Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 271 del 02/11/2020
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Allegato A
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E SULLE EVENTUALI ULTERIORI MISURE PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA DA COVID-19
PROPOSTE DI RISOLUZIONE NN. 1, 2, 3, 4 E 5
(6-00146) n. 1 (02 novembre 2020)
V. testo 2
Il Senato,
a fronte della necessità di varare ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza Covid-19,
impegna il Governo:
- al coinvolgimento reale e tempestivo del Parlamento e degli enti autonomi di cui all'articolo 114 della Costituzione;
- a un confronto fattivo con tutte le forze politiche rappresentate nelle due Camere, da svolgersi in Parlamento nel rispetto dei principi della Costituzione e dei Regolamenti parlamentari;
- a privilegiare l'utilizzo di norme di rango primario, in conformità all'articolo 77 della Costituzione, e ad utilizzare provvedimenti amministrativi previo specifico coinvolgimento delle Camere, anche attraverso l'adozione di appositi atti di indirizzo;
- a garantire il rispetto delle prerogative e delle funzioni del Parlamento, che esercita il potere legislativo ai sensi dell'articolo 72 della Costituzione, ed i cui membri rappresentano la Nazione in base all'articolo 67 della stessa Carta costituzionale.
(6-00146) (testo 2) n. 1 (02 novembre 2020)
Approvata
Il Senato,
a fronte della necessità di varare ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza Covid-19,
impegna il Governo:
- a proseguire nel coinvolgimento reale e tempestivo del Parlamento e degli enti autonomi di cui all'articolo 114 della Costituzione;
- a proseguire nel confronto fattivo con tutte le forze politiche rappresentate nelle due Camere, da svolgersi in Parlamento nel rispetto dei principi della Costituzione e dei Regolamenti parlamentari;
- a privilegiare lo strumento del decreto-legge laddove si tratti di introdurre limiti ai diritti fondamentali e comunque a comunicare tempestivamente al Parlamento ogni tipo di azione intrapresa a tutela della salute pubblica, in ossequio alla centralità dell'Assemblea elettiva e nell'ottica di promuovere un suo costante coinvolgimento; ad illustrare preventivamente alle Camere il contenuto dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare, al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati; ove ciò non sia possibile per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure da adottare, a riferire alle Camere ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 19 del 2020;
- a garantire il rispetto dell'articolo 72 e dell'articolo 67 della Carta costituzionale.
(6-00147) n. 2 (02 novembre 2020)
Bonino, Richetti, De Falco, Pacifico (*).
Respinta
Il Senato,
udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla situazione epidemiologica e sulle ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza da Covid-19;
premesso che:
la crisi pandemica si sta aggravando in tutta Europa e l'Italia, come gli altri Paesi membri dell'Unione europea, è chiamata ad utilizzare al meglio gli strumenti disponibili per affrontare l'emergenza sanitaria, con misure capaci di prevenire la diffusione dei contagi e fronteggiare l'aumento della pressione sulle strutture ospedaliere e sul sistema della medicina territoriale;
in questo contesto, sta emergendo inoltre con sempre maggiore chiarezza quale sia l'importanza dei dati relativi alla diffusione del contagio e la centralità della loro lettura ed elaborazione, che dovrebbe essere la base di decisioni politiche di reale utilità, più comprensibili e accettabili da parte dei cittadini;
come richiesto da diversi esponenti della comunità scientifica italiana, per contrastare il diffondersi dell'epidemia senza agire alla cieca servirebbe dunque un grande database nazionale in cui siano riversate e rese pubbliche in tempo reale tutte le informazioni disponibili, anche a fini di ricerca e analisi;
tra gli strumenti che l'UE mette a disposizione per affrontare la crisi in atto vi è la linea di credito speciale del Meccanismo europeo di stabilità, che consentirebbe al nostro Paese di ottenere finanziamenti a tasso zero per spese di contrasto diretto e indiretto della pandemia, con un risparmio annuo di almeno 350 milioni di euro rispetto alle emissioni del debito pubblico e con condizionalità che lo stesso Ministro dell'economia ha confermato essere inferiori a quelle del recovery fund;
l'accesso alla linea di credito del MES comporta i medesimi vantaggi di quella legata ai crediti del Sure, da cui l'Italia ha ottenuto un finanziamento di 10 miliardi per la cassa integrazione, con un risparmio stimato dal Ministero dell'economia di 200 milioni di euro,
impegna il Governo ad avanzare richiesta di accesso alla linea di credito del Pandemic crisis support (PCS) nell'ambito del Meccanismo europeo di stabilità (MES) per il finanziamento delle spese connesse all'aggravarsi dell'emergenza pandemica.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta
(6-00148) n. 3 (02 novembre 2020)
Respinta
Il Senato,
premesso che:
con la seconda ondata del virus Sars-Cov-2, nelle ultime settimane i contagi nel nostro Paese sono aumentati in maniera esponenziale raggiungendo gli oltre 30.000 positivi al giorno in graduale aumento;
purtroppo ancora una volta le misure adottate fino ad oggi per prevenire e contrastare la seconda ondata si sono rivelate inadatte; infatti, sia il tracciamento che la quarantena domiciliare non hanno funzionato e non hanno avuto l'effetto di contenimento sperato neanche i tre consecutivi DPCM adottati dal Governo nel mese di ottobre;
i tre DPCM emanati il 13, il 18 e il 24 ottobre hanno portato solo alla chiusura delle attività culturali ed economiche nel Paese quali, cinema, teatri, ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, palestre, piscine e centri termali con una ulteriore perdita di PIL nel quarto trimestre oltre a quella del 10 per cento già stimata dai principali osservatori economici per il 2020, senza riuscire ad ottenere alcuna diminuzione della curva epidemiologica;
con l'ultimo DPCM e con l'ulteriore DPCM che il Governo si appresta ad emanare, intere categorie economiche rischiano la chiusura definitiva delle loro attività, in quanto già duramente colpite dal primo lockdown non possono far fronte ad una ulteriore chiusura;
in molte Regioni italiane la mancanza di tamponi e reagenti ha rallentato e in alcuni casi reso impossibile il tracciamento da Covid-19, unico sistema possibile per controllare e isolare rapidamente il virus e i contagi;
nell'attuale fase tutte le decisioni e le scelte da adottare, che riguardano la regolazione dei diversi ambiti della vita familiare, sociale, lavorativa ed economica del Paese, devono essere prese secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ed in modo da consentire di reagire con rapidità e flessibilità ad ogni emergenza, senza che queste però mettano in ulteriore difficoltà la vita dei cittadini e degli imprenditori e attraverso il pieno coinvolgimento del Parlamento e delle istituzioni locali;
le istituzioni scolastiche restano punto di riferimento per la crescita sociologica e relazionale dei ragazzi e pertanto vi è la necessità di mettere ordine al reclutamento del personale scolastico;
considerato che:
il quadro generale di circolazione del virus ha dimostrato come lo stato di emergenza non si sia ancora concluso e in tale contesto un eventuale allentamento delle misure aumenterebbe in maniera esponenziale il rischio dei contagi; bisogna pensare all'attuazione di un lockdown che non vada a penalizzare ulteriormente le attività lavorative, garantendo celeri e adeguati ristori alle attività che verranno nuovamente chiuse e che privilegi l'ambito della scuola primaria;
