotezione;

            per quanto concerne la sanità si evidenzia la necessità di prevedere una cooperazione più efficiente fra gli Stati membri e le istituzioni a livello della UE, al fine di affrontare le nuove sfide sanitarie comuni e garantire a tutti una vita lunga e sana. L'invecchiamento e l'aumento di malattie croniche come cancro, diabete, malattie cardiache e malattie del cervello, che richiedono diversi tipi di trattamento, stanno aumentando i costi a livelli potenzialmente insostenibili, con il rischio di un accesso diseguale alle cure per le persone in tutta l'Unione europea;

            l'obiettivo è sviluppare a livello comunitario una migliore diagnostica e terapie più efficaci, utilizzando approcci di medicina personalizzata al fine di migliorare l'assistenza sanitaria e il benessere e adottare tecnologie sanitarie innovative, come quelle digitali; è necessario, invero, adottare delle azioni comuni volte a proteggere e migliorare la salute dei cittadini della UE, sostenere la modernizzazione dell'infrastruttura sanitaria, migliorare l'efficienza dei sistemi sanitari europei, rafforzare le misure di preparazione e risposta alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero;

            tra i principali temi vi è quello della lotta contro il cancro, considerato che il cancro, seconda causa di mortalità nei Paesi UE, è tra i principali fattori di morte prematura nell'Unione. Questa patologia incide non solo sulla salute e sul benessere dei singoli individui ma anche sui sistemi sanitari e sociali, sui bilanci pubblici nonché sulla produttività e sulla crescita dell'economia, che comprende una forza lavoro in salute;

            inoltre, è indispensabile prevedere, nell'ambito delle misure volte a migliorare insieme i sistemi sanitari e assistenziali, lo stanziamento di fondi volti ad assicurare per tutti l'accesso all'assistenza nel campo della salute mentale, indipendentemente dal reddito e dall'età, soprattutto in considerazione dell'impatto sulla popolazione, ed in particolare sui giovani, che ha avuto l'epidemia da COVID-19; altro tema fondamentale è quello della ricerca: devono essere aumentati gli investimenti al fine di promuovere e sostenere l'innovazione e la ricerca in ambito sanitario specie rispetto allo studio di tecnologie biomediche innovative;

            le discussioni hanno dato ampio risalto alla tutela dei diritti delle persone con disabilità; risulta essenziale prevedere il pieno e uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà da parte delle persone con disabilità, adottando misure concrete volte a promuovere, tra l'altro, l'accessibilità universale degli spazi e degli edifici, l'inclusione lavorativa e la partecipazione attiva alla vita politica e sociale, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall'Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18;

            la ripresa economica è uno dei temi che ha registrato la più alta partecipazione sulla piattaforma, viste le recenti difficoltà causate dalla crisi pandemica e dalle tensioni geopolitiche;

            risulta pertanto fondamentale avviare un dibattito al fine di delineare un ripensamento dei parametri di convergenza stabiliti dal Trattato di Maastricht, e al contempo prevedere l'esclusione degli investimenti produttivi e quelli per la messa in sicurezza del territorio, ovvero degli investimenti infrastrutturali, di quelli in favore della crescita demografica e riguardanti la tematica ambientale, dal computo dei parametri utili al pareggio di bilancio e del rapporto tra deficit e PIL, al fine di permettere, anche ai Paesi che devono perseguire la ristrutturazione del debito, di rilanciare l'economia investendo in settori strategici; si ritiene importante prevedere una messa a regime della capacità d'indebitamento del bilancio europeo per finanziare le spese pubbliche decise a livello comunitario, e al contempo sviluppare un percorso che porti ad un nuovo piano economico comune finalizzato a contenere i prezzi dell'energia e delle materie prime;

            appare essenziale la necessità di ricercare una maggiore armonizzazione fiscale tra i Paesi europei. La frammentazione economica tra gli Stati membri sul piano fiscale rappresenta un elemento da correggere poiché crea distorsioni ed avvantaggia alcuni Stati rispetto ad altri, che possono diversificare le linee di politica economica in senso più vantaggioso rispetto ad altri; è necessario pertanto procedere ad armonizzare, fin dove possibile, le aliquote fiscali, rendendole comuni e permettendo così una parità di trattamento tra cittadini e imprese in Unione europea;

            numerosi contributi nell'ambito del tema "L'UE nel mondo" chiedono all'Unione di rafforzare il suo ruolo di attore globale, in particolare alla luce delle sfide globali e sulla scena internazionale; il processo decisionale della UE viene infatti considerato lento e piuttosto inefficace quando si tratta di agire rapidamente in risposta a una sfida immediata;

