Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 394 del 12/01/2022
Azioni disponibili
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,35).
Si dia lettura del processo verbale.
PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Sulla scomparsa di Francesco Forte
CRAXI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRAXI (FIBP-UDC). Signor Presidente, è morto qualche giorno addietro Francesco Forte. Se n'è andato in punta di piedi, nei giorni peggiori, quelli delle feste, ammesso che ce ne siano di migliori. Francesco Forte è stato parlamentare, nostro collega dal 1987 al 1994, eletto nelle file del Partito Socialista, fino alla sua distruzione per mano giudiziaria.
Un'intelligenza lucida fino agli ultimi giorni della sua vita, cui spesso in questi anni molti appartenenti alla mia area politica hanno attinto. Un instancabile pedagogo. Ricordo certe notti, quando lui, già in età avanzata, a me esausta continuava a dispensare perle di saggezza, lucide analisi, consigli preziosi, ma soprattutto umanità.
Economista di vaglia, più volte ministro e sottosegretario per il Partito Socialista; era un intellettuale a tutto tondo e un vero socialista liberale. Per lui la libertà era un valore non negoziabile ed era un gran sostegno sia verso chi esprimeva un talento, sia verso chi mostrava un bisogno. Detestava chi pensava di avere la verità in tasca ed era lui stesso un uomo libero e un hombre vertical, come si direbbe in Spagna.
È stata una figura largamente sottovalutata. Se non fosse stato un socialista craxiano, un compagno leale, nella buona e nella cattiva sorte, anche nella "seconda Repubblica" avrebbe avuto altri incarichi e alla sua morte gli sarebbero stati tributati ben altri onori.
Francesco, un uomo dalla capacità di lavoro straordinaria, diede anche un contributo fondamentale alle lotte di libertà e di sviluppo, ingaggiate da Craxi e dai socialisti, per colmare quel grande divario tra il Sud e il Nord del mondo. Infatti, ricordo che proprio Bettino, dopo l'esperienza di Governo alla guida dei dicasteri dell'economia, prima, e delle politiche comunitarie, dopo, lo volle Sottosegretario delegato per gli interventi straordinari del Terzo mondo nel suo secondo Governo, rafforzando ancora di più un sodalizio che, prima ancora che politico, era umano.
Tale comunanza di visioni continuò negli anni in cui Craxi svolse l'incarico di rappresentante personale per il Segretario generale dell'ONU, Javier Pérez de Cuéllar, per l'abbattimento dei debiti del Terzo mondo. Francesco, con i suoi studi, fu un valido collaboratore per mettere a punto quel piano di riscatto e di dignità ancora oggi di straordinaria attualità.
Lo voglio salutare qui, chiedendo all'Assemblea di ricordarlo con un minuto di silenzio. Lo voglio salutare come si fa tra compagni socialisti: ciao, Francesco. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatrice Craxi, l'Assemblea si unisce al cordoglio della famiglia. Invito pertanto i colleghi a onorare il ricordo di Francesco Forte osservando un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). (Applausi).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente della 1a Commissione permanente, senatore Parrini, per riferire in ordine al disegno di legge n. 2463. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, la 1a Commissione chiede un rinvio dell'arrivo in Aula del provvedimento. Abbiamo bisogno perlomeno di altre tre ore per concludere l'esame del provvedimento in Commissione, per votare gli emendamenti per i quali già ci sono le condizioni per farlo e anche gli altri, sui quali attendiamo il parere della Commissione bilancio. Saremo quindi in grado di licenziare il provvedimento in Commissione per le 12,30.
MALAN (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, a proposito di quanto riferito dal presidente Parrini. Ricordo che questo decreto-legge del 26 novembre, che introduce la vaccinazione obbligatoria per i corpi di polizia, per il personale scolastico e altre misure, è stato ampiamente superato dai decreti-legge del 24 e 30 dicembre e del 7 gennaio.
Gli emendamenti sono stati presentati col termine, non prorogato, del 14 dicembre. Da allora sono passati ventinove giorni e ancora non si è potuto iniziare l'esame degli emendamenti, perché nell'ambito della maggioranza ci si deve mettere d'accordo. Dovevamo iniziare i lavori alle ore 15 di ieri. C'è stato un rinvio ad oggi per questa motivazione, ma, alle ore 9, non abbiamo fatto neanche un secondo di discussione per l'assenza del Governo. Assenza chiaramente voluta, dal momento che il rappresentante del Governo, che ha tutto il diritto di stare dove gli pare, si trovava nel corridoio, fuori dall'aula della Commissione.
La Costituzione e la decenza dicono che le leggi si discutono in Aula o in Commissione, davanti ai cittadini, con un verbale e non in interminabili negoziati nell'ambito della maggioranza o nell'ambito di chi volete voi. Questo va benissimo, è normale che succeda, ma bisognerebbe rispettare un minimo di decenza nei tempi, perché questi provvedimenti incidono pesantissimamente sulla vita degli italiani e non possono essere discussi nei corridoi, a scapito totale della possibilità di esaminarli dove si può votare, dove la Costituzione stabilisce che si debba votare e cioè in Commissione e in Aula.
Non sfugge infatti che pare si voglia esaurire la discussione del decreto-legge oggi, perché domani non c'è seduta. È tutto riservato al corridoio e nulla arriva nelle sedi proprie, istituzionali, in una situazione nella quale per di più esaminiamo un decreto-legge che è stato ampiamente superato da tutti gli altri, se non per alcuni dettagli, sui quali comunque riescono a inchiodarsi. Va benissimo, posso anche comprendere i problemi della maggioranza, ma lo si faccia nel rispetto degli orari, della decenza e della necessità di esaminare i provvedimenti in Commissione e in Aula, non nei corridoi, non nei negoziati privati o nelle trattative private. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatore Malan, il presidente Parrini ha chiesto un termine esattamente per lavorare in Commissione; comunque, abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento e ne abbiamo preso atto.
Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 12,30.
(La seduta, sospesa alle ore 9,47, è ripresa alle ore 12,34).
Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI
Senato, composizione
PRESIDENTE. In base alla deliberazione adottata dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari il 16 dicembre 2021, comunicata dal Presidente della Giunta medesima in data 20 dicembre 2021, occorrendo provvedere all'attribuzione del seggio resosi vacante nella circoscrizione estero, ripartizione America meridionale, il senatore subentrante è il dottor Fabio Porta.
Do atto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari della comunicazione e proclamo senatore Fabio Porta. Avverto che da oggi decorre nei confronti del nuovo proclamato il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente della 1a Commissione permanente, senatore Parrini, per riferire in ordine al disegno di legge n. 2463. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, in queste ultime tre ore abbiamo fatto più di 100 votazioni degli emendamenti al decreto-legge, però non siamo stati in grado di terminare l'esame del provvedimento. Ci manca ancora qualche voto, per il quale avremmo bisogno di altre due ore di tempo.
PRESIDENTE. Quindi significa le ore 14,30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12,35, è ripresa alle ore 12,39).
Colleghi, scusate per questa immissione fuori campo, ma abbiamo appena saputo che la Commissione bilancio ha bisogno di un'altra mezz'ora di tempo e pertanto ci richiedono che la ripresa dei lavori avvenga alle ore 15, invece che alle ore 14,30. Chiedo scusa, ma l'abbiamo appena saputo. Mi spiace per i senatori che magari verranno inutilmente, però vorrei evitare che si rientri alle ore 14,30 per poi rinviare di un'ulteriore mezz'ora.
La seduta è sospesa fino alle ore 15.
(La seduta, sospesa alle ore 12,40, è ripresa alle ore 15,03).
Presidenza del vice presidente LA RUSSA
Ha chiesto di intervenire il presidente della 1a Commissione permanente, senatore Parrini, per riferire in ordine al disegno di legge n. 2463. Ne ha facoltà.
Per la verità, ogni volta che il collega Parrini chiede di parlare all'inizio della seduta, rimaniamo sempre in attesa di quanto ci dirà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, mi spiace di essermi fatto questa fama, che devo purtroppo confermare nel senso che, anche se questa volta per ragioni che non dipendono dalla 1a Commissione, che ha votato 171 emendamenti su 180, ma poiché aspettiamo lo scioglimento della riserva da parte della Commissione bilancio sugli ultimi nove emendamenti, sono costretto a chiederle un ulteriore rinvio.
Dopo aver sentito il presidente Pesco, il quale mi ha riferito di non aver potuto rispettare il termine stabilito avendo un adempimento aggiuntivo, dal momento che la Commissione bilancio è impegnata in questo momento nella votazione per la formazione dell'elenco di dieci nominativi ai fini della costituzione del consiglio dell'Ufficio parlamentare di bilancio, le chiedo un'altra ora e mezza di tempo.
PRESIDENTE. Presidente Parrini, le chiedo se pensa che questo tempo sia sufficiente per concludere l'esame del provvedimento in Commissione, perché diversamente sarebbe melius abundare quam deficere. Le faccio questa domanda per evitare di far venire i colleghi in Aula e poi rinviare di nuovo, che è la cosa più sgradevole.
PARRINI (PD). Signor Presidente, credo che sarà sufficiente; se poi lei ritiene di fissare la ripresa dei lavori anche una mezz'ora dopo, non mi offendo.
PRESIDENTE. Preso atto della richiesta del senatore Parrini, sospendo nuovamente la seduta, che riprenderà alle ore 16,35.
(La seduta, sospesa alle ore 15,05, è ripresa alle ore 16,40).
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
Invito il presidente Parrini a riferire sullo stato dell'arte.
PARRINI (PD). Signor Presidente, ho avuto assicurazione dal presidente Pesco che nel giro di dieci minuti arriveranno gli ultimi due pareri in sospeso, quindi la Commissione terminerà rapidamente i propri lavori. Per sicurezza, propongo di rinviare la seduta alle ore 17,30.
PRESIDENTE. Presidente Parrini, senza voler preventivamente restringere i tempi di discussione dei singoli senatori (naturalmente l'Assemblea è sovrana), immagino siano stati sciolti i nodi venuti al pettine. Per darci un ordine nei lavori, ritiene che la Commissione possa procedere con una certa speditezza nella discussione delle questioni non ancora risolte?
PARRINI (PD). Ritengo di sì. (Commenti).
PRESIDENTE. Ovviamente senza nulla togliere all'Assemblea, può fare la differenza sapere se ci sono ancora questioni non risolte in Commissione.
Pertanto, confidando che sia l'ultima sospensione, come quasi sicuramente sarà, sospendo la seduta fino alle ore 17,30.
(La seduta, sospesa alle ore 16,41, è ripresa alle ore 17,37).
Presidenza del vice presidente TAVERNA
Discussione del disegno di legge:
(2463) Conversione in legge del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali (Relazione orale)(ore 17,37)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2463.
Il relatore, senatore Pagano, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, reca misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.
Il provvedimento si compone di 10 articoli, suddivisi in tre capi. Nell'ambito del capo I, l'articolo 1 novella il decreto-legge n. 44 del 2021, al fine di modificare la disciplina dell'obbligo di vaccinazione contro il Covid-19, già previsto per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgano la loro attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie o parafarmacie e negli studi professionali e per i lavoratori anche esterni, operanti a qualsiasi titolo in strutture di ospitalità e di lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani, strutture socio-assistenziali, semiresidenziali e strutture che a qualsiasi titolo ospitino persone in situazioni di fragilità.
In primo luogo si specifica che l'adempimento dell'obbligo di vaccinazione comprende, a decorrere dal 15 dicembre 2021, anche la somministrazione della dose di richiamo, successiva al ciclo vaccinale primario. Si sopprime il termine del 31 dicembre 2021, finora vigente per gli obblighi in esame. (Brusìo. Richiami del Presidente). Resta ferma l'esenzione, permanente o temporanea, per i soggetti per i quali sussista una controindicazione clinica alla vaccinazione in oggetto. Per gli esercenti una professione sanitaria, il controllo dell'adempimento dell'obbligo vaccinale è demandato agli ordini professionali, mediante verifica dei certificati verdi Covid-19 ed è confermato il principio della sospensione da ogni attività lavorativa per il caso di inadempimento. Per gli altri lavoratori in ambito sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale si rinvia alla disciplina di cui all'articolo 2, comma 1, del presente decreto-legge.
L'articolo 2 reca anch'esso modifiche al decreto-legge n. 44 del 2021. In particolare, prevede che l'obbligo vaccinale sia esteso a decorrere dal 15 dicembre 2021 alle seguenti categorie: personale scolastico del sistema nazionale d'istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che organizzano percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore; personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale nonché personale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna e dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna.
Si dispone che la vaccinazione costituisca requisito essenziale per lo svolgimento della prestazione lavorativa e che i dirigenti scolastici e gli altri responsabili delle istituzioni in cui presta servizio il suddetto personale assicurino il rispetto e l'obbligo vaccinale.
Si rendono altresì applicabili disposizioni di cui all'articolo 1 del presente decreto concernente i soggetti esenti dall'obbligo vaccinale. Si definisce la procedura per i controlli dell'obbligo vaccinale e per l'eventuale conseguente sospensione dell'attività lavorativa senza retribuzione per non oltre sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021. Per la sostituzione del personale scolastico che non ha adempiuto all'obbligo vaccinale sono attribuiti contratti a tempo determinato, che si risolvono di diritto nel momento nel quale i soggetti sostituiti, avendo adempiuto all'obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l'attività lavorativa.
Infine, sono stabilite le sanzioni per lo svolgimento di attività lavorativa in violazione degli obblighi vaccinali anche per i mancati controlli da parte dei soggetti preposti.
Il capo II riguarda, invece, l'impiego delle certificazioni verdi Covid-19. In particolare, l'articolo 3 novella l'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021 integrando a decorrere dal 15 dicembre dello scorso anno la disciplina delle certificazioni verdi Covid-19 con le previsioni riguardanti la somministrazione della dose di richiamo successivo al completamento del ciclo vaccinale primario. Inoltre, riduce, sempre con decorrenza dal 15 dicembre 2021, da dodici a nove mesi la durata di validità del certificato verde generato dal completamento di un ciclo di vaccinazione o dall'eventuale dose unica prevista e specifica per il medesimo periodo di validità, che decorre anche dall'eventuale somministrazione di una dose di richiamo.
Anche l'articolo 4 introduce modifiche al decreto-legge n. 52 del 2021 con decorrenza dal 6 dicembre 2021. Nello specifico, modifica l'articolo 9-bis relativo all'impiego di certificazioni verdi Covid-19 inserendo gli alberghi e le altre strutture ricettive tra le attività per usufruire delle quali è richiesto il possesso di una delle certificazioni verdi. Conseguentemente non fanno più eccezioni all'obbligo di certificazione verde in zona bianca i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati.
Si prevede, inoltre, la necessità di certificazione verde per utilizzare gli spogliatoi di piscine, centri natatori, palestre e centri benessere in zona bianca, tranne che per l'accesso alle predette strutture da parte degli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell'età o di disabilità.
Ulteriori novelle riguardano l'articolo 9-quater relativo all'impiego delle certificazioni verdi Covid-19 nei mezzi di trasporto. In particolare, si sopprime l'esclusione dall'obbligo di certificazione verde per l'accesso a navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto impiegati per i collegamenti marittimi nello stretto di Messina e per i collegamenti marittimi da e per l'arcipelago delle isole Tremiti. Si estende l'obbligo di certificazione verde ai servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale. Si rimuove l'esclusione dall'obbligo di certificazione verde per l'accesso ad autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale regionale. Si estende l'obbligo di certificazione verde per l'accesso a mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale. Viene poi specificato che sono esclusi dall'obbligo di certificazione verde sui mezzi di trasporto, oltre ai soggetti esenti, anche i minori di età inferiore a dodici anni. Si stabilisce infine che, per i mezzi di trasporto pubblico locale o regionale, le verifiche sul possesso delle certificazioni verdi possano essere svolte secondo modalità a campione.
L'articolo 5 reca ulteriori modifiche all'articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021, stabilendo, con decorrenza dal 29 novembre 2021, il principio secondo cui nelle zone gialle e arancioni la fruizione dei servizi e lo svolgimento delle attività e gli spostamenti oggetto di sospensione o di limitazione, in base alle misure inerenti all'emergenza epidemiologica, sono ammessi secondo le stesse condizioni e modalità previste per le zone bianche ed esclusivamente per i soggetti in possesso di un certificato verde generato in base a vaccinazione contro il Covid-19 o in base a guarigione dal medesimo, oltre che per i minori di età inferiore a dodici anni e per i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. Sono esclusi dall'ambito delle nuove norme i servizi di ristorazione svolti all'interno di alberghi o di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, nonché le mense e i servizi di catering continuativo su base contrattuale.
L'articolo 6 contiene disposizioni transitorie. Per il periodo che va dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022 si prevede che lo svolgimento delle attività e la fruizione dei servizi per i quali nelle zone gialle sono previste limitazioni siano consentiti nelle zone bianche solo ai soggetti in possesso di un certificato verde di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione, nonché ai minori di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esentati dalla campagna vaccinale. Anche in questo caso sarà sufficiente una qualunque certificazione verde solo per i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e per la fruizione di mense e catering continuativo su base contrattuale.