una delle principali cause della diffusione del virus in questa seconda ondata si ritiene essere il trasporto pubblico locale, che si è dimostrato totalmente inefficiente; infatti, sui mezzi pubblici spesso si viaggia al di sotto della distanza minima prevista che rende del tutto inutile l'utilizzo dei dispositivi di protezione personale di fatto agevolando la diffusione del virus;
il Governo si appresta ad emanare un ulteriore DPCM al fine di adottare nuove misure restrittive che coinvolgeranno cittadini e imprese per contrastare la seconda ondata di Sars-Cov-2,
impegna il Governo:
- ad istituire un tavolo permanente rappresentato da un delegato per ogni gruppo e componente politica presenti in Parlamento;
- a mantenere aperte le attività imprenditoriali dove è possibile, assicurando il distanziamento fisico permanente di almeno 1,5 metri con obbligo di indossare la mascherina, inasprendo i controlli e sanzionando in maniera severa chi non rispetta le norme;
- a mantenere aperta la scuola primaria, dove le lezioni frontali e le relazioni interpersonali sono fondamentali per la crescita socio-psico-pedagogica dei bambini, anche attraverso l'utilizzo degli ambienti di licei e scuole superiori per le quali è già prevista la didattica a distanza. In questo modo si risolverebbero i problemi legati alla scarsità di strutture e si consentirebbe di mantenere le distanze di sicurezza necessarie;
- a fornire adeguati e celeri sussidi a tutti quegli imprenditori che dovranno rimanere chiusi;
- a implementare il sistema di tracciamento e test settimanali in tutte le scuole e in tutte le attività lavorative in maniera da tracciare immediatamente la catena di contagio;
- a riprogrammare il trasporto pubblico locale, rivedendo l'organizzazione a livello centrale e locale incrementando le corse dei mezzi pubblici (metro, bus e treni regionali) nelle ore di ingresso e uscita dal lavoro e nelle scuole, e in particolare incrementando le corse dei trasporti negli orari di ingresso a scuola per gli studenti in aree disagiate per rispettare il distanziamento o utilizzando bus dedicati esclusivamente alle scuole, attraverso anche la promozione di accordi fra i gestori di mezzi privati e le Regioni in modo da diminuire le possibilità di contagio e permettendo allo stesso tempo di far lavorare gli addetti del settore;
- a rivedere la propria posizione in merito alla chiusura di teatri e cinema, che sono i pochi luoghi in cui è possibile mantenere la distanza di sicurezza;
- a prevedere norme che incentivino lo smartworking anche nel settore privato al fine di limitare al minimo gli spostamenti sui mezzi pubblici soprattutto nelle grandi città;
- a garantire e monitorare la separazione dei percorsi assistenziali tra pazienti Covid e no Covid per l'accesso alle strutture ospedaliere e ambulatoriali territoriali come strumento di contenimento del contagio. Il percorso differenziato è fondamentale per il recupero delle liste d'attesa, per il recupero di prestazioni come accertamenti diagnostici e visite specialistiche sospese durante la prima ondata di Covid-19 per i pazienti fragili e cronici, in particolare per gli oncologici;
- a trovare soluzioni immediate per far fronte alla carenza di medici ed infermieri attraverso procedure straordinarie di reclutamento con contratti di lavoro autonomo e a tempo determinato con avvisi pubblici per titoli e colloquio e anche con accordi stipulati con Paesi esteri;
- a fornire tempestivamente alle Regioni e a tutte le strutture sanitarie sul territorio nazionale gli strumenti necessari al fine di implementare il sistema di tracciamento;
- a garantire la prosecuzione e lo svolgimento delle attività economiche del Paese e del corretto funzionamento degli uffici pubblici. In particolare, dovranno essere garantiti gli accertamenti per l'idoneità alla guida ai fini del rilascio delle patenti speciali alle persone con disabilità e quelle per il collaudo dei veicoli adattati alla guida e al trasporto e le attività delle commissioni mediche per il riconoscimento di invalidità;
- a implementare la digitalizzazione dell'assistenza medica, il fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina come strumenti in grado di facilitare, dove possibile, la gestione del percorso assistenziale anche del sistema della medicina territoriale;
- a definire protocolli diagnostico-terapeutici nazionali per garantire una gestione uniforme dei pazienti Covid con l'obiettivo di una diagnosi e un trattamento farmacologico precoce che riduca la necessità di ricovero ospedaliero;
- a garantire una comunicazione semplice, chiara e univoca da parte delle istituzioni e un deciso contrasto alla diffusione di notizie sulla pandemia non riconosciute dalla comunità scientifica nazionale e internazionale e dagli enti sanitari preposti;
- a monitorare le attività sanitarie territoriali: dipartimenti di prevenzione, medici di medicina generale, infermieri di famiglia e USCA per valutare se vi è un coordinamento tra i servizi sanitari che garantisca una risposta integrata, di prossimità adeguata all'emergenza attuale, anche per le mansioni di tracciamento dei contatti;
- a verificare i settori in cui il personale sanitario assunto è stato inserito anche in considerazione del fatto che il legislatore aveva predisposto diversi appositi strumenti di monitoraggio e rendicontazione in relazione alle varie misure adottate e ciò con particolare riferimento alla necessità per ciascuna Regione di predisporre un apposito programma operativo di rendicontazione della gestione Covid prescritto dall'articolo 18 del decreto-legge n. 18 del 2020;
- a sostenere le RSA (residenze sanitarie assistenziali) per incentivare economicamente il personale sanitario e socio-sanitario formato e specializzato che vi lavora in modo da garantire una adeguata assistenza agli anziani residenti, garantendo la sicurezza nelle strutture con un periodico tracciamento al personale e ai residenti, in modo da poter assicurare un intervento tempestivo ai fini della prevenzione, permettendo la cura in loco;
- a prevedere in merito al reclutamento del personale scolastico la riapertura dei termini di mobilità straordinaria interregionale, interprovinciale e intercompartimentale, destinando ad essa il 100 per cento delle cattedre disponibili di cui all'articolo 3, comma 5, del CCNI e prevedendo inoltre che il 100 per cento del residuo venga assegnato ai vincitori di concorso alla data odierna e nell'eventualità di un ulteriore residuo alla stabilizzazione dei docenti GAE per titoli e servizi con anno di prova selettivo;
- a prevedere per i docenti precari con almeno tre anni di servizio e per i docenti che non hanno potuto sostenere la prova scritta un concorso con valorizzazione di titoli e servizio che permetterebbe in breve tempo di coprire le cattedre vacanti;
- a tutelare conduttori in contratti di locazione, prevedendo che vengano sospesi gli sfratti per morosità e le ingiunzioni di pagamento, per la durata di tutto il periodo emergenziale, per gli esercizi di ristorazione, bar, strutture del settore turistico alberghiero, palestre, piscine, centri termali, cinema e teatri;
- a prevedere un credito di imposta pari al 75 per cento per gli affittuari di immobili catastali categoria C1 e per gli affittuari dei locali interni ai centri commerciali che hanno un contratto di affitto di ramo d'azienda nella misura del 75 per cento del canone annuo;
- ad assicurare il diritto alla mobilità alle persone con disabilità;
- ad assicurare l'assistenza domiciliare d'ufficio ai bambini e ragazzi diversamente abili, tranne nei casi di espresso diniego della famiglia, grazie alla presenza di personale addetto all'assistenza alla comunicazione, all'assistenza igienico personale, nonché al sostegno, in modo da permettere ai ragazzi con disabilità o ai ragazzi con disturbi specifici dell'apprendimento di interagire con DAD grazie all'utilizzo di una piattaforma digitale inclusiva.