            i contributori sulla piattaforma hanno discusso del parere secondo cui l'Unione europea dovrebbe elaborare una strategia in materia di investimenti esteri per contrastare l'influenza della Cina a livello mondiale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo; al contempo risulta fondamentale sviluppare politiche comunitarie coraggiose che proteggano le nostre imprese dagli attacchi predatori provenienti da determinati Paesi extraeuropei;

            un tema estremamente dibattuto è stato quello relativo alla necessità di rafforzare il potere di coercizione dell'Unione, anche tramite un rafforzamento dello strumento militare. Nei dibattiti sul tema sono emerse opinioni divergenti riguardo alla creazione di un esercito europeo, che rischia di sovrapporsi alla struttura dell'Alleanza atlantica. Appare al contempo urgente selezione nuovi progetti per la difesa da attivare e dei consorzi cui partecipare, o dei quali promuovere l'aggregazione, in funzione dell'interesse, nazionale ed europeo, a conservare ed accrescere le capacità industriali e tecnologiche;

            numerose opinioni emerse in sede di dibattito chiedono partenariati bilaterali più forti tra i singoli Stati membri e i Paesi dell'Africa al fine di affrontare questioni legate alla migrazione; vengono sollevate preoccupazioni in merito ai rischi, causati dai flussi migratori extraeuropei, di tenuta della civiltà europea e della stabilità politica; numerosi partecipanti hanno inoltre posto l'attenzione sul ricorso alla migrazione illegale come arma;

            si ritiene pertanto importante contrastare in ogni modo possibile il traffico di esseri umani, e porre in cima alle varie riforme in materia di immigrazione e sicurezza il principio del disincentivo alla partenza come priorità per l'approccio a tale materia; è utile conseguentemente sostenere la creazione nei Paesi di transito e partenza di appositi centri in cui avviare gli immigrati al fine verificare subito l'eventuale sussistenza dei requisiti richiesti per essere ammessi alla concessione del diritto d'asilo e impegnarsi in ambito europeo all'effettivo rispetto della direttiva sui rimpatri e degli accordi di riammissione stipulati anche a livello comunitario sostenendo una loro implementazione;

            nei vari panel si è inoltre discusso il concetto di valori europei in quanto principi guida; risulta pertanto essenziale riscoprire i principi cardine della civiltà europea, basata su radici classiche e giudaico-cristiane, e sviluppare un percorso articolato attorno al riconoscimento della diversità e della complementarità dell'altro come valore essenziale per la stabilità della vita comunitaria; va evitato altresì l'uso di qualsiasi forma di condizionalità economica e politica, basata sull'imposizione di un modello sociale transnazionale confliggente con i riferimenti valoriali e culturali dei singoli Stati membri, affinché l'Unione non si trasformi in uno strumento di ricatto politico e ingerenza sproporzionata nella sfera degli interessi nazionali dei singoli Stati membri;

            anche il settore dell'agroalimentare e dell'enogastronomia può essere considerato un elemento fondante dei sistemi valoriali europei, riconoscendo la tutela e la diffusione di modelli alimentari che, basati sui principi della dieta mediterranea, assicurino attraverso l'utilizzo di un'etichetta di origine la qualità e la sicurezza degli alimenti, come unica e valida alternativa a modelli basati su sistemi di etichettatura a semaforo, come il "nutriscore", fuorvianti per i consumatori finali, e salvaguardando le eccellenze agroalimentari fondate sulla biodiversità; a tal fine risulta pertanto essenziale tutelare i produttori e le imprese nazionali dell'intero settore agroalimentare, della pesca a dell'enogastronomia, superando definitivamente criteri restrittivi basati su aspetti quantitativi, puntando invece sulla ricerca della sempre maggiore qualità ed eccellenza;

            molti eventi organizzati nel quadro della conferenza hanno avuto come focus la "democrazia europea", per consentire una valutazione sul futuro del sistema democratico della UE; sul tema è importante promuovere il rafforzamento della legittimazione democratica delle istituzioni europee proponendo l'attribuzione al Parlamento europeo, unico organo eletto a suffragio universale diretto, anche del potere di iniziativa legislativa, garantire maggiore trasparenza per quanto riguarda l'azione della Commissione europea in tale ambito e al contempo prevedere meccanismi di elezione diretta del Presidente della Commissione; in un'ottica di avvicinamento dei cittadini, e per generare un rinnovato sentimento di appartenenza, alle istituzioni europee, è altresì necessario sostenere una politica di decentramento degli organismi comunitari, prevedendo un maggior ruolo e una capillare distribuzione anche delle Agenzie europee, in grado di esaltare le peculiarità di ogni singolo Stato membro, a partire dall'assegnazione a Roma dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione e la cultura,