Nell'ambito del capo III, concernente i controlli e le campagne di informazione, l'articolo 7 demanda ai prefetti l'adozione di un piano per effettuare i controlli del possesso delle certificazioni verdi. Tale piano è adottato dal prefetto entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, previa consultazione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. I controlli sono effettuati dalle Forze di polizia e dal personale dei Corpi di polizia municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, in maniera costante e anche a campione. Si prevede che il prefetto trasmetta al Ministro dell'interno una relazione, con cadenza settimanale, inerente ai controlli effettuati nell'ambito del territorio di competenza. Si dispone altresì che tali attività siano svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L'articolo 8 demanda al Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri l'elaborazione di un piano per garantire i più ampi spazi sui mezzi di comunicazione di massa per campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione contro il SARS-CoV-2. L'articolo 9 proroga al 31 dicembre 2021 l'applicazione della disciplina transitoria di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 100 del 2011, relativa all'obbligo di sorveglianza radiometrica sui prodotti semilavorati metallici, nelle more dell'adozione del decreto interministeriale previsto dall'articolo 72, comma 3, del decreto legislativo n. 101 del 2020, che ha dettato la nuova disciplina per limitare il rischio di esposizione delle persone a livelli anormali di radioattività e di contaminazione dell'ambiente. L'articolo 10, infine, dispone dell'entrata in vigore del presente decreto-legge.
Devo dire che, nel corso dell'esame in Commissione, l'obbligo vaccinale è stato esteso, a decorrere dal 15 febbraio, anche agli studenti in corso di laurea impegnati nei tirocini per l'abilitazione alle professioni sanitarie con gli emendamenti 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2). Inoltre, è stato specificato che l'esenzione per motivi di salute dalla somministrazione del vaccino possa essere accordata solo dal proprio medico di medicina generale oppure dal medico vaccinatore (emendamento 1.12 (testo 2)). Sono state introdotte poi delle specificazioni per porre rimedio ad alcuni problemi pratici e procedurali che siano riscontrati nella verifica dell'adempimento dell'obbligo vaccinale da parte del personale sanitario (emendamenti 1.16, 1.17 e 1.25), anche in conseguenza della scelta del Governo di sostituire interamente il previgente testo dell'articolo 4 del decreto-legge n. 44 del 2021.
Sempre in sede di esame in Commissione, l'obbligo vaccinale è stato esteso anche al personale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (emendamento 2.9). Sono state poi previste modalità per la verifica dell'adempimento dell'obbligo da parte dei dirigenti scolastici e delle figure equiparate (emendamento 2.18). Si è inoltre specificato che la sostituzione temporanea del personale non vaccinato si applica non solo ai docenti, ma anche al personale educativo e ATA (emendamento 2.46).
L'emendamento 2.0.4 (testo 3), approvato dalla Commissione, ha previsto per i dipendenti pubblici - e questa è una è una votazione avvenuta soltanto pochi minuti fa - l'assenza giustificata dal lavoro per la somministrazione del vaccino.
Nel corso dell'esame in Commissione l'obbligo di possesso del green pass è stato espressamente esteso anche ai titolari dei servizi di ristorazione e somministrazione (emendamento 4.28). Infine, l'emendamento 9.3 (testo 3), approvato dalla Commissione, differisce il termine al 31 marzo 2022. Come di consueto, è stata introdotta dalla Commissione una clausola di salvaguardia per le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome: dai colleghi delle minoranze linguistiche è stato proposto appunto l'emendamento 9.0.1.
Concludo ricordando che, nel corso dell'esame, diversi ordini del giorno sono stati accolti dal Governo con l'impegno ad affrontare in tempi brevi altre rilevanti questioni. Fra di essi, cito soprattutto - e qui voglio sottolinearlo, spero con un minimo di attenzione da parte dei colleghi - l'ordine del giorno G/2463/22/1, votato all'unanimità dalla Commissione, sul tema non più differibile - e qui mi rivolgo anche al presidente Parrini, che ha presieduto egregiamente la Commissione anche allo scopo di venire incontro a questa ormai storica esigenza cui il Parlamento deve dare applicazione - dell'estensione dell'indennizzo per i danni permanenti da vaccinazione obbligatoria anche per quella consistente parte di popolazione per cui non c'è un obbligo, ma solo una raccomandazione. Come è noto, quando c'è obbligo è automatico l'indennizzo, ma sono intervenute sentenze della Corte costituzionale: infatti è previsto per tutti i vaccini obbligatori dalla legge n. 210 del 1992, ma diverse sentenze della Corte costituzionale, come stavo accennando, lo hanno esteso a vari casi di vaccinazione che invece era solo raccomandata e non obbligata. Non vi sono perciò dubbi sul fatto che la Costituzione imponga di applicarlo anche a questi vaccini; se non lo farà il legislatore, ci penserà la Corte costituzionale. Qualora ciò non dovesse avvenire nell'ambito di un nuovo e imminente provvedimento d'urgenza, come è stato impegnato il Governo - mi rivolgo a tutti i Capigruppo della maggioranza che hanno partecipato a questo tipo di approfondita consultazione con il Governo - vi provvederà il Parlamento in sede di conversione dei decreti-legge n. 221 e n. 229 del 2021, che nel frattempo sono stati assegnati al Senato, in modo particolare alla 1a Commissione affari costituzionali, con relatori la senatrice Valente e il presidente Parrini, presentati e incardinati sempre in 1a Commissione.
Concludo ricordando che questo decreto è stato superato da altri decreti resisi necessari per via della diffusione della variante Omicron, che purtroppo è divenuta devastante sul territorio nazionale. Il Governo ha pertanto ritenuto necessario adottare via via ulteriori decreti ed estendere il periodo di emergenza nazionale almeno fino al 31 marzo di quest'anno. Dobbiamo però riconoscere la validità del provvedimento.
Dico questo con un po' di soddisfazione, ma anche di sudore, visto il lavoro cui ho dovuto far fronte insieme a tutti i colleghi della Commissione. Dal Presidente della Commissione a tutti i suoi membri, abbiamo lavorato con grande impegno e passione. Sono pertanto onorato di essere il relatore di questo provvedimento in una Commissione che ha dato veramente prova di grande maturità e cultura istituzionale. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà.
DRAGO (FdI). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli senatori, ci apprestiamo a convertire in legge il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 176, cui seguirà nei prossimi giorni la conversione degli altri due. La finalità è quella di intervenire con misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 per lo svolgimento in sicurezza di attività economiche e sociali.
La relazione illustrativa al decreto recita testualmente: «Il presente decreto mira a proseguire la strategia di contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19 sul territorio nazionale, basata sul presupposto che la vaccinazione rappresenti un'arma imprescindibile nella lotta alla pandemia, configurandosi come un'irrinunciabile opportunità di protezione individuale e collettiva».
Chiaramente lascio a voi la valutazione in merito alla finalità che il decreto-legge si prefigge e se l'obiettivo prefissato sia stato a oggi raggiunto.
In Commissione sono stati approvati degli emendamenti e respinti degli altri che pure avrebbero avuto sicuramente finalità migliorativa e di potenziamento.
In particolar modo, tenendo conto della premessa, mi sono molto stupita nell'ascoltare l'affermazione di una collega della maggioranza che un anno fa, di fronte alla mia considerazione sulla pericolosità dei tamponi fai da te venduti in farmacia, fece un sorriso sardonico. A distanza di un anno vediamo benissimo qual è la situazione. Se riteniamo che il vaccino sia l'unica arma (chi parla vi si è già sottoposta e, quindi, parla con molta libertà), mi interrogo allora sulla scelta operata finora dal Governo, ossia permettere la vendita dei tamponi fai da te in farmacia, di cui abbiamo tracciabilità dell'acquisto, ma non dell'esito. La domanda è se ciò non abbia contribuito, rispetto a tutte le altre dinamiche, a impedire il raggiungimento dell'obiettivo indicato nella relazione illustrativa e in premessa. Siamo di fronte a una situazione assurda, che è quella prevista dagli altri decreti su cui poi lavoreremo, per cui viene indicato come test per la valutazione della positività quello rapido antigenico, mentre prima abbiamo sempre indicato che il test rapido dovesse essere avvalorato, nel caso di positività, da un test molecolare. È sotto gli occhi di tutti, oltretutto, come dai test rapidi possano essere rappresentate delle false positività, come delle false negatività. Da questo punto di vista in Commissione, ad esempio, non è passato un emendamento, che era stato riformulato proprio dalla maggioranza, che prevedeva nel nuovo testo l'esclusione dei tamponi molecolari. Altra parentesi: è sotto gli occhi di tutti il costo elevato di questi tamponi; qualcuno denuncia una speculazione, che in alcuni casi supera i 150 euro a prestazione. Questo a riprova del fatto che sono interventi che non hanno una loro omogeneità e logicità e tra l'altro si contrastano vicendevolmente.
Per quanto riguarda un fatto, che ha dato seguito anche al deposito di petizioni da parte di alcuni esponenti e comitati delle popolazioni isolane, ho rappresentato una necessità, sottoscrivendo tra l'altro un emendamento della senatrice Angrisani che è stata così gentile da accogliere la mia firma. Anche alcuni senatori di Fratelli d'Italia hanno depositato - mi riferisco a Malan e La Pietra - un emendamento per le isole minori. Che cosa si sta verificando? Nell'imporre questo super green pass per tutti i mezzi di trasporto, quindi anche i traghetti, sostanzialmente operiamo una discriminazione nella discriminazione: ovvero, coloro i quali scelgono di non sottoporsi a vaccino, ma in tempi ravvicinati, quindi ogni tre giorni, devono essere sottoposti a tampone rapido per accedere ai mezzi di trasporto, nel caso delle isole è ancor più penalizzato. Infatti, se parliamo di treni o aerei, coloro i quali decidono di non vaccinarsi possono circolare liberamente in tutto il territorio nazionale, ma chi fa una scelta del genere e vive nei territori delle isole è ulteriormente penalizzato, perché con mezzo proprio non avrà la possibilità di attraversare, nel caso della Sicilia lo Stretto, nel caso delle isole Tremiti o altre isole minori chiaramente il mare che li separa dalla terraferma. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà.
CRUCIOLI (Misto). Signor Presidente, avevo preparato un discorso ieri per evidenziare ed elencare tutte le bugie, le clamorose e pericolose bugie, che questo Governo aveva inanellato sul green pass, prima tra tutte la bugia secondo cui il green pass e il super green pass dovevano servire a creare luoghi di lavoro e ambienti Covid-free, dove le persone sarebbero state libere di lavorare e interagire senza rischiare di contagiarsi. Balla pericolosissima, perché ha indotto tantissimi italiani a ritenersi immuni soltanto per avere un certificato e che ha portato alle stelle i contagi, com'è sotto gli occhi di tutti. È stata questa mossa di burocrazia estrema, di bugie e di falsità che ha portato i contagi ai livelli che abbiamo oggi.
Ebbene, nonostante l'evidenza e la necessità di stigmatizzare quanto accaduto, non farò questo discorso, perché tutte queste cose ormai sono evidenti a tutti: anche chi ha due o tre dosi si contagia e può contagiare. È molto meno evidente - e quindi merita il mio intervento oggi - ciò che è accaduto in Commissione. Ebbene, in Commissione, con una superficialità che a dir poco stride - limitiamoci a dire questo - con l'importanza e la gravità di un provvedimento che incide così pesantemente sul quotidiano, sulla vita, sul lavoro e sulla salute di tutti gli italiani, con una «soavità» e una noncuranza incredibili, sono stati respinti emendamenti che pure parti importanti di questa maggioranza avevano presentato. Potrei stare qui tutta la sera, ma vi elenco soltanto quelli che a mio avviso sono i più eclatanti.
Il MoVimento 5 Stelle aveva meritoriamente presentato un emendamento in cui evidenziava quando sarebbe dovuto finire tutto: l'obbligo vaccinale, tutte le sanzioni collegate a green pass e a super green pass, tutte le limitazioni dei diritti, e aveva indicato la data del 31 marzo 2022, termine di cessazione dello stato di emergenza, in tutte le parti in cui il decreto-legge prevedeva queste eccezioni alle libertà costituzionalmente garantite. Ebbene, nonostante questa fosse una misura di buonsenso - ovvero l'indicazione di un termine - il Governo ha espresso parere contrario e il MoVimento 5 Stelle, naturalmente, ha tirato giù le orecchie e ha trasformato l'emendamento in un ordine del giorno che, come sapete, è un mero auspicio per il futuro. Quindi, questo è stato messo nel cassetto, il che significa... (Commenti) Vedo che ti arrabbi, collega, però questo può voler dire che lo stato di emergenza che è stato prorogato...
PRESIDENTE. Senatore Crucioli, si rivolga alla Presidenza e i colleghi evitino i commenti fuori microfono.
CRUCIOLI (Misto). Dicevo, uno stato di emergenza che - lo ricordo - è già stato prorogato sei volte, ben oltre i due anni previsti e, tuttavia, non è andato bene al Governo che si mettesse una fine a tutto questo.
Ce n'è anche per la Lega e per il PD, ad esempio: entrambi hanno presentato emendamenti volti a prevedere gli indennizzi in caso di danni da vaccinazione. Si trattava di emendamenti di buonsenso, che meritoriamente erano stati presentati. Ebbene, anche in questo caso il Governo ha detto no, parere contrario, invitando a trasformarli in ordini del giorno, e anche Lega e PD, che si scordano di essere loro maggioranza in questo Senato, quindi di essere loro i legislatori, si sono piegati al diktat del Governo e hanno trasformato le proposte in ordini del giorno, quindi forse e se, quando il Governo vorrà.
Ancora, il MoVimento 5 Stelle e anche Italia Viva hanno argomentato come non fosse possibile prevedere il super green pass per i ragazzi che vanno a scuola perché se non possono prendere l'autobus, quindi gli viene impedito di andare con l'autobus, è come se gli si impedisse di andare a scuola, facendo venire meno il diritto allo studio. Era giusto, e infatti hanno presentato emendamenti in tal senso, ma anche in questo caso il Governo ha detto no, senza spiegazione. No: il ragazzino, il tredicenne che non è vaccinato, non è guarito e non ha il super green pass, anche se deve prendere l'autobus per andare a scuola, non lo può fare, creando in tal modo un'ulteriore discriminazione tra quei ragazzi che possono essere accompagnati dai genitori e coloro che invece non possono perché magari i genitori lavorano o perché comunque non hanno un passaggio né i soldi per pagarsi un taxi. Ma no, per loro è impossibile andare a scuola con i mezzi di trasporto.
Anche in questo caso, MoVimento 5 Stelle e Italia Viva, che pur meritoriamente avevano previsto emendamenti in tal senso, abbassano le orecchie e dicono: obbedisco. Li trasformano in ordini del giorno come se ci fosse tempo per aspettare che il Governo decida, mentre i ragazzi, così come i lavoratori e tutti gli altri, patiscono queste conseguenze deleterie già oggi.
C'era poi un nostro emendamento, a prima firma della collega Angrisani e mia, che prevedeva di ripristinare la continuità territoriale con le isole, che oggi è stata interrotta perché chi non ha il super green pass, anche se è legittimato a non vaccinarsi perché magari ha un'età inferiore ai cinquant'anni, per cui, non essendoci un obbligo di legge, ha fatto una scelta legittima, non può prendere il traghetto; deve essere confinato nelle isole. Abbiamo realizzato questo emendamento per dire che non è giusto, è una discriminazione perché chi vive in Sardegna o in Sicilia e non può venire in Continente e viceversa. Eppure, anche in questo caso un no immotivato: sardi e siciliani devono per forza essere vaccinati o guariti oppure non si possono muovere dalle isole.
Ancora, un altro meritorio emendamento, dell'ottimo senatore Malan, chiedeva che l'Istituto superiore di sanità e l'Istat dessero i dati di mortalità dell'anno appena passato, del 2020, e anche del 2021, in maniera tale da poter confrontare la mortalità generale, per vedere se, confrontando i due anni di pandemia, vi fossero maggiori morti per qualunque genere, per verificare da cosa sia dato questo maggior numero e se potessero esserci delle conseguenze da vaccino.
Questo per dare una risposta alle tante illazioni, che in questo momento non si fondano su dati statistici reali, ma che circolano e che creano molta apprensione. Illazioni sul fatto che, in quest'anno di vaccinazione spinta, ci siano stati più morti dell'anno scorso. Ebbene, anche in questo caso la risposta è stata che no, non ci deve essere chiarezza, non ci devono essere dati che possano mettere in allarme, che è meglio non sapere e che questi dati non devono essere forniti. Emendamento respinto.
Signor Presidente, di fronte a questo, voi vi assumete una responsabilità. State spaccando il Paese. Non state facendo un'operazione di trasparenza. Non state dicendo le cose come stanno e state ghettizzando una parte di popolazione che, lo ripeto, allo stato non ha obblighi giuridici.
La conseguenza qual è? Vi faccio degli esempi concreti. Soltanto oggi, una madre disperata mi ha chiamato dicendomi che, nel primario istituto scolastico della mia città, i ragazzi sono stati chiamati uno per uno dal preside, che ha chiesto loro se erano vaccinati o no. A quelli non vaccinati è stato detto: prendete le vostre cose, chiamate casa e fatevi venire a prendere. Questo perché, essendoci stati due casi di positività, è scattata la norma secondo cui tutti i non vaccinati non possono essere in presenza. Questi ragazzi piangevano, perché non sapevano cosa fosse accaduto, e sono stati allontanati seduta stante, senza che i genitori fossero stati avvertiti.