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(*) Firma aggiunta in corso di seduta
(6-00149) n. 4 (02 novembre 2020)
V. testo 2
Il Senato,
premesso che:
a partire dal 31 gennaio 2020, con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Governo ha troncato ogni confronto con le forze di opposizione, cestinando sistematicamente le proposte che queste ultime hanno avanzato sotto forma di emendamenti, ordini del giorno e risoluzioni;
le misure di contenimento della pandemia da Covid-19, anche quelle più drastiche, che hanno inciso sulle libertà fondamentali degli italiani, sono state prese in maniera completamente autocratica, attraverso lo strumento del DPCM, in pacchetti chiusi e immodificabili, annunciati alla stampa e solo dopo, tempo permettendo, alle Camere che, in questo modo, sono state totalmente private della possibilità di intervento;
i risultati di questa gestione accentrata e, sotto più profili, inadeguata, della situazione epidemiologica sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti;
il Governo ha fatto sinora fallire ogni possibilità di un collaborativo confronto con le opposizioni: al fallimento della cabina di regia ipotizzata al tempo del cosiddetto decreto cura Italia ha fatto seguito il mancato coinvolgimento delle opposizioni annunciato a gran voce nel corso degli stati generali dell'economia dello scorso mese di giugno;
ora il Governo propone l'istituzione di una Commissione, presieduta da un Ministro e composta da parlamentari in modo paritetico, e, quindi, tale da non rispecchiare la reale rappresentatività delle singole forze politiche, del quale non si capisce né il ruolo né il potere decisionale e che appare assai discutibile anche sotto il profilo della costituzionalità;
si è già dato conto dei ritardi accumulati nel corso della prima ondata della pandemia, con il Governo che aveva in mano gli scenari sull'evoluzione della situazione epidemiologica e, ciononostante, ha passato l'intero mese di gennaio 2020 a convincere l'opinione pubblica che andava tutto bene, che non c'era nulla di cui preoccuparsi, per poi ritrovarsi del tutto impreparato il mese successivo, ad emergenza conclamata, senza mascherine, senza DPI e senza respiratori per le terapie intensive (l'abc delle dotazioni richieste in questi casi);
sempre con riferimento alla prima ondata dell'epidemia, si è denunciato più volte il carattere raffazzonato dei DPCM e delle misure di contenimento ivi contenute, spesso confuse, contraddittorie tra loro e difficilmente decifrabili, financo per le amministrazioni chiamate ad attuarle, come dimostra l'abuso di circolari e Faq a parziale integrazione o rettifica delle misure stesse;
durante la tregua estiva, quando il virus ha allentato la presa e vi erano tempi, modi e risorse per intervenire compiutamente, il Governo ha pensato bene di utilizzare il tempo a disposizione per smantellare i decreti sicurezza, agevolando gli arrivi irregolari nel nostro Paese che, in questo modo, sono aumentati fino a triplicare (27.000 arrivi in totale nel 2020 e, tra questi, l'attentatore di Nizza, sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso);
sul fronte della sanità, dei trasporti, della scuola e di tutti gli altri settori in cui occorreva intervenire tempestivamente, invece, il Governo non ha fatto altro che accumulare ritardi su ritardi;
in tema di sanità, si registrano gravi ritardi da parte del Ministero competente e del Commissario straordinario, in primis, nell'attuazione dei piani presentati dalle Regioni per il rafforzamento delle terapie intensive, ai sensi del di quanto previsto dall'articolo 2 decreto-legge rilancio;
i piani sono stati presentati dalle Regioni nel rispetto delle scadenze prefissate, ma il bando per la loro attuazione è stato pubblicato dal Commissario straordinario solamente a inizio ottobre, con un ritardo, inaccettabile, di diversi mesi, che adesso renderà estremamente difficoltosa la realizzazione delle opere programmate, poiché potrebbe comportare la chiusura dei reparti oppure lo spostamento dei pazienti proprio nel momento in cui gli ospedali si trovano sotto pressione;
sempre in tema di sanità, si sono registrate gravi lacune sul fronte del potenziamento dell'assistenza territoriale, dell'intensificazione delle cure e dei tamponi a domicilio, nonché del reclutamento dei medici, degli infermieri e degli operatori sociosanitari, in particolare presso le residenze sanitarie assistenziali e le strutture analoghe;
ancora, è stato fatto poco, o nulla, sul fronte della tutela dei pazienti non Covid-19, (pazienti cronici, pazienti oncologici, solo per citarne alcuni) il cui diritto alla continuità assistenziale è stato duramente compromesso poiché molta, se non tutta, l'offerta specialistica ambulatoriale e di reparto è stata assorbita, non certo per sua colpa, dalle situazioni di urgenza;
stesso discorso vale, purtroppo, per i lavoratori fragili, per i soggetti immunodepressi, per le persone con disabilità fisica, sensoriale, relazionale e intellettiva, così come per i loro familiari e caregiver, i quali tra una proroga dello stato di emergenza e l'altra sono stati dimenticati dal Governo, con tutele solo parziali, deficitarie e puntualmente tardive;
sul fronte della scuola, in disparte i banchi a rotelle, sui quali non è neppure il caso di indugiare, nessun investimento è stato fatto a sostegno dell'edilizia, del recupero di nuovi spazi e dell'approvvigionamento dei presidi medici presso le strutture scolastiche;
altrettanto gravi sono le mancanze registrate nel settore dei trasporti pubblici, con il Governo che ha dirottato le risorse verso il bonus monopattini, in luogo che aiutare gli enti locali nel potenziamento delle corse di autobus e metro;
il Governo responsabile dei ritardi e degli errori di programmazione sopra menzionati, adesso, proclama una nuova stagione di chiusure e invoca, in maniera sempre più ricorrente, la prospettiva di un secondo lockdown nazionale che avrebbe conseguenze gravissime per la nostra economia;
peraltro, nel disporre le misure di contenimento, che via via si fanno sempre più restrittive, il Governo non pare francamente ispirato da un criterio logico e, men che meno, tecnico scientifico di fondo;
l'ultimo DPCM, quello del 24 ottobre ultimo scorso, adottato come molti altri senza alcuna preventiva illustrazione alle Camere, ne costituisce la migliore riprova: interi settori sono stati distrutti (ristorazione, cinema, teatri, sport, palestre e piscine, solo per citarne alcuni), mentre non è stato diffuso neppure un dato sui contagi che effettivamente si sarebbero verificati all'interno delle predette realtà;
le attività che avevano investito tempo, sacrifici e risorse nell'adeguamento dei propri locali ai protocolli di sicurezza sono state chiuse dall'oggi al domani, quasi in maniera punitiva, e ciò senza che vi fosse la benché minima evidenza in ordine agli effetti che queste chiusure avrebbero potuto avere sulla curva dei contagi;
la mancanza di visione nell'operato dell'Esecutivo trova conferma anche nella tempistica con la quale si arriva al nuovo DPCM che forma oggetto delle odierne comunicazioni alle Camere;
il Governo, infatti, ha deciso di mandare in soffitta il vecchio DPCM prima ancora che sia possibile osservarne e valutarne i risultati, ad appena sette giorni dalla sua adozione, il che conferma come le misure in esso contenute fossero del tutto arbitrarie, prive di fondamento scientifico e totalmente inadeguate a sortire gli effetti sperati a lungo termine;
le restrizioni imposte, la totale assenza di programmazione e la scure di un nuovo lockdown hanno ovviamente generato ansia e insicurezza presso la popolazione che ha manifestato il proprio malcontento nelle piazze di tutta Italia;
