Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 095 del 27/02/2019

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,35).

Si dia lettura del processo verbale.

TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Siamo lieti di salutare i docenti e gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore «Stefano Patrizi» di Mirto, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Relazione orale) (ore 9,43)

Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1018.

Ricordo che nella seduta di ieri sono state svolte le repliche dei relatori, è stata respinta una proposta di non passare all'esame degli articoli e ha avuto luogo l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Avverto che è in corso la diretta televisiva con la RAI.

Passiamo alla votazione finale.

UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, colleghe e colleghi, premetto che in un sistema di welfare di livello europeo è necessaria una misura per tutelare le persone che sono - o rischiano di scivolare - sotto la soglia di povertà.

Nel nostro territorio esiste una misura simile al reddito di cittadinanza, che funziona bene. Il reddito minimo di inserimento della Provincia di Bolzano, che non ha requisiti sulla residenza così stringenti come quelli del reddito nazionale, già da tempo garantisce a persone impossibilitate per cause fisiche, psichiche e sociali di provvedere al mantenimento del proprio nucleo familiare e al soddisfacimento dei bisogni primari.

Con il benestare di tutte le organizzazioni sindacali e di settore, la Provincia di Bolzano, che ha competenza primaria in materia, ha deciso di mantenere in vita le proprie prestazioni di assistenza economica e sociale.

Sono tante le perplessità sul modo con cui è stato costruito il reddito di cittadinanza nazionale. A una manciata di giorni dalla sua partenza, manca ancora un accordo con le Regioni, in particolare per quel che riguarda la figura dei navigator. Cosa saranno chiamati a fare, come si relazioneranno con i dipendenti dei centri per l'impiego, come verranno assunti e inquadrati?

Non è ancora stata sottoscritta la convenzione con i CAF. I Comuni hanno già detto che difficilmente riusciranno a incrociare i dati sulla residenza degli ultimi dieci anni, così come a effettuare tutti i controlli per i fasulli cambi di residenza,

L'INPS ha detto che avrà bisogno di almeno sei mesi per approntare gli strumenti di verifica del patrimonio mobiliare e ha stimato che ci saranno almeno 100.000 nuclei familiari che percepiranno il reddito senza averne diritto.

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI(ore 9,45)

(Segue UNTERBERGER). Ma non è solo un tema di controlli. Serviva prima una robusta riforma dei centri per l'impiego. Mancano le sedi adeguate, i computer, un personale qualificato e un'organizzazione del lavoro che consenta di formulare tre offerte di lavoro secondo i criteri di tempo e qualifica indicati dal provvedimento.

La distribuzione delle risorse, che è uno degli obiettivi del provvedimento, produrrà effetti distorti. La misura, per come è costruita, favorisce le persone singole e non le famiglie, eppure tutti i dati ci dicono che sono soprattutto le famiglie povere quelle che non riescono a uscire da questa condizione.

È poi riduttivo collegare la povertà soltanto alla disoccupazione. La povertà può essere la condizione nella quale scivola una madre sola, con figli piccoli, in assenza di strutture e servizi pubblici. La povertà può essere il risultato di una condizione di marginalità sociale e assenza di adeguati strumenti culturali.

Come se non bastasse, si distribuiscono risorse che non esistono. L'Italia è sull'orlo di una nuova crisi economica. Le stime sulla crescita, contenute nella legge di bilancio, sono completamente sbagliate. La produzione industriale è crollata e, quindi, mi chiedo dove si troveranno i posti per le tre offerte di lavoro ai beneficiari del reddito.

Di certo non saranno sufficienti gli incentivi per le imprese. Quale imprenditore assumerà mai a tempo indeterminato una persona che, nella stragrande maggioranza dei casi, ha un basso livello di competenze?

In Commissione è mancato quel confronto che poteva aiutare a rendere migliore il provvedimento, correggendo evidenti storture, alcune delle quali a evidente rischio di incostituzionalità. La pena massima di sei anni per chi presenterà false dichiarazioni è superiore a quella oggi prevista per un falso commesso da un pubblico ufficiale.

Il requisito dei dieci anni di soggiorno in Italia per accedere al reddito è sproporzionato rispetto ai cinque per ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo e la Corte Costituzionale si è già espressa contro in diversi casi. Fa specie anche la norma introdotta in Commissione sulla documentazione dal Paese di origine per gli stranieri. Proprio come nel caso delle mense scolastiche di Lodi, si crea un meccanismo per complicare la vita agli stranieri e rendere difficile, se non impossibile, l'accesso a una prestazione sociale. E questo, oltre a essere inumano, rischia di scatenare un vero e proprio problema sociale.

Anche su quota 100 è del tutto ottimistica la previsione che, a fronte di un maggior numero di pensionamenti, ci sarà un aumento delle assunzioni. Ricordiamoci che, con la legge di bilancio, è stato nuovamente bloccato il turnover nella pubblica amministrazione. Dati alla mano, è soprattutto da questo settore che stanno arrivando le domande di pensionamento, così come da persone che lavorano in aziende in declino, che quindi vanno via perché temono la chiusura dell'azienda o il licenziamento.

Si tratta di una misura che viene finanziata mantenendo il blocco all'indicizzazione delle pensioni introdotto con la riforma Fornero, quindi non è vero che si abolisce la Fornero, ma si conserva proprio quell'elemento che fu il principale oggetto di proteste e contestazioni. Non si risolve neppure il problema delle donne che hanno meno contributi e che anche con quota 100 non riusciranno ad andare in pensione.

Quota 100 è soltanto l'ennesima cambiale sulle spalle delle giovani generazioni. Qui si parla sempre di riforma delle pensioni, ma lo si fa sempre dal punto di vista di chi vuole andare in pensione e mai da quello di chi quelle pensioni dovrà poi pagarle.

La verità è che queste due misure vengono introdotte in tempi così rapidi solo per rispondere a un bisogno di carattere elettorale. La propaganda è, ancora una volta, la cifra di questo Governo. Anche cose giuste, come un reddito minimo, vengono fatte secondo i tempi della politica e non secondo quelli del loro funzionamento e dell'interesse generale.

Prima di redistribuire ricchezza, questa va prodotta o quantomeno vanno costruite le condizioni per farla crescere. Se davvero la prospettiva di questo Governo è di legislatura, bisogna prima di tutto costruire le condizioni economiche e pratiche per l'introduzione di misure così importanti e dispendiose.

Invece qui si fa l'esatto contrario, secondo la tesi, tutta da dimostrare, che così si terrà alto il consenso e si avranno tanti voti alle elezioni europee.

Per tutte queste ragioni, annuncio il voto contrario del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD e FI-BP).

LAFORGIA (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAFORGIA (Misto-LeU). Signor Presidente, abbiamo alle nostre spalle anni molto difficili e duri per il nostro Paese, anni nei quali in ragione di una crisi economica - la più grave dal dopoguerra ad oggi - il Paese ha cambiato totalmente volto, vorrei dire, con un pizzico di retorica, ha cambiato persino la sua anima. Si è assistito ad una vera e propria desertificazione industriale in molte aree del territorio, all'espulsione di migliaia di lavoratori dal mercato del lavoro, ad un mercato del lavoro che è diventato molto più frammentato e molto più precario, anche in ragione di scelte sbagliate fatte in questi anni e alle povertà - bisogna definirle al plurale, proprio perché la povertà ha molte facce - che sono aumentate drammaticamente. Stiamo parlando delle persone in condizione di povertà assoluta, secondo l'algida definizione che i nostri istituti di statistica danno di questa categoria, ma che poi sono persone che drammaticamente non riescono a garantire la sussistenza a loro stessi e quindi ai propri familiari; sono persone che vivono, ad esempio, una condizione di grave deprivazione sociale, persone in condizione di povertà relativa.

Di fronte a questo quadro, Presidente, noi non possiamo avere un pregiudizio nei confronti di tutti gli strumenti che vanno nella direzione di un sostegno al reddito, di un accompagnamento delle persone, della possibilità di un loro riscatto. Ogni strumento che ha un tratto universalistico di questo genere ci vede sostanzialmente favorevoli. Aggiungo, naturalmente, che non bastano i trasferimenti monetari e ahimè non basta neanche più solo la dimensione lavoristica per le persone, perché oggi si sta producendo lavoro povero e per riscattare le persone, innanzitutto quelle in difficoltà, per contrastare le disuguaglianze, bisogna innanzitutto investire sui beni pubblici, sulla sanità pubblica, sulla scuola pubblica, sull'ambiente, sul sistema di welfare: sono quelli gli elementi che fanno di uno Stato uno Stato civile, ma sono soprattutto gli strumenti che tolgono le persone dalla loro condizione di fragilità e le mettono peraltro sullo stesso piano degli altri, perché sono un grande motore di contrasto alle disuguaglianze.

Al netto di questo, non abbiamo un pregiudizio nei confronti degli strumenti di sostegno al reddito e di contrasto alle povertà. Aggiungo anche, signor Presidente, che ci sentiamo lontanissimi anni luce dalla tesi che definisco divanista, di quanti ritengono che il reddito di cittadinanza sia qualcosa che incentiva i nostri ragazzi (ma non solo loro) a poltrire sui loro divari e che quindi li disincentiva alla ricerca di un lavoro. Questa tesi non è soltanto offensiva e chi la propina non ha assolutamente idea della condizione vissuta dalle famiglie che si trovano in una dimensione di povertà (è la condizione che vivono i nostri giovani ad esempio). Si tratta, però, di una tesi persino ridicola in relazione al fatto che se il tema è che l'integrazione al reddito proposta dal reddito di cittadinanza è molto vicina alla soglia dei salari medi di questo Paese, allora forse abbiamo un altro problema, che è la questione salariale, una gigantesca questione salariale. Allora vorrei dire: alzate i salari di questo Paese innanzitutto, anziché proporre la tesi del divano. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e M5S).

Ci sentiamo molto lontani da questa tesi, ma ci sentiamo anche di dire con nettezza che lo strumento del reddito di cittadinanza, non nell'ispirazione di fondo che lo muove, ma nella sua implementazione ed esecuzione, rischia di portare verso obiettivi molto lontani da quelli che lo stesso legislatore, la stessa maggioranza si prefigge. Ciò avviene perché c'è un'idea un po' particolare della povertà, come se fosse una colpa da sanzionare, come se fosse una condizione che cade sulla testa di queste persone che hanno peccato di trovarsi in questa condizione di difficoltà. Lo si evince anche da questo meccanismo sanzionatorio, signor Presidente, di pene inflitte a coloro che dichiarano il falso sulla propria posizione che sono spropositate e danno il senso di uno Stato di polizia. Forse bisognerebbe intervenire laddove il disagio si crea, perché se lo si fa state certi che non c'è alcun bisogno di questo Stato di polizia.

Al netto di questo ci sono alcune gravi lacune - lo dico ai colleghi della maggioranza - e su questo vorrei che ci fosse una sfida da parte nostra. Ci sono delle contraddizioni che vanno sanate immediatamente, lo dico anche pensando al passaggio alla Camera. Se il provvedimento deve aggredire il tema delle fragilità, delle marginalità, delle povertà, come si fa a pensare di non introdurre dei meccanismi più stringenti, perché ad esempio i senza fissa dimora siano accompagnati da questo strumento quando invece rischiano di restare fuori? Come si fa a non mettere al centro il tema dei minori poveri? Come si fa a non capire che la questione della povertà in molte famiglie è appesantita drammaticamente dal fatto che al loro interno ci sono persone disabili che aggiungono alla povertà una condizione di disagio umano assolutamente incommensurabile e su cui bisogna intervenire? Come si fa a pensare un provvedimento per le povertà da cui sono esclusi cittadini extracomunitari che vivono regolarmente nel nostro Paese, a cui si complica la vita fino a escluderli dai beneficiari del provvedimento stesso?

La mia è una considerazione tutta politica, anzi politico-cromatica, perché questo Governo giallo-verde si tinge sempre più di un solo colore, che è evidentemente il verde. Questo vale per il reddito di cittadinanza, ma anche per la quota 100, rispetto alla quale mi limito a dire alla maggioranza di smetterla con la propaganda: non state riformando la legge Fornero, questo è un gradone, un elemento di flessibilità, su cui peraltro non c'è neanche un pregiudizio da parte nostra. Anche in questo caso però esistono elementi che non possiamo non sottolineare.

Non state aggredendo i nodi strutturali della questione pensionistica. È un sollievo, certo, per quelli che aspettavano di essere accompagnati alla loro pensione, un elemento di flessibilizzazione. Ma c'è una questione gigantesca, che riguarda le donne e le loro carriere discontinue - purtroppo - che non consentono alle lavoratrici di questo Paese di avviarsi verso la propria pensione.