Dirò di più. Un'altra madre mi ha chiamato, sempre in lacrime, raccontando che a sua figlia, affetta da sindrome autoimmune, i medici consigliavano di non vaccinarsi. Nessuno, però, si è preso la responsabilità di esentarla; nessuno l'ha esentata, ma nessuno ha scritto che poteva fare il vaccino. È in un limbo e, come lei, vi si trovano tantissime altre persone, non per scelta, che sarebbe comunque accettabile, ma per delle reali situazioni di salute. Ancora, un'altra signora mi ha rappresentato di avere la sclerosi multipla, di aver fatto le prime due dosi, di essere stata male e di aver adesso paura. È stata male, ma non viene esentata.
Tutte queste persone voi le state trattando non come persone, ma come persone di serie B, come bestie. Non valutare attentamente quanto state facendo, con la vostra superficialità, è di una gravità che vi si ritorcerà contro.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà.
TOFFANIN (FIBP-UDC). Signor Presidente, io ho preparato un intervento un po' articolato. Mi rendo conto, però, che la discussione che abbiamo condotto in Commissione ha portato via del tempo. Pertanto, chiedendo l'autorizzazione a consegnare il testo scritto del mio intervento, mi limito a ricordare che provvedimenti come questi sono sempre effettuati, pensati e realizzati da questo Governo con l'obiettivo primario di salvaguardare la salute di tutti i cittadini. (Applausi). Non solo, l'obiettivo è di salvaguardare le attività commerciali, con la prevenzione di lockdown cui abbiamo già assistito e che sappiamo cosa significano e, soprattutto, di prevenire la didattica a distanza. Teniamo a mente che siamo nella strada giusta perché, confrontando i dati relativi alle ospedalizzazioni, ai ricoveri in terapia intensiva e alle morti rispetto ai milioni di contagi che purtroppo stiamo registrando anche oggi, abbiamo visto che sono nettamente inferiori rispetto ai numeri dello scorso anno. I dati parlano chiaro. Noi siamo convinti di essere nella direzione giusta e ringraziamo il Governo per andare avanti in questa strada. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza a consegnare il testo del suo intervento, come da lei richiesto.
È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanché. Ne ha facoltà.
GARNERO SANTANCHE' (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi noi stiamo parlando di un provvedimento che di per sé è stato superato, perché il Governo ha deciso di fare un regalo agli italiani. Abbiamo avuto infatti il decreto di Natale, poi quello di Capodanno e poi quello dell'Epifania. Questo per dire, in sintesi, che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.
Il Governo continua nelle sue contraddizioni e vi faccio alcuni esempi, perché credo che debba essere chiara agli italiani la direzione che si sta prendendo. La prima contraddizione riguarda il fatto che il Governo ha puntato tutto ed esclusivamente sui vaccini. Tengo a precisare che io stessa ho fatto la terza dose e nel Gruppo Fratelli d'Italia siamo tutti convinti che il vaccino sia uno strumento utile e necessario. Riteniamo però che non può e non debba essere l'unico strumento. (Applausi). E non lo dico io. Ricordo il presidente Draghi quando, nella conferenza stampa del 22 luglio, introducendo l'obbligo del green pass, disse testualmente che esso consegnava agli italiani luoghi sicuri dove non era possibile contagiarsi. Non devo ricordare all'Assemblea quanti sono i casi di contagio e quanti sono i morti.
Il Governo quindi si contraddice. Vedere tutte le sere il bollettino di guerra in cui vengono riportati i numeri dei tamponi, dei contagi e dei morti contraddice le politiche del Governo sul vaccino. Vedere che siamo arrivati quasi a 250.000 contagi e che i morti purtroppo - parliamo non di numeri, ma di persone - sono circa 300 al giorno, non tranquillizza gli italiani. Un Governo che ha puntato tutto sul vaccino e sulgreen pass non dovrebbe contraddirsi.
L'altra contraddizione che vorrei sottolineare in maniera molto chiara è la mancanza di senso del consenso informato. Credo che quest'ultimo, applicato a un trattamento sanitario imposto, per tutte le persone di buon senso e non ideologiche, sia assolutamente irragionevole. Tutti coloro che sono andati a vaccinarsi hanno avuto davanti a sé il modulo recante la dicitura «Acconsento e autorizzo la somministrazione del vaccino». Questa è la formula che si trova in calce al modulo quando si va a fare il vaccino. È però evidente che si tratta di un consenso informato presente nei moduli che dà anche la possibilità di rifiutare la somministrazione del vaccino. Il tema, già emerso e che Fratelli d'Italia rileva da molto tempo in maniera evidente, è che oggi si impone con più forza il tema del consenso informato per le nuove misure adottate dal Governo. Mi riferisco cioè all'applicazione dell'obbligo vaccinale nel provvedimento al nostro esame per alcune categorie e, nel provvedimento dell'Epifania, per tutti gli over cinquanta.
Quindi, la domanda che l'Assemblea e i rappresentanti del Governo si dovrebbero porre e che si pongono tutte le persone non ideologiche, ma di buon senso, è se sia legittimo, ancora oggi, chiedere il consenso di chi è giuridicamente obbligato a fare il vaccino. Secondo noi non lo è, perché il consenso informato, anche secondo una recente sentenza della Corte costituzionale, è previsto al fine di garantire la libertà di tutti i cittadini, rispettando quindi il secondo comma dell'articolo 32 della nostra Costituzione.
Quello che ci interessa di più è che ciò non solo non riguarda il rispetto delle libertà, ma ha anche un effetto sull'imputazione delle responsabilità ed è quello che chiede da sempre il Gruppo Fratelli d'Italia. Se il Governo - non entro nel merito se ha fatto bene o ha fatto male - ha deciso per l'obbligatorietà del vaccino, proprio per essere trasparente e per trasmettere fiducia ai cittadini, se ne dovrebbe assumere tutte le responsabilità, e non soltanto per l'indennizzo a quei cittadini - mi auguro pochissimi - che dovessero avere reazioni avverse al vaccino, ma anche per un risarcimento danni. Ricordo infatti - ad esempio - che, se il consenso informato è incompleto e magari - non è detto che sia così - fondato su presupposti scientifici non corretti, c'è anche la possibilità di un risarcimento dei danni.
Quindi, il Governo dovrebbe prendere atto che lo scenario è completamente cambiato da quando il vaccino è diventato obbligatorio. C'è dunque un obbligo vaccinale e in questo caso l'obbligatorietà richiede il consenso dell'interessato: per questo diciamo che c'è una contraddizione in termini. Il Governo non solo deve mettere mano immediatamente al consenso informato, ma deve mettere i fondi - cosa che non abbiamo rilevato - per pagare quelle pochissime - ci auguriamo - reazioni avverse al vaccino.
Vi dico inoltre che non c'è da fare i green pass, che - come dimostrano i dati -non hanno sortito alcun effetto sui contagi. Ricordo infatti che, poco prima delle vacanze di Natale, il Governo si riempiva la bocca, dicendo di essere il più bravo di tutti i Governi europei, che in Europa i casi erano tantissimi e che l'Italia era assolutamente un modello. Colleghi, oggi siete smentiti e forse qualcuno dovrebbe anche riflettere su quanto è stato detto sul premier inglese Boris Johnson. Lo avevate criticato tutti, dicendo che era una sciagura. Ma, se oggi guardiamo i dati della Gran Bretagna e soprattutto il numero dei morti, forse il nostro Governo, che ha preso questa direzione, dovrebbe farsi qualche domanda.
C'è poi un elemento in più: se tutti siamo convinti che il vaccino è utile e dobbiamo convincere ancora i tanti over cinquanta che non sono vaccinati, cosa c'è di meglio che dire che il Governo si assume una responsabilità e quindi, se ci saranno reazioni avverse, il Governo ha messo a disposizione dei fondi per poter pagare gli indennizzi? Ancora una volta il Gruppo Fratelli d'Italia avanza la sua richiesta su questo punto, che è determinante per convincere quegli italiani che ancora non si sono convinti, anche per il susseguirsi di decreti-legge e per la comunicazione che viene fatta, anche da parte della scienza, che critica. Abbiamo sentito il rappresentante dell'OMS che ha detto che certamente non possiamo immaginare di andare avanti con i booster ogni tre o quattro mesi.
Colleghi, prendetene atto: le responsabilità si devono far vedere con chiarezza ai cittadini e non c'è strada migliore per convincere gli italiani a vaccinarsi che quella che da sempre propone il Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà.
COLTORTI (M5S). Signor Presidente, ieri il numero di decessi nel nostro Paese ha superato quello di tutti gli altri Paesi europei. Credo sia evidente che il super green pass e ora l'obbligo vaccinale, che tra l'altro sono stati introdotti quando la percentuale di popolazione vaccinata sopra i dodici anni era già prossima al 90 per cento, non siano strumenti utili a contrastare il diffondersi dell'epidemia.
Credo che tutti sappiano che nel resto d'Europa l'obbligo vaccinale generalizzato è stato introdotto solo in Austria e Grecia. Continuo a chiedere per quale motivo non siano state utilizzate subito le terapie precoci, sperimentate con successo da medici volontari sin dall'inizio della pandemia. Avremmo dovuto introdurre l'uso della FFP2 per chiunque, dato che sembra proteggere al 98 per cento chi la indossa. Avremmo dovuto utilizzare intensivamente le monoclonali, che rifiutammo nell'ottobre del 2020 quando ci furono offerte gratuitamente 2.000 dosi, per poi acquistarle pochi mesi dopo.
Credo, inoltre, che il super green pass introduca delle restrizioni inaccettabili. Mi riferisco, in particolare, a quella relativa alla circolazione dei non vaccinati sui mezzi di trasporto pubblico e a molte altre attività per cui sarebbero state sufficienti le FFP2. Abbiamo introdotto nel Paese discriminazioni e addirittura una caccia a chi non è vaccinato, che coinvolge purtroppo anche i ragazzi, il cui contagio ha percentuali veramente minime, come se tutti i contagi che si stanno verificando siano responsabilità di una sparuta minoranza.
Ci tengo a ribadire di non essere un no vax, ma ritengo debba essere garantita la libertà di vaccinarsi o meno, tanto più che giorni fa il chief executive officer (CEO) di Pfizer ha detto chiaramente che contro la variante omicron due dosi sono inefficaci, sempre che ci sia efficacia, e che con la terza dose si ottiene un accettabile grado di protezione, meno efficace contro la trasmissione del virus. Volevate che il CEO della ditta che ha fatto miliardi con il vaccino dicesse che la terza dose non dà protezione? Lo stesso CEO ha immediatamente annunciato che il vaccino contro la variante omicron sarà pronto a marzo, quando saremo già in un momento in cui i contagi, come negli anni precedenti, diminuiranno e magari, per quando riprenderanno in autunno, si saranno quasi certamente sviluppate altre varianti. Per chi produce vaccini questo è un invito a nozze, come la prospettiva di vaccinare tutta la popolazione ogni quattro o cinque mesi, senza tenere in considerazione che si possono sviluppare malattie autoimmuni e che dopo più vaccinazioni si potrebbero abbattere le difese immunitarie. Che la protezione del vaccino sia scarsa lo dicono i contagi in continua crescita e le dichiarazioni di esimi scienziati. Lo dice l'evidenza che anche i vaccinati prendono il Covid, vanno in terapia intensiva e muoiono.
Dopo due anni abbiamo dati ancora incompleti e che non permettono un'analisi dettagliata della situazione, dei fattori che l'hanno scatenata e continuano ad alimentarla. Addirittura questa mattina sui quotidiani c'è chi evidenzia come i dati fra i Paesi europei non siano comparabili, perché non vengono presi in modo omogeneo.
Sul piano sociale, purtroppo, stiamo riattivando contrasti che non si verificavano da anni e che credo sia estremamente importante non alimentare. Il diritto alla decisione se assumere o meno una qualsiasi sostanza è garantito dalla Costituzione e dalla legislazione europea ed è reso evidente dal fatto che, per essere vaccinati, si continua a esigere una liberatoria firmata dal vaccinato. Ciò avviene malgrado il vaccino non sia innocuo, abbia generato reazioni avverse, alcune delle quali anche letali. È noto come si tratti di un vaccino ancora sperimentale di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine che, se si produrranno, ovviamente scaricheremo sulle generazioni future.
Credo che la via da seguire sarebbe stata quella tracciata dalla ministra Pisano e recentemente ribadita da Beppe Grillo: si sarebbe dovuto lavorare sul tracciamento e sull'isolamento dei contagiati. Varie forze politiche avversarono tale soluzione in tutti i modi sui mezzi di comunicazione. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà.
GRANATO (Misto). Signor Presidente, l'obbligo vaccinale che è stato introdotto con questo decreto-legge non ha proprio alcun fondamento, né scientifico, né giuridico. E lo sapete benissimo.
Non ha un fondamento scientifico, perché nessuno è in grado di dimostrare l'interesse pubblico che si cela dietro questa terapia preventiva; non è in grado di dimostrarlo nessuno, semplicemente perché noi prima del 2024 non avremo i report rischi-benefici. Non si può dimostrare scientificamente, ma si può dimostrare invece empiricamente il contrario, visto e considerato che questo presidio terapeutico preventivo è anche sperimentale, proprio perché i report rischi-benefici non saranno disponibili prima del 2024. Si può dimostrare in realtà che questo presidio terapeutico lascia circolare i contagi e, quindi, non immunizza. Pertanto, non è in grado assolutamente di garantire alcuna sicurezza, né sui luoghi di lavoro, né sui mezzi di trasporto, né su tutti i luoghi dai quali sono esclusi i non vaccinati. Quindi, il Governo ha creato artificialmente una discriminazione sul piano giuridico che non ha alcun fondamento e che è vietata dalla nostra Costituzione, all'articolo 3.
Questo decreto-legge, quindi, infrange una serie innumerevole di articoli della Costituzione, a partire dall'articolo 32, ultimo comma, che prevede che la legge non debba superare i limiti imposti dal rispetto della persona umana; e qua di rispetto della persona umana non se ne vede traccia; secondariamente, il principio dell'inviolabilità della persona umana, all'articolo 2 e, all'articolo 3, anche il principio di pari opportunità, che - come faceva notare anche il senatore Crucioli nel suo intervento - viene violato all'interno delle scuole con le quarantenne differenziate, introducendo per legge una discriminazione infondata - non esiste uno straccio di studio scientifico che la possa supportare - tra studenti vaccinati e non vaccinati; introducendo una discriminazione sul fronte della possibilità di accesso alla mobilità, e cioè dell'uso dei mezzi di trasporto pubblici e dello spostamento dalle isole. Anche se c'è stata una deroga attraverso un'ordinanza pubblicata il 9 gennaio, che prevede fino al 10 febbraio la possibilità di utilizzare ancora i mezzi di trasporto per le isole con il green pass normale e l'uso delle mascherine FFP2 (la stessa cosa per i mezzi di trasporto e gli studenti), tuttavia dopo è prevista l'introduzione a pieno titolo di questa discriminazione assurda, che fa sì che alcuni cittadini valgano, sotto il profilo dei diritti, meno degli animali - gli animali hanno il diritto a spostarsi, mentre i cittadini non vaccinati non lo hanno - e delle merci. Siamo allo svilimento totale della persona umana.
L'obbligo vaccinale per alcune categorie, con la sospensione dal lavoro, infrange ovviamente l'articolo 1, che prevede il diritto al lavoro, che è il diritto su cui si fonda la Costituzione. La Costituzione all'articolo 1 prevede questo diritto, in quanto il lavoro fa il discrimine fra una persona libera e una che non lo è. Chi è libero può esercitare democraticamente la sua funzione civica, mentre chi non lo è non può. Quindi, voi avete tolto a quei cittadini i loro diritti civili, politici e anche umani.
E poi, chi sono i più accaniti nell'ambito della discriminazione e di tali misure? Sono proprio coloro i quali fanno finta di difendere i diritti civili, i migranti, gli LGBTQ e la parità di genere: proprio quelle persone sono le più accanite nella discriminazione di esseri umani che non hanno alcuna ragione fondata per essere discriminati. Ci sono intere categorie professionali che, dopo avere servito lo Stato, sono state umiliate da questo provvedimento. Vi dovreste vergognare tutti, perché questi provvedimenti...
PRESIDENTE. Senatrice, qui non c'è nessuno che si deve vergognare. Ognuno esprime la sua opinione. Lei ora la sta esprimendo, e poi sarà il turno degli altri. Non c'è nessuno che si deve vergognare, senatrice.
GRANATO (Misto). Porti rispetto alle opinioni dell'opposizione.
PRESIDENTE. E lei porti rispetto alle opinioni degli altri suoi colleghi. Le sto solo dicendo che qui non c'è nessuno che si deve vergognare. Lei può esprimere le sue opinioni così come le stanno esprimendo gli altri.
GRANATO (Misto). Dicevo che si devono vergognare coloro i quali...
PRESIDENTE. Non è un battibecco. Io la richiamo e lei risponde.
Vada avanti.
GRANATO (Misto). Adesso lei mi restituisce il tempo che mi ha tolto, grazie. (Commenti).