il Parlamento è la sede istituzionale deputata al confronto tra le forze politiche e il Governo ed è in questa sede che si intende porre alcuni punti centrali per la corretta gestione dell'emergenza,
impegna il Governo:
1) a modificare radicalmente la strategia utilizzata ai fini del contenimento della diffusione del virus, inaugurando una pianificazione di interventi di medio e lungo termine che possano instaurare una gestione della situazione epidemiologica trasparente e consapevole, evitando nuove chiusure arbitrarie e improvvise come quelle dettate dagli ultimi DPCM;
2) a scongiurare la prospettiva di un secondo lockdown nazionale, adottando a tal fine iniziative volte:
a) a recuperare i ritardi accumulati sul fronte del rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, attuando con massima celerità i piani predisposti dalle Regioni per il potenziamento delle terapie intensive e, in generale, per il riordino della rete ospedaliera;
b) a potenziare l'assistenza sanitaria territoriale e domiciliare, stanziando ulteriori risorse affinché nelle Regioni, compatibilmente con il quadro clinico del paziente, possano essere garantiti i tamponi, gli esami e le terapie, direttamente a domicilio del paziente;
c) a porre rimedio alle problematiche di carattere amministrativo che stanno ostacolando la disponibilità dei trattamenti che sono stati sperimentati con successo nel corso della prima ondata dell'epidemia, agevolando la diffusione della terapia a base di plasma iperimmune, ossigeno, ozono terapia e promuovendo, presso l'AIFA, un riesame della decisione presa con riguardo al principio attivo idrossiclorochina, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche;
d) ad ampliare ulteriormente le procedure per il reclutamento, in deroga alla normativa vigente e ai vincoli di spesa, di medici, infermieri e altri professionisti sanitari e operatori sociosanitari, al fine di dare supporto alle strutture ospedaliere e alle residenze sanitarie assistenziali ove si registrano situazioni di carenza;
e) ad implementare un database pubblicamente accessibile con tutti i dati necessari per affrontare efficacemente l'epidemia;
f) a garantire la reperibilità e l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi presso le farmacie private convenzionate presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, anche da parte dei farmacisti stessi, definendo a tal fine un apposito protocollo di concerto con le parti coinvolte;
g) ad adottare iniziative per il potenziamento del trasporto pubblico locale, volte a garantire un adeguato distanziamento su tutti i mezzi pubblici, anche attraverso la stipula di convenzioni con gli operatori privati, al fine di garantirne l'operatività in condizioni di sicurezza per i relativi utenti e operatori;
3) ad adottare iniziative per prevedere ulteriori e più efficaci misure di risarcimento per le attività costrette alla chiusura e al fermo lavorativo, garantendo l'accredito diretto della misura di ristoro sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati da nuove limitazioni, e assicurando un rimborso del 75 per cento del fatturato mensile dichiarato nel 2019 per le imprese con meno di 50 dipendenti;
4) ad accelerare l'erogazione degli ammortizzatori Covid, prevedendo interventi di snellimento delle procedure relative alla richiesta ed alla concessione della cassa integrazione guadagni;
5) a consentire la riapertura delle attività produttive in base a protocolli di sicurezza e non in base a codici ATECO, consentendo l'esercizio di tutte le attività commerciali, inclusi ristoranti, bar, piscine, palestre e altri, che possano garantire l'applicazione dei protocolli di sicurezza;
6) ad adottare iniziative normative affinché vi sia un diritto al ristoro, a valere sui fondi stanziati, anche per le attività colpite da provvedimenti ulteriormente restrittivi adottati dalle Regioni rispetto a quelli adottati in forza dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri;
7) in tema di sostegni al mondo imprenditoriale, a passare dalla logica dei bonus e dei ristori una tantum al principio dell'intervento dello Stato a copertura dei "costi fissi" che gravano su imprese e lavoratori autonomi che, a causa delle disposizioni dello Stato stesso, hanno subito una drastica riduzione delle entrate, quali, ad esempio: canoni di locazione, mutui-leasing in essere, utenze, imposte e tasse (in primo luogo quelle attinenti a servizi non fruiti quali tasse sui rifiuti, sull'occupazione del suolo pubblico e simili), premi assicurativi, versamenti contributivi quando indipendenti dal fatturato come nelle gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti;
8) ad adottare iniziative per disporre la sospensione del "decreto dignità" e la reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, al fine di dare alle imprese la possibilità di sostituire la forza lavoro assente perché contagiata dal virus o in quarantena e proseguire la propria operatività;
9) in tema di locazioni, ad adottare iniziative per modificare la normativa vigente prevedendo, per i proprietari-locatori di immobili, il pagamento delle relative imposte esclusivamente sui canoni effettivamente percepiti;
10) a dichiarare lo stato di crisi per il settore del turismo, fortemente colpito dall'emergenza in corso;
11) ad adottare iniziative per prorogare, per le imprese e i lavoratori autonomi che hanno registrato un significativo calo del fatturato nel semestre marzo-agosto 2020 rispetto al medesimo semestre 2019, il termine di versamento delle imposte sui redditi al 30 giugno 2021 prevedendo l'unificazione degli anni fiscali 2019-2020, ovvero consentendo la compensazione degli utili e delle perdite dei due esercizi;
12) a tenere in debita considerazione, in sede di adozione delle future misure di contenimento, le esigenze dei pazienti non Covid-19 (e, tra questi, dei pazienti cronici e dei pazienti oncologici), assicurando nei loro riguardi la continuità assistenziale e la tutela del diritto alla salute, anche attraverso l'attivazione dei servizi di telemedicina;
13) a garantire una tutela effettiva, da qui fino al termine dell'emergenza, ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità (sia essa fisica, sensoriale, relazionale o intellettiva), nonché ai rispettivi familiari e caregiver, assicurando loro un adeguato sostegno economico e assistenziale, anche a livello domiciliare, affinché la progressione della pandemia e l'applicazione delle misure di contenimento non determinino ulteriori regressioni, discriminazioni o isolamenti;
14) a prevedere interventi mirati e appropriati alle diverse fragilità, al fine di non isolare ulteriormente bambini, ragazzi e persone con disabilità - in particolare intellettive - potenziando in modo adeguato l'assistenza socio-sanitaria domiciliare, nell'ottica di prevenire e assistere in sicurezza, consentendo anche a chi svolge attività domiciliare di usufruire di test rapidi a tutela sia propria che dell'utenza;
15) a potenziare l'assistenza domiciliare ed i servizi soprattutto in favore degli anziani, categoria maggiormente vulnerabile, al fine di consentire loro, su base volontaria, di limitare le occasioni che li espongono maggiormente a rischio di contagio;
16) a garantire la tempestiva pubblicità dei verbali del comitato tecnico scientifico, assicurando un dialogo costante dello stesso anche con i rappresentanti del mondo produttivo e lavorativo;