C'è una questione che riguarda proprio le carriere discontinue dei nostri giovani. C'è la questione dei lavori usuranti. Bisogna mettere mano, definitivamente, al tema dei lavori usuranti. E c'è, naturalmente, l'enorme problema degli esodati. Anche qui, c'è una salvaguardia cui bisogna mettere mano. Vi abbiamo chiesto di intervenire e non lo avete fatto, perché ci sono ancora persone che non hanno né un reddito né una pensione.

Signor Presidente, concludo dicendo che siamo di fronte a un provvedimento complesso. Insisto nel dire che l'ispirazione di fondo che lo muove non ci vede contrari. Siamo molto preoccupati, però, della sua implementazione. C'è la questione dei precari che verrebbero assunti per risolvere il problema di altri precari. Viene in mente un vecchio saggio dell'economista Piero Sraffa, "Produzione di merci a mezzo di merci". La parafrasi potrebbe essere: produzione di precari a mezzo di precari. Vi abbiamo chiesto di risolvere, ad esempio, la questione dei precari dell'Anpal, che dovrebbero occuparsi di far funzionare questa macchina.

Per tutte queste questioni, noi diciamo alla maggioranza: "risolvete questi temi nel passaggio alla Camera". Voglio rivolgermi, per il suo tramite, innanzitutto ai colleghi del MoVimento 5 Stelle. Vi sfidiamo su questo. Avete la possibilità di risolvere questi nodi nel passaggio alla Camera. Lo farete? Se lo farete, noi vi lasciamo una porticina aperta (è questa la ragione per la quale proporremo un voto di astensione in questo passaggio); ma quella porta aperta deve avere un punto di caduta, che è la possibilità di mettere mano a questioni che, altrimenti, fanno di quello in esame provvedimento un provvedimento pieno di grandi contraddizioni e, soprattutto, un provvedimento che diventa inefficace per risolvere la condizione, che sta a cuore a tutti, di coloro che in questi anni hanno pagato a caro prezzo il peso della crisi economica e che devono uscire dalla loro condizione di difficoltà.

Questa è la nostra responsabilità; questa è la responsabilità della politica. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e M5S).

BERTACCO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BERTACCO (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, questo provvedimento arriva in Aula oggi dopo settimane di attesa, Commissioni rinviate ed emendamenti della maggioranza accantonati nel tentativo di prendere tempo alla ricerca di un accordo all'interno della maggioranza che non c'è stato e che, di fatto, ha esautorato il Senato delle sue funzioni. Tutto rinviato alla Camera. Quindi, miei cari colleghi ancora una volta abbiamo lavorato per nulla. Abbiamo atteso giornate intere decisioni che venivano prese fuori da queste Aule.

Lo voglio dire agli italiani. Oggi questo Governo approverà il reddito di esclusione. Esclusione per le famiglie numerose e per i disabili. Un provvedimento a chiara matrice elettorale, perché è troppo importante elargire la mancia elettorale a tanti, anche a chi non ne avrà diritto, ai furbetti. Con la macchina burocratica infernale che avete creato, infatti, ci vorranno mesi per capire se chi sta prendendo il reddito di cittadinanza ne ha veramente diritto.

Ma poco importa. Ci sono le elezioni europee e, vista la picchiata elettorale, un aiutino assistenziale serve sempre. Agli esponenti del MoVimento 5 Stelle, che si dicono colpiti dalla contrarietà di Fratelli d'Italia al reddito di cittadinanza, perché la destra sociale dovrebbe essere vicina agli ultimi, ricordo che, per noi, i nomadi, i nullafacenti cronici, i parcheggiatori e i venditori abusivi, ovvero tutte persone che prenderanno il reddito di cittadinanza, non sono gli ultimi.

Gli ultimi per noi sono gli italiani sfortunati che rispettano le regole. (Applausi dal Gruppo FdI). Chi lavora e paga le tasse per stipendi da fame, gli artigiani che dopo una vita dovranno chiudere per colpa della fatturazione elettronica, i giovani scappati all'estero perché non trovano lavoro, i precari che non trovano un'occupazione stabile sono tutte categorie che non prenderanno il reddito di cittadinanza. La storia degli ultimi andatela a raccontare a qualcun altro. Noi non consentiremo che si chiudano piccole imprese per dare la paghetta ai nomadi.

Non so se qualcuno ricorda nel 1993 la serie televisiva «X-files». Vi è una similitudine con questo provvedimento perché l'Italia avrà gli "x-navigator", persone con superpoteri che mediamente dovranno seguire e trovare un posto di lavoro a 800 persone. Si tratta di 6.000 persone che andranno a incrementare il numero di precari nella nostra Nazione perché li assumerete con contratto di collaborazione, persone che non si sa dove andranno a lavorare e con quali strumenti. Provo allora a rifare delle domande già fatte in Commissione: selezionati da chi? Come? Abbiamo presentato un emendamento che chiedeva il rispetto dei princìpi di massima trasparenza, pubblicità, imparzialità e pari opportunità come criteri per la selezione dei navigator. Ce lo avete respinto. Lo ridico per chi fuori ascolta: respinto, alla faccia del cambiamento. Però, fate attenzione, perché si dice pure che in un secondo momento saranno stabilizzati: come, dove, da chi? Mistero. Avevamo chiesto di poter scorrere le tante graduatorie aperte per provare a porre rimedio a una follia legislativa inserita nella legge di bilancio che blocca lo scorrimento delle graduatorie. Ma, d'altra parte, da chi ha partorito il decreto dignità molto di più non ci si poteva aspettare. 

Vi è un'altra domanda che sorge spontanea: ma chi ha scritto questo provvedimento è mai entrato in un Comune? lo credo di no. Il 60 per cento di chi farà domanda del reddito di cittadinanza non sarà idoneo per il lavoro e, quindi, dovrà essere preso in carico dai servizi sociali dei Comuni. E allora provo - dico: «provo» - in poche parole a dirvi cosa significa presa in carico. La presa in carico è un processo in cui un operatore sociale, a fronte di una domanda espressa o inespressa ma comunque sulla base di un mandato istituzionale, progetta uno o più interventi rivolti a una persona o a un nucleo di convivenza, mantenendo con essa o esso un rapporto continuativo al fine della revisione dell'intervento stesso nel corso del tempo. Capite? Ci si prende in carico una vita, non un elettore. Ma che importa: lo faranno i Comuni con poche risorse e senza personale; l'importante è che si consegni il bancomat del reddito di cittadinanza. Le verifiche anagrafiche le faranno i vigili, togliendoli da un servizio atto a garantire la sicurezza dei cittadini. Cittadini che ci ascoltate, il problema è vostro e non del Governo del cambiamento. Dovevate creare lavoro ed invece creerete assistiti.

Di Maio ha detto che con il reddito di cittadinanza sarà cancellata la povertà. Quando gli italiani si accorgeranno cosa siete riusciti a fare, sarete voi a essere cancellati. Siamo convinti che lo Stato debba mettere in atto misure di contrasto alla povertà, ma il reddito di cittadinanza è la risposta sbagliata al problema reale della povertà. È un inganno perché le risorse disponibili sono totalmente insufficienti a fare quanto promesso: 6 miliardi per 5 milioni di persone - come annunciato - per il 2019 significa una media di un centinaio di euro al mese a persona oppure 780 euro al mese a circa 750.000 persone. Solo per garantire le promesse fatte ai 4 milioni di pensionati minimi e sociali servirebbero più di 10 miliardi.

Il reddito di cittadinanza è un insulto a chi lavora quaranta ore a settimana per poco più di quell'importo: i soldati che guadagnano 850 euro al mese, i poliziotti, la polizia penitenziaria, i molti operai e impiegati che ne guadagnano a fatica 1.100; i lavoratori part time che guadagnano 500 o 700 euro al mese. Per tale ragione abbiamo provato a limitare il danno di questo provvedimento con le nostre proposte: un reddito d'infanzia di 300 euro per ogni figlio a carico fino a sei anni: respinto; il raddoppio della pensione d'invalidità: respinto; alzare le pensioni minime e anticipare a sessanta anni il percepimento della «pensione sociale» per chi è privo di reddito: respinto; fondo per far partire il quoziente familiare di un miliardo di euro: respinto; fondo di 400 milioni di euro per gli asili nido gratuiti: respinto; garanzia di Stato sui mutui per le giovani coppie: respinto; sgravi fiscali fino a 20.000 euro per i nuovi assunti e l'autoimpresa: respinto; escludere i condannati con pena non inferiore ai due anni: respinto; divieto di cumulo prestazioni per la definizione del reddito minimo per evitare che chi ha un permesso di soggiorno scaduto grazie al reddito di cittadinanza possa comunque restare in Italia: respinto; stesso contributo per chi ha un immobile in locazione a chi sta pagando un mutuo: respinto; prima sottoscrivi il patto con lo Stato, poi percepisci il reddito di cittadinanza: respinto; accettare la prima proposta di lavoro, se rifiuti revoca del reddito di cittadinanza: respinto; se per inadempienza il reddito di cittadinanza viene revocato, nessun'altra possibilità di ottenerlo nuovamente: respinto; progetti di utilità sociale almeno venti ore alla settimana: respinto; non solo contratti a tempo indeterminato, ma anche contratti part-time o a tempo determinato, perché la stagionalità nel nostro Paese non è irrilevante (turismo e agricoltura: sono parole che vi dicono qualcosa?): respinto; rivedere la scala di equivalenza per non penalizzare le famiglie numerose: respinto. Tante proposte per un'unica risposta: respinto. Ci dispiace ma la dialettica parlamentare è stata sospesa all'inizio di questa legislatura.

Ai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle che erano qui la scorsa legislatura voglio ricordare le loro proteste in Aula, con le mani sporche di inchiostro, nel tentativo di bloccare la votazione di un'ennesima fiducia al Governo Renzi. lo facevate per rivendicare le vostre prerogative di parlamentari. Ed oggi? Mangiate un pastone cucinato fuori da qui che vi mette in imbarazzo perché tradisce tutto ciò che siete andati a raccontare in questi anni. La bugia è peccato; un peccato che oggi va a scapito degli ultimi, con un provvedimento scritto in fretta che non darà risposte, tantomeno posti di lavoro e benessere agli italiani.

Poche cose su quota 100. È nel programma di Fratelli d'Italia. Siamo consapevoli che non è la riforma della Fornero e nemmeno la sua cancellazione, ma la valutiamo sicuramente come un primo passo in avanti. Per questo capo del provvedimento abbiamo presentato alcuni emendamenti che riteniamo migliorativi, ma soprattutto di buon senso. Dispiace averli visti inesorabilmente respinti.

Abbiamo proposto che gli anticipi TFS vadano finanziati dalla Cassa depositi e prestiti e non dal sistema bancario, perché per noi è forse meglio pagare gli interessi alla Cassa depositi e prestiti che fare un altro piacere alle banche. Abbiamo proposto che per il riscatto della laurea l'estensione dei criteri agevolati sia senza limite di età. La tagliola del contratto è intervenuta anche qui e ha nuovamente impedito un sano confronto parlamentare, altrimenti il parere contrario a queste semplici proposte è difficile da comprendere.

Concludo con un brevissimo pensiero dedicato alle giovani generazioni: diventate grandi guadagnandovi il bene della gente. Noi, patrioti di Fratelli d'Italia, lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo. Per le motivazioni fin qui enunciate annuncio il voto contrario del Gruppo di Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni).

RENZI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che il Governo oggi presenta a quest'Assemblea costituisce il biglietto da visita della maggioranza giallo-verde. Dobbiamo attenzione a una scelta che è la scelta qualificante della politica economica di cinque stelle e Lega. È il vostro biglietto da visita. Vedremo se questo decreto vi permetterà nei prossimi mesi di realizzare un 2019 bellissimo, di abolire la povertà, di dare il via libera al boom economico: sono le parole che il Presidente del Consiglio e il Vice Presidente del Consiglio hanno utilizzato per presentare questo atto.

Per noi, signor Presidente, non è così: questo decreto-legge è sbagliato per tre motivi, uno legato al passato, uno al presente e uno al futuro.