Innanzitutto, ci sono 11 milioni di italiani che hanno votato per una forza politica che doveva essere il baluardo della Costituzione. Ma questa forza politica si è posta a fianco di queste misure, a loro supporto, per opprimere, devastare e cancellare i diritti umani di cittadini italiani che hanno semplicemente fatto la scelta ponderata di non vaccinarsi, di non usare dei prodotti sperimentali sul proprio corpo, cosa della quale hanno pieno diritto: lo dicono il Codice di Norimberga, la Convenzione di Oviedo, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Noi, oltre che cittadini italiani, siamo anche cittadini europei e l'Europa deve far rispettare le nostre prerogative. L'Europa non può essere semplicemente un contenitore che praticamente produce trattati di natura economica. L'Europa è un contenitore di esseri umani, di persone che hanno dei diritti che devono essere rispettati.
I non vaccinati non producono alcun danno ai vaccinati, e questo lo sapete tutti. Le ospedalizzazioni e le terapie intensive sono piene degli uni e degli altri, salvo poi definire non vaccinati i vaccinati con due dosi: chiaramente adesso li avete inseriti nel calderone dei non vaccinati per sbilanciare e giustificare le vostre assurde misure.
Ci sono persone ammalate nelle isole e sono rimaste confinate nei loro territori, impossibilitate ad accompagnare i figli per ricorrere a delle terapie di cui hanno bisogno, oppure a potersi a loro volta curare. Avete ricattato i medici, perché gli avete praticamente imposto, attraverso una serie di restrizioni e ordini professionali, di non esentare nessuno da queste terapie. Avete creato attorno a loro delle condizioni per le quali si sentono ricattati. State creando un disastro all'interno del Paese, che non si era mai visto prima, dal punto di vista sociale, economico e sanitario, perché comunque il numero dei contagi continua in ogni caso a salire e tutto quello che voi dovevate scongiurare, con il pretesto di tutelare l'interesse pubblico, lo state praticamente incrementando e tenendo in piedi.
State altresì tenendo in piedi uno stato di emergenza che si protrae da due anni e vi siete pure permessi il lusso, fuori da ogni limite e paletto costituzionale, di prorogarlo addirittura fino al 31 marzo. Siamo veramente arrivati a superare tutto quello che non poteva e non doveva essere superato, nel modo più assurdo e irricevibile.
Non ho veramente altro da aggiungere (Applausi), se non che prima o poi questi crimini saranno vendicati. (Commenti).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà.
BINETTI (FIBP-UDC). Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, ho preparato un intervento molto articolato, il cui testo forse consegnerò.
Sento l'esigenza di intervenire dopo l'ultimo intervento per dire tre cose molto semplici.
In primo luogo, è vero che i vaccini non raggiungono il 100 per cento dell'efficacia, ma è anche vero che non abbiamo niente di più efficace dei vaccini in questo momento. (Applausi). Dobbiamo quindi fare un ragionamento molto semplice.
In secondo luogo, è vero che il decreto che ci apprestiamo a convertire è quello di novembre e poi arriveranno quelli del 24 e del 31 dicembre e del 7 gennaio. Noi registriamo nel Governo una - chiamiamola così - flessibilità di accompagnamento agli eventi che possiamo considerare frutto di un'indisponibilità della bolla all'interno della quale cercare di scoprire il mistero delle cose, oppure quella prudenza e flessibilità grazie alle quali si governa con attenzione ai fatti e alle cose che accadono.
Pertanto, dobbiamo semplicemente avere quell'atteggiamento di collaborazione di chi sa che sta prendendo delle misure che oggi sono efficaci e che domani potrebbero esserlo meno e richiedere una puntualizzazione e un aggiustamento. Come sanno tutti coloro che si occupano di medicina, stiamo trattando fenomeni probabilistici e non materia deterministica. Può accadere questo, ma potrebbe accadere anche quest'altro. Cerchiamo, di volta in volta, di intercettare ciò che è meglio per il Paese.
Passo alla terza e ultima cosa che voglio dire in questo clima. Ritengo sia un atto dovuto da parte nostra offrire il meglio di ciò di cui disponiamo, con la consapevolezza che stiamo facendo ciò che è possibile. Qualcuno chiede e probabilmente si aspetta che si possa fare l'impossibile. La medicina non fa l'impossibile, ma procede continuamente e costantemente, per prove ed errori, per migliorare sempre ciò che offre.
L'unica cosa che chiedo e che mi sembra importante - tante volte lo abbiamo fatto presente nella nostra Commissione - è che, dal punto di vista della riflessione sulla salute, anche il lavoro della Commissione abbia quell'attenzione e quella capacità di intercettare i problemi del Paese, facendo da ponte tra le regole in stretto senso e il fenomeno biologico che richiede un diverso approccio anche sul piano comunicativo.
Stiamo proponendo un livello di comunicazione eccessivamente incalzante. Stiamo andando incontro a una sorta di obesità informativa che non permette di prendere decisioni serene, lucide e concrete non tanto a chi studia questi fenomeni e problemi, ma probabilmente a chi semplicemente ne raccoglie l'eco attraverso la stampa e i telegiornali. Oggi le persone hanno bisogno di sentirsi più rassicurate a partire - per esempio - da un concetto molto semplice: non basta un tampone positivo per dire che quella persona è malata. Si tratta di due concetti totalmente diversi: la diagnosi di malattia è clinica e prende in considerazione la persona nella complessità del suo disagio e della sua sofferenza; il tampone positivo è un'allerta, un allarme, e un segnale di prudenza.
Se riuscissimo a trasmettere alle persone segnali anche positivi di ciò che sta accadendo, eviteremmo quell'apocalisse di cui ha dato prima prova la collega che è intervenuta, secondo cui il disastro sembra veramente dietro l'angolo. Non è così, anche se la soluzione non è ancora così vicina come tutti vorremmo. Stiamo però andando in una direzione che cerca di intercettare i bisogni di salute delle persone e certamente non di danneggiarne la qualità di vita o la vita stessa. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà.
MAUTONE (M5S). Signor Presidente, anche io, come altri colleghi, per una questione di sintesi chiedo di consegnare il testo scritto dell'intervento articolato che ho preparato per fare dei ragionamenti.
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.
MAUTONE (M5S). Signor Presidente, vorrei però sottolineare alcuni punti fondamentali: prima di tutto ritengo sia necessario ribadire - come hanno fatto il nostro presidente Conte e tutto il MoVimento 5 Stelle - che la strada maestra da seguire in questa difficile pandemia è quella della scienza. È importante seguire la scienza, perché dà l'input per andare avanti. Per questo vorrei ribadire l'importanza fondamentale della vaccinazione come misura per la lotta al virus insieme - non dimentichiamolo - alle misure di protezione individuali e collettive adottate. I dati della pandemia attuali sono sotto gli occhi di tutti e sono oggettivi. Non c'è da dare un'interpretazione: sono dati oggettivi.
Altro punto che vorrei sottolineare, signor Presidente, è la necessità di una maggiore condivisione da parte di tutte le forze politiche dei provvedimenti adottati, di un più costante e continuo confronto con le Regioni e, infine, di una maggiore chiarezza e comprensibilità nel comunicare le misure adottate. Occorrono segnali precisi, senza andamenti ondivaghi, capaci di infondere nei cittadini fiducia e sicurezza. Anche le osservazioni critiche devono essere costruttive e non fuorvianti, per chi già vive conflitti e drammi interiori e nel contesto sociale. Non dimentichiamo mai che la pandemia si vince tutti uniti. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il relatore.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, la mia sarà una replica breve. Più che altro non starò qui a discutere sui pareri che evidentemente sono di contrasto a questo decreto-legge e agli emendamenti che abbiamo approvato in Commissione e che tra breve saranno posti in votazione anche qui in Aula.
Voglio semplicemente affermare un principio: con il decreto-legge in esame il Governo e i senatori in 1a Commissione, in sede di discussione e votazione degli emendamenti presentati, hanno cercato di dare un contributo affinché la diffusione del Covid-19 potesse essere quantomeno contenuta nel miglior modo possibile. Certamente l'idea che i certificati verdi possano svolgere un ruolo straordinario, soprattutto per stimolare le persone a concludere il ciclo vaccinale o a vaccinarsi direttamente, mi pare evidente: è una scelta che questo Governo ha adottato, che la maggioranza ha condiviso e che bisogna riconoscere - come più volte ha sottolineato anche il sottosegretario Sileri - è stata presa in considerazione da altri Paesi dopo il nostro, proprio per l'efficacia che l'adozione di provvedimenti del genere ha poi avuto in termini di ricaduta sul livello nazionale. È noto a tutti che un vaccino non può completamente risolvere i problemi, non crea uno scudo totale dalla possibilità di contrarre il virus; ma è pur vero che, una volta creati uno sbarramento e una protezione, il danno che ne può derivare sulla salute del cittadino è minore e, quindi, anche l'impatto sul Sistema sanitario nazionale è molto ridotto; basta confrontare i dati dell'anno scorso con quelli di quest'anno.
Con questo decreto-legge si sono poste le basi anche per venire incontro ad altre istanze. È pur vero che l'emendamento non è stato approvato, ma verrà approvato verosimilmente un ordine del giorno molto significativo sul tema degli indennizzi, non solo derivanti - come ho già ricordato - dalla obbligatorietà del vaccino, ma anche dalla raccomandazione dello stesso. In tal senso, devo riconoscere che in Commissione vi è stata una totale condivisione - da LeU alla Lega, al PD, da Forza Italia al MoVimento 5 Stelle e anche a Fratelli d'Italia - verso la possibilità di arrivare a una soluzione per fare in modo che i cittadini italiani si sentano comunque tutelati dal nostro Paese e possano quindi essere tenuti in considerazione.
Nella mia relazione introduttiva ho ricordato che il tema degli indennizzi è stato tenuto in considerazione in tempi non sospetti, già alcuni anni fa, dalla Corte costituzionale, quando addirittura la Corte era presieduta dall'attuale ministro della giustizia Cartabia. Ebbene, in quella occasione, la Corte sentenziò che, anche nei casi in cui non si era in presenza di obbligo vaccinale, vi era la possibilità di concedere un ristoro, un indennizzo, a chi aveva subito un nocumento alla salute a causa della somministrazione di un vaccino.
Si sono poste le basi anche per altri provvedimenti che hanno certamente migliorato l'impianto di un prodotto del Governo. Certo, il tema è quello che, in periodo di pandemia, il ruolo del Parlamento sembra affievolito: si opera solo ed esclusivamente con decreti-legge e, quindi, con provvedimenti d'urgenza. Di fatto il sistema costituzionale bicamerale sembra essere diventato quasi monocamerale, ma in realtà la Camera che viene investita del compito di affrontare, esaminare ed eventualmente migliorare i provvedimenti del Governo lo fa. In questo caso l'ha fatto il Senato. Ritengo, quindi, assolutamente utile essere consapevoli che il ruolo del Parlamento non è affievolito, ma è solo consapevole del momento storico patologico che il Paese sta vivendo. E credo che responsabilmente tutte le formazioni politiche che hanno partecipato alla discussione di questo provvedimento in Commissione, nonché i rappresentanti del Governo - i sottosegretari Sileri e Bergamini - abbiano dato dimostrazione di attaccamento ai colori di questo Paese e soprattutto all'assoluta sensazione e necessità di dare una risposta per farlo ripartire. (Applausi).
PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Colleghi, siamo in attesa dei testi approvati dalla 1a Commissione e, anche al fine di dare un tempo congruo per la presentazione di eventuali subemendamenti, sospendo la seduta per procedere con la sanificazione. Ci aggiorniamo alle ore 20.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18,53, è ripresa alle ore 20,12).
Pronuncia di censura ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento
RONZULLI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RONZULLI (FIBP-UDC). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, portando via soltanto un minuto.
Vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea e di tutti i senatori per alcune parole dette poco fa in discussione generale dalla senatrice Granato. Tali parole sono, a mio avviso, molto gravi.
Sappiamo che l'Aula parlamentare è per antonomasia l'Aula del confronto; per carità, si possono avere idee differenti - e le abbiamo anche sui vaccini - ma arrivare a paragonare i vaccini, il green pass e lo stato d'emergenza a crimini nei confronti dei cittadini italiani mi sembra francamente troppo. Mi sembra addirittura ancor più che troppo, se si continua, e veramente chiedo l'attenzione dell'Assemblea, perché cito testualmente, riprendendolo dal Resoconto stenografico, l'intervento della senatrice: «questi crimini saranno vendicati». Quando si usano parole come vendetta, si parla di minacce e di violenza. Non ci stupiamo poi se ci mettiamo a fare finte dichiarazioni a favore dei medici e degli infermieri che rischiano tutti i giorni le violenze e le minacce dei no vax. Se queste parole vengono anche pronunciate da una rappresentante degli italiani e delle istituzioni in quest'Aula, come la senatrice Granato, penso che l'intera Assemblea si debba indignare. (Applausi). L'espressione «questi crimini saranno vendicati» non si può sentire. (Applausi).
Chiedo allora alla Presidente di convocare presto un Consiglio di Presidenza, per prendere provvedimenti sulle parole molto gravi di minaccia e di violenza pronunciate dalla senatrice Granato. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatrice Ronzulli, la Presidenza si era già riservata l'opportunità di leggere lo stenografico e abbiamo rilevato le stesse parole che lei oggi ha riportato. Pertanto la Presidenza, che aveva già richiamato nel corso del suo intervento la senatrice Granato, sentito il Presidente del Senato, commina la censura, ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2463 (ore 20,15)
PRESIDENTE. Colleghi, come già anticipato, non abbiamo ancora il fascicolo degli emendamenti, perché mancano degli adempimenti da parte delle Commissioni, per cui sono a sospendere la seduta almeno fino alle ore 20,30 (ci diamo ancora quindici minuti).
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20,15, è ripresa alle ore 20,35).
La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 5.0.1, 5.0.3, 9.0.2, 9.0.3 e 9.0.4.
Sono inammissibili, limitatamente alla parte consequenziale che modifica un allegato al DPCM del 2 marzo 2021, gli emendamenti 5.6, 5.9 e 5.10.
Sono inoltre improponibili per materia gli ordini del giorno G9.3, G9.4, G9.5 e G9.6 e inammissibili gli ordini del giorno G9.1 e G9.2.
L'emendamento 5.0.6 (testo 2) (già 7.0.1) è proponibile a condizione che sia riferito all'articolo 4.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
Gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli 1, 2, 3 e 4 del decreto-legge si intendono illustrati.
Passiamo all'esame degli emendamenti e ordine del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
MALAN (FdI). Signor Presidente, mi vorrei soffermare sull'emendamento 5.0.7 e intervengo perché immagino che non riusciremo ad andare avanti, per cui non faccio perdere tempo. È un emendamento che chiede l'istituzione di un fondo per l'indennizzo di eventi avversi causati dalla vaccinazione anti-Covid.
So che in Commissione è stato approvato un ordine del giorno in tal senso, firmato dagli esponenti della maggioranza. Noi invece siamo del parere che non dobbiamo chiedere al Governo di approvare una norma; visto che siamo qua e c'è un emendamento (e ce n'erano anche della maggioranza), sarebbe questa la sede per approvare la norma e non per chiedere al Governo di farla in seguito, se ci sono i soldi. (Applausi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Gli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge si intendono illustrati.
Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
MALAN (FdI). Nello stesso spirito precedente, con l'intento di stabilire i presupposti per andare avanti, all'articolo 7 è previsto che i prefetti redigano una relazione sull'attività svolta per il controllo dei green pass da parte di tutte le Forze dell'ordine, in coordinamento con la polizia locale, e così via. Ora, poiché il controllo dei green pass non è l'unico problema del nostro Paese, se questo si deve fare, con i nostri emendamenti proponiamo diverse misure: intanto che la relazione venga omessa, perché se c'è un minimo di fiducia nei confronti dei prefetti, forse è meglio lasciarli lavorare anziché fargli produrre carte con grande uso del copia e incolla da una parte all'altra. Perlomeno si potrebbe prevedere che, anziché settimanale, la relazione sia mensile, per avere un pochino meno di burocrazia visto che, a quanto pare, l'unico problema di ordine pubblico nel nostro Paese è la mancanza dei green pass. Ma la proposta alla quale teniamo maggiormente è che la relazione non riguardi solo il controllo dei green pass, bensì l'insieme delle attività svolte a tutela dei cittadini e del rispetto delle leggi, evidenziando in tale ambito qual è l'entità dei controlli di cui al periodo precedente, e cioè il famoso controllo dei green pass.
Se si corre dietro a tutti i green pass, ma lo spaccio di droga continua a essere un mercato libero, l'abusivismo commerciale è in tutte le strade, ivi incluse quelle della Capitale, a pochi passi dai palazzi delle Istituzioni, i rave party continuano a tenersi con una tale lassitudine che vengono anche dall'estero a celebrare queste orge di droga e non solo, con stupri e a volte anche omicidi, ebbene sarebbe opportuno tenere presente anche quello, perché il green pass non dovrebbe essere l'unico problema. (Applausi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti e l'ordine del giorno si intendono illustrati.
Gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli 8 e 9 del decreto-legge si intendono illustrati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.3, 1.8 e 1.9. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.6 (testo 2). Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.10 e 1.11. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.12 (testo 2), mentre il parere è contrario sull'emendamento 1.14. Il parere è favorevole sugli emendamenti 1.16, 1.17 e 1.18. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.20, 1.22, 1.23 e 1.24. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.25, mentre è contrario sugli emendamenti 1.26, 1.27 e 1.28. Esprimo parere favorevole all'emendamento 1.29.
Sugli ordini del giorno, il parere è contrario all'ordine del giorno G1.1, mentre è favorevole agli ordini del giorno G1.100 e G1.5.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Granato, identico all'emendamento 1.2, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 1.4 e 1.5 sono stati ritirati e trasformati negli ordini del giorno G1.100 e G1.5.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Angrisani, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6 (testo 2), presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10 presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.12 (testo 2), presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.13 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.15 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.18 è assorbito.
L'emendamento 1.19 è stato ritirato.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dalla senatrice Angrisani, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1.21 è stato ritirato.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.22, presentato dai senatori Malan e La Russa, fino alle parole «di maternità», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.23.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.24.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, l'emendamento 1.24 e numerosi altri emendamenti seguenti chiedono di equiparare le misure dettate dall'emergenza, tanto è vero che sono motivate esplicitamente come tali nelle premesse, e fanno parte di un decreto-legge che, per definizione, deve essere di straordinaria necessità ed urgenza. Non si capisce perché queste e altre norme introdotte dal provvedimento durano spesso fino al 15 giugno, quando all'epoca dell'emanazione del decreto-legge lo stato d'emergenza terminava assai prima e adesso termina comunque il 31 marzo. Evidentemente c'è una tendenza al fine emergenza mai. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.25, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.26, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.28, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.29, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
PAGANO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, devo correggere un errore nel parere espresso poc'anzi. Sull'ordine del giorno G1.5, già emendamento 1.5, il parere della Commissione è contrario.
RICCIARDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICCIARDI (M5S). Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G1.1.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.100.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, in merito all'ordine giorno G1.100, che è stato approvato dalla Commissione, presentato a mia prima firma a seguito del ritiro dell'emendamento 1.4, sempre del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, a mia prima firma, le chiedo, come già è avvenuto in Commissione, di porre comunque in votazione l'ordine del giorno, proprio per dare maggior forza al messaggio in esso contenuto.
L'ordine del giorno in esame è un impegno che si chiede al Governo, che ha consentito a darlo e quindi la votazione è un atto che dà più forza allo stesso Esecutivo nel portare avanti il proprio impegno, relativo agli indennizzi per gli eventuali danni derivanti dalle vaccinazioni raccomandate. Ben sappiamo che i vaccini obbligatori prevedono un indennizzo in caso di danni. Con le recenti misure impostate dal Governo si è estesa la platea delle persone soggette ad obbligo vaccinale, che si avvicina ai 30 milioni - non ho un dato esatto - comprendendo tutti gli over cinquanta e tutte le persone impegnate nel sistema sanitario, nelle Forze dell'ordine e nell'istruzione, che sono coperte dalla legge che prevede un indennizzo. Restano ancora escluse, al momento, le persone che non hanno un obbligo, ma hanno una forte raccomandazione a vaccinarsi. È una battaglia che come Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione abbiamo portato avanti sin dall'inizio della campagna vaccinale. Più e più volte abbiamo presentato questo emendamento, che purtroppo non ha mai avuto esito. Questa volta, anche in virtù di una sentenza della Corte costituzionale, il resto dei Gruppi parlamentari ha aderito alla nostra iniziativa e, come avete visto, ha apposto tramite il proprio Capogruppo la firma a questo ordine del giorno, derivante dall'emendamento 1.4. È giusto dire che vi erano anche altri emendamenti delle altre forze di maggioranza e dell'opposizione, come ha ricordato il collega Malan. C'è stata quindi una forte convergenza.
Esistevano quindi tutte le condizioni per approvare l'emendamento già nel provvedimento in esame. Purtroppo, ancora, per una mancanza di alcuni tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze o della Ragioneria - non l'abbiamo ancora ben capito - non si è riusciti a perfezionare la copertura in tempo utile. Quindi rimandiamo al prossimo provvedimento utile, che il Governo prenderà già la prossima settimana: su questo c'è un impegno chiaro da parte del Governo ai massimi livelli. Riteniamo dunque che l'ordine il giorno sia un ottimo successo, perché il tema verrà risolto la settimana prossima, ancor prima dell'eventuale conversione del decreto-legge in esame, che potrebbe avvenire alla Camera dei deputati tra sette giorni. È quindi la strada più breve, che permette di risolvere un problema, attenzionato da tantissimi cittadini. Quindi l'impegno per il Governo è chiaro. L'auspicio è che venga confermato e che venga fatta giustizia per chi fosse danneggiato da un vaccino, che è stato fortemente suggerito e raccomandato dallo Stato. (Applausi).
VALENTE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTE (PD). Signor Presidente, intervengo solo per amore della verità e per l'onestà intellettuale dovuta all'Assemblea e per dare conto dei lavori dell'intera Commissione. Non ho nulla in contrario rispetto alla proposta avanzata dal senatore Augussori di mettere ai voti l'ordine del giorno in esame, ma vorrei ricordare a tutti, per dare giustizia ai lavori svolti, che quell'ordine del giorno è il frutto di più emendamenti, che sostanzialmente ponevano la questione degli indennizzi. (Commenti). Sì Luigi, aggiungo. Più emendamenti presentati sullo stesso punto sono stati ritirati e insieme abbiamo condiviso un percorso che ha portato alla redazione di questo ordine del giorno. Il principio di fondo comune è che crediamo utile, opportuno e indispensabile affermare oggi, anche alla luce di una scelta chiara del Governo di andare sostanzialmente non solo verso un sostegno vero, serio e strutturato alla campagna di vaccinazione, ma anche verso l'obbligo vaccinale per alcune categorie, il principio dell'indennizzo per tutti quelli che sceglieranno di arrivare al vaccino.
Riteniamo importante anche il fatto che il Governo si assuma sostanzialmente questo impegno a fronte di una larghissima condivisione di questa chiara volontà del Parlamento.
TONINELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TONINELLI (M5S). Signor Presidente, anch'io intervengo sull'ordine del giorno G1.100 della Commissione per dire una cosa semplice. Si dice che un ordine del giorno non si nega a nessuno, però ci sono degli ordini del giorno che invece hanno un valore molto più importante di questo modo di dire e questo rientra proprio tra i pochi ordini del giorno che debbono essere ascoltati e soprattutto attuati.
Nel dispositivo non c'è scritto: «a valutare», ma dice al Governo di garantire entro un determinato tempo ristretto. C'è un accordo di tutte le forze politiche su questi contenuti; c'è un impegno scritto del Governo. Già dalla prossima settimana lavoreremo sugli altri decreti anti-Covid e, laddove non vedremo che il Governo si attiva per l'imminente decreto ristori e sostegni, agiremo in forma emendativa e non con ordini del giorno.
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, intervengo anch'io per dire che in Commissione affari costituzionali c'è stata una discussione molto importante sulla questione dell'indennizzo. Siamo arrivati a un impegno del Governo che abbiamo definito a scadenza.
La Corte costituzionale si è più volte pronunciata sulla questione degli indennizzi, che vanno dati anche per i vaccini non obbligatori. È dovere di questo Parlamento e del Senato agire per una norma specifica su questo. È un dovere; non è un emendamento o un ordine giorno come gli altri. Invito i colleghi a mantenere la comunità di intenti trovato in Commissione, ad approvare questo ordine del giorno e al prossimo provvedimento, come dice l'ordine del giorno stesso, noi non transigeremo più perché è un dovere parlamentare, altrimenti ci facciamo scrivere le leggi da altri organi. Anche se si tratta di organi costituzionali ed è giusto che facciano ciò che prevede la Costituzione, noi siamo altrettanto un organo costituzionale e abbiamo il dovere di legiferare su questo. Non possiamo rimanere bloccati da una relazione tecnica o da questioni economiche perché - ripeto - è nostro dovere legiferare su questo.
MANTOVANI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANTOVANI (M5S). Signor Presidente, intervengo per ritirare l'ordine del giorno G1.5.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno G1.100, di cui volevo sottolineare l'importanza.
Ha ragione il senatore Toninelli quando dice che siamo abituati a ordini del giorno che spesso vengono disattesi o dimenticati. Vorrei ricordare che su questo c'è un impegno formale del Governo con dei tempi anche precisi.
Voglio ringraziare il presidente della 1a Commissione, senatore Parrini, per il lavoro che per primo ha svolto per coordinare e portare a questo risultato. Tutti avremmo voluto l'approvazione degli emendamenti e, quindi, di una norma precisa nella conversione del decreto, ma l'impegno sottoscritto anche dal Governo in questo ordine del giorno credo sia molto importante e potrà dare delle risposte efficaci in virtù della sentenza della Corte, a tutti i cittadini.
GALLONE (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLONE (FIBP-UDC). Signor Presidente, anche Forza Italia è moderatamente soddisfatta di questo ordine del giorno, sebbene anche noi avremmo voluto un emendamento specifico. Ringraziamo tutta la Commissione per il lavoro svolto e per aver dato al Parlamento la sua giusta collocazione in termini di sostegno ai cittadini, a qualsiasi cittadino, in questo caso specifico per quanto riguarda la garanzia dell'impegno del Governo, in tempi ben precisi, a garantire indennizzi a chi ha dovuto subire delle invalidità permanenti proprio a causa del vaccino. È una bella pagina che la maggioranza ha scritto e di conseguenza siamo certi che il Governo non si sottrarrà poi all'impegno che oggi prende con questo Parlamento e con tutti i cittadini.
CRUCIOLI (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
CRUCIOLI (Misto). Signor Presidente, intervengo per dire che questo ordine del giorno era un emendamento e che, visto che c'è il consenso di tutte le parti e che l'emendamento era già perfetto, poteva essere votato favorevolmente. Il Parlamento invece, non si sa perché, si è piegato al Diktat del Governo. Ora si dice che si è preso l'impegno e che si poteva votare subito; per questo io non potrò votarlo favorevolmente, pur condividendo nel merito l'iniziativa, e mi asterrò.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'ordine del giorno G1.5 e l'emendamento 1.0.1 sono stati ritirati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.90, 2.18, 2.46 e 2.0.4. Esprimo parere contrario su tutti i restanti emendamenti e sull'ordine del giorno G2.1.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dai senatori Malan e La Russa, identico agli emendamenti 2.2, presentato dalla senatrice Granato, 2.3, presentato dal senatore Paragone, e 2.4, presentato dai senatori Ciampolillo e Martelli.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dalla senatrice Angrisani, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.7, presentato dai senatori Malan e La Russa, fino alle parole «la lettera».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.8.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.90, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 2.10 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.12.
GRANATO (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATO (Misto). Signor Presidente, gli emendamenti 2.12 e 2.13 riguardano sia chi ha avuto eventi avversi alla prima o alla seconda dose del vaccino, sia i guariti, chiedendone la dispensa dall'obbligo vaccinale. Se lo ritenete quantomeno un principio umano, fate un pensierino su queste persone che stanno subendo delle conseguenze gravi sul piano della salute per un vaccino sperimentale che avete imposto con l'obbligo. (Commenti).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.12, presentato dalla senatrice Granato, fino alla parola «vaccinazione».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.13.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.15, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.16, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.17, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.18, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.19, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.20, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.21, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.22, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.23, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.24, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 2.25, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.26, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.27, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.28, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla prima parte dell'emendamento 2.29, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, con l'articolo 2 si introduce l'obbligo vaccinale per categorie come le Forze di polizia, nel cui ambito ci sono diversi casi e uno abbastanza noto.
Mi riferisco al maresciallo dei reparti speciali dei Carabinieri in servizio a Codogno nei mesi di febbraio-marzo del 2020, il quale ha messo a repentaglio la propria vita (anche se il carabiniere deve obbedire agli ordini) nelle condizioni che conosciamo: allora la malattia era sconosciuta ed era ritenuta ancora più pericolosa di quanto poi si è rivelata essere. Eppure era molto pericolosa e sappiamo bene quanti morti ci sono stati in particolare in quell'area, con una mortalità che arrivava anche al 7-10 per cento dei contagiati. Queste sono le condizioni in cui questo maresciallo ha lavorato. Poiché in quel periodo ha contratto la malattia, dalla quale è guarito, egli ha ritenuto di non rivaccinarsi in questo periodo e, di conseguenza, è stato sospeso dal servizio. Dico questo per delineare il quadro.
L'emendamento 2.29, a prima firma della senatrice Rauti, e gli altri a prima firma del senatore Iannone e a mia prima firma vanno nella stessa direzione. Se l'obbligo vaccinale per le Forze di polizia e per le altre categorie per le quali è previsto serve per contenere i contagi (nonostante gli scarsissimi risultati, che anzi definirei fallimentari degli ultimi mesi), allora è necessario per le persone che vanno effettivamente a lavorare e, dunque, sono a contatto con i colleghi o altre persone e non già per chi è a casa in malattia o in congedo di maternità.
È bene che si sappia che, nonostante in Commissione il ministro Lamorgese abbia risposto a una mia domanda dicendo che ciò non succedeva, questo invece accade. Dovete sapere che se una donna in gravidanza o in congedo obbligatorio di maternità non è vaccinata le viene sospeso lo stipendio, anche se magari è l'unico sostentamento che ha. Ripeto: ciò avviene anche se è a casa e non ha alcun contatto con i colleghi.
In primo luogo, mancano le motivazioni. In secondo luogo, trovo che togliere il sostentamento a una donna in maternità (fosse pure una pericolosa criminale), sia una cosa che evito di definire con la parola che ho in mente, limitandomi a dire che non andrebbe fatta per questioni di elementare umanità.
Aggiungo un ulteriore elemento. Abbiamo presentato questi emendamenti, che hanno tutti ricevuto parere contrario, senza che ci sia stata alcuna spiegazione. La Commissione bilancio ha dato parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sostenendo che se tali emendamenti passassero occorrerebbe tirare fuori dei soldi in più per dare lo stipendio alle donne in maternità coinvolte. Ciò significa, quindi, che queste donne non devono vaccinarsi perché altrimenti non c'è copertura. Dico bene, signori della Commissione bilancio? Se anche si vaccinassero, non ci sarebbero le risorse per pagar loro lo stipendio. Allora il Governo sta dicendo che a queste donne si toglie il sostentamento, ma che se si vaccinano non ci sono i soldi. Veramente qui andiamo oltre ogni limite di logica e, francamente, anche di elementare umanità.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.29, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori, fino alle parole «di maternità», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.30.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.31, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.32, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.33, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.34, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, fino alla parola «di».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 2.35 a 2.43.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.44, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.45, presentato dalla senatrice Angrisani, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.46, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.47, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.48, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.49, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.50, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.51, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.52, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.53, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.54, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.55, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.56, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
RICCIARDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICCIARDI (M5S). Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G2.1.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.0.1 e 2.0.2 sono stati ritirati e trasformati nell'ordine del giorno G1.100.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.3, presentato dai senatori Zaffini e La Russa, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.4 (testo 3).
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, pur condividendo lo spirito di questo emendamento, che opera un'azione lodevole e meritevole, voteremo comunque contro, e voglio chiaramente motivarne la ragione che altrimenti non sarebbe comprensibile.
L'emendamento 2.0.4 (testo 3), che ha assorbito il 2.0.5 (testo 3), in origine richiedeva che per alcune categorie di lavoratori pubblici - quelli delle funzioni centrali - venisse concessa una giornata di permesso per poter andare a fare il vaccino. In una prima riformulazione tale permesso è stato esteso a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione e nella terza riformulazione, su nostra richiesta, anche al settore privato. Il Governo ha accolto la riformulazione e ha dato parere favorevole alla proposta di consentire il giorno di permesso in modo equanime ai lavoratori del settore pubblico e di quello privato. Purtroppo, poi, come spesso accade in fase di esame in Commissione bilancio, MEF, Ragioneria generale e quant'altro, sono sorti i soliti problemi di copertura e si è ritornati a una versione precedente. Ben venga - ci mancherebbe - è ottima cosa che venga concesso ai dipendenti pubblici di esercitare il loro dovere-diritto di vaccinarsi, però non vogliamo che si crei una disparità.
Con l'approvazione di questo emendamento avremo lavoratori nel privato con obbligo vaccinale che per vaccinarsi dovranno prendere un giorno di ferie qualora non riuscissero a trovare uno slot disponibile di domenica o nel loro giorno di riposo, e comprendiamo che chi ha l'obbligo vaccinale ha la necessità evidente di farlo il prima possibile. Nel contempo, dipendenti del pubblico che non rientrano nei soggetti con obbligo vaccinale potranno giovare di una giornata di permesso (non una o due ore) a spese della collettività.
Crediamo che questa scelta sia ingiusta. Vorremmo un trattamento identico per i lavoratori del pubblico e per quelli del privato. Se non è possibile, preferiamo che vi sia un'uguaglianza, purtroppo, al ribasso: non vogliamo figli e figliastri, lavoratori pubblici di serie A e lavoratori privati di serie B. (Applausi).
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, vorrei dichiarare il voto favorevole a questo emendamento. Anche a noi piacerebbe un'ulteriore estensione, però questo emendamento ha riassorbito il 2.0.5 (testo 3), presentato in Commissione da Fratelli d'Italia, ragion per cui voteremo a favore perché, almeno per queste categorie, ci sia il permesso retribuito nel giorno in cui si sottopongono al vaccino.
GALLONE (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLONE (FIBP-UDC). Signor Presidente, anche Forza Italia voterà a favore di questo emendamento, pur nella consapevolezza che, piuttosto che niente, è meglio piuttosto, e che almeno una categoria di lavoratori potrà fruire della possibilità di andare a vaccinarsi senza che per questo si perda un giorno di lavoro.