17) per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, ad applicare termoscanner all'ingresso delle strutture scolastiche o delle classi per monitorare la temperatura di alunni e personale, e ad allestire tensostrutture da dedicare alle scuole per aumentare gli spazi disponibili; a prevedere interventi straordinari di edilizia scolastica per adeguare gli ambienti di apprendimento alle disposizioni di sicurezza;
18) a garantire pari opportunità per l'accesso alla didattica a distanza, attraverso l'adozione di ogni iniziativa volta ad assicurare reti accessibili e funzionali, nonché mettendo a disposizione degli studenti, in comodato d'uso, anche attraverso gli stessi istituti scolastici, dispositivi digitali individuali, per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete;
19) a garantire che lo stanziamento già previsto di 85 milioni per l'acquisto di dispositivi per la didattica digitale integrata da concedere in comodato d'uso agli studenti meno abbienti sia destinato anche alle scuole paritarie, ora escluse, affinché venga garantita una parità di trattamento per tutti gli studenti;
20) ad effettuare test obbligatori per chi arriva dall'estero, con momentanea sospensione degli accordi di Schengen;
21) nel quadro delle misure atte a fronteggiare la pandemia, promuovendo iniziative per attivare specifiche ed immediate misure per il controllo delle frontiere marittime e terrestri e delle acque territoriali nazionali - anche attraverso il divieto di ingresso, transito e sosta di ONG straniere e non - , al fine di impedire l'ingresso illegale in territorio italiano di cittadini provenienti da Paesi terzi, ad implementare e migliorare gli accordi bilaterali con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori irregolari e il numero delle riammissioni da essi previsti e, infine, per motivi di carattere sanitario e di sicurezza, ad aumentare il numero e la capacità dei centri di permanenza per il rimpatrio e assicurare in ogni caso il trattenimento degli immigrati irregolari qualora non possa essere disposto il loro tempestivo ed effettivo allontanamento dal nostro Paese;
22) a potenziare, rafforzare, implementare gli organici delle Forze di polizia nazionale, locali e militari e in generale del comparto sicurezza e dell'ordine pubblico del Paese garantendo loro tutte le tutele funzionali, normative e sociali per adempiere al meglio il ruolo di protezione e difesa del Paese anche per le straordinarie esigenze legate all'emergenza sanitaria.
(6-00149) (testo 2) n. 4 (02 novembre 2020)
Votata per parti separate. Approvata la parte evidenziata in neretto; respinta la restante parte.
Il Senato,
premesso che:
a partire dal 31 gennaio 2020, con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Governo ha troncato ogni confronto con le forze di opposizione, cestinando sistematicamente le proposte che queste ultime hanno avanzato sotto forma di emendamenti, ordini del giorno e risoluzioni;
le misure di contenimento della pandemia da Covid-19, anche quelle più drastiche, che hanno inciso sulle libertà fondamentali degli italiani, sono state prese in maniera completamente autocratica, attraverso lo strumento del DPCM, in pacchetti chiusi e immodificabili, annunciati alla stampa e solo dopo, tempo permettendo, alle Camere che, in questo modo, sono state totalmente private della possibilità di intervento;
i risultati di questa gestione accentrata e, sotto più profili, inadeguata, della situazione epidemiologica sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti;
il Governo ha fatto sinora fallire ogni possibilità di un collaborativo confronto con le opposizioni: al fallimento della cabina di regia ipotizzata al tempo del cosiddetto decreto cura Italia ha fatto seguito il mancato coinvolgimento delle opposizioni annunciato a gran voce nel corso degli stati generali dell'economia dello scorso mese di giugno;
ora il Governo propone l'istituzione di una Commissione, presieduta da un Ministro e composta da parlamentari in modo paritetico, e, quindi, tale da non rispecchiare la reale rappresentatività delle singole forze politiche, del quale non si capisce né il ruolo né il potere decisionale e che appare assai discutibile anche sotto il profilo della costituzionalità;
si è già dato conto dei ritardi accumulati nel corso della prima ondata della pandemia, con il Governo che aveva in mano gli scenari sull'evoluzione della situazione epidemiologica e, ciononostante, ha passato l'intero mese di gennaio 2020 a convincere l'opinione pubblica che andava tutto bene, che non c'era nulla di cui preoccuparsi, per poi ritrovarsi del tutto impreparato il mese successivo, ad emergenza conclamata, senza mascherine, senza DPI e senza respiratori per le terapie intensive (l'abc delle dotazioni richieste in questi casi);
sempre con riferimento alla prima ondata dell'epidemia, si è denunciato più volte il carattere raffazzonato dei DPCM e delle misure di contenimento ivi contenute, spesso confuse, contraddittorie tra loro e difficilmente decifrabili, financo per le amministrazioni chiamate ad attuarle, come dimostra l'abuso di circolari e Faq a parziale integrazione o rettifica delle misure stesse;
durante la tregua estiva, quando il virus ha allentato la presa e vi erano tempi, modi e risorse per intervenire compiutamente, il Governo ha pensato bene di utilizzare il tempo a disposizione per smantellare i decreti sicurezza, agevolando gli arrivi irregolari nel nostro Paese che, in questo modo, sono aumentati fino a triplicare (27.000 arrivi in totale nel 2020 e, tra questi, l'attentatore di Nizza, sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso);
sul fronte della sanità, dei trasporti, della scuola e di tutti gli altri settori in cui occorreva intervenire tempestivamente, invece, il Governo non ha fatto altro che accumulare ritardi su ritardi;
in tema di sanità, si registrano gravi ritardi da parte del Ministero competente e del Commissario straordinario, in primis, nell'attuazione dei piani presentati dalle Regioni per il rafforzamento delle terapie intensive, ai sensi del di quanto previsto dall'articolo 2 decreto-legge rilancio;
i piani sono stati presentati dalle Regioni nel rispetto delle scadenze prefissate, ma il bando per la loro attuazione è stato pubblicato dal Commissario straordinario solamente a inizio ottobre, con un ritardo, inaccettabile, di diversi mesi, che adesso renderà estremamente difficoltosa la realizzazione delle opere programmate, poiché potrebbe comportare la chiusura dei reparti oppure lo spostamento dei pazienti proprio nel momento in cui gli ospedali si trovano sotto pressione;
sempre in tema di sanità, si sono registrate gravi lacune sul fronte del potenziamento dell'assistenza territoriale, dell'intensificazione delle cure e dei tamponi a domicilio, nonché del reclutamento dei medici, degli infermieri e degli operatori sociosanitari, in particolare presso le residenze sanitarie assistenziali e le strutture analoghe;
ancora, è stato fatto poco, o nulla, sul fronte della tutela dei pazienti non Covid-19, (pazienti cronici, pazienti oncologici, solo per citarne alcuni) il cui diritto alla continuità assistenziale è stato duramente compromesso poiché molta, se non tutta, l'offerta specialistica ambulatoriale e di reparto è stata assorbita, non certo per sua colpa, dalle situazioni di urgenza;
stesso discorso vale, purtroppo, per i lavoratori fragili, per i soggetti immunodepressi, per le persone con disabilità fisica, sensoriale, relazionale e intellettiva, così come per i loro familiari e caregiver, i quali tra una proroga dello stato di emergenza e l'altra sono stati dimenticati dal Governo, con tutele solo parziali, deficitarie e puntualmente tardive;
sul fronte della scuola, in disparte i banchi a rotelle, sui quali non è neppure il caso di indugiare, nessun investimento è stato fatto a sostegno dell'edilizia, del recupero di nuovi spazi e dell'approvvigionamento dei presidi medici presso le strutture scolastiche;
altrettanto gravi sono le mancanze registrate nel settore dei trasporti pubblici, con il Governo che ha dirottato le risorse verso il bonus monopattini, in luogo che aiutare gli enti locali nel potenziamento delle corse di autobus e metro;
il Governo responsabile dei ritardi e degli errori di programmazione sopra menzionati, adesso, proclama una nuova stagione di chiusure e invoca, in maniera sempre più ricorrente, la prospettiva di un secondo lockdown nazionale che avrebbe conseguenze gravissime per la nostra economia;
peraltro, nel disporre le misure di contenimento, che via via si fanno sempre più restrittive, il Governo non pare francamente ispirato da un criterio logico e, men che meno, tecnico scientifico di fondo;
l'ultimo DPCM, quello del 24 ottobre ultimo scorso, adottato come molti altri senza alcuna preventiva illustrazione alle Camere, ne costituisce la migliore riprova: interi settori sono stati distrutti (ristorazione, cinema, teatri, sport, palestre e piscine, solo per citarne alcuni), mentre non è stato diffuso neppure un dato sui contagi che effettivamente si sarebbero verificati all'interno delle predette realtà;
le attività che avevano investito tempo, sacrifici e risorse nell'adeguamento dei propri locali ai protocolli di sicurezza sono state chiuse dall'oggi al domani, quasi in maniera punitiva, e ciò senza che vi fosse la benché minima evidenza in ordine agli effetti che queste chiusure avrebbero potuto avere sulla curva dei contagi;
la mancanza di visione nell'operato dell'Esecutivo trova conferma anche nella tempistica con la quale si arriva al nuovo DPCM che forma oggetto delle odierne comunicazioni alle Camere;
il Governo, infatti, ha deciso di mandare in soffitta il vecchio DPCM prima ancora che sia possibile osservarne e valutarne i risultati, ad appena sette giorni dalla sua adozione, il che conferma come le misure in esso contenute fossero del tutto arbitrarie, prive di fondamento scientifico e totalmente inadeguate a sortire gli effetti sperati a lungo termine;
le restrizioni imposte, la totale assenza di programmazione e la scure di un nuovo lockdown hanno ovviamente generato ansia e insicurezza presso la popolazione che ha manifestato il proprio malcontento nelle piazze di tutta Italia;
il Parlamento è la sede istituzionale deputata al confronto tra le forze politiche e il Governo ed è in questa sede che si intende porre alcuni punti centrali per la corretta gestione dell'emergenza,
impegna il Governo:
1) a modificare radicalmente la strategia utilizzata ai fini del contenimento della diffusione del virus, inaugurando una pianificazione di interventi di medio e lungo termine che possano instaurare una gestione della situazione epidemiologica trasparente e consapevole, evitando nuove chiusure arbitrarie e improvvise come quelle dettate dagli ultimi DPCM;
2) a scongiurare la prospettiva di un secondo lockdown nazionale, adottando a tal fine iniziative volte:
a) a recuperare i ritardi accumulati sul fronte del rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, attuando con massima celerità i piani predisposti dalle Regioni per il potenziamento delle terapie intensive e, in generale, per il riordino della rete ospedaliera;
b) a potenziare l'assistenza sanitaria territoriale e domiciliare, stanziando ulteriori risorse affinché nelle Regioni, compatibilmente con il quadro clinico del paziente, possano essere garantiti i tamponi, gli esami e le terapie, direttamente a domicilio del paziente;
c) a porre rimedio alle problematiche di carattere amministrativo che stanno ostacolando la disponibilità dei trattamenti che sono stati sperimentati con successo nel corso della prima ondata dell'epidemia, agevolando la diffusione della terapia a base di plasma iperimmune, ossigeno, ozono terapia e promuovendo, presso l'AIFA, un riesame della decisione presa con riguardo al principio attivo idrossiclorochina, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche;
d) ad ampliare ulteriormente le procedure per il reclutamento, in deroga alla normativa vigente e ai vincoli di spesa, di medici, infermieri e altri professionisti sanitari e operatori sociosanitari, al fine di dare supporto alle strutture ospedaliere e alle residenze sanitarie assistenziali ove si registrano situazioni di carenza;
e) ad implementare un database pubblicamente accessibile con tutti i dati necessari per affrontare efficacemente l'epidemia;
f) a garantire la reperibilità e l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi presso le farmacie private convenzionate presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, anche da parte dei farmacisti stessi, definendo a tal fine un apposito protocollo di concerto con le parti coinvolte;
g) ad adottare iniziative per il potenziamento del trasporto pubblico locale, volte a garantire un adeguato distanziamento su tutti i mezzi pubblici, anche attraverso la stipula di convenzioni con gli operatori privati, al fine di garantirne l'operatività in condizioni di sicurezza per i relativi utenti e operatori;
3) ad adottare iniziative per prevedere ulteriori e più efficaci misure di risarcimento per le attività costrette alla chiusura e al fermo lavorativo, garantendo l'accredito diretto della misura di ristoro sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati da nuove limitazioni, e assicurando un rimborso del 75 per cento del fatturato mensile dichiarato nel 2019 per le imprese con meno di 50 dipendenti;
4) ad accelerare l'erogazione degli ammortizzatori Covid, prevedendo interventi di snellimento delle procedure relative alla richiesta ed alla concessione della cassa integrazione guadagni;
5) a consentire la riapertura delle attività produttive in base a protocolli di sicurezza e non in base a codici ATECO, consentendo l'esercizio di tutte le attività commerciali, inclusi ristoranti, bar, piscine, palestre e altri, che possano garantire l'applicazione dei protocolli di sicurezza;
6) ad adottare iniziative normative affinché vi sia un diritto al ristoro, a valere sui fondi stanziati, anche per le attività colpite da provvedimenti ulteriormente restrittivi adottati dalle Regioni rispetto a quelli adottati in forza dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri;
7) in tema di sostegni al mondo imprenditoriale, a passare dalla logica dei bonus e dei ristori una tantum al principio dell'intervento dello Stato a copertura dei "costi fissi" che gravano su imprese e lavoratori autonomi che, a causa delle disposizioni dello Stato stesso, hanno subito una drastica riduzione delle entrate, quali, ad esempio: canoni di locazione, mutui-leasing in essere, utenze, imposte e tasse (in primo luogo quelle attinenti a servizi non fruiti quali tasse sui rifiuti, sull'occupazione del suolo pubblico e simili), premi assicurativi, versamenti contributivi quando indipendenti dal fatturato come nelle gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti;
8) ad adottare iniziative per disporre la sospensione del "decreto dignità" e la reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, al fine di dare alle imprese la possibilità di sostituire la forza lavoro assente perché contagiata dal virus o in quarantena e proseguire la propria operatività;
9) in tema di locazioni, ad adottare iniziative per modificare la normativa vigente prevedendo, per i proprietari-locatori di immobili, il pagamento delle relative imposte esclusivamente sui canoni effettivamente percepiti;
10) a dichiarare lo stato di crisi per il settore del turismo, fortemente colpito dall'emergenza in corso;
11) ad adottare iniziative per prorogare, per le imprese e i lavoratori autonomi che hanno registrato un significativo calo del fatturato nel semestre marzo-agosto 2020 rispetto al medesimo semestre 2019, il termine di versamento delle imposte sui redditi al 30 giugno 2021 prevedendo l'unificazione degli anni fiscali 2019-2020, ovvero consentendo la compensazione degli utili e delle perdite dei due esercizi;
12) a tenere in debita considerazione, in sede di adozione delle future misure di contenimento, le esigenze dei pazienti non Covid-19 (e, tra questi, dei pazienti cronici e dei pazienti oncologici), assicurando nei loro riguardi la continuità assistenziale e la tutela del diritto alla salute, anche attraverso l'attivazione dei servizi di telemedicina;
13) a garantire una tutela effettiva, da qui fino al termine dell'emergenza, ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità (sia essa fisica, sensoriale, relazionale o intellettiva), nonché ai rispettivi familiari e caregiver, assicurando loro un adeguato sostegno economico e assistenziale, anche a livello domiciliare, affinché la progressione della pandemia e l'applicazione delle misure di contenimento non determinino ulteriori regressioni, discriminazioni o isolamenti;
14) a prevedere interventi mirati e appropriati alle diverse fragilità, al fine di non isolare ulteriormente bambini, ragazzi e persone con disabilità - in particolare intellettive - potenziando in modo adeguato l'assistenza socio-sanitaria domiciliare, nell'ottica di prevenire e assistere in sicurezza, consentendo anche a chi svolge attività domiciliare di usufruire di test rapidi a tutela sia propria che dell'utenza;
15) a potenziare l'assistenza domiciliare ed i servizi soprattutto in favore degli anziani, categoria maggiormente vulnerabile;
16) a garantire la tempestiva pubblicità dei verbali del comitato tecnico scientifico, assicurando un dialogo costante dello stesso anche con i rappresentanti del mondo produttivo e lavorativo;
17) per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, ad applicare termoscanner all'ingresso delle strutture scolastiche o delle classi per monitorare la temperatura di alunni e personale, e ad allestire tensostrutture da dedicare alle scuole per aumentare gli spazi disponibili; a prevedere interventi straordinari di edilizia scolastica per adeguare gli ambienti di apprendimento alle disposizioni di sicurezza;
18) a garantire pari opportunità per l'accesso alla didattica a distanza, attraverso l'adozione di ogni iniziativa volta ad assicurare reti accessibili e funzionali, nonché mettendo a disposizione degli studenti, in comodato d'uso, anche attraverso gli stessi istituti scolastici, dispositivi digitali individuali, per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete;
19) a garantire che lo stanziamento già previsto di 85 milioni per l'acquisto di dispositivi per la didattica digitale integrata da concedere in comodato d'uso agli studenti meno abbienti sia destinato anche alle scuole paritarie, ora escluse, affinché venga garantita una parità di trattamento per tutti gli studenti;
20) ad effettuare test obbligatori per chi arriva dall'estero, con momentanea sospensione degli accordi di Schengen;
21) nel quadro delle misure atte a fronteggiare la pandemia, promuovendo iniziative per attivare specifiche ed immediate misure per il controllo delle frontiere marittime e terrestri e delle acque territoriali nazionali - anche attraverso il divieto di ingresso, transito e sosta di ONG straniere e non - , al fine di impedire l'ingresso illegale in territorio italiano di cittadini provenienti da Paesi terzi, ad implementare e migliorare gli accordi bilaterali con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori irregolari e il numero delle riammissioni da essi previsti e, infine, per motivi di carattere sanitario e di sicurezza, ad aumentare il numero e la capacità dei centri di permanenza per il rimpatrio e assicurare in ogni caso il trattenimento degli immigrati irregolari qualora non possa essere disposto il loro tempestivo ed effettivo allontanamento dal nostro Paese;
22) a potenziare, rafforzare, implementare gli organici delle Forze di polizia nazionale, locali e militari e in generale del comparto sicurezza e dell'ordine pubblico del Paese garantendo loro tutte le tutele funzionali, normative e sociali per adempiere al meglio il ruolo di protezione e difesa del Paese anche per le straordinarie esigenze legate all'emergenza sanitaria.
(6-00150) n. 5 (02 novembre 2020)
Marcucci, Licheri, De Petris, Faraone, Steger.
Votata per parti separate. Approvata.
Il Senato,
premesso che:
i recenti dati relativi al numero dei contagi da Covid-19 e al valore dell'indice di trasmissibilità RT, evidenziano un progressivo peggioramento dell'epidemia di Sars-CoV-2 nel nostro Paese;
già la scorsa settimana, sulla base dei quattro scenari descritti nel documento "Prevenzione e risposta a Covid-19" redatto dall'Istituto superiore di sanità, l'Italia si collocava nello scenario 3, con una situazione caratterizzata da "trasmissibilità sostenuta e diffusa" del virus con "rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo" e valori di RT regionali prevalentemente e significativamente compresi tra 1,25 e 1,5;
dunque, l'analisi dell'andamento della curva epidemica indica come l'Italia sia ormai molto vicina allo scenario 4, l'ultimo ed il più grave previsto. In questo scenario "i valori di RT regionali sono prevalentemente e significativamente maggiori di 1,5" ed uno scenario di questo tipo "potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l'origine dei nuovi casi"; inoltre il citato documento rileva che "appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un'epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità";
durante una recente audizione in Commissione igiene e sanità del Senato, il presidente dell'Istituto superiore di sanità ha spiegato che per contenere la diffusione del virus occorre evitare che la soglia dell'indice RT finisca fuori controllo rendendo impossibile il tracciamento, pertanto appare indispensabile, oltre che continuare a tracciare i positivi, anche «individuare gli asintomatici» perché «individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per fermare l'infezione»;
tale quadro epidemiologico sta determinando una pressione particolarmente severa sul Servizio sanitario nazionale; negli ultimi giorni si è infatti osservato un incremento significativo del numero di persone ricoverate e, conseguentemente, sono aumentati i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva;
nel tentativo di contenere questa forte ondata di contagio da Covid-19, alcuni Paesi in Europa stanno attuando un lockdown di carattere nazionale o regionale, mentre l'OMS segnala un allarmante aumento del 40 per cento delle vittime di Covid-19 rispetto alla settimana precedente;
appare indispensabile riuscire ad arginare la curva epidemiologica al fine di gestire la pandemia in modo da tutelare la salute e permettere al nostro sistema sanitario di offrire una risposta efficiente, nonché garantire cure e ricoveri adeguati a tutti i cittadini:
considerato, altresì, che:
sotto il profilo economico-finanziario, pur in ripresa, l'attività economica nel nostro Paese rimane nettamente al di sotto dei livelli del 2019; pertanto il quadro di finanza pubblica a legislazione vigente per gli anni 2020-2023, delineato dalla NADEF 2020 stima una flessione del PIL nel 2020 del 9,0 per cento rispetto all'8,0 per cento del DEF, mentre nel 2021 è prevista una crescita del PIL del 5,1 per cento, nel 2022 del 3,0 per cento e nel 2023 dell'1,8 per cento;