Mi perdonerà, signor Presidente, se non ribadisco le straordinarie e puntuali osservazioni di merito che i miei colleghi del Partito Democratico, Tommaso Nannicini, Annamaria Parente, Edoardo Patriarca e Mauro Laus, hanno rivolto in questo dibattito alla maggioranza (Applausi dal Gruppo PD), ponendo dei semplici emendamenti, nell'ottica di fare il proprio lavoro di parlamentari della minoranza e dare una mano. Non ripeterò gli argomenti di merito. Dico soltanto che, con questo decreto-legge, voi certificate di aver mentito agli elettori, perché avevate promesso un reddito di cittadinanza che noi avevamo valutato per 63 miliardi di euro e che il vice presidente Di Maio aveva detto in campagna elettorale valere 20 miliardi di euro; oggi ci sono 4 miliardi di euro. E avete mentito agli elettori quando avete detto che avreste abolito la legge Fornero nella prima settimana di Governo. Voi non avete abolito la legge Fornero e non avete fatto quota 41; avete fatto quota 100, mettendo le giovani generazioni in difficoltà per i prossimi mesi e per i prossimi anni. Del resto, voi avete mentito sulla flat tax e avete mentito sui rimpatri. Questo decreto-legge segna la fine dell'innocenza del Governo giallo-verde rispetto alla campagna elettorale. Ma, ben più grave, questo decreto-legge segna un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere. (Applausi dal Gruppo PD).

Mancano all'appello 40 miliardi di euro e manca anche il Ministro dell'economia all'appello in quest'Aula: ne capisco l'imbarazzo. Avete gridato per anni contro le clausole di salvaguardia e, ora che siete voi al Governo, le avete raddoppiate; vi sono 25 miliardi di euro da trovare per il 2020. Ma, ben più grave, l'errore nelle previsioni, il vero falso che sta alla base della legge di bilancio, porta ad avere necessità per il 2019 di almeno 15 miliardi di euro. Mancano 40 miliardi e voi mettete 8 miliardi su un provvedimento che non aiuta la crescita.

Non si dica che la crescita è impossibile in Italia, perché con il Governo Monti eravamo a -2,3 e con il Governo Letta a -1,7; poi con i nostri Governi è tornata la crescita e casualmente, con il Governo Conte, siamo tornati in recessione. Sarà casualità? Saranno circostanze fortuite? Leggo con stupore il continuo riferimento: «Eh, ma voi avevate Draghi». Sveliamo un segreto: lo avete anche voi Draghi. Draghi è presidente della Banca centrale europea da cinque Governi: Berlusconi, Monti, Letta, poi i nostri Governi e poi Conte. Io credo che farà in tempo, prima della fine del mandato, a vedere il settimo Presidente del Consiglio. Ma quello che manca oggi non è il presidente della Banca centrale europea, che c'è; è una politica di sviluppo. Che cosa volete fare sulle infrastrutture? La fate o no la TAV? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Il problema non è che non c'è Draghi, il problema è che c'è Toninelli. Questo è il punto problematico. (Applausi dal Gruppo PD).

Il punto sul lavoro: il ministro Di Maio ha realizzato un post su Facebook, valorizzando i dati del 2018. Lo condivido e capisco il vostro imbarazzo, perché basta, anche a un Ministro multitasking come il nostro Vice Presidente del Consiglio, fare una semplice somma e sottrazione sulla calcolatrice dell'iPhone per rendersi conto che i dati positivi del 2018 derivano dalle misure del passato, tant'è vero che dal 1° giugno, giorno dal quale siete in carica voi, al 31 dicembre ISTAT segna una regressione dei posti di lavoro, con una perdita di 122.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e un saldo complessivo di 75.000 posti di lavoro totali in meno. (Applausi dal Gruppo PD). L'aumento dei posti di lavoro lo state dicendo voi sulla base dei risultati che abbiamo prodotto noi. Non è che non c'è Draghi, è che c'è Di Maio. Questi sono i problemi reali di sviluppo economico di questo Governo. (Applausi dal Gruppo PD).

Lasciatemi dire che il tema del reddito di cittadinanza nasce da una visione del lavoro che noi non condividiamo. Abbiamo letto nei sacri testi di Davide Casaleggio che nel 2054 tutti noi lavoreremo l'uno per cento del nostro tempo. È una visione neoluddista, 4.0, è una visione che continua ad immaginare che il futuro faccia paura, che non ci sia lavoro perché l'Internet delle cose cambierà il modo di fare lavoro, con la rivoluzione dei big data, dell'intelligenza artificiale. È vero, cambierà il lavoro, ma ci saranno nuovi lavori: non è che possiamo immaginare che, siccome il futuro cambia, noi non lavoreremo più. Siamo come gli amanuensi che avevano paura della macchina da stampa; siamo come i luddisti che avevano paura dei robot e dell'innovazione tecnologica. Non è così. Il futuro non è una minaccia. (Applausi dal Gruppo PD).

Amici dei cinque stelle, vi diciamo no perché siamo totalmente diversi da voi nella visione del lavoro. Se c'è la povertà, non la si combatte creando un sussidio, trovando 6.000 navigator - che ancora non abbiamo capito da chi saranno assunti - ai quali affidare l'incarico di offrire tre proposte di lavoro a chi non ce l'ha. Se infatti a Vibo Valentia qualcuno ha tre proposte di lavoro, non c'è bisogno del navigator per trovare un'occupazione, ve lo garantiamo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini). Il punto centrale è che voi utilizzate una cultura della paura sul futuro, che è la stessa che ha la Lega sull'immigrazione. Voi immaginate che il domani sia un qualcosa di cui avere timore; noi pensiamo di no. Il domani è senz'altro incerto e dobbiamo lavorare tutti insieme come italiani per renderlo più forte, ma non potete immaginare che il futuro della Repubblica democratica fondata sul lavoro sia un sussidio, sia l'assistenzialismo, sia un messaggio diseducativo ai nostri giovani. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e del senatore Casini). È la direzione di marcia che è sbagliata, non sono le tecnicalità.

Signor Presidente, questo sguardo di affetto che come Partito Democratico abbiamo verso l'Italia è lo sguardo di chi porta dei risultati perché, quando abbiamo governato noi i posti di lavoro sono aumentati e mi auguro che voi, colleghi della maggioranza, facciate meglio di noi. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S). Il punto fondamentale è però che questo sguardo di affetto si scontra con un linguaggio di odio, signor Presidente, quel linguaggio di odio che, ad esempio viene espresso sui social contro una cantante che dice semplicemente di aprire i porti. (Applausi dal Gruppo PD). È un linguaggio di odio che porta un maestro della scuola pubblica italiana a dire ad un bambino di colore che lui è brutto e che la sorella è una scimmia. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). È un linguaggio di odio che non può permettervi di avere all'interno del Gruppo M5S - e mi rivolgo ad una persona che stimo come il suo presidente Patuanelli - non soltanto chi mima le manette, ma chi dice che un senatore deve essere impiccato. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP).

Questo è un linguaggio dal quale voi dovete prendere le distanze e che non può portare a dire qui ieri ad un senatore del nostro Gruppo che deve bruciare all'inferno, signor Presidente. Anche da parte del Consiglio di Presidenza ci deve essere più forza nello stigmatizzare questo linguaggio, che produce danni per gli uni e per gli altri.

Vedete, chi dice a me che devo essere impiccato provoca una reazione nel Gruppo del Partito Democratico: il presidente Marcucci ha chiesto a me di intervenire a nome del Gruppo, perché chi vuol far tacere qualcuno di noi non si rende conto che costituisce un amplificatore per le nostre idee e per la nostra voglia di portare avanti le idee e la forza del futuro e del domani del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

Chi dice a me che devo essere impiccato non fa paura al Gruppo del Partito Democratico: con quel linguaggio crea una situazione di disagio al Paese. Quando il Ministro dello sviluppo economico va dai gilet gialli, dalla frangia più militare e golpista, spaventa gli investitori internazionali. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Quando voi continuate a dare messaggi sbagliati sullo spread, portate via il risparmio delle famiglie. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini).

Voi non fate paura a noi; state facendo paura agli italiani. Cambiate strada prima che sia tardi. (Prolungati applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini. Molte congratulazioni).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale statale «Sen. Onofrio Jannuzzi» di Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018 (ore 10,23)

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, vorrei anzitutto ringraziare da parte del Gruppo della Lega i Presidenti della Commissione, i relatori, il vice premier Di Maio e il sottosegretario Durigon per tutto il lavoro che è stato fatto in queste settimane per portare in Aula i famosi provvedimenti relativi a quota 100 e reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda il tema della riforma delle pensioni, fra pochi minuti, finalmente votando il provvedimento relativo a quota 100, supereremo la legge Fornero, proprio come avevamo promesso in campagna elettorale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Un altro impegno mantenuto rispetto ai tanti che sono presenti nella lista degli ultimi mesi.

Con quota 100 almeno a sessantadue anni di età e con almeno trentotto anni di contributi - sottolineo senza alcuna penalizzazione...

PATRIARCA (PD). Non è vero!

ROMEO (L-SP-PSd'Az). ...rispetto a tutte le cose sbagliate che sono state dette in questi ultimi tempi - finalmente manderemo in pensione più di un milione di persone nei prossimi tre anni. Si tratterà - tengo a sottolineare - di una meritata pensione, di gente che ha lavorato duro una vita e che è giusto che si possa anche godere la famiglia; è anche in questo modo che si aiutano le famiglie. Tuttavia, oltre a mandare in pensione un milione di persone, quota 100 ha l'obiettivo di favorire il ricambio generazionale, di smuovere il mercato del lavoro. Certo, non vi sono automatismi, non è che per ogni persona che sarà in uscita, ci sarà di sicuro una nuova assunzione, ma ragionevolmente possiamo pensare che le imprese per aumentare la propria produttività possano controbilanciare un'uscita con una o - forse - due entrate nel mondo del lavoro. È infatti riconosciuto da tutti che la riforma Fornero ha fatto di sicuro una cosa: ha ingessato il mondo del lavoro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo è quello che ha fatto. (Commenti dal Gruppo PD). Ricordo poi che dal mese di novembre, in accordo con l'Unione europea, finalmente si sbloccherà il turnover per i dipendenti pubblici e per la pubblica amministrazione; cosa che fino a ieri non era stata possibile con i Governi precedenti.

A chi ci dice che la riforma delle pensioni la pagheranno le future generazioni...

GRIMANI (PD). E chi la paga?

ROMEO (L-SP-PSd'Az). ...noi rispondiamo dicendo che se i giovani oggi non dovessero trovare il posto di lavoro, non ci saranno future generazioni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo è quello che ci dobbiamo ricordare. E lo vediamo con i dati relativi alle nascite del nostro Paese, che sono i più bassi di tutta Europa.

Al riguardo vorrei rilevare che la riforma ci avvicina al resto d'Europa. Nell'Unione europea infatti sono solo due i Paesi - Danimarca e Grecia - che impongono ai propri cittadini di lasciare il lavoro più tardi rispetto a quanto previsto in Italia fino ad oggi. Nel resto del mondo solo Islanda, Israele e Norvegia hanno le asticelle più alte. Ci avviciniamo così al resto dell'Europa. Ci spiace che i governanti e i funzionari europei non abbiano perso l'occasione di mostrare ancora una volta di essere molto lontani dalla realtà, dimostrando soprattutto lo stato comatoso in cui si trova l'Unione europea oggi; è arrivato infatti il rapporto sull'Italia, in cui ci hanno detto che con quota 100 non crescerà il lavoro. Non ci sorprende che lo abbiano detto, quel che sorprende è che i governanti dell'Unione europea, anziché pensare ad una strategia per uscire dalla recessione (che coinvolge tutta l'eurozona: conosciamo le condizioni in cui si trovano la Francia e la Germania, che ha dimezzato le previsioni di crescita per il 2019, e sappiamo altresì che altri Paesi arretrano), anziché scrivere nuove regole per una globalizzazione sostenibile, abbiamo, come unica preoccupazione quella di attaccare quotidianamente il Governo populista italiano. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo è il dramma vero di chi oggi ci governa in Europa.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, sappiamo che è una misura simbolo del Movimento 5 Stelle; ubi maior ci sono Patuanelli, che ne è il Capogruppo, e il vice premier Di Maio, di conseguenza non entriamo troppo nel merito.