            impegna il Governo a promuovere in tutte le sedi competenti processi di partecipazione democratica dei cittadini europei, volti a consentire una più attiva e costruttiva partecipazione alle scelte politiche del corpo elettorale, con particolare riguardo alle giovani generazioni, anche attraverso iniziative di riforma dei Trattati, che possano riscoprire gli obiettivi che erano stati fissati alla nascita del progetto politico europeo.

ORDINE DEL GIORNO

G1

Castellone, Tosato, Bernini, De Petris, Malpezzi, Faraone, Unterberger, Alfieri, Taverna

Approvato

Il Senato,

            in vista dei lavori conclusivi della Conferenza sul futuro dell'Europa previsti il prossimo 9 maggio 2022, anniversario della Dichiarazione di Schuman;

            alla luce del lavoro svolto, che ha posto particolare attenzione su:

        piano ambientale: con il green deal l'Unione europea si è impegnata a raggiungere l'obiettivo di neutralità climatica al 2050; questo ambizioso processo di transizione ecologica dovrà garantire piena sostenibilità economica e sociale, promuovere nuovi investimenti sulle energie rinnovabili, creare una comune piattaforma europea di approvvigionamento e, alla luce del mutato e delicato scenario internazionale, favorire investimenti in ricerca e sviluppo nel campo dell'energia sostenibile e duratura;

        piano sanitario: necessità di prevedere una cooperazione più efficiente fra gli Stati membri e le istituzioni comunitarie al fine di affrontare le nuove sfide sanitarie comuni correlate all'invecchiamento della popolazione, all'aumento di malattie croniche e alle minacce globali, scongiurando, attraverso la modernizzazione dei sistemi sanitari, il rischio di un accesso diseguale dei cittadini europei, in particolare dei disabili e dei soggetti più fragili, alle cure;

        piano economico e fiscale: necessità di ripensare il modello di governance economica e fiscale dell'UE, con l'obiettivo di continuare a garantire, nonostante le tensioni geopolitiche in atto, crescita e coesione sociale, attraverso: il rafforzamento della capacità d'indebitamento del bilancio europeo per finanziare investimenti in settori strategici; la revisione delle regole del Patto di stabilità e crescita; politiche di contenimento dei prezzi dell'energia e delle materie prime; una maggiore armonizzazione fiscale finalizzata alla parità di trattamento tra cittadini e imprese nell'UE;

        piano della difesa europea: necessità di rafforzare una politica comune per la difesa attraverso investimenti strategici che rendano più efficiente e moderno lo strumento militare europeo, selezionando nuovi progetti per la difesa e individuando consorzi cui partecipare, o dei quali promuovere l'aggregazione, in funzione dell'interesse nazionale ed europeo per conservare ed accrescere le capacità industriali e tecnologiche del settore. Il tutto al fine di promuovere una reale capacità dell'Unione europea come attore globale in grado di confrontarsi col nuovo contesto internazionale;

        piano agroalimentare: necessità di promuovere politiche di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari basate sulla biodiversità e su modelli alimentari riconducibili ai principi della dieta mediterranea. Al fine di tutelare i produttori e le imprese nazionali dell'intero settore agroalimentare, della pesca e dell'enogastronomia, superando i criteri restrittivi basati su aspetti quantitativi e puntando sulla ricerca di una sempre maggiore qualità;

        piano delle politiche migratorie: necessità di superare il Regolamento di Dublino in un'ottica di una più equa condivisione di responsabilità tra tutti i Paesi europei; sviluppare nuovi partenariati con i Paesi africani aumentando gli investimenti dell'Unione europea di cooperazione economica nell'area anche al fine di contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani;

        considerato che:

            molti eventi organizzati nell'ambito della Conferenza hanno messo in evidenza l'esigenza di rafforzare 1a legittimazione democratica delle istituzioni europee attraverso: l'attribuzione al Parlamento europeo - unico organo eletto a suffragio universale - anche del potere d'iniziativa legislativa; l'individuazione di meccanismi per l'elezione diretta del Presidente della Commissione; l'individuazione per le elezioni europee di un modello di voto uniforme per tutti gli Stati membri; la promozione di iniziative di sensibilizzazione volte a generare un rinnovato sentimento di appartenenza alle istituzioni europee; il sostegno al decentramento degli organismi comunitari,