salvare vite umane e, al contempo, non penalizzare l'economica significa bilanciare beni ugualmente fondamentali e, pertanto, finora il Governo ha deciso misure più soft rispetto a un lockdown totale. Da ultimo, il DPCM 24 ottobre 2020 ha, evidentemente, colpito più duramente talune fasce di popolazione e categorie professionali (per fare solo alcuni esempi, si pensi ai ristoratori, proprietari e gestori di palestre e piscine, ma anche lavoratori e maestranze del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo);
alla luce di ciò rimane pertanto fondamentale che eventuali misure restrittive si accompagnino ad un ulteriore e più certo - nelle cifre, nei modi e nei tempi - ristoro per gli operatori economici che verranno direttamente e indirettamente penalizzati;
in tale prospettiva, il Governo ha dunque adottato con urgenza una strategia articolata su diversi piani, ricomprendendo cospicui interventi di politica economica a sostegno dell'occupazione, dei redditi e della liquidità di famiglie e imprese. Nel complesso, tali interventi ammontano a 100 miliardi in termini di impatto sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione nel 2020 (oltre il 6 per cento del PIL), a cui va aggiunto l'ammontare delle garanzie pubbliche sulla liquidità;
per fronteggiare l'impatto economico-sociale della pandemia Covid-19, l'UE ha predisposto meccanismi per garantire una risposta coordinata e sostenere gli Stati membri nella lotta alla pandemia. In particolare, è stato raggiunto l'accordo dal Consiglio europeo sul Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e sull'associato programma Next Generation EU (NGEU) - che prevede una dotazione di bilancio di 1074,3 miliardi di euro per il periodo 2021-27;
il 29 ottobre ultimo scorso, avendo valutato la situazione epidemiologica quale situazione senza precedenti che suscita gravissime preoccupazioni, il Consiglio europeo ha dichiarato fondamentale attuare il pacchetto per la ripresa economica senza ulteriori ritardi;
udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 le approva ed impegna il Governo:
1) ad adottare misure nazionali che consentano di mitigare il più possibile la curva di crescita del contagio, anche al fine di alleviare il carico, già molto pesante, sul sistema sanitario nazionale;
2) a intervenire in costante confronto con le Regioni con misure restrittive crescenti, adeguate all'evoluzione della pandemia, che siano ispirate ai principi di massima precauzione, di proporzionalità e di adeguatezza, sulla base di parametri oggettivi che consentano di non sottovalutare la severità e l'imprevedibilità della pandemia stessa, che continua a crescere con preoccupante rapidità;
3) a potenziare le misure che consentano di analizzare i dati sui flussi di ingresso e uscita nei reparti del Servizio sanitario, nonché la relativa capienza, anche differenziata su base territoriale, e tracciare tempestivamente, in modo completo ed efficace, le catene di trasmissione, al fine di realizzare un adeguato apparato di prevenzione del contagio e di rafforzamento ed efficientamento del Servizio sanitario su tutto il territorio nazionale;
4) a potenziare gli strumenti atti a consentire la diagnosi ed il trattamento precoce della patologia, anche prevedendo uno specifico piano di interventi che conduca a migliorare in maniera significativa, su tutto il territorio nazionale, la capacità delle strutture sanitarie di rispondere in modo adeguato all'emergenza, assicurando in tal modo la necessaria assistenza sanitaria. In particolare:
- rafforzare il Piano straordinario di assunzioni di personale medico - a partire dagli specializzandi degli ultimi due anni - e di personale infermieristico;
- verificare che sia avviato concretamente il lavoro delle USCA da tutte le Regioni per garantire l'assistenza a domicilio e decongestionare i servizi ed i reparti ospedalieri;
- assicurare che la recrudescenza della pandemia da Sars-Cov-2 non pregiudichi il diritto alle cure dei pazienti affetti da patologie diverse dal Covid-19, a partire da coloro che soffrono di malattie croniche o oncologiche, né l'effettuazione delle attività di prevenzione e screening;
5) a verificare, avvalendosi del comitato tecnico-scientifico, in considerazione dei dati epidemiologici che evidenziano una significativa crescita dei contagi dell'infezione da Covid-19 sull'intero territorio nazionale, la necessità di individuare ulteriori misure di prevenzione per il contrasto alla diffusione del virus, in linea con gli indirizzi che il Parlamento riterrà di formulare;
6) a valutare l'opportunità di adottare misure ulteriori, anche di carattere automatico, differenziandole sulla base della gravità territoriale della diffusione del virus, anche a livello provinciale e/o comunale, in relazione alla sostenibilità del relativo servizio sanitario e prevedendo altresì il contestuale ristoro economico per i soggetti che verranno direttamente e indirettamente penalizzati;
7) a garantire, nelle aree territoriali in cui la soglia dell'indice RT non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, almeno con riferimento alla scuola primaria e secondaria di primo grado, nonché la programmazione delle opportune misure concertative con gli enti territoriali, affinché la didattica in presenza possa essere ripristinata nel più breve tempo possibile anche nella scuola secondaria di secondo grado, sussistendo le medesime condizioni che permettono l'apertura delle scuole nel primo ciclo di istruzione;
8) a rivedere il coefficiente di riempimento dei mezzi di trasporto pubblico, attualmente fissato in misura non superiore all'80 per cento dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi, prevedendo un'ulteriore riduzione della percentuale al fine di garantire agli utenti la possibilità di mantenere il distanziamento necessario ad evitare la diffusione del contagio e, di conseguenza, il diritto a viaggiare in piena sicurezza. A tal fine va conferito, inoltre, massimo impulso all'affidamento dei servizi aggiuntivi, anche di aziende di trasporto privato, al trasporto pubblico locale e scolastico attraverso la completa attuazione delle previsioni di cui al decreto-legge "agosto";
9) a predisporre misure volte a garantire la salute del personale e degli ospiti delle RSA e delle comunità residenziali e semiresidenziali e quelle psichiatriche, predisponendo misure preventive come screening periodici;
10) a valutare l'opportunità di un nuovo ricorso all'indebitamento - ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione - anche al fine di garantire e potenziare il sostegno al reddito ed ai lavoratori (precari, autonomi, partite IVA e PMI) dei settori produttivi dalla pandemia e ad integrare progressivamente tali misure con politiche volte alla creazione di un ambiente idoneo all'esercizio dell'attività di impresa e capace di generare un sensibile incremento occupazionale;
11) a garantire il rafforzamento della Strategia europea per i vaccini, che permetta sviluppo, produzione e distribuzione di vaccini sicuri ed efficaci con un accesso equo, tempestivo e rigoroso per i cittadini europei, nonché a favorire ogni politica coordinata che fornisca una risposta europea comune alla pandemia, con informazioni obiettive sulla diffusione del virus e sugli sforzi efficaci per contenerlo;
12) ad assumere ogni decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria del MES solo a seguito di un preventivo ed apposito dibattito parlamentare e previa presentazione da parte del Governo di un'analisi dei fabbisogni e di un piano dettagliato dell'utilizzo degli eventuali finanziamenti .