Consentitemi, però, di fare almeno due considerazioni sulla questione del reddito di cittadinanza: questa misura ha generato troppa ilarità negli ultimi mesi, troppa. Del resto, se esiste questo meccanismo in molti Paesi europei, evidentemente una ragione ci sarà. Noi consideriamo che sia giusto, come ha detto anche il nostro Matteo Salvini, aiutare i poveri e aiutare cinque milioni di poveri e tre milioni di disoccupati, compresi molti disabili: per noi è un atto di giustizia sociale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

Certo, è stato detto fin dall'inizio che bisognava mettere dei paletti perché penso sia giusto e ragionevole pensare ad una misura del genere ma con dei paletti per evitare i cosiddetti furbetti. Bene: siamo molto contenti che siano state coinvolte in questa misura le imprese, che vengono incentivate ad assumere perché dal momento in cui scatta l'assunzione le mensilità rimanenti andranno proprio all'impresa sotto forma di sgravi contributivi. Questo è un punto fondamentale su cui ci siamo battuti. Quindi abbiamo messo dei paletti. All'inizio ci dicevano che volevamo regalare soldi a tutti. Poi abbiamo previsto alcuni paletti e adesso ci dicono, negli interventi dei senatori della minoranza, che abbiamo ristretto troppo il campo. Come sempre non si capisce mai dove vogliate arrivare e quale sia il pregiudizio che c'è sempre su tutte le nostre misure.

Prima di concludere, permettetemi un'ultima riflessione da cittadino prima ancora che da politico: ci chiediamo perché coloro che ci attaccano adesso sul tema del reddito di cittadinanza, quando lo Stato e i Governi passati spendevano cinque miliardi per gli immigrati - si potrebbe definire "reddito di migranza" - non protestavano e andava bene a tutti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

Quando si spendevano (e si spendono e non voglio entrare nel merito se sia giusto o no) 10 miliardi di euro all'anno per regalare 80 euro a chi il lavoro ce l'aveva già, questo veniva considerato un colpo di genio dell'allora premier Matteo Renzi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD. Proteste della senatrice Malpezzi). Senatore Renzi, richiami la collega. Vi chiamate Partito Democratico: rispettate il vostro simbolo, almeno.(Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi.

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Se invece spendiamo sette miliardi per aiutare i nostri poveri e i nostri disabili si scatena contro tutto il mondo. Questo sinceramente non lo capiamo, o almeno comprendiamo che il mondo oggi vada al contrario però pensiamo che a tutto ci debba essere un limite.

Nel dichiarare il nostro voto favorevole a questo importante decreto-legge...

LAUS (PD). Pensateci!

ROMEO (L-SP-PSd'Az). No, non solo non ci pensiamo, lasciamo scrivere i libri ad altri e noi pensiamo a scrivere una pagina importante della recente storia d'Italia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Molte congratulazioni).

BERNINI (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BERNINI (FI-BP). Signor Presidente, colleghi, abbiamo detto molto su questo provvedimento in questi giorni. Devo dire che mi ha particolarmente colpito il modo con cui sono intervenuti i colleghi della maggioranza nella discussione generale. Ho apprezzato molto il fatto che, questa volta, siano intervenuti; anzi, mi scuso per aver revocato in dubbio la loro partecipazione nel mio intervento iniziale, ma erano i precedenti che mi portavano ad essere sospettosa. Questa volta i colleghi sono intervenuti e ci ha fatto un immenso piacere, perché quantomeno hanno parlato. Mi auguro che nelle prossime occasioni possano anche ascoltare la voce della minoranza e magari fare tesoro dei nostri suggerimenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Infatti, colleghi, come è stato stigmatizzato dai colleghi che mi hanno preceduto, che molto correttamente hanno delineato il perimetro di questo provvedimento, questo decretone "one-one" diventa un decretino "ino-ino" (Applausi dal Gruppo FI-BP), perché si restringono la platea beneficiari e le somme a disposizione. Presidente Di Maio, voi che vi siete recati a Bruxelles come uomini veri, battendo i pugni sul tavolo, e avete tentato di fare una legge di bilancio - su cui si fonda questo provvedimento - dell'uomo che non deve chiedere mai, dell'uomo "Denim" che si strappa la camicia e dice «io sono qui solo per portare a casa dei risultati» (Applausi dal Gruppo FI-BP), in realtà vi siete sbagliati: non siete andati a Bruxelles, siete tornati a Canossa. (Applausi dal Gruppo FI-BP). E purtroppo avete portato a casa un pessimo risultato per l'Italia.

Questo provvedimento è stato descritto da tutti in maniera bucolica, come l'abolizione della povertà, come un momento di felicità per questo Parlamento. Tutti i colleghi cinque stelle, o una buona parte di loro, sono intervenuti dicendo: «Siamo felici di poter dire agli italiani che abbiamo mantenuto le promesse»; colleghi, gli italiani si renderanno conto che queste promesse sono bugie, illusioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Si stanno già svegliando dall'anestesia delle parole vuote, della propaganda, degli slogan. Gli italiani si stanno già svegliando dal letargo, dal torpore, dall'illusione della povertà abolita a «Porta a Porta», ministro Di Maio. La povertà si abolisce nei fatti. In questa Aula non dobbiamo dimenticare mai le dosi massicce di realtà che la nostra situazione economica richiede di portare qui, a vantaggio di tutti. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Colleghi, lo hanno detto negli interventi che mi hanno preceduto: sta calando tutto quello che deve crescere e sta crescendo tutto quello che deve calare! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Sta crescendo il debito pubblico, il deficit, la disoccupazione; sta calando la produzione industriale, la fiducia delle imprese e dei consumatori, l'export, che è stata la nostra punta di diamante e ha sostenuto la nostra impresa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). E voi siete felici? Voi siete felici? Dite che questo sarà un anno bellissimo? Ho sentito qualcuno dire «sì, sarà bellissimo il 2019, ma vi aspettiamo nel 2020». Colleghi, sarà l'Italia a ritrovarsi drammaticamente nuda nel 2020, con problemi sempre più gravi, che non sarà questo decretone "one" a risolvere. Si trasformerà una categoria, che richiede veramente soluzioni serie, importanti, che vanno oltre l'arroganza, l'ignoranza e la pericolosità di chi crede che con gli slogan si costruiscano i provvedimenti, l'arroganza di chi crede che il lavoro si faccia per decreto. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Colleghi, noi non abbiamo bisogno di navigator dal naufragio annunciato: sono naufraghi annunciati, sono persone che non hanno alcuna professionalità, alcuna capacità di trovare posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Colleghi, il lavoro non lo cercano i navigator, navigando e naufragando; il lavoro lo fa la crescita, lo sviluppo, la riduzione del cuneo fiscale, il quoziente familiare. (Applausi dal Gruppo FI-BP). La povertà la combattono il reddito di dignità, quello che noi abbiamo fatto, la social card, il bonus bebè, gli sgravi fiscali veri. E i colleghi della Lega se lo ricordano bene, perché erano con noi quando abbiamo approvato provvedimenti veri.

Sapete qual è l'errore? Il vero illusionismo - che poi è una stregoneria, colleghi, smettetela di giocare a Maga Magò, basta stregonerie! (Applausi dal Gruppo FI-BP) -

è cercare di convincere 5 milioni di poveri - italiani poveri, poveri assoluti - in primo luogo, che avranno un reddito di cittadinanza, e, in secondo luogo, che usciranno dalla povertà, mescolando cose inconciliabili, come il sostegno al reddito, che pure è doveroso. Qualsiasi Governo, come primo provvedimento, deve porsi il tema della povertà e del suo contrasto. (Applausi del senatore Pichetto Fratin).

Amici, ho sentito in quest'Aula cose surreali, come la domanda: «cos'avete contro i poveri?», che vedo rivendicata dal collega Pesco, che è colui che ha negato lo streaming in Commissione durante l'esame della legge di bilancio perché aveva paura della trasparenza. Ancora mi complimento con lei, senatore Pesco. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Colleghi, non vogliamo combattere la crescita e lo sviluppo ma la povertà, per fare uscire i poveri da una dimensione che non è un valore ma una sofferenza! Voi volete creare i poveri e i parassiti di Stato, che dipendono da voi, da noi e dalle nostre tasche e dalle nostre casse, e quando i nostri soldi - perché ci appartengono - finiranno - cosa che accadrà - si ritroveranno ancora più poveri di prima. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Colleghi, un'altra notizia riguarda una ricorrente affermazione che ho sentito fare in quest'Aula in questi giorni: «abbiamo superato la legge Fornero». Ribadisco di non voler dare una triste notizia ai colleghi che l'hanno detto, ma quota 100 conferma la legge Fornero, perché è assolutamente fondata sul suo impianto: altro non è che una decurtazione volontaria e temporanea - imperniata su una finestra che si apre e si chiude in tre anni - che i pensionati applicano alla loro pensione sulla base di un prestito bancario, del quale gli stessi pagheranno anche gli interessi. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Diciamo la verità agli italiani, questo è quota 100, ossia l'assoluta conferma dell'impianto della legge Fornero. Non raccontiamo balle agli italiani: basta stregonerie; basta arroganza; basta slogan! Diciamo agli italiani che il reddito di cittadinanza si paga con il deficit, ovvero con il debito futuro degli italiani e di tutti noi, preso dalle nostre tasche, e che il reddito di cittadinanza si paga anche con le pensioni degli italiani, che non saranno indicizzate. (Applausi dal Gruppo FI-BP). E si tratta di pensioni certamente non d'oro: 1.300 euro netti al mese che non si gioveranno dell'aumento dovuto all'aumento del costo della vita. Per voi non sarà niente, amici, vi vedo così tranquilli e sciolti nel togliere soldi ai pensionati: ma sono da 30 a 60 euro in meno in busta paga, che per un pensionato contano. Mandate in pensione le persone e per coprire il reddito di cittadinanza togliete soldi ai pensionati: bella operazione, complimenti! Io la chiamerei quota zero, anzi, somma zero, non quota 100. Si dà e si toglie, si toglie e si dà. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

C'è poi un'altra cosa, amici, che mi ha molto colpito: è stata bellissima l'immagine familiare descritta da alcuni colleghi, soprattutto del MoVimento 5 Stelle ma anche della Lega, che parlavano dei nonni che, potendo andare in pensione anticipatamente, si sarebbero trovati in famiglia ad accudire i nipotini. Ma, colleghi, se si ferma l'ascensore generazionale la casa sarà affollatissima: ci saranno anche i figli senza lavoro, non solo i nonni ad accudire i nipotini! (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Quindi, basta balle e basta arroganza. Siamo sconcertati dalla vostra arroganza: vi state vendendo l'anima, perché sapete benissimo - lo ripeto - che il lavoro non si fa per decreto e la povertà, ministro Di Maio, non si sconfigge a «Porta a Porta».

Noi diciamo sì al lavoro, sì alle infrastrutture, sì agli investimenti, sì alla TAV! No alle bugie, no al decreto-legge di questo Governo, che ruba il futuro agli italiani! (I senatori del Gruppo FI-BP indossano casacche azzurre recanti la scritta «sì lavoro, no bugie» e caschi di protezione dello stesso colore recanti la scritta «sì TAV»).

PRESIDENTE. Il folklore, senatrice Bernini, non appartiene a quest'Assemblea né alla dignità delle istituzioni, ma alle piazze. La smetta, faccia togliere tutto, via!

Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 10,43, è ripresa alle ore 10,46).

La seduta è ripresa.

Vorrei ricordare che il folklore non appartiene all'Aula del Senato, ma soltanto alle piazze. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

TAVERNA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TAVERNA (M5S). Signor Presidente, colleghi, oggi si chiude un cerchio che si è aperto circa sei anni fa, quando prendevo la parola in quest'Assemblea per raccontare la fine di un'impietosa storia italiana che ha contribuito al declino morale ed economico del Paese.

Stavolta intervengo, invece, a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, di cui mi onoro e sono fiera di far parte, per segnare l'inizio di una nuova storia, che affonda le proprie radici nella nostra Costituzione e che abbatte finalmente quegli ostacoli economici e sociali che, per colpa dell'ignavia e del menefreghismo di una vecchia politica, hanno fin qui impedito ai cittadini di essere uguali e liberi allo stesso modo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Oggi la nostra Costituzione, quella che il PD voleva ridurre a brandelli, riceve attuazione. Oggi lo Stato guarda a chi è stato lasciato indietro, molto indietro, in un angolo, a chi è stato messo nelle condizioni di credere di essere un fallito e di smettere di sperare nel futuro. Oggi l'Assemblea del Senato approva il reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP).

Tutti verranno messi nelle condizioni di ripartire e di credere in sé stessi e nel proprio futuro. È finito il tempo del: "Le faremo sapere"; "Un lavoro? Di questi tempi non lo trovi neanche a pagarlo oro". È finito anche il tempo dei buoni consigli dispensati dall'ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali che diceva "vai a farti una partita di calcetto, forse incontri qualcuno che il lavoro te lo offre!". (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Il reddito di cittadinanza è infatti molto più di un sostegno economico. Ce l'hanno messa tutta per far credere che non fosse così. Si è parlato di sussidio e assistenzialismo e ho anche sentito parlare di elemosina da chi l'elemosina l'ha fatta veramente, a tranche di 80 euro e ad alcuni anche richiedendola indietro. (Applausi dal Gruppo M5S.Proteste dal Gruppo PD).