        impegna il Governo:

            a promuovere una maggiore cooperazione interparlamentare tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali;

            a informare il Parlamento circa gli esiti della Conferenza, aggiornandolo costantemente sulle iniziative che si intenderanno porre in essere per dare seguito alle conclusioni adottate, garantendo una costante interlocuzione con le competenti Commissioni parlamentari, nonché assicurando un pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali;

            a promuovere le proposte di cui in premessa, emerse dalla Conferenza, per rafforzare l'azione dell'Unione europea, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, utilizzando tutte le potenzialità degli attuali Trattati, ivi inclusa la possibilità di avviare una procedura di revisione ordinaria, attraverso la convocazione di una convenzione cui partecipino anche rappresentanti dei Parlamenti nazionali (articolo 48 del Trattato sull'Unione europea) al fine di consentire una risposta tempestiva e coordinata per una migliore gestione delle crisi.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Modifica all'articolo 119 della Costituzione, concernente il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall'insularità (865-B)

________________

N.B. Il Senato approva in seconda deliberazione il disegno di legge composto del solo articolo 1.

ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO IN PRIMA DELIBERAZIONE DAL SENATO DELLA REPUBBLICA E DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

1. All'articolo 119 della Costituzione, dopo il quinto comma è inserito il seguente:

« La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità ».

DISEGNO DI LEGGE

Disposizioni per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi (2414)

ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE

Art. 1.

Approvato

(Finalità)

1. La Repubblica, nell'ambito delle finalità di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, nonché di valorizzazione e di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione, a essa attribuite dalla Costituzione, celebra la figura di San Francesco d'Assisi nella ricorrenza dell'ottavo centenario della morte, che cade nell'anno 2026.

Art. 2.

Approvato

(Istituzione e finanziamento del Comitato nazionale)

1. Per le finalità di cui all'articolo 1 è istituito il Comitato nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, di seguito denominato « Comitato nazionale », a cui è attribuito un contributo di 4.510.000 euro per gli anni dal 2022 al 2028.

2. Il contributo di cui al comma 1 è autorizzato nella misura di 200.000 euro per l'anno 2022, 500.000 euro per l'anno 2023, 500.000 euro per l'anno 2024, 1 milione di euro per l'anno 2025, 2 milioni di euro per l'anno 2026, 300.000 euro per l'anno 2027 e 10.000 euro per l'anno 2028.

3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del turismo, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti i criteri di assegnazione e di ripartizione annuale del contributo di cui al comma 1, nei limiti delle risorse autorizzate per ciascun anno dal comma 2, in ragione delle esigenze connesse al programma culturale di cui all'articolo 4, comma 2.

4. Al Comitato nazionale possono altresì essere destinati contributi di enti pubblici e privati, lasciti, donazioni e liberalità di ogni altro tipo.

Art. 3.

Approvato

(Composizione e funzionamento del Comitato nazionale)

1. Il Comitato nazionale è formato da venti componenti nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Il presidente del Comitato nazionale è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri. Gli altri componenti sono designati: due dal Ministro della cultura, due dal Ministro del turismo, tre dal Ministro dell'istruzione e dal Ministro dell'università e della ricerca d'intesa tra loro, uno dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, due dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, due dalla regione Umbria, due dal comune di Assisi, uno dal vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, due dalla Conferenza dei ministri generali del primo ordine francescano e del terzo ordine regolare e uno dalla Società internazionale di studi francescani associazione di promozione sociale, con sede in Assisi. Del Comitato nazionale è altresì componente di diritto il sindaco del comune di Assisi.

3. I componenti del Comitato nazionale sono scelti tra esponenti della cultura italiana e internazionale aventi comprovata competenza e conoscenza della vita e delle opere di San Francesco d'Assisi, nonché tra rappresentanti di enti pubblici, privati ed ecclesiastici con personalità giuridica nell'ordinamento della Chiesa cattolica che, per le finalità statutarie o per l'attività culturale o di culto svolta, abbiano maturato una specifica competenza e conoscenza della figura da celebrare o che siano particolarmente coinvolti nella celebrazione per l'ambito territoriale, turistico o istituzionale in cui agiscono.

4. Il decreto di cui al comma 1 determina, altresì, le modalità di funzionamento e di scioglimento del Comitato nazionale.