Speriamo sempre e stimoliamo il Governo a trovare le risorse in un secondo momento, al più presto, affinché questa possibilità possa essere estesa ovviamente anche ai lavoratori del settore privato.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.4 (testo 3), presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 2.0.6 è stato ritirato.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dai senatori Ciampolillo e Martelli.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dal senatore Zaffini e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.5, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 3.8 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.9, presentato dai senatori Malan e La Russa, fino alla parola «seguenti».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.12.
Gli emendamenti 3.10 e 3.11 sono stati ritirati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13, presentato dalla senatrice Angrisani.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 3.14 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G3.14.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.15, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.1, presentato dal senatore Toninelli e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.14, presentato dal senatore Toninelli e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.1, 4. 2 e 4.3, identici. Il parere è contrario anche sugli emendamenti 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 4.9, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17, 4.18 e 4.19.
DRAGO (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO (FdI). Signor Presidente, intervengo per segnalare che vi sono diversi emendamenti, a firma dei senatori Ciampolillo e Martelli, che dovrebbero decadere, in quanto i due colleghi non sono presenti in Aula e nessuno li ha fatti propri. Finora li abbiamo votati. (Applausi).
PRESIDENTE. La ringrazio per la segnalazione, senatrice Drago. Intanto, procediamo con l'espressione dei pareri. Poi, se nessuno li farà propri, al momento della votazione gli emendamenti dei proponenti che non sono presenti verranno considerati decaduti.
Invito il relatore a proseguire nell'espressione dei pareri agli emendamenti e agli ordini del giorno presentati all'articolo 4.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.20, 4.21 e 4.22.
MALLEGNI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALLEGNI (FIBP-UDC). Signor Presidente, intervengo per annunciare il ritiro dell'emendamento 4.14.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.23, 4.24 e 4.25. L'emendamento 4.26 è stato ritirato e trasformato in un ordine del giorno. Esprimo parere contrario anche sull'emendamento 4.27 mentre il parere è favorevole sull'emendamento 4.28.
Esprimo infine parere contrario sugli ordini del giorno G4.1, G4.2 e G4.26.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dai senatori Ciampolillo e Martelli, identico agli emendamenti 4.2, presentato dalla senatrice Granato, e 4.3, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Se nessuno lo fa proprio, considero decaduto l'emendamento 4.4. La senatrice Drago mi ha fatto presente che non sono presenti i proponenti di alcuni emendamenti. Posso considerare che la senatrice Granato sottoscrive tutti gli emendamenti della senatrice Angrisani? D'accordo.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 4.10 del senatore Ciampolillo, se nessuno lo fa proprio, lo dichiaro decaduto. Vedo che i senatori Lannutti e Abate chiedono di aggiungere la firma.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.11, presentato dai senatori Malan e La Russa, fino alle parole «il numero».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.12 e 4.13.
L'emendamento 4.14 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.15, presentato dalle senatrici Angrisani e Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.16, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.17, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Senatrice Abate, lei ha fatto propri tutti gli emendamenti a prima firma del senatore Ciampolillo?
ABATE (Misto). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.18, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 4.19.
DRAGO (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO (FdI). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma all'emendamento in esame, di cui abbiamo già discusso in Commissione, perché rappresenta una problematica che ho già esposto in sede di discussione generale, cioè quella relativa agli abitanti delle isole, che sono doppiamente discriminati rispetto ad altri concittadini italiani che decidono di non vaccinarsi, ma che possono circolare nel territorio italiano con un mezzo proprio. È chiaro che dalle isole, non potendo prendere altri mezzi di trasporto per raggiungere la terraferma, a loro è richiesto il super green pass, necessario per l'aereo, il treno e quant'altro, e dunque sono discriminati ulteriormente per questo attraversamento. Qualcuno ha fatto riferimento alla circolare ministeriale di tre giorni fa, del ministro Speranza, che però fa riferimento in particolar modo alle isole minori e quindi dal 10 febbraio in poi chiaramente il problema si porrà anche per loro. Il problema e la limitazione più notevoli riguardano però le isole maggiori, tant'è che vi sono anche comitati spontanei di cittadini, che hanno anche depositato delle petizioni in merito. Nonostante ciò la Commissione non ha votato a favore dell'emendamento in esame. Essendo però io una sognatrice, spero e rimetto tutto nelle mani dei colleghi dell'Assemblea, affinché sia fatta la scelta di un trattamento equo per i cittadini delle isole.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.19, presentato dalle senatrici Angrisani e da altri senatori, fino alla parola «sopprimere».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.20 a 4.23.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.24.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su questo emendamento a prima firma del senatore La Pietra, che chiede l'esenzione per i soli residenti delle piccole isole in ambito regionale. Qui abbiamo degli effetti paradossali, che sono già stati illustrati, di persone che non possono andare in ospedale, perché non hanno il green pass. Ci sono delle isole in cui addirittura non c'è neanche un posto per fare il tampone, all'interno dell'isola, e quindi gli abitanti devono prendere un mezzo pubblico per andare in un'altra isola o per andare sul Continente, sulla terraferma. Ci sono addirittura casi di persone che vorrebbero fare il vaccino, ma non possono prendere il traghetto per andare a fare il vaccino, perché non hanno fatto il vaccino. Sono questioni paradossali, che meriterebbero una certa attenzione, perché riguarda persone reali.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.24, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 4.26 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G4.26.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.27, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.28, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
PAGANO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, vorrei fare una rettifica sui pareri che ho dato sugli ordini del giorno. I pareri sono favorevoli e non contrari sugli ordini del giorno G4.2 e 4.26.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno G4.1 il parere rimane contrario.
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G4.1. In Commissione è successa la stessa cosa.
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G4.2 e G4.26 hanno parere favorevole.
Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G4.2 e G 4.26 non verranno posti in votazione.
Senatrice De Petris, quando ho letto le improponibilità mi risultava che l'emendamento aggiuntivo 5.0.6 (testo 2) a sua prima firma fosse proponibile a condizione che fosse riferito all'articolo 4. Posso farlo votare come emendamento aggiuntivo 4.0.100?
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, quando lo sposta, mi dà la parola.
PRESIDENTE. Lo sto spostando adesso perché sto terminando l'articolo 4. Altrimenti dopo non posso più farlo votare. Lo poniamo in votazione.
Ascoltiamo prima il parere del relatore e poi le lascio la parola per la dichiarazione.
Stiamo parlando dell'emendamento aggiuntivo 5.0.6 (testo 2) che, dalle indicazioni della Presidenza, è proponibile a condizione che sia riferito all'articolo 4. Quindi, io sto terminando l'articolo 4 e lo devo mettere in votazione. Mi deve dare gentilmente il parere il relatore.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, mi sta chiedendo il parere sull'emendamento 5.0.6?
PRESIDENTE. Sì, stiamo parlando dell'emendamento 5.0.6 (testo 2), già emendamento 7.0.1, che si trasformerebbe in emendamento aggiuntivo 4.0.100.
PAGANO, relatore. Sì, il parere è favorevole.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, credo che ci sia qualche problema con il fascicolo.
PRESIDENTE. Stiamo parlando della pagina 57 del fascicolo degli emendamenti. Io ho l'emendamento aggiuntivo 5.0.6 (testo 2) che la Presidenza ritiene proponibile solo se riferito all'articolo 4.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, le posso segnalare le incongruità che rilevo.
L'ordine del giorno G4.2, che risulta presentato dalla senatrice Parente e su cui ci eravamo fermati prima, in realtà è stato votato dalla Commissione e dovrebbe essere indicato come della Commissione. È quello che ha creato il misunderstanding con il relatore, che chiaramente non se lo è visto segnato come ordine del giorno della Commissione. Poi vi sono altri ordini giorni mancanti all'articolo 5. Segnalo che l'emendamento 5.0.6, che è stato bocciato dalla Commissione, mi risultava dovesse essere ritirato in Assemblea e non spostato.
PRESIDENTE. Parliamo dell'emendamento 5.0.6. L'emendamento 5.6 è in parte inammissibile.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). L'emendamento 5.6 è stato ritirato (testo 1). Il testo 2 è stato trasformato in un ordine del giorno, che è stato approvato ed è sparito, ma lo vedremo dopo perché è riferito all'articolo 5.
L'emendamento 5.0.6, che lei adesso sta spostando all'articolo 4, è stato bocciato dalla Commissione (è il tema, ben noto, delle parafarmacie). Adesso lei lo rimette in votazione; ma a me risultava in fase di ritiro. Così era l'impegno; credo che fosse ben noto al Governo.
PRESIDENTE. Io non l'ho ritirato e facevo riferimento alla proponibilità.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Quindi, se lo si mette in votazione, credo che sia opportuno sospendere i lavori per dieci minuti.
PRESIDENTE. Mi scusi, ma il relatore mi ha detto che è favorevole. Io qui ho letto, dalla Presidenza, che l'emendamento 5.0.6 (testo 2) (già 7.0.1), è proponibile a condizione che sia riferito all'articolo 4.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Presidente, anche con i pareri favorevoli...
PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Augussori, io termino la spiegazione. Poi, se il parere del relatore è contrario, io sto gestendo tecnicamente il fascicolo. Questo emendamento lo propongo ora all'articolo 4; altrimenti, secondo le indicazioni della Presidenza, per me non è più trattabile. Per cui io in questo momento sto dicendo che l'emendamento aggiuntivo 5.0.6 (testo 2) è diventato l'emendamento aggiuntivo 4.0.100, del quale chiedo il parere al relatore e successivamente al Governo. Se il relatore mi dice che il parere è favorevole...
PAGANO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, relatore. C'è un equivoco, perché in effetti l'emendamento 5.0.6 è stato votato in Commissione ed è stato bocciato. (Commenti). La Commissione ha dato parere contrario e quindi correggo la mia prima dichiarazione.
PRESIDENTE. Quindi c'è un parere contrario.
PAGANO, relatore. Sì, perché in Commissione è stato bocciato.
PRESIDENTE. Anche altri emendamenti che sono stati bocciati in Commissione sono comunque oggi al voto in Aula. Allora, aspettate, sul parere contrario del relatore voglio il parere del Governo.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, faccio un attimo un excursus. L'emendamento 5.0.6 aveva parere favorevole del Governo; è stato votato in Commissione ed è stato bocciato con 13 voti contro 11 (se non ricordo male). Questo era il già 7.0.1, che aveva parere favore del Governo e che è stato - ripeto - bocciato in Commissione.
PRESIDENTE. Mi scusi, quindi ora il parere del Governo rimane favorevole?
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Il parere rimane lo stesso, ovviamente, perché era favorevole fino a che è stato votato e rimane tale.
PRESIDENTE. Quindi il relatore è contrario e il Governo è favorevole. (Commenti). Scusate, ci sono dei senatori che hanno chiesto la parola; altrimenti io lo metto in votazione; ho tutti gli elementi per poterlo mettere in votazione.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, per essere proprio chiari, io avevo chiesto la parola sul fatto che era stato deciso di spostarlo all'articolo 4. Non sono io che lo sposto: è la condizione di improponibilità che è stata posta dalla Presidenza, se fosse rimasto all'articolo 5. Io so bene quello che è accaduto in Commissione. So bene che vi erano i pareri favorevoli sia del Governo che del relatore, ma in Commissione è stato respinto. Proprio per evitare di creare un ulteriore problema, per un motivo molto semplice, ho presentato il testo 2, che è la riformulazione proposta dal Governo. Noi abbiamo presentato questi emendamenti per la vicenda che riguarda le code e la grande pressione sulle farmacie e per estendere la possibilità di fare i tamponi. Quindi è evidente a tutti che, con la riformulazione del Governo (noi avremmo confidato su questo fatto nel ritirarlo), quest'ultimo poteva procedere verso la possibilità compiuta di applicare questo indirizzo, che in qualche modo è stato dato attraverso la riformulazione del Governo. Io mi trovo francamente adesso... (Brusio).
PRESIDENTE. Posso chiedere all'Aula di abbassare i toni, perché io non sento la senatrice De Petris?
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Per questo le avevo chiesto la parola. Certo, oggi ci troviamo in una situazione molto complicata e difficile. Da questo punto di vista, penso che dovremmo provare a fare un ragionamento abbastanza serio che ho fatto oggi in Commissione e che cerco di riproporre anche in questa sede. Visto che il Governo aveva provato anche a trovare una formulazione, vorrei chiedere al suo rappresentante se ci può essere un impegno per fare in modo che questa operazione possa andare avanti nell'interesse dei cittadini.
CASTALDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTALDI (M5S). Signor Presidente, chiedo scusa ma non ho capito cosa avviene con l'emendamento?
PRESIDENTE. Facciamo intervenire un altro collega e poi ho visto che anche il Governo...
SBROLLINI (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-PSI). Signor Presidente, chiediamo una sospensione e una riunione di maggioranza perché non sono stati rispettati gli accordi.
PRESIDENTE. Proporrei, visto anche l'orario e considerato che siamo tutti stanchi, di accantonare questo emendamento e di andare avanti con le votazioni, portando intanto a termine il fascicolo per poi ritornare su questo emendamento. (Applausi).
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo solo per segnalarle la contrarietà del nostro Gruppo alla sua proposta di prosieguo dei lavori. Ovviamente è una sua prerogativa legittima, però noi non siamo d'accordo a proseguire finché non viene chiarito questo aspetto.
PRESIDENTE. Mi perdoni, senatore Augussori, ma qual è la proposta? Aspetto che si chiarisca cosa? Per me i lavori sono stati svolti sia nelle Commissioni che...
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Le abbiamo chiesto cinque minuti di sospensione, lei ha fatto fare il giro di interventi e c'è stata un'altra richiesta di sospensione. Quantomeno per cortesia istituzionale, visto che si tratta di un emendamento su centoventi, forse sarebbe meglio una riflessione prima di fare passi falsi.
PRESIDENTE. Lei potrà sicuramente confermare con questa mia decisione la mia totale disponibilità. Sospendo per cinque minuti i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 21,59, è ripresa alle ore 22,08).
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, colleghe e colleghi, l'odierna discussione è stata un po' sui generis. Allora, dato che riteniamo che la situazione sia molto critica, oggettiva e riconosciuta da tutti, sul fatto che fare i tamponi antigenici oggi rappresenta una difficoltà oggettiva, abbiamo presentato non il nostro emendamento - voglio essere molto preciso - ma la riformulazione del Governo, perché non ci interessa arrivare a una frizione o a atti di forza.
Chiedo, cioè, al Governo, visto che c'è una riformulazione, di impegnarsi a dare una risposta a questo problema. Per parte nostra, come già avevamo detto e come hanno già fatto i colleghi del MoVimento 5 Stelle, che ringrazio - hanno la nostra stessa identica posizione, sostenuta anche dai colleghi e dalle colleghe del PD - siamo pronti a ritirare l'emendamento.
DESSI' (Misto-PC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DESSI' (Misto-PC). Signor Presidente, proprio oggi credo di aver letto sui giornali che è stata approvata alla Camera una legge, a prima firma Francesco Silvestri, esponente del MoVimento 5 Stelle, che cerca di normare in qualche modo l'attività delle lobby di Camera e Senato.
Personalmente credo che la dialettica che si sta svolgendo su questo emendamento non possa essere limitata a un discorso di lobby, ma debba essere elevata a un discorso di buonsenso.
Tutti noi o i nostri familiari negli ultimi mesi abbiamo effettuato tamponi antigenici e tutti abbiamo visto condizioni e modalità con cui si svolgono: il più delle volte in gazebo bianchi, dal costo di circa 100 euro, un operatore sanitario - non credo un chirurgo di fama internazionale - svolge l'operazione di inserire un bastoncino all'interno del setto nasale dei pazienti. Ebbene, credo che questa operazione semplicissima, a un costo abbastanza basso (15 euro), possa essere effettuata sia nelle farmacie che nelle parafarmacie. Per questo, se la questione non è lobbistica, per cui una parte del Parlamento intende favorire i guadagni delle farmacie e un'altra parte i guadagni delle parafarmacie, mentre tutti vogliamo favorire la qualità della vita degli italiani, già bersagliati dal terrore del virus (Applausi) e dai costi da sostenere, almeno evitiamo il disagio quotidiano - alle famiglie, ai bambini e agli anziani - di dover fare file chilometriche presso un solo centro all'interno dei paesi. Mi sembra una misura che tutti possiamo condividere.
Prego il Governo, che credo abbia già fatto forzature ampie su questo come su altri temi, di favorire almeno l'approvazione dell'emendamento in questione. (Applausi).
CASTALDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTALDI (M5S). Signor Presidente, credo che la saggezza del senatore Errani sia riconosciuta da tutti i componenti di quest'Assemblea. Mi associo alla sua richiesta e attendo un impegno preciso del Governo, anche perché noi gli impegni - lo dico soprattutto al centrodestra e a Italia Viva - li rispettiamo.
I due emendamenti di cui ero primo firmatario sono stati ritirati prima dell'inizio dei lavori in Aula; si era lasciato un emendamento, a dimostrazione del fatto che si trattava della riformulazione della volontà del Governo, e per dare quantomeno una possibilità di intervento in Aula. Ci siamo trovati con il centrodestra e Italia Viva che hanno mandato sotto il Governo in Commissione. Assumiamo questo atto di responsabilità, ma lo chiediamo anche con un intervento in Aula al Governo.
Dispiace, e penso soprattutto agli amici di Italia Viva, che - ricordo - tempo fa si sono stracciati le vesti affinché i dentisti potessero fare delle punturine, salvo poi scoprire chi era il dentista e chi l'importante esponente politico che ne avrebbe potuto usufruire. (Applausi).
Qui non si tratta di chi difende un ordine professionale e di chi gli va contro: si trattava solo di dare un servizio in più ai cittadini. (Applausi). Speriamo che il Governo si impegni su questo fronte. (Applausi).
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Ringrazio il senatore Errani perché ha indicato una via mediana e, quando c'è una via mediana, è più facile per ognuno di noi raggiungere la destinazione. Quindi, da parte mia e del Governo vi è chiaramente il massimo impegno a perseguire la via mediana e a trovare una soluzione che non ci divida in un momento come quello attuale. (Applausi).
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, ritiriamo l'emendamento dal momento che il Governo ha assunto questo impegno. (Applausi).
CRUCIOLI (Misto). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRUCIOLI (Misto). Signor Presidente, se ho capito bene, l'emendamento verrebbe ritirato; se è così, chiedo di farlo mio e di votarlo.
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, essendo stato bocciato in Commissione, non posso che esprimere parere contrario.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, credo di aver dato un messaggio molto chiaro, ovvero quello di evitare divisione e di seguire una via mediana. A questo punto il parere è contrario.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, come lei sa, per questo avevamo chiesto un impegno anche al Governo: ovviamente, nel ritirare l'emendamento, pensiamo di trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. La senatrice De Petris, nel ritirare l'emendamento 5.0.6, intende trasformarlo in ordine del giorno. (Commenti).
Colleghi, siamo sufficientemente adulti. Se ho l'indicazione della prima firmataria dell'emendamento, che mi corregge nella mia interpretazione del ritiro tout court, dicendomi che la sua volontà è la trasformazione in ordine del giorno, io debbo rispettare la volontà del primo firmatario dell'emendamento. Quindi, mi scuso personalmente con la senatrice De Petris per aver anticipato in maniera errata l'intenzione del proponente.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, anche io vorrei chiarire ai colleghi che per noi l'ordine del giorno non è l'emendamento. L'ordine del giorno è l'impegno nei termini in cui l'ha preso il Governo in quest'Aula.
CASTALDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTALDI (M5S). Signor Presidente, chiediamo l'autorizzazione alla senatrice De Petris a sottoscrivere questo ordine del giorno come Gruppo MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Aggiungo con le intenzioni come espresse dal Governo. Lo ha appena dichiarato il Governo come intende sviluppare l'ordine del giorno in questione.
QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)). Signor Presidente, è molto apprezzabile lo sforzo di mediazione che viene sia dal senatore Errani sia dal Governo. Ora, però, il senatore Errani ha specificato che l'ordine del giorno non è il contenuto dell'emendamento. Evidentemente, c'è un impegno del Governo a riconsiderare la questione dei tamponi. Io - per esempio - pur sapendo che la mia è una posizione laterale, ritengo che in questa fase della pandemia non bisognerebbe fare qualcosa che facilita quella che è diventata una moda, ma che certamente non va bene, e cioè fare troppi tamponi.
I tamponi, in questa fase, non vogliono dire quasi nulla, perché il virus si è modificato. Questo, però, è un mio parere. Quindi, vorrei conoscere il testo dell'ordine del giorno in questione: se si tratta di un impegno del Governo a riconsiderare il problema dei tamponi e, quindi, anche a prendere in considerazione le problematiche che sono state portate avanti, questa Aula lo può votare all'unanimità.
Se, invece, il testo dell'ordine del giorno è la ripresa del contenuto dell'emendamento, evidentemente c'è un contrasto di fondo, che è legittimo. Quindi, non è una via mediana, ma è una via confusa, perché si prende il contenuto di un emendamento su cui c'è stato una bocciatura e lo si mette all'interno di un ordine del giorno.
Signor Presidente, vorremmo pertanto sapere qual è il contenuto dell'ordine del giorno.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, in risposta al senatore Quagliariello, posso dire che il contenuto dell'ordine del giorno è molto chiaro e non ci sono equivoci. Abbiamo chiesto, prima di ritirare l'emendamento - come lei sa - di avere un impegno che in questa Aula si assume non solo con le parole - ma evidentemente è così - e quindi un pronunciamento da parte del Governo. Il Governo è stato molto chiaro e ha detto delle cose ben precise, tenendo conto delle questioni che sono state poste dall'emendamento - cioè dal fatto che noi abbiamo un problema di pressione molto forte in questo momento da parte dei cittadini per quanto riguarda i tamponi - della discussione svolta in Commissione e in Assemblea e delle ispirazioni date anche dal nostro emendamento.
Intendo quindi formulare l'ordine del giorno esattamente nel senso partito dalla situazione che deve affrontare e come è stato illustrato dal sottosegretario Sileri, il quale ha detto che il Governo, vista la situazione di pressione molto forte e di sofferenza dei cittadini per quanto riguarda la possibilità di poter effettuare i tamponi rapidamente, si impegnerà a trovare una soluzione tecnica. Queste sono esattamente le parole pronunciate dal Governo.
MIRABELLI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MIRABELLI (PD). Signor Presidente, intervengo solo per chiedere alla senatrice De Petris di sottoscrivere come Gruppo l'ordine del giorno in esame.
PRESIDENTE. Chiedo cortesemente un po' di collaborazione all'Assemblea. Chiederò alla senatrice De Petris un testo scritto, perché le sottoscrizioni sono da parte del MoVimento 5 Stelle e da parte del PD. (Applausi). Nel frattempo chiedo, se è possibile, un accantonamento, per dare alla senatrice la possibilità di scrivere il testo dell'ordine del giorno sul quale l'Assemblea sarà chiamata, così come il relatore e il Governo, ad esprimere il proprio parere, e quindi di andare avanti.
Se nessuno pone obiezioni, accantono l'ordine del giorno in attesa del testo scritto, che sarà sottoposto al relatore e al Governo, per procedere con i pareri all'articolo 5.
Invito il relatore e il Governo a pronunziarsi sugli emendamenti all'articolo 5.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 5.1 e 5.2. L'emendamento 5.3 mi risulta trasformato in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Purtroppo ciò non risulta alla Presidenza. Senatrice Parente, l'emendamento 5.3 è stato trasformato in ordine del giorno?
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, l'emendamento 5.3 è stato trasformato in ordine del giorno e accolto dal Governo. Questo è quello che è successo in Commissione.
PAGANO, relatore. C'è qualche problema.
PRESIDENTE. Allora lo ritira?
PAGANO, relatore. Signor Presidente, ravviso alcune incongruenze nel fascicolo per l'Assemblea. Ho il dovere di dirlo, perché ciò mi ha indotto in errore in più di un'occasione.
È vero, a me risulta che l'emendamento 5.3 sia stato trasformato in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sì, ma sono due momenti differenti. Se la senatrice Parente mi dice che l'emendamento 5.3 è ritirato, lo considero ritirato e suppongo sia stato presentato l'ordine del giorno 5.1.
Senatrice Parente, le chiedo se risponde a verità.
PARENTE (IV-PSI). Sì, io non so perché non sia presente nel fascicolo, essendo stato approvato dalla Commissione.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, come stavo anticipando prima, ci sono dei problemi all'articolo 5. Ci sono cioè degli emendamenti trasformati in ordini del giorno che, nel fascicolo, mancano. Mi riferisco all'emendamento 5.3 della senatrice Parente; resta nel fascicolo l'emendamento da votare, ma in realtà è stato ritirato, trasformato in ordine del giorno e approvato. Lo stesso vale per l'emendamento 5.5, del senatore Vitali, con la famosa tabella che, su richiesta del Governo, è stato trasformato in ordine del giorno e poi accolto. Nel testo non c'è.
Poi ci sono gli emendamenti 5.6, 5.7, 5.8, 5.9 e 5.10, di cui è rimasto nel fascicolo il testo 1, che in realtà è stato superato da un testo 2, che è stato trasformato in cinque ordini del giorno, tutti approvati.
Quindi, per l'articolo 5 il fascicolo è completamente errato.
PRESIDENTE. Senatore Augussori, c'è una differenza tra il fascicolo per la Commissione e il fascicolo per l'Assemblea. Se si tratta di ordini del giorno approvati in Commissione, non so se sono stati riproposti poi in Assemblea. Se non sono stati riproposti per l'Assemblea, non li troviamo nel fascicolo.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, dovremmo trovare i testi 2, che procediamo qua a trasformare in ordini del giorno. Non può sparire sia l'ordine giorno che il testo 2.
PRESIDENTE. Probabilmente non sono stati presentati per l'Assemblea.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Come no? Ci sono comunque degli ordini del giorno approvati, che devono essere presenti nel fascicolo, come Commissione.
PRESIDENTE. Accolti o approvati?
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Su questi non c'è stato il voto.
PRESIDENTE. Quindi sono stati accolti: non li avete votati, non sono stati approvati e non sono stati riproposti per l'Assemblea.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Ce ne sono altri che sono qua presenti, anche se sono stati accolti e non votati.
PRESIDENTE. Sono stati approvati e sono quelli che compaiono anche nel fascicolo per l'Assemblea. Quelli che sono stati accolti in Commissione non vengono riproposti in Assemblea. Siamo tutti colleghi e seguiamo tutti le stesse procedure. Quindi, ritengo il fascicolo assolutamente corretto. Se la senatrice Parente mi dice che l'emendamento 5.3...
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, voglio dire una cosa al riguardo.
Non è così. Per come è stato composto il fascicolo, ci sono alcuni emendamenti di un articolo precedente che sono stati accolti e sono stati qui riproposti. Quelli all'articolo 5 non li ritroviamo.
PRESIDENTE. Senatrice Parente, sono stati approvati o accolti?
PARENTE (IV-PSI). Quelli all'articolo 2 - mi pare - sono stati accolti e sono contenuti nel fascicolo. Non è il criterio che dice lei che è giusto; ma, per come è stato composto il fascicolo, alcuni testi accolti sono presenti e altri testi accolti non lo sono. Quelli all'articolo 5 non sono presenti. Lo stesso criterio, relativo al fatto di essere accolti, è stato applicato per alcuni articoli e per altri no.
PRESIDENTE. Chiedo al presidente della Commissione, senatore Parrini, di intervenire, per chiarire all'Assemblea e alla Presidenza come è stato svolto il lavoro per i testi accolti e approvati e, quindi, per la loro riproposizione in Assemblea.
PARRINI (PD). Signor Presidente, la regola prevede che i testi in Commissione accolti, perché c'è un parere favorevole da parte del Governo al testo presentato, esauriscono la loro vita in quel momento, in Commissione. Soltanto quelli che vengono ripresentati per l'Assemblea vengono sottoposti al voto dell'Assemblea. Quindi, il mistero è facilmente chiarito.
PRESIDENTE. Siamo arrivati all'emendamento 5.3, che mi risulta ritirato, perché rientra tra quelli accolti in Commissione.
Mi conferma il ritiro dell'emendamento 5.3, senatrice Parente?
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, confermo il ritiro, ma mi rimane il seguente dubbio: perché gli ordini del giorno precedenti sono presenti nel fascicolo e gli altri no?
PRESIDENTE. Credo che la spiegazione del senatore Parrini sia stata molto chiara, senatrice Parente. Eventualmente in sede di Commissione vi chiarirete ulteriormente.
Senatore Pagano, possiamo andare avanti.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 5.4.
Mi rivolgo al presidente Parrini. L'emendamento 5.5 è stato ritirato e l'ordine del giorno è stato approvato in Commissione e finisce lì. Giusto?
PRESIDENTE. È stato accolto in Commissione. Senatore Pagano, qual è il parere sull'emendamento 5.12?
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario. Esprimo altresì parere contrario sull'ordine del giorno G5.1.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 5.6 e 5.9 sono parzialmente inammissibili.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, l'emendamento 5.6 è chiaramente parzialmente inammissibile ed è il motivo per cui era stato presentato un testo 2. Lo stesso vale per gli emendamenti identici degli altri Gruppi.
Non avendo alcun interesse che venga approvato in questa sede il primo testo ed essendo soddisfatti dell'accoglimento dell'ordine del giorno in Commissione, potrei trasformarlo in ordine giorno per farlo accogliere anche in questa sede, ma non allunghiamo inutilmente i tempi, essendoci già stato un passaggio in Commissione. Suggerisco anche agli altri Gruppi di fare altrettanto. Noi ritiriamo l'emendamento 5.6; gli altri possono ritirare i successivi.
PRESIDENTE. Rimarrebbe l'emendamento 5.9. Senatore Malan, lo ritira anche lei?
MALAN (FdI). Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Senatore Quagliariello, l'emendamento 5.10 presenta la medesima tipologia di problema: c'è un'ammissibilità parziale. I colleghi Augussori e Malan hanno optato per il ritiro dei medesimi.
QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)). Signor Presidente, lo ritiro anch'io.
PRESIDENTE. Invito il relatore a pronunziarsi sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo 5.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 5.0.5 e 5.0.7.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dalla senatrice Granato, identico all'emendamento 5.2, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 5.3 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti da 5.5 a 5.11 sono stati ritirati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.12, presentato dal senatore Zaffini e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.1, presentato dalla senatrice Parente.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 5.0.1 e 5.0.3 sono improponibili.
Gli emendamenti 5.0.2 e 5.0.4 sono stati ritirati.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.5, presentato dalla senatrice Granato, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.7, presentato dai senatori Malan e La Russa, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, essendoci stata un po' di discussione al riguardo, vorrei essere certa che l'emendamento 5.3 è stato ritirato e trasformato in un ordine del giorno, come è stato accolto in Commissione.
PRESIDENTE. Il presidente Parrini ha già dichiarato che tutto ciò che è stato accolto in Commissione ha terminato la sua fase in Commissione. Quindi, risulta accolto in Commissione.
PARRINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Vista la preoccupazione da parte della senatrice Parente, vorrei provare a rassicurarla con parole chiare.
Il fatto che l'ordine del giorno sia stato oggetto di un parere favorevole e di un accoglimento in Commissione significa, in termini procedurali, che l'Aula non si pronuncia nuovamente su quell'ordine del giorno, e cioè nuovamente non viene alla sua attenzione. Termina la sua vita in questo senso, ma il significato politico non termina, perché ci sono stati in Commissione un accoglimento e un parere favorevole del Governo.
Quindi, la senatrice Parente deve sentirsi lieta del fatto che la sua posizione è stata accolta dal Parlamento. (Applausi).
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Io sono felice e conosco un po' il Regolamento. (Commenti). Ma - scusate - siccome ho notato un'incongruenza tra alcuni emendamenti e ordini del giorno che sono stati rimessi nel fascicolo, c'è una preoccupazione in più al riguardo. (Commenti). Era un ordine del giorno mio, che è presente nel fascicolo, e questo invece non c'è.
PARRINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Presidente Parrini, io le ridò la parola e spero che sia chiarificatrice di qualunque dubbio, al fine di poter andare avanti.
Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, la potenza chiarificatrice delle mie parole purtroppo non dipende soltanto dalle mie parole. (Applausi).
Allora, provo a ridirlo. In Commissione ci sono stati degli ordini del giorno che hanno ricevuto un parere favorevole del Governo e sono stati accolti. Quindi, c'è stata politicamente una decisione di condivisione del contenuto di quegli ordini del giorno, che i senatori presentatori possono far valere in tutte le sedi pubbliche e private. Quegli ordini del giorno non vengono esaminati dall'Aula e non giungono alla sua attenzione. Se invece ci sono ordini del giorno che in Commissione sono stati approvati o che, pure accolti, sono stati ripresentati per l'Aula, vengono all'esame e all'attenzione dell'Aula. Non c'è alcuna incongruenza e soprattutto vorrei dire che non ci sono ordini del giorno di serie A o di serie B, a seconda che vengano o non vengano esaminati in Aula. Gli ordini del giorno sono di serie A o di serie B a seconda che vengano o meno condivisi. Quindi, tutti quelli condivisi sono figli allo stesso titolo della stessa approvazione e condivisione. (Applausi).
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1, identico agli emendamenti 6.2, 6.3 e 6.4.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, farò una dichiarazione di voto brevissima, perché non voglio abusare della sua pazienza. Abbiamo già ampiamente argomentato in Commissione il motivo per cui manteniamo questo emendamento soppressivo e chiediamo di votarlo. La norma transitoria che trasforma nelle feste natalizie le zone bianche in zone gialle è l'unico punto che il nostro movimento, anche in sede di Governo, non ha pienamente condiviso. I nostri tre Ministri hanno espresso una riserva, quindi il nostro emendamento è conseguente. Intendiamo votare questo emendamento soppressivo, perché riteniamo che... (Brusìo). Va bene, vado avanti ugualmente, grazie per l'aiuto.
Riteniamo che questo articolo, questo passaggio transitorio, vada a sminuire l'azione del Governo e a renderla inefficace, perché l'azione del Governo è stata meritoria nell'individuare delle zone colorate (le famose Regioni gialle, bianche, arancioni, rosse e via dicendo), e i cittadini hanno imparato a regolarsi di conseguenza. Quindi un comportamento corretto da parte della cittadinanza ottiene una risultanza premiale. Se il Governo con questo articolo 6 temporaneamente decide di sopprimere la situazione premiale - mi si conceda questo termine un po' particolare - viene meno l'attenzione del cittadino a tenere un comportamento consono, perché capisce che non c'è più una logica di bastone e carota, ma solo di bastone e bastone. Quindi è indifferente l'attenzione da parte del cittadino.