Ormai lo sanno tutti che il reddito è molto di più. Tutti sanno che il reddito di cittadinanza è uno strumento di politica attiva. Se guardo indietro, se ripenso a tutto ciò che di straordinario un movimento di cittadini... (Reiterate proteste dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Colleghi, fate proseguire la senatrice Taverna. Ognuno dice ciò che vuole. Voi, poi, esprimerete il vostro dissenso attraverso il voto.

TAVERNA (M5S). Se guardo indietro, se ripenso a tutto ciò che di straordinario un movimento di cittadini ha fatto... (Commenti del senatore Laus).

Senatore Laus, la debbo riprendere anche quando non presiedo? (Applausi dal Gruppo M5S). La riprendo anche da qui? La sua scortesia e la sua maleducazione... (Ripetuti commenti dei senatori Laus e Marcucci).

PRESIDENTE. Senatore Marcucci, per cortesia, si sieda. Faccia finire l'intervento. Ognuno dice quello che vuole, siamo in un libero Parlamento. (Proteste dal Gruppo PD).

TAVERNA (M5S). Se guardo indietro, se ripenso a tutto ciò che di straordinario un movimento di cittadini ha fatto in questi anni per i cittadini, le prime immagini che mi vengono in mente sono quelle delle due marce che da Perugia ad Assisi ci hanno visti al fianco di migliaia di persone che chiedevano un'opportunità per rimettersi in gioco, diritti, giustizia sociale, chiedevano che nessuno restasse più indietro. È stato lì, ascoltando le tante voci di chi è costretto a vivere ai margini e a vedere emigrare i suoi figli all'estero mentre i soliti noti ingrassavano sempre di più (Commenti della senatrice Malpezzi), che ho capito che è la storia di ognuno di noi a scrivere quella di un intero Paese. D'altra parte, è proprio dalla storia di cittadini comuni che è nato il MoVimento 5 Stelle. Ma non posso dimenticare quanta fatica ci è costata. Non è stato facile. (Commenti della senatrice Bellanova). Il MoVimento 5 Stelle ne ha fatto la sua battaglia più importante. Era il primo punto del programma già alle elezioni del 2013. Da allora non abbiamo mai smesso di combattere in Parlamento perché divenisse realtà e ci tengo a ringraziare in particolar modo la collega e amica Nunzia Catalfo, oggi Presidente della Commissione lavoro, per l'instancabile impegno con cui si è dedicata alla stesura e alla promozione del disegno di legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

LAUS (PD). Togliete gli 80 euro!

TAVERNA (M5S). Era l'ottobre del 2013 quando lo depositavamo qui in Senato, come dimenticarlo? In quel periodo io ero Capogruppo, era il tempo in cui il Senato si esprimeva sulla decadenza di Berlusconi, perché vede, collega Saccone, noi siamo fieri di avere un capo politico che ha trentadue anni, che è incensurato, che ha fatto dei lavori umili prima di diventare Ministro come tutti i ragazzi italiani e non sono certo io che le devo ricordare la storia del suo capo politico. (Applausi dal Gruppo M5S. Applausi ironici dal Gruppo FI-BP. I senatori del Gruppo M5S si levano in piedi).

PRESIDENTE. Per favore, state seduti.

TAVERNA (M5S). L'Italia solo cinque anni fa si trovava un condannato che sedeva ancora in Parlamento, dopo essere stato per venti anni al Governo a suon di leggi ad personam; era appena finito un Governo tecnico che scriveva le leggi solo per l'Europa e ne stava per iniziare un altro che le leggi le faceva per amici, banche, banche degli amici e amici delle banche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dai Gruppi PD e FI-BP).

PRESIDENTE. È possibile ascoltare senza questo chiasso? Basta!

TAVERNA (M5S). E poi siamo arrivati noi, che dall'opposizione abbiamo iniziato subito dando battaglia in Parlamento per una misura di lotta alla povertà.

Ora i ruoli si sono invertiti: noi siamo al Governo e voi siete all'opposizione, sempre uniti, stavolta contro il reddito di cittadinanza. (Applausi dal Gruppo M5S).

Ma come si fa a sedere in Parlamento e a contrastare l'unica misura che può abbattere le disuguaglianze sociali nel nostro Paese?

Per tanti, troppi anni questo Paese è stato svilito, umiliato, mangiato pezzo per pezzo...

LAUS (PD). Togliete gli 80 euro! Vergogna!

TAVERNA (M5S). Senatore Laus, l'ha detto sette volte!

MALPEZZI (PD). Fatelo! Fatelo! Sono solo parole!

TAVERNA (M5S). ...da quella destra e da quella sinistra che, senza un briciolo di vergogna, oggi vanno sbandierando l'intenzione di raccogliere le firme per un referendum contro il reddito di cittadinanza.

MALPEZZI (PD). Ma chi?

TAVERNA (M5S). Non gli è bastato distruggere lo Stato sociale creando un abisso tra ricchi e poveri. No, adesso a quegli stessi poveri, figli delle loro politiche, questi signori hanno addirittura deciso di dichiarare guerra. La sinistra, la sinistra. Ma dov'è la sinistra? Avete rinnegato anche voi stessi pur di contrastare il reddito di cittadinanza. (Applausi dal Gruppo M5S.Proteste dal Gruppo PD).

MARCUCCI (PD). Non può parlare con noi, deve rivolgersi all'Assemblea!

TAVERNA (M5S). Ci hanno provato in tutti i modi.

PRESIDENTE. Non è possibile proseguire in questa maniera.

TAVERNA (M5S). E fu il tempo delle coperture... (Proteste dal Gruppo PD). (Il senatore Marcucci si avvicina ai banchi del Gruppo M5S e si rivolge alla senatrice Taverna. Intervengono i senatori Questori.)

PRESIDENTE. Per favore, senatrice Taverna, non voglio interrompere la seduta. Per favore, ognuno ritorni al proprio posto.

TAVERNA (M5S). Presidente, li mandiamo a sedere? (I senatori Bellanova e Laus espongono dei cartelli recanti la scritta «#VERGOGNA»).

PRESIDENTE. Senatrice Taverna, per favore si limiti a fare una dichiarazione di voto tranquilla. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S).

TAVERNA (M5S). È quello che sto facendo, nella misura in cui mi viene permesso dall'atteggiamento disordinato del Partito Democratico in prima linea (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatrice Taverna, prosegua. Ha ancora quattro minuti.

TAVERNA (M5S). Mi deve concedere il tempo per terminare il mio intervento visto che sono stata interrotta molte volte.

Avete provato in tutti i modi ad ostacolarlo, ad esempio col tema delle coperture. Ci avranno chiesto 5 milioni di volte dove erano le coperture; 5 milioni di volte, tante quante saranno le persone che adesso potranno avere la loro dignità. A volte mi sveglio la notte e vado a cercare la legge di bilancio, nel caso mi chiamasse Giannini e mi chiedesse delle coperture. Poi fu la volta del divano: ne ho sentite di tutti i colori per far passare idea che aiutiamo chi non vuol lavorare, mentendo sapendo di mentire. (Proteste della senatrice Malpezzi).

PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, si sieda, tranquilla!

TAVERNA (M5S). Invece tutti sanno che per ottenere il reddito bisogna attivarsi in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo.

Se oggi mi guardo indietro, ciò che mi suscita più rabbia è che così facendo avete fatto solo in modo che trascorressero invano altri cinque anni; cinque anni in cui - è impossibile negarlo - le condizioni del Paese sono peggiorate, in cui i poveri sono aumentati e milioni di italiani sono strati costretti a rinunciare, non solo a curarsi, ma anche a fare il secondo pasto. (Vivaci proteste della senatrice Bellanova); cinque anni in cui milioni di giovani hanno continuato a scappare dall'Italia e tanti imprenditori sul lastrico hanno scelto di togliersi la vita pur di non accettare la loro vergogna e quella dei propri figli. (Applausi dal Gruppo M5S).

BITI (PD). Rivolgiti alla Presidenza.

TAVERNA (M5S). Per noi c'è stato un solo faro: nessuno deve rimanere indietro, proprio come sognavano i nostri Padri costituenti (Applausi dal Gruppo M5S). Ora quel sogno sta diventando realtà, perché finalmente nel nostro Paese ci sarà una reale ed efficace misura di lotta alla povertà. Finalmente infatti viene riconosciuto per legge il diritto di tutti a una vita dignitosa. (Il senatore Mallegni espone un cartello recante la scritta: «Casa Popolare? Chiedere alla Taverna», che viene rimosso dagli assistenti parlamentari).

Meno intuitivo è forse il nesso tra reddito di cittadinanza e mafia. Infatti, se si è liberi e non costretti dal bisogno non si è più ricattabili. (Applausi dal Gruppo M5S). Questo significa una cosa molto semplice: quei soggetti che hanno costruito le loro carriere politiche su biechi scambi elettorali dovranno farsene una ragione: è finita perché si avrà libertà dal bisogno e spesso anche dalla disperazione.

BELLANOVA (PD). Lo avete fatto la settimana scorsa!

TAVERNA (M5S). L'ultimo pensiero va ai sindacati, che sono scesi in piazza contro il reddito di cittadinanza, peraltro insieme a Confindustria. Ebbene, è finita anche per loro: si sono arroccati sulle loro prerogative dimenticando che dovevano rappresentare i più deboli e non i più forti. (Applausi dal Gruppo M5S).

Ho anche sentito dire che erogare un reddito di cittadinanza così elevato fa sì che non si è più invogliati ad accettare i lavori a basso salario.

MALPEZZI (PD). Tempo! Tempo!

TAVERNA (M5S). Come se il problema fosse il reddito di cittadinanza troppo alto e non i salari troppo bassi. (Applausi dal Gruppo M5S).

Mentre vi sentivo parlare mi sono domandata cosa ne sanno di povertà questi che criticano il reddito di cittadinanza. (Vivaci proteste del senatore Laus).

LAUS (PD). Come ti permetti? Vergognati! Con chi credi di parlare? (Vive e reiterate proteste dal Gruppo PD). (Il senatore D'Arienzo espone un cartello con la scritta «TSO»).

TAVERNA (M5S). C'è una frase di Madre Teresa di Calcutta che, invitata a un convegno sulla fame nel mondo, disse che vi avrebbe partecipato a patto che le persone invitate avessero osservato almeno tre giorni di digiuno, perché per parlare di fame bisogna avere fame. (La senatrice Lonardo espone un cartello con la scritta: «Casa popolare? Chiedere alla Taverna», che viene rimosso dagli assistenti parlamentari. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD).

Consiglio quindi ai miei colleghi, prima di parlare di povertà, di cominciare a vivere con 400 euro al mese, come hanno preteso facessero i nostri pensionati mentre loro si mantenevano i vitalizi (Applausi dal Gruppo M5S) e di cominciare a mantenere le loro famiglie a 800 euro al mese, come hanno voluto che facessero i nostri cittadini mentre avevano stipendi superiori a 14.000 euro. (Applausi dal Gruppo M5S. Vivaci proteste dal Gruppo PD). Comunque i vitalizi li abbiamo già tagliati e per gli stipendi ci stiamo attrezzando. (Applausi dal Gruppo M5S).

Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo molti difetti, ma due cose nessuno ce le può negare: abbiamo un cuore grande e la testa dura perché ci hanno insegnato che bisogna cominciare a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e all'improvviso ci siamo sorpresi a fare l'impossibile. (Vivi, reiterati applausi dal Gruppo M5S. Molte congratulazioni).

VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Sì lavoro, no bugie!

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni».

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Prolungati applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

MARCUCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AIROLA (M5S). Non lo faccia parlare! Non deve parlare!

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, voglio solo comunicare all'Assemblea che pochi minuti fa le ho consegnato il Resoconto della seduta di ieri, dal quale emerge chiaramente, in termini ufficiali e definitivi, che un senatore del MoVimento 5 Stelle ha minacciato e offeso i nostri senatori. (Proteste dal Gruppo M5S. Il senatore Castaldi si dirige verso il banco del senatore Marcucci).

Questa volta, signor Presidente, le chiedo di prendere dei provvedimenti! Non è più possibile tollerare situazioni di minaccia e di offesa che si sono perpetrate nel tempo. (Commenti del senatore Airola).