5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro del turismo, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, possono essere nominati ulteriori componenti del Comitato nazionale, fino a un numero massimo di tre, nel rispetto di quanto stabilito dal comma 3.

6. Ai componenti del Comitato nazionale non è corrisposto alcun compenso, gettone di presenza o altro emolumento comunque denominato. Essi hanno diritto al solo rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per le attività strettamente connesse al funzionamento del Comitato, secondo la normativa vigente. Le spese per il funzionamento sono poste a carico del contributo di cui all'articolo 2.

7. Il Comitato nazionale è sottoposto alla vigilanza del Ministero della cultura. A tale fine, il Comitato elabora e trasmette al Ministero, con cadenza annuale, rendiconti sull'utilizzo del finanziamento ricevuto, nonché l'ulteriore documentazione eventualmente richiesta dal medesimo Ministero.

8. Il Comitato nazionale opera presso il Ministero della cultura. Esso assicura l'integrazione e la coerenza del programma culturale di cui all'articolo 4, comma 2, con le attività del Comitato per gli anniversari di interesse nazionale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 4.

Approvato

(Durata e compiti del Comitato nazionale)

1. Il Comitato nazionale opera a decorrere dalla data di adozione del decreto di nomina di cui all'articolo 3, comma 1, e resta in carica fino alla data del 30 aprile 2028.

2. Il Comitato nazionale ha il compito di elaborare un programma culturale relativo alla vita, all'opera e ai luoghi legati alla figura di San Francesco d'Assisi, comprendente attività di restauro di cose mobili o immobili sottoposte a tutela ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché attività di ricerca, editoriali, formative, espositive e di organizzazione e gestione di manifestazioni in ambito culturale, storico, letterario, scientifico e artistico di elevato valore, in una prospettiva di internazionalizzazione, di promozione turistica e di innovazione tecnologica nonché di attenzione agli aspetti del messaggio francescano riguardanti il rispetto e la cura dell'ambiente, il dialogo tra le religioni e la pacifica convivenza tra i popoli, al fine di divulgare in Italia e all'estero, anche mediante piattaforme digitali, la conoscenza del pensiero, dell'opera, della cultura e dell'eredità del personaggio. In particolare, il Comitato nazionale ha il compito di:

a) elaborare il piano delle iniziative culturali per la divulgazione e la diffusione della conoscenza della vita e dell'opera di San Francesco d'Assisi, anche con riferimento ai settori della formazione scolastica, dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, dell'università e della ricerca, tenendo conto degli eventuali riflessi della sua opera in ambito internazionale;

b) predisporre il piano economico sulla base delle risorse finanziarie assegnate dalla presente legge e tenendo conto degli eventuali contributi, lasciti, donazioni e liberalità di cui all'articolo 2, comma 4;

c) elaborare programmi volti a promuovere attività culturali connesse alla celebrazione, da realizzare attraverso il coinvolgimento di enti pubblici o privati, dotati di comprovata esperienza, capaci di apportare ogni utile contributo o risorsa economica;

d) predisporre programmi intesi a favorire processi di sviluppo culturale nel territorio, nonché di valorizzazione e promozione turistica dei luoghi e dei cammini francescani e di promozione commerciale in ambito culturale connessi alla celebrazione.

3. Nell'ambito dei programmi di cui al comma 2, lettera c), sono ricomprese:

a) la pubblicazione dell'edizione delle fonti sulla vita e sull'opera di San Francesco d'Assisi e sulle origini dell'Ordine francescano fino al XIV secolo, a cura della Società internazionale di studi francescani associazione di promozione sociale, con sede in Assisi, che vi provvede in coordinamento con l'Edizione nazionale delle fonti francescane, di cui al decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 2 agosto 2007;

b) la pubblicazione del catalogo dei codici medievali del Fondo antico comunale e la catalogazione del Fondo antico dei libri a stampa della Biblioteca comunale conservati presso il Sacro Convento in Assisi, a cura della Società internazionale di studi francescani, in collaborazione con il medesimo Sacro Convento.

4. I piani di cui alle lettere a) e b) e i programmi di cui alle lettere c) e d) del comma 2 sono sottoposti all'approvazione del Ministero della cultura e del Ministero del turismo.

Art. 5.

Approvato

(Disposizioni finanziarie)

1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 2, pari a 200.000 euro per l'anno 2022, 500.000 euro per l'anno 2023, 500.000 euro per l'anno 2024, 1 milione di euro per l'anno 2025, 2 milioni di euro per l'anno 2026, 300.000 euro per l'anno 2027 e 10.000 euro per l'anno 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.