In quest'ottica, proprio per non smentire la linea politica del Governo, riteniamo che l'articolo 6 sia sbagliato e manteniamo l'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Augussori, identico agli emendamenti 6.2, presentato dai senatori Malan e La Russa, 6.3, presentato dal senatore Paragone, e 6.4, presentato dalla senatrice Granato.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 6.5 e 6.0.1 sono stati ritirati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 7.1, 7.2, 7.3, 7.4, 7.5, 7.6 e 7.7. Invito al ritiro dell'ordine del giorno G7.1, perché a mio giudizio è stato già votato in Commissione.
PRESIDENTE. Senatore Rufa, accoglie l'invito a ritirare l'ordine del giorno? (Commenti). Senatore Augussori, vedo i presentatori dell'ordine del giorno e chiedo a loro se intendono accettare l'invito al ritiro.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Se è la versione riformulata, è un errore che sia qua, o comunque va votata; se è la vecchia versione, è ovvio che va ritirata. Se è la vecchia versione, come è stato detto, è stata riformulata.
PRESIDENTE. Questo è quello che mi ha detto il relatore. È per questo che faccio riferimento ai proponenti, che sapranno se è la versione originale o riformulata.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Sì, sulla base di quello che è stato detto.
PRESIDENTE. Senatore Augussori, il senatore Rufa saprà se è la versione precedente o riformulata: l'ordine del giorno è suo. Senatore Rufa, intende intervenire?
RUFA (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, sinceramente non lo sapevo. È evidente che ci sia qualche dubbio. Accetto l'invito al ritiro dell'ordine del giorno originario e, visto che è stato riformulato, accetto la riformulazione. In Commissione è stata accettata e la scelta è questa.
PRESIDENTE. Questo non il testo 2, ma è il testo 1 e il senatore Rufa lo ha ritirato.
Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti presentati all'articolo 7.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, mi collego a quanto detto dal senatore Parrini poc'anzi, altrimenti si continua con questa confusione.
Gli ordini del giorno accolti in Commissione sono accolti, punto. Quello del senatore Rufa, salvo che non sia un altro ordine del giorno (e non lo è, perché è la versione vecchia non riformulata), dovrebbe essere stato ritirato e quindi non va votato, né altro. Il parere è favorevole non su questi ordini del giorno già accolti in Commissione e che qui, salvo che non vengano ripresentati da altri o che qualcuno non voglia votare l'ordine del giorno iniziale, non devono essere nemmeno votati, ma dovrebbero essere ritirati.
Sugli emendamenti il mio parere è conforme a quello espresso dal relatore. Sugli ordini del giorno già accolti in Commissione ribadisco invece quanto appena detto.
BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'emendamento 7.3, ma chiedendo al Governo un supplemento di controllo e attenzione.
Nei controlli per il rispetto del super green pass sono impiegati anche i Carabinieri forestali. È evidente che, così com'è stato approfondito in Commissione, i Carabinieri forestali sono agenti di pubblica sicurezza. Il punto non è questo, quanto quello che fra le funzioni ordinarie assegnate al Corpo non vi è quella del controllo dell'ordine pubblico generalizzato. Al di là di quanto disposto dalla circolare, alcuni comandanti regionali e il Comando generale avevano sollevato la possibilità di impiegare o meno, a legge vigente, gli agenti dei Carabinieri forestali per questa funzione (con riferimento all'aspetto della tranquillità e della sicurezza dell'impiego di queste unità).
L'emendamento, inserendo e citando espressamente i componenti del Corpo forestale, era volto a dare una copertura a questi agenti delle nostre Forze dell'ordine nei servizi che chiediamo loro di applicare.
Quindi, al di là della parte della copertura già prevista, ritiro l'emendamento - ci mancherebbe - ma chiedo al Governo di verificare che quei servitori dello Stato stiano svolgendo quelle funzioni in tranquillità per tutti, perché diversamente sarebbe un problema. Noi facciamo uno sforzo in più, assegnandoli a un compito diverso; facciamo in modo che possano farlo in sicurezza per i cittadini e per loro stessi.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dalla senatrice Granato, identico all'emendamento 7.2, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 7.3 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.4, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.5, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.6, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.7, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 7.8 e 7.9 e l'ordine del giorno G7.1 sono stati ritirati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno riferiti all'articolo 8 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno G8.1.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dalla senatrice Granato, identico all'emendamento 8.2, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.3, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.4, presentato dai senatori Malan e La Russa, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.1, presentato dai senatori Malan e La Russa.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti identici 9.1 e 9.2 e favorevole sull'emendamento 9.3 (testo 3). Sull'emendamento 9.0.1 esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Può esprimere il parere anche sulla proposta di coordinamento?
PAGANO, relatore. Esprimo parere favorevole, Presidente.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dalla senatrice Granato, identico all'emendamento 9.2, presentato dal senatore Paragone.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.3 (testo 3), presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Gli ordini del giorno G9.1 e G9.2 sono inammissibili e gli ordini del giorno da G9.3 a G9.6 sono improponibili.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.1, presentato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 9.0.2, 9.0.3 e 9.0.4 sono improponibili.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di coordinamento 1, presentata dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Colleghi, è pervenuto il testo dell'ordine del giorno G4.0.100. Senatrice De Petris, vuole leggerlo?
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Presidente, prego il rappresentante dal Governo di leggere.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Visto il tema posto con l'emendamento 5.0.6 (testo 2), si impegna il Governo «a individuare le soluzioni più adeguate per assicurare la più ampia disponibilità per l'accesso dei cittadini alla fruizione di tamponi antigenici».
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame.
PAGANO, relatore. Signor Presidente, esprimo un parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno.
SILERI, sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il Governo lo accoglie.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.0.100 non verrà posto ai voti.
Passiamo alla votazione finale.
PARENTE (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARENTE (IV-PSI). Signor Presidente, siamo felici di convertire senza fiducia il decreto-legge n. 172 del 26 novembre 2021; per noi parlamentari è una questione importante, naturalmente. Siamo consapevoli che questa è la prima di una lunga serie di decreti-legge.
Il virus, purtroppo, ci ha abituati a trattare l'epidemia per fasi, e questa è una fase in cui, data la recrudescenza dei contagi e l'arrivo di una nuova variante, siamo costretti a prendere provvedimenti, da una parte, di contenimento dell'epidemia, e dall'altro, di cambiamento di approccio all'epidemia stessa.
Molti scienziati del mondo ci dicono che questo può essere l'inizio dell'endemizzazione dell'epidemia; è molto probabile.
Credo che la discussione che c'è stata oggi in quest'Aula, anche in merito alla questione tamponi, indichi che dobbiamo cambiare la modalità di approccio e dobbiamo piuttosto accompagnare e rassicurare la popolazione su quando e come fare i tamponi e qual è il tampone giusto.
Mi spiace che ci siano state alcune dichiarazioni pubbliche un po' pesanti, ma riteniamo che la discussione che c'è stata tra di noi sia stata molto importante, perché nell'alveo dell'impalcatura legislativa che abbiamo, e mi riferisco all'emendamento sulla questione dei tamponi.
Ribadisco che mi spiace molto dover constatare che sono state usate parole pesanti in alcune dichiarazioni pubbliche.
Nel dichiarare il mio voto favorevole, chiedo alla Presidenza l'autorizzazione a consegnare il testo scritto del mio intervento e chiederei anche a chi fa talune dichiarazioni pubbliche di avere un confronto sui temi che abbiamo affrontato. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 22,59)
ZAFFINI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Senatore Zaffini, mi permetto di ricordarle, possibilmente, di contenersi nei cinque minuti.
ZAFFINI (FdI). Signor Presidente, sarebbero dieci i minuti, ma interverrò davvero rapidamente.
Fratelli d'Italia, ovviamente, voterà contro questo provvedimento, per una serie di circostanze che attengono al metodo, che possiamo facilmente sintetizzare col fatto che, se non siete capaci, perché state dimostrando di non essere più capaci, allora ponete la trentaseiesima o trentasettesima fiducia. Almeno non ci prendete in ostaggio in Aula per le vostre incapacità.
Per quanto riguarda il merito, dobbiamo purtroppo constatare che ancora si insiste sui provvedimenti coercitivi e, invece, non si adottano i provvedimenti di contenimento sanitario. Non li spiego, ma, per esempio, collega Sileri, sono la ventilazione forzata nelle aule scolastiche, il potenziamento dei trasporti, le terapie domiciliari, l'aggiornamento dei vaccini (perché ormai anche l'OMS ha detto che con i vaccini vecchi è inutile continuare a vaccinare), il tracciamento (che noi abbiamo perso completamente) e il sequenziamento (ancora più importante, che noi non stiamo facendo in misura sufficiente).
Non siamo riusciti a coinvolgere ancora i medici di medicina generale sulla necessità di arrivare a vaccinare i sei milioni di italiani che ancora non si sono vaccinati. Dovremmo valutare attentamente la vicenda dello screening anticorpale. Ricordo che la Svizzera ha adottato questa metodologia per rilasciare addirittura un documento come il green pass. Rispetto a tutte queste inadempienze, è del tutto evidente che non possiamo continuare a operare coercizioni delle libertà individuali e delle libertà di impresa. Questa non è un'attenuante generica del fatto di non riuscire ad adottare i provvedimenti sanitari, che invece sono necessari.
Concludo con una battuta. Siamo rimasti impegnati, per una giornata, un pomeriggio e una nottata, per convertire un decreto-legge morto, perché ogni provvedimento è stato superato dai tre successivi decreti. Lo ribadisco: abbiamo iniziato il 2022 in modo tragico, per quello che riguarda il procedere dei lavori parlamentari. Faccio appello alla Presidenza, perché non si ripeta quello che sta accadendo e quello che è accaduto oggi. (Applausi).
VALENTE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTE (PD). Signor Presidente, visto il contesto, visto l'orario e viste le condizioni, penso anche che il lavoro che abbiamo fatto oggi sia importante. Siamo stati tante ore in Commissione e anche il dibattito, per quanto acceso, svolto in Aula ha dimostrato la ricchezza del dibattito in Commissione su un provvedimento tanto delicato, in un tempo tanto delicato.
Chiedo pertanto l'autorizzazione a consegnare il mio intervento, per senso di maturità e rispetto dell'Assemblea e dei tempi, dichiarando ovviamente il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.
RUOTOLO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOTOLO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, è chiaro che vi sarà il voto favorevole del gruppo Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali. È il primo decreto sul super green pass. Quindi, in base a quello che hanno detto il presidente Draghi e il ministro Speranza l'altro giorno, l'avversario da battere in questo momento sono i no vax. Conosciamo la situazione epidemiologica e i numeri paurosi di questi ultimi giorni, tra contagi e morti; oggi abbiamo il numero più alto di deceduti di questa quarta ondata.
È ovvio che è stata una giornata lunga, lunghissima. Abbiamo accolto, proprio per senso di responsabilità, quest'ordine del giorno del Governo, per poter migliorare l'uso dei tamponi da parte dei cittadini. Sappiamo che ci sono code lunghissime davanti alle farmacie.
L'unica questione che mi preme sollevare, perché ancora una volta è il nostro punto di vista come Gruppo Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali, è quello della diseguaglianza dei vaccini nel mondo. Pensiamo soltanto agli 800 milioni di persone che sono prive di energia elettrica nel mondo. È un dato che ci deve far riflettere, perché certamente dalla pandemia finiremo nell'endemia, ma quando? È un virus che circola.
Da questo punto di vista, chiediamo al Governo e al Parlamento di lavorare ancora di più perché vengano rispettate anche le indicazioni degli organismi internazionali sull'investimento di miliardi di euro per poter vaccinare l'altra parte del mondo, che ha il nostro stesso diritto di vivere sul pianeta. (Applausi).
RIZZOTTI (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RIZZOTTI (FIBP-UDC). Signor Presidente, onorevoli colleghi; sì, vi chiamo onorevoli, anche se oggi ho ascoltato interventi deliranti da qualche parte, ma noi come Gruppo rispettiamo tutti i colleghi, non facciamo minacce e non minacciamo vendette, come qualcuno ha fatto in quest'Aula.
Dichiaro subito il voto favorevole di Forza Italia con convinzione. Forza Italia era anche per l'obbligo vaccinale, così magari si sarebbero risolte tante cose. (Applausi). Con il provvedimento è stato assolutamente fatto in modo che ci fosse meno pressione sui reparti ospedalieri. Forse infatti qualcuno in quest'Aula non ha ancora capito che c'è una pandemia. Quando sento parlare di scienza, sarebbe meglio che parlassero tutti di calcio, così almeno non ci sarebbero delle cose da fare.
Credo che il maggiore diritto sia quello alla salute, come hanno ad esempio i malati oncologici. È stato dato l'allarme dalla Società italiana di chirurgia sul fatto che gli interventi per i malati oncologici sono ridotti dal 50 all'80 per cento per l'occupazione dei reparti dai malati Covid, l'80 per cento dei quali circa non sono vaccinati.
Ho sentito fare l'esempio della Gran Bretagna. Vorrei solo dire una cosa in favore del nostro sistema sanitario. Certamente in Gran Bretagna non ci sono tracciamenti, non ci sono tamponi, ma non ci sono neanche i numeri reali. Un test molecolare costa infatti circa 200 sterline e sono pochi quelli che possono permetterselo.
Quindi che il Governo vada avanti così. Rivolgiamo in conclusione un ringraziamento ai nostri sanitari e al nostro sistema sanitario. (Applausi).
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, le anticipo che anch'io consegnerò il testo del mio intervento. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Mi consenta però solo un inciso, Presidente. Noi votiamo a favore del provvedimento, avendone già votati altri su temi legati alla pandemia. Tengo a ricordare che la posizione della Lega si esprime con i voti ufficiali, come in questa occasione. Laddove invece, ed è capitato anche in questa seduta affrontando il provvedimento, il nostro Gruppo si esprime criticamente su alcuni passaggi dei provvedimenti, lo fa, come ribadito più volte, solo per evitare la promulgazione di norme inutili e vessatorie, che non hanno effetto alcuno sul quadro sanitario, ma che potrebbero produrre solo esasperazione e tensione sociale.
È un tema che non va sottovalutato e ne sono un chiaro esempio le minacce provenienti dall'ala estrema della galassia no vax, espresse con invio di proiettili al presidente del Trentino-Alto Adige, Maurizio Fugatti, e con gli insulti social al sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Tiziana Nisini, ai quali ovviamente va tutta la nostra solidarietà (Applausi), confidando di raccoglierla anche dalla restante parte del Parlamento. Vedo però che è un invito vano.
Signor Presidente, confermo quindi il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi).
PRESIDENTE. L'Assemblea è solidale contro ogni forma di violenza e di prevaricazione, da qualsiasi parte provenga.
TONINELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TONINELLI (M5S). Signor Presidente, anch'io mi adeguo, considerato l'orario, e consegno il testo.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
TONINELLI (M5S). Ricordo semplicemente due punti. Il primo è che ovviamente voteremo favorevolmente alla legge di conversione del decreto-legge, sottolineando però l'appunto della confusione legislativa che si crea e si è creata con l'approvazione di cinque diversi decreti nell'arco di sole cinque settimane (questo è il quintultimo).
Il secondo appunto è che non bastano i vaccini: sono l'azione primaria e principale di lotta al Covid, ma va ribadito che anche i vaccinati si contagiano e possono contagiare. Quindi va messa in campo tutta un'altra serie di azioni di lotta al Covid.
Concludo dicendo che, seppure in questi mesi non sono state disposte chiusure di esercizi commerciali e di attività di natura economica, la sostanza della realtà, come abbiamo visto tutti durante il periodo della pausa natalizia, è che tantissime attività erano comunque chiuse o lavoravano al 10 per cento. Tutte le restrizioni collegate al green pass base o al green pass rafforzato, o semplicemente la paura che i cittadini avevano di spostarsi, hanno portato ad un annullamento delle entrate. Concludo dicendo che questo annullamento delle entrate, simile, se non uguale, alle chiusure imposte da un lockdown, deve comportare il prima possibile l'approvazione in Consiglio dei ministri di un sostanzioso decreto ristori, a favore di famiglie e attività economiche. (Applausi). Detto questo, voteremo favorevolmente. (Applausi).
PARAGONE (Misto-IpI-PVU). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARAGONE (Misto-IpI-PVU). Signor Presidente, sarò brevissimo. Sabato ci saranno delle importanti manifestazioni, a Roma e a Milano: c'è un pezzo di Paese che vuole andare in piazza. È un pezzo di Paese che ha onorato il Paese stesso ed è importante sottolineare questa manifestazione e questo dissenso che c'è. Sono contento anche del fatto che Italexit porterà a Milano il premio Nobel Montagnier.
Quella che avete intrapreso è una strada che esclude, che discrimina e che ormai è persino fuori fuoco. L'emergenza sanitaria l'avete trasformata in una emergenza burocratica e si vedono i risultati e lo scollamento. Quindi, onorevoli colleghi, vi chiedo di rispettare questo Paese che scenderà in piazza, anche se magari esprimerà delle idee che non vi piacciono. Qui dentro siete ormai una maggioranza larghissima, ma provate ad ascoltare questo Paese, perché non è così lunare e non è così marziano. Imparate a prestare ascolto a chi oggi dissente. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali».
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 13 gennaio 2022
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 13 gennaio, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 23,14).