CASTALDI (M5S). Vergogna! Ma non ti vergogni!

MARCUCCI (PD). Ma ritorna al tuo posto! Non puoi venirci qui! (Intervengono i senatori Questori).

PRESIDENTE. Senatore Marcucci, lei ha consegnato una documentazione alla Presidenza. Io la esaminerò, ne prenderò atto, compirò un approfondimento sulla situazione che si è verificata in Aula e trarremo le conclusioni.

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, io penso sia giusto intervenire in questo momento, dopo una parte dell'intervento del senatore Renzi e dopo le parole ora pronunciate dal senatore Marcucci. Mi sarebbe, infatti, facile far riferimento anche ai cartelli con la scritta TSO esposti mentre parlava la vice presidente Taverna. Mi sarebbe facile dire che ci sono azioni e reazioni, e che io ritengo che vadano censurate sia le azioni che le reazioni.

MARCUCCI (PD). E su questo sono d'accordo.

PATUANELLI (M5S). Dobbiamo compiere uno sforzo in quest'Assemblea, tutti. Io sto cercando di farlo, come Presidente del Gruppo numericamente più grande presente in quest'Aula. Un Gruppo che, per gran parte, ha fatto opposizione nella scorsa legislatura, anche molto rigida, e forse anche sopra i toni.

Io questo sforzo sto cercando di farlo, ma dobbiamo cercare di farlo tutti insieme, per rendere quest'Aula un luogo dove ci si confronta civilmente sulle idee e sulle proposte della maggioranza e dell'opposizione, sapendo che c'è un diritto della maggioranza a governare e un diritto dell'opposizione a opporsi e ad avanzare proposte diverse. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Facciamo uno sforzo e non continuiamo, invece, reciprocamente a dirci: ma tu hai alzato la voce per primo! Ogni tanto, infatti, ho l'impressione che per me sia più facile gestire i miei tre figli quando mi dicono: no, è stato lui a darmi uno schiaffo per primo; oppure: no, è stata lei a sfilarmi la sedia. Ecco, a volte faccio uno sforzo più grande qui dentro che con i miei tre figli.

Credo che dobbiamo tutti fare un ragionamento molto pacato su questo e cercare tutti assieme di abbassare i toni! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti del senatore Collina).

PRESIDENTE. Credo che se continuiamo a usare toni irrispettosi diamo un cattivissimo esempio anche a tutti i cittadini che ci stanno guardando, i quali potranno essere legittimati poi a rivolgersi nei nostri confronti con la stessa tonalità violenta. (Applausi dal Gruppo M5S). Non è possibile. Si possono usare gli stessi contenuti senza arrivare a espressioni offensive nei confronti di chicchessia. I riferimenti alle impiccagioni e alle manette sono assolutamente da censurare. (Il senatore Airola si avvicina ai banchi del Gruppo PD. I senatori Questori intervengono). Richiamano, infatti, un concetto di giustizia di popolo che è contrario al nostro percorso di Stato di diritto. Ogni comportamento va visto nel suo contesto. Siccome mi sono state sottoposte varie questioni su comportamenti non troppo confacenti alla dignità di queste istituzioni, esaminerò tutto perché ci sono filmati e poi vedremo ciò che succederà, nel senso che se ci sono stati comportamenti irrispettosi, saranno debitamente censurati.

CANGINI (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANGINI (FI-BP). Signor Presidente, vorrei lasciare agli atti che il mio dispositivo di voto, insieme a quello del senatore Balboni e della senatrice Ronzulli, non ha funzionato. Naturalmente avremmo votato contro.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Approvazione di questione sospensiva per i disegni di legge nn. 257 e 702

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il presidente della 3a Commissione permanente, senatore Petrocelli, per riferire sui lavori della Commissione in merito ai disegni di legge nn. 257 e 702.

PETROCELLI (M5S). Signor Presidente, la Commissione affari esteri ed emigrazione del Senato ha adottato sul provvedimento un testo unificato che, tuttavia, non è stato esaminato successivamente in Commissione.

Qualora si dovesse procedere in Aula con la discussione generale, come previsto dalla Conferenza dei Capigruppo, vi proporrei di considerare proprio questo testo come riferimento per i lavori.

Questo è quanto devo riferire all'Assemblea sull'ordine dei lavori in Commissione.

Siamo disponibili in ogni momento a fare gli approfondimenti necessari.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce di quanto riferito dal senatore Petrocelli, i disegni di legge saranno discussi senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento.

MARCUCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, in seguito alla relazione del presidente Petrocelli, non capisco come procederemo sul provvedimento. Procediamo oggi senza il relatore e, quindi, con il presidente Petrocelli che si fa carico della relazione o c'è una proposta diversa? Chiedo scusa, ma non ho proprio compreso.

Il Gruppo del Partito Democratico ed io personalmente teniamo molto a questo provvedimento e l'abbiamo sollecitato varie volte. Semplicemente non ho capito come si intenda procedere e le chiedo se gentilmente ci può aiutare a fare chiarezza.

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la questione sospensiva QS1.

Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione sospensiva presentata si svolgerà una discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti.

PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo a nome della maggioranza per illustrare brevemente la questione sospensiva che è stata formulata.

Alla luce dell'analisi dei testi, com'è stato riferito dal Presidente della Commissione, riteniamo opportuno in questa sede un ulteriore periodo di approfondimento, proprio perché ci sono alcune questioni all'interno della Convenzione che riteniamo debbano essere approfondite per evitare ambiguità. Si potrebbero creare problemi in particolar modo con riferimento alla traduzione del testo della Convenzione, che potrebbe dare adito a interpretazioni sbagliate, e anche al testo di recepimento della ratifica.

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO(ore 11,10)

(Segue PELLEGRINI Emanuele). Riteniamo quindi opportuno in questa sede sostenere l'istanza di sospensione della discussione.

RAMPI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAMPI (PD). Signor Presidente, prima di esprimere il nostro parere vorrei capire veramente che cosa stia succedendo dietro a questa Convenzione di Faro. La Commissione cultura del Senato si è espressa in cinque minuti, all'unanimità, e tutti i Gruppi hanno votato a favore del provvedimento: questo avveniva nell'autunno scorso.

Il Presidente della delegazione italiana al Consiglio d'Europa, che è un componente della Camera del Gruppo del Movimento 5 Stelle, si è impegnato personalmente, in mia presenza e di tutti gli altri componenti della delegazione, a procedere a tale ratifica. Stiamo parlando di un testo, colleghi della Lega, che parla della valorizzazione delle tradizioni e delle identità. È veramente un mistero; stiamo facendo una figura incredibile di fronte al mondo, inserendo tutte le settimane all'ordine del giorno il provvedimento e tutte le settimane rinviandolo alla settimana successiva. Ho l'impressione che il Parlamento non abbia la libertà di decidere, perché il testo si porta in Aula, poi se qualcuno è favorevole lo vota e se qualcuno è contrario non lo vota, se la maggioranza sarà favorevole verrà approvato, se la maggioranza dei senatori sarà contraria verrà bocciato.

Non c'è alcun approfondimento da fare, ma questo non lo dico io, lo dicono i vostri colleghi, di tutti i Gruppi (con cui vi prego di consultarvi per le vie brevi nei prossimi cinque minuti) che erano presenti in Commissione cultura e che lo hanno approvato. Se lo hanno approvato loro vuol dire che l'approfondimento non è necessario. (Applausi dal Gruppo PD).

Quindi, non prendiamoci per i fondelli, perché il rispetto di questa istituzione - su cui abbiamo sentito bellissime parole pochi minuti fa - si esercita nei fatti e nei comportamenti. Vediamo di avere rispetto di queste istituzioni, di noi stessi, del ruolo di questo Paese e del nostro essere membri fondatori del Consiglio d'Europa. Facciamo la nostra parte e diventiamo protagonisti della politica internazionale in termini di politiche culturali, invece che fare la figura barbina che stiamo facendo ormai da mesi tutte le settimane.

Per favore fermiamoci qui, approviamo o respingiamo questa ratifica e proseguiamo ad occuparci di qualcos'altro, altrimenti andremo avanti per cinque anni a fare approfondimenti: è una storia che abbiamo già vissuto. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Grazie, senatore Rampi, vale anche per lei la raccomandazione per un linguaggio consono e ovviamente non mi riferivo al «barbina».

LA RUSSA (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LA RUSSA (FdI). Signor Presidente, non ci asteniamo sull'ipotesi di sospendere e credo che non ci sia niente di male, perché tanto è un tema che già da tempo è all'attenzione dell'opinione pubblica. Mi riferisco alla connessione tra le scommesse e i risultati sportivi. (Commenti dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FdI). Non stiamo parlando di questo? Ho sbagliato disegno di legge, signor Presidente. Le chiedo umilmente scusa.

PRESIDENTE. Quindi immagino che muti anche la sua considerazione.

Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva QS1, presentata dai senatori Romeo e Patuanelli.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(773) Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014 (Relazione orale) (ore 11,17)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 773.

Il relatore, senatore Pellegrini Emanuele, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

FERRARI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERRARI (PD). Signor Presidente, le avevo chiesto la parola prima che si chiudesse il punto precedente all'ordine del giorno, perché, se interpreto bene il nostro Regolamento, l'articolo 93, al comma 6, recita che il Senato è chiamato a pronunciarsi prima sulla sospensione e poi, se questa è approvata, sulla durata della stessa. Quindi ciascun Gruppo può ovviamente formulare una proposta. Pertanto noi vogliamo sapere, in particolare da parte di coloro che hanno presentato la sospensiva, di quale proposta di sospensiva e quindi di quale posticipo temporale stiamo parlando.

PRESIDENTE. Senatore Ferrari, la questione è in questi termini. Sicuramente la questione della durata poteva essere posta nel corso della discussione sulla sospensione medesima, nella quale è intervenuto un rappresentante del suo Gruppo. A questo punto, sarà affrontata durante la Conferenza dei Capigruppo.

FERRARI (PD). Signor Presidente, non voglio fissarmi. Però, siccome nel Regolamento c'è scritto che dopo la votazione è prevista un'altra votazione, mi dica lei quando potevo intervenire sull'ordine dei lavori. Giustamente lei ha proseguito nella lettura dell'ordine del giorno ed è passata al punto successivo, ma io solo in quel momento, dopo la votazione, potevo alzare la mano. Non era corretto che questo punto fosse richiamato dal senatore Rampi, perché ci si stava pronunciando sulla sospensione. Io, intervenendo sull'ordine dei lavori, chiedo che ci si pronunci sulla durata, come previsto all'articolo 93, comma 6, del Regolamento. (Applausi dal Gruppo PD).

PETROCELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETROCELLI (M5S). Signor Presidente, su questo punto mi dispiace dover sottolineare che la citazione dell'articolo 93, comma 6, testé fatta dal collega, è parziale e mi tocca leggere completamente il paragrafo di riferimento: «Nel concorso di più proposte intese al rinvio della discussione a date diverse, il Senato è chiamato a pronunziarsi prima sulla sospensione e poi, se questa è approvata, sulla durata della sospensione stessa». In questo caso non ci sono più proposte, né date diverse: il provvedimento già votato è stato rinviato in Commissione, che si occuperà di svolgere gli approfondimenti necessari. (Applausi dal Gruppo M5S)

FERRARI (PD). Non c'è un'indicazione temporale.

PRESIDENTE. Sì, in questo caso mi sembra che, secondo l'interpretazione del Presidente della Commissione, che tra l'altro mi era già stata segnalata, quel punto doveva essere posto se c'erano proposte alternative.

In ogni caso, la Presidenza ha ben presente la questione, perché più volte dibattuta in Conferenza dei Capigruppo. Essa quindi sarà affrontata con molta attenzione e, per quanto mi concerne, con grande rigore nella determinazione dei punti.

Ha dunque facoltà di parlare il relatore.

PELLEGRINI Emanuele, relatore. Signor Presidente, sono oggi chiamato a riferire all'Assemblea sul disegno di legge n. 773 come relatore unico per le Commissioni riunite giustizia ed affari esteri.

Ritengo opportuno sottolineare che questo disegno di legge, che reca la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta nel settembre del 2014 nella cittadina svizzera di Magglingen, sia stato approvato dalle Commissioni riunite senza modifiche e il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sia stato conferito all'unanimità.

Prima di procedere alla disamina del contenuto della Convezione e del disegno di legge di ratifica, vorrei sottolineare come l'esigenza di uno specifico testo convenzionale in materia discenda dalla consapevolezza che l'accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno prodotto, soprattutto negli ultimi anni, un consistente incremento di interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi, incentivando lo sviluppo di un circuito legale di scommesse, nonché di un consistente mercato illegale. Quest'ultimo, in particolare, è potenzialmente in grado di offrire agli utenti margini di rendimento particolarmente elevati e risulta dunque attrattivo per organizzazioni criminali interessate alla manipolazione delle competizioni sportive, ai profitti e alla possibilità di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Alcuni fenomeni corruttivi in ambito sportivo sono peraltro già oggetto di convenzioni internazionali, come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale, sottoscritta a Palermo nel 2000 e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione siglata a Merida nel 2003, testi che, tuttavia, non considerano espressamente i casi di manipolazione delle competizioni sportive, dal momento che essi esulano dal contesto della criminalità transnazionale e dalla nozione di corruzione in senso proprio.

Venendo al merito della Convenzione oggetto di ratifica, ricordo che essa è stata predisposta da un apposito gruppo di redazione intergovernativo ed è finalizzata espressamente a prevenire, individuare e combattere le partite truccate, la manipolazione e tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato delle competizioni sportive.

Più nel dettaglio, la Convezione si compone di 41 articoli suddivisi in IX capi.

Il capo I individua lo scopo, i princìpi guida e le definizioni rilevanti.

Il capo II, oltre a disciplinare gli aspetti relativi alla prevenzione, alla cooperazione e alle altre misure che le parti possono adottare in relazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, tra cui le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive, quelle relative alle autorità di controllo sulle scommesse e quelle riguardanti gli operatori di scommesse sportive, dispone anche l'obbligo per gli Stati parte di individuare e adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più adeguati di lotta contro le scommesse illegali, quali il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell'accesso agli operatori remoti di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi; il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori; il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività illegali; la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali.

Il capo III disciplina lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche e le organizzazioni sportive coinvolte, prevedendo tra le altre misure l'identificazione di una piattaforma nazionale operativa nella lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive che fungerà da centro d'informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità e alle organizzazioni interessate.

I capi IV e V dettano le norme relative al diritto penale sostanziale, alle questioni giurisdizionali e al procedimento penale, stabilendo che la manipolazione delle competizioni sportive venga espressamente sanzionata dal diritto interno degli Stati parte, così come le attività intenzionali di concorso nella commissione dei reati previsti dalla Convenzione.

Con riferimento alle sanzioni penali e amministrative il capo VI contempla, oltre a quelle a carico delle persone fisiche, anche sanzioni indirette per le persone giuridiche e altre di natura amministrativa.

Il successivo capo VII disciplina il settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, prevedendo tra l'altro che gli Stati parte cooperino tra loro nella misura più ampia possibile a fini investigativi e processuali in conformità agli strumenti nazionali e internazionali vigenti, oltre che in tema di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, in base ai trattati internazionali, regionali e bilaterali applicabili.

Gli ultimi due capi del testo disciplinano rispettivamente tutto ciò che concerne l'aspetto di verifica dell'attuazione della Convenzione e le disposizioni finali.

Per quanto riguarda il disegno di legge di ratifica della Convenzione, esso si compone di sette articoli che dispongono rispettivamente in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, all'autorità per la regolamentazione delle scommesse sportive, alle misure relative all'applicazione di pene accessorie, ai reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco e di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore.

Particolarmente rilevanti nel merito sono le disposizioni di cui agli articoli da tre a cinque del disegno, le quali introducono norme di adeguamento dell'ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Più nel dettaglio, l'articolo 3 dà attuazione nell'ordinamento italiano all'articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare un'autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l'applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni e delle competizioni. (Brusio).

PRESIDENTE. Colleghi, è difficile ascoltare l'intervento anche dal banco della Presidenza.

PELLEGRINI Emanuele, relatore. La ringrazio di cuore, Presidente.

L'autorità competente viene individuata dal legislatore nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Vi ricordo infatti che l'Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi, al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. In particolare, nel comparto giochi l'Agenzia provvede alla verifica della regolarità del comportamento degli operatori e al contrasto dei fenomeni di gioco illegale.

L'articolo 4 dà invece attuazione all'articolo 25 della Convenzione, che richiede agli Stati parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca dei beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati, anche attraverso l'aggressione a beni di valore equivalenti a tali profitti. A tal fine il disegno di legge disciplina la confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Con l'inserimento nella legge n. 401 del 1989 di un nuovo articolo 5-bis il provvedimento prevede che, in caso di condanna o patteggiamento per uno dei delitti previsti dalla legge, il giudice debba ordinare la confisca penale e, se questa non è possibile, ordinare la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità anche indirettamente o per interposta persona. In proposito vorrei segnalarvi che l'istituto della confisca per equivalente mira a impedire che l'impiego economico dei beni di provenienza delittuosa possa consentire al colpevole di garantirsi il vantaggio che è l'oggetto specifico del disegno criminoso. La confisca colpisce, infatti, somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto o al profitto del reato ed è prevista dal legislatore solo per talune fattispecie criminose, allorquando sia intervenuta condanna e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il prodotto o il profitto.

L'istituto è attualmente disciplinato dall'articolo 322-ter del codice penale, inserito nel Capo relativo ai delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Proprio a tale disposizione fa espressamente rinvio il secondo comma del nuovo articolo 5-bis. In particolare, il richiamo alla legge speciale al terzo comma dell'articolo 322-ter del codice penale comporta che spetti al giudice, nella sentenza di condanna, determinare le somme di denaro o individuare i beni assoggettati a confisca.

L'articolo 5 introduce, poi, nel decreto legislativo n. 231 del 2001, la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all'articolo 23 della Convenzione. Nel dettaglio, il disegno di legge inserisce un nuovo articolo 25-duodecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite.

La riforma prevede che, in caso di commissione di delitti, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote; in caso di contravvenzioni, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote.

Inoltre, il comma 2 dell'articolo 5 prevede, per la sola condanna relativa a delitti, l'applicazione delle sanzioni interdittive per l'ente previste dall'articolo 9 del decreto legislativo n. 231 del 2001 per una durata non inferiore a un anno. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto «Prealpi» di Saronno, in provincia di Varese, e i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Luigi Fantini» di Vergato, in provincia di Bologna, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 773 (ore 11,32)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà.

BARBARO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio alcune brevi considerazioni sul provvedimento che ci apprestiamo a votare.

Il testo, che ovviamente vedrà il sostegno del nostro Gruppo, ha come scopo autorizzare la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive fatte a Magglingen il 18 settembre 2014, dettando di conseguenza disposizioni di adeguamento del nostro ordinamento alle prescrizioni in essa contenute. La Convenzione che siamo chiamati a ratificare, infatti, mira a riunire tutte le misure preventive e sanzionatorie per impostare una efficace e globale lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, intendendo con queste locuzioni non sono le alterazioni delle competizioni in cui si confrontano atleti o squadre tesi a cambiare il risultato finale, ma più in generale anche tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una gara, progettate per interferire in tutto o in parte col carattere costitutivamente imprevedibile di quest'ultima per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi.

Parlavamo di atto dovuto, ma credo che compito del Parlamento sia anche cogliere le opportunità. Il provvedimento in esame consente di capire i segnali che provengono dalla società, perché il quadro, dal 2014 ad oggi, è mutato: si è partiti da una grande esposizione mediatica degli eventi sportivi... (Brusio).

PRESIDENTE. Senatore, mi scusi se la interrompo. Colleghi, per favore, non si riesce a sentire l'intervento del collega, che peraltro è l'unico iscritto in discussione generale. Vi prego davvero di consentirgli di svolgere l'intervento. Prego, senatore, prosegua.

BARBARO (L-SP-PSd'Az). Parlavo del mutato quadro. Si è partiti da una grande esposizione mediatica, con una conseguente ricaduta economica, degli eventi sportivi, che ha prodotto un proliferare delle scommesse sportive, ma anche degli elementi di corruzione, che hanno turbato il quadro del comparto delle scommesse sportive.

Dal 2014 ad oggi questo quadro è cambiato completamente: l'attenzione si è spostata dal mondo del professionismo al mondo del dilettantismo. Sono diventati oggetto dell'interesse della criminalità organizzata interventi nel mondo del calcio minore; ma soprattutto questi interventi sono diventati importanti in maniera tangibile anche nel mondo dello sport giovanile.

È notizia proprio di quest'ultimo periodo quella di un'attività che ha interessato la pallacanestro giovanile, che addirittura ha riscosso l'attenzione del sottosegretario Giorgetti, il quale ha parlato di un "tumore" che sta comportando, all'interno del mondo dello sport, una mutazione genetica che può produrre effetti devastanti.

Credo che il nostro compito sia anche cercare di capire come trarre spunto da questa ratifica, per volgerla in positivo e individuare provvedimenti legislativi che possano porre riparo a questa vicenda che, di fatto, ha spostato l'attenzione della criminalità organizzata dal mondo dello sport professionistico al mondo dello sport dilettantistico.

Dunque, come Lega non possiamo che sposare questo provvedimento, condividendone sia il fine primario, ovvero l'approvazione di uno strumento specifico in grado di riunire e integrare tutte le misure preventive e repressive già previste in ambito di corruzione e riciclaggio per un'efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, sia quello secondario, ovvero il potenziamento della cooperazione internazionale.

Vorrei tornare un attimo a parlare delle opportunità che ci sono concesse. Il provvedimento in discussione ha individuato nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli l'autorità competente in materia. Tuttavia, sul punto auspico che l'Agenzia possa intervenire il prima possibile in ordine alle attività sia repressive che preventive. Non conosciamo nulla di quanto è stato fatto e vorremmo sapere qualcosa di più, per cercare di capire come riuscire a incidere, anche sotto il profilo legislativo, per l'eventuale correzione dei provvedimenti che potrebbero rafforzare il testo oggi in discussione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.

Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

ERRANI (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERRANI (Misto-LeU). Signor Presidente, condividendone le finalità, voteremo a favore del provvedimento.

Come dimostrato dall'evoluzione delle attività sportive e delle relative scommesse, vi è una serie di problemi che occorre affrontare. Già il collega che è intervenuto in discussione generale ha sottolineato un aspetto, ossia che è l'Agenzia delle dogane e dei monopoli per l'Italia a doverli affrontare, intervenendo in via preventiva e successivamente per contrastare le scommesse clandestine. Inoltre, le amministrazioni pubbliche interessate devono provvedere all'attuazione delle disposizioni del provvedimento.

Vorrei muovere allora una sola sollecitazione, condividendo pienamente il provvedimento. Se vogliamo che vi sia un'attività efficace, forse occorre intervenire ulteriormente sotto il profilo legislativo e dare gli strumenti e i finanziamenti necessari all'Agenzia delle dogane e alle amministrazioni pubbliche interessate per poter intervenire coerentemente nella vicenda.

Votiamo quindi convintamente a favore del provvedimento in esame, facendo questa sottolineatura e chiedendo al Governo di pensare a un intervento nei prossimi mesi. (Applausi dal Gruppo Misto e del senatore Cucca).

SBROLLINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SBROLLINI (PD). Signor Presidente, il provvedimento che ci accingiamo a votare oggi era già stato votato in prima lettura alla Camera alla fine del 2017, ma poi non arrivò al Senato a causa della fine della legislatura.

Si tratta di un testo che anche noi consideriamo molto importante, perché con il provvedimento di ratifica andiamo a colpire un fenomeno in continua crescita in tutta Europa ormai dagli anni '80 in poi. Con i nuovi strumenti, intendiamo combattere, prevenire, individuare e contrastare a livello europeo il fenomeno delle manipolazioni delle competizioni sportive, delle scommesse illegali e della corruzione in un settore tanto strategico anche per il nostro Paese e per l'Europa, nonché del gioco d'azzardo, in tutte le forme che purtroppo non solo sono sempre più in crescita dagli anni '80 ad oggi, ma - ahimè - sono anche sempre più nelle mani della criminalità organizzata.

Come leggiamo sui giornali e vediamo nei programmi televisivi, sono spesso coinvolti anche molti sportivi professionisti.

Per questo motivo, il Partito Democratico aveva già portato il provvedimento all'attenzione della Camera dei deputati, nella scorsa legislatura, e voterà oggi a favore, perché è necessario non solo mettere un freno, ma soprattutto iniziare a dare dei messaggi positivi e mettere in prima linea il tema dell'etica sportiva e del fair play finanziario. Ci auguriamo che tutti i Paesi possano ratificare e dare esecuzione alla Convenzione in oggetto, così da dare un messaggio alto e valoriale dello sport.

Per questo motivo, nella scorsa legislatura abbiamo investito sull'educazione sportiva, sulle regole, sulla disciplina e sul sacrificio, nonché sulla ricerca di testimonial positivi e di atleti che fanno tanto per il nostro Paese, rendendoci orgogliosi nel mondo.

È pertanto necessario colpire e contrastare, con strumenti omogenei in tutta Europa e misure forti, non solo sanzionatorie, quello che è realmente un crimine. Ciò può essere fatto solo se c'è una piattaforma europea in grado di fermare per tempo i flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori. Quindi, è necessario intervenire fin dall'inizio e, a tutti i costi, bloccare le agevolazioni e i contributi a favore di coloro che si sono resi responsabili di tali reati.

Noi amiamo lo sport e vogliamo che rimanga fuori dalla criminalità. Siamo talmente convinti di ciò che non solo voteremo a fare del provvedimento, ma ci auguriamo anche che il tema possa diventare davvero strategico in altri provvedimenti che esamineremo sia nelle Commissioni competenti, che in Assemblea.

Ribadisco, in conclusione, che il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD).

CANDURA (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDURA (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, la Convenzione che ci apprestiamo a ratificare è stata puntualmente esaminata dal relatore, senatore Pellegrini.

A mio avviso, giova puntualizzare il contesto in cui ci troviamo a operare. Gli ultimi trent'anni hanno visto un'enorme accelerazione e un progresso nella tecnologia dello scambio di informazioni e della comunicazione, volgarmente detta Internet. Ciò ha contributo ad aumentare enormemente la raccolta delle scommesse sportive a livello nazionale e internazionale, rendendo dunque ancora più appetibile questo settore dell'economia per la criminalità organizzata. Per altro, la facilità di comunicazione rende anche vulnerabile l'ambiente delle scommesse sportive per i malintenzionati e chi vuole distorcere in maniera dolosa il sistema.

Rimanendo in Italia, secondo l'Agenzia giornalistica sul mercato del gioco, nel 2017 il valore della raccolta delle scommesse sportive - ripeto, solo in Italia - ha superato i 10 miliardi di euro. Di questi, 4.327 milioni sono stati raccolti dalla sola Agenzia delle dogane e dei monopoli. I dati possono essere ricavati dal Libro Blu dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Inoltre, con riferimento alla raccolta di scommesse sportive di sua competenza, viene delineato un trend di aumento estremamente significativo. Nel 2015 l'Agenzia ha raccolto, solo per scommesse sportive, poco più di 2 miliardi di euro; nel 2016 il dato è stato pari a oltre 3 miliardi; nel 2017 si è arrivati a più di 4 miliardi. I dati relativi al 2018 di cui dispongo (non definitivi) sembrano confermare quelli del 2017.

Di conseguenza, l'ambiente delle scommesse sportive è vulnerabile e ne siamo coscienti, anche a livello storico, non solo per gli importi e a livello eventuale. Chi di noi non ricorda lo scandalo di Calciopoli? Qualcuno di noi forse ricorda anche il fenomeno del totonero e la relativa inchiesta del 1980. L'impatto economico, ma anche di immagine, sull'intero Paese di questi fenomeni criminali è evidente a tutti.

Per reprimere siffatte distorsioni in questo settore, che per l'economia italiana e anche per lo Stato italiano - non ce lo nascondiamo - è fondamentale, indichiamo e apprezziamo particolarmente il combinato disposto degli articoli 5, 12 e 13 della stessa Convenzione. Mi riferisco all'articolo 5, che prevede l'analisi del rischio della singola competizione sportiva, agli articoli 12 e 13, che prevedono lo scambio di informazioni sia a livello nazionale tra tutti i soggetti coinvolti, sia a livello internazionale e in più il fatto che i singoli Stati debbano mettere in piedi una piattaforma che è un vero proprio hub delle informazioni di uso interno ed esterno rispetto allo Stato stesso.

La fase preventiva è fondamentale e speriamo che la fase repressiva diventi efficace. Il rischio di manipolazione di questi eventi va oltre - lo ripeto - la sfera economica, che pure rimane significativa, investendo l'immagine del nostro Paese e anche quella di tutti i soggetti che col crimine non hanno a che fare ma che ne rimangono sporcati.

Per questo motivo, tale piattaforma e sistema messi in piedi dalla Convenzione riscuotono il parere favorevole del Gruppo della Lega Salvini Premier-Partito sardo d'azione, a nome del quale chiedo voto favorevole per la Convenzione stessa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

AIMI (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AIMI (FI-BP). Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, il mio è solo un breve intervento per lasciare traccia della posizione del nostro movimento politico, Forza Italia, in merito al provvedimento in esame che riteniamo assolutamente importante. Molto è già stato detto dal relatore ed è per questo che mi esimo dall'entrare nei particolari della Convenzione, che abbiamo peraltro elaborato, discusso e approfondito anche nella 3a Commissione (affari esteri) e della quale condividiamo - lo voglio dire come elemento primario - gli obiettivi.

L'obiettivo della Convenzione del Consiglio d'Europa è essenzialmente combattere la manipolazione delle competizioni sportive al fine di proteggere - è questo il punto essenziale - l'integrità e l'etica dello sport nella sua autonomia. È per questo che noi sottoscriviamo i principi ispiratori della Convenzione. Essi vanno dall'educazione alla sensibilizzazione degli atleti in merito ai fatti in questione e soprattutto alla trasparenza - questo è un altro elemento importante - dei finanziamenti pubblici e anche al monitoraggio degli operatori di scommesse sportive. Ovviamente non poteva mancare lo scambio di informazioni che deve esserci in questo tipo di indagini quando vengono svolte.

Un altro aspetto che riteniamo molto importante è indicato negli articoli 15 e 18, che contengono le previsioni in tema di diritto penale sostanziale, ispirate all'esigenza che la manipolazione delle competizioni sportive sia espressamente sanzionata dal diritto interno. La Convenzione non contiene elementi, dà solo un'indicazione, ma il nostro diritto sostanziale penale è sufficientemente ampio per poter ricomprendere tutti i comportamenti antigiuridici che possono essere posti in essere.

Per queste ragioni, Presidente, il Gruppo Forza Italia esprimerà un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

PIARULLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIARULLI (M5S). Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, sin dalla tenera età lo sport è stato presentato come sana competizione volta a sviluppare in ognuno di noi il senso di squadra e di gruppo quale esempio sociale di singolo non in quanto tale, ma inserito all'interno di una comunità.

I valori dell'amicizia, della solidarietà, della sana competizione, ovvero della capacità di far fronte comune avverso gli ostacoli eventualmente presenti, dovrebbero essere un elemento fondante della nostra società civile, senza discriminazione di alcun genere. Purtroppo, però, con il passare degli anni si rischia di perdere questa visione, poiché possono subentrare delle dinamiche perlopiù estranee allo spirito originario di una qualsiasi competizione sportiva. Le gare, infatti, spesso sembrano essere al centro di un giro di affari, soprattutto in relazione a quegli sport di maggiore esposizione mediatica, e questo ha di certo favorito la proliferazione di interessi economici legali e illegali connessi ai risultati delle competizioni, sminuendo il valore autonomo dello sport.

L'indotto che il sistema sportivo italiano - e non solo - ha generato consiste in un proliferare di interessi economici di rilevante entità, al punto che attorno ad esso si è andato sviluppando un consistente mercato illegale volto a interferire con il regolare svolgimento della competizione. Infatti, il mercato delle scommesse illegali offre agli utenti margini di rendimento particolarmente elevati, in grado di attirare non solo singoli malfattori ma anche organizzazioni criminali che utilizzano questi canali per riciclare denaro proveniente da attività delittuose.

Lo scopo della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive è proprio prevenire, individuare e combattere le partite truccate e la conseguente manipolazione di queste ultime, ovvero tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato per ottenere un indebito vantaggio personale o a favore di terzi. La convenzione, in altri termini, mira a rispondere a tutte le possibili intromissioni illecite che hanno di fatto svuotato il senso originario dello sport ed è per questo che il provvedimento di ratifica è stato approvato all'unanimità dalla Commissione giustizia senza alcuna proposta emendativa. Un simile atteggiamento politico testimonia la volontà di quest'Assemblea, e quindi del Governo del cambiamento, di voler approvare con speditezza e all'unanimità un provvedimento che serve al Paese per proteggere il mondo sportivo dal pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata volte alla commissione di delitti di frode e di corruzione.

La ratifica della Convenzione, in un quadro normativo internazionale, rappresenta uno strumento ad hoc in grado di riunire le misure preventive e repressive per un'efficace lotta alla manipolazione delle competizioni agonistiche e potenziare al contempo il profilo della cooperazione internazionale. Ogni Stato è perciò tenuto ad adottare strumenti di prevenzione e coordinamento interno, di educazione e sensibilizzazione degli operatori e scambio delle informazioni con gli altri Paesi del Consiglio d'Europa, a partire - ad esempio - dall'identificazione di una piattaforma nazionale operativa che, in conformità con le norme interne, funge non solo da centro di raccordo statale dei dati raccolti e di smistamento verso gli altri soggetti coinvolti, ma informa altresì le autorità internazionali circa il verificarsi di possibili reati e della necessità di cooperazione.

La Convenzione si pone quindi a completamento di un percorso già iniziato a partire dal 1989 e nello specifico mira a rendere più rigoroso il regime delle conseguenze patrimoniali derivanti dagli illeciti penali sopraesposti. Il disegno di legge di ratifica estende la misura ablativa della confisca per equivalente anche ai casi di esercizio abusivo delle scommesse e di frode sportiva.

Ad oggi, le fattispecie incriminatrici in commento sono soggette alla disciplina generale delle misure di sicurezza previste dall'articolo 240 del codice penale, non consentendo, quindi, la confisca per equivalente del prezzo o del profitto del reato, determinando una minore capacità di aggressione ai capitali illeciti accumulati attraverso le condotte di frode sportiva e illecita gestione delle scommesse su eventi sportivi.

Al contempo, si interviene sul decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità amministrativa delle società e degli enti per far fronte all'applicazione di tale istituto ai reati in argomento, al fine di determinare una maggiore capacità di aggressione ai capitali illeciti accumulati, appunto, attraverso le condotte di frode sportiva e illecita gestione delle scommesse sugli eventi sportivi.

Questo disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive vogliamo dedicarlo a tutte le generazioni che, indossando la maglia del proprio atleta, sono certe di assistere a uno spettacolo vero di sport, senza alcun tipo di condizionamento esterno, in quanto lo sport deve essere sinonimo di prevenzione e legalità.

Per questi motivi il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente sì all'approvazione del provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

ZULIANI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZULIANI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, colleghi senatori, sono qui a portare all'attenzione dell'Aula un tragico episodio accaduto nel fine settimana scorsa in quel di Venera di Sanguinetto, un Comune della provincia di Verona, del Basso Veronese; un tragico episodio che ha visto travolto da un'auto un giovane ghanese di venti anni, un richiedente asilo.

Segnalo, appunto, la situazione del CAS situato su quella via, la Strada Regionale 10: un centro accoglienza straordinario sito in quella realtà già dal 2016. All'epoca, come sindaco del Comune limitrofo di Concamarise, manifestai il mio dissenso in quanto il centro si trovava - e si trova tuttora - in una zona molto pericolosa: i giovani, che conoscono poco il nostro codice stradale, attraversano la strada che è molto trafficata, e rischiano la loro vita, come la rischiano gli stessi automobilisti che la percorrono, mettendo in crisi un'attività del territorio.

Intanto, vorrei portare le mie condoglianze ai connazionali e alla famiglia del ragazzo morto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az).

Uso, però, quest'Aula per portare una mia istanza, alla quale spero si aggreghi anche la Presidenza, al Ministero dell'interno, perché la situazione deve essere assolutamente risolta. Il CAS, lì dov'è, non ci può stare. Tra l'altro, in quella realtà c'è un'attività lavorativa importante che da più di cinquanta anni si svolge sul nostro territorio, un'attività di ristorazione.

Abbiamo un complesso edilizio nella cui parte anteriore c'è l'Hotel Paradise, mentre nella parte posteriore c'è un ristorante. Sul piazzale antistante, da cui si accede al ristorante, c'è questa attività lavorativa con dieci lavoratori richiedenti asilo che, non essendo a conoscenza delle nostre regole, spesso si trovano in condizioni poco decorose, scoperti nel periodo estivo e trovati spesso anche dai residenti a urinare sul piazzale.

Per risolvere il problema della sicurezza di questi ragazzi, degli abