Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 148 del 10/09/2019

CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, intervengo brevemente per ribadire un concetto fondamentale, cioè che l'unica forza politica coerente in questo Parlamento si chiama Fratelli d'Italia.

Nel 2018 ci siamo presentati alle elezioni con il nostro partito all'interno di una coalizione di centrodestra, considerando che per noi sono innaturali e impossibili le alleanze con coloro che sono opposti al nostro modo di pensare e di agire. Non lo abbiamo solo detto, lo abbiamo anche fatto: siamo andati al voto insieme agli amici della Lega, abbiamo detto loro che sbagliavano ad allearsi con i 5 Stelle e ce ne siamo stati orgogliosamente all'opposizione; dopo quattordici mesi gli amici leghisti ci hanno dato ragione e adesso diamo loro il bentornato nelle file del centrodestra, accanto a noi e contro una sinistra qui rappresentata dalle nuove forze di Governo PD e 5 Stelle.

Se andassimo al voto oggi questo Parlamento avrebbe sicuramente una maggioranza di centrodestra e questo, colleghi, lo sapete molto bene e ne avete avuto conferma anche ieri in una piazza qui vicino, a Montecitorio, dove migliaia di italiani hanno urlato a gran voce: elezioni subito.

Signor presidente del Consiglio Conte, questo è un momento politico in cui c'è molta astuzia, in cui si galleggia, ma la politica deve saper scegliere e noi abbiamo scelto da che parte stare; lo abbiamo fatto quando siamo nati come partito e non abbiamo mai rinnegato le nostre idee. Con la forza della nostra ragione e della nostra coerenza siamo nel centro-destra e non ci interessa altro al di fuori di un Governo sovranista nazionale e non è un caso che Giorgia Meloni sia stato l'unico leader di partito a dire sin dal primo giorno di crisi che la via maestra era il ritorno alle urne e questo perché la sovranità appartiene al popolo italiano.

Signor presidente del Consiglio Conte, lei potrà avere anche la maggioranza di questo Parlamento, potrà avere anche il sostegno del Presidente degli Stati Uniti, ma per governare in modo serio occorre la legittimità del consenso popolare. Io ho ascoltato con interesse il suo ultimo intervento in quest'Aula lo scorso 20 agosto e devo dire che era intriso di senso istituzionale. Lei aveva preso atto che una forza politica che la sosteneva non era più disposta a farlo e giustamente ha presentato le dimissioni, ma a quel punto ci saremmo aspettati da lei che si facesse da parte, perché lei che si definisce l'avvocato del popolo italiano sta impedendo a quello stesso popolo che vuole difendere di esprimere democraticamente il proprio voto. Pertanto, se lei è uomo delle istituzioni, signor Presidente del Consiglio, si sottragga a questo scempio, si dimetta e difenda il diritto di voto e la sovranità del popolo italiano. (Applausi dal Gruppo FdI).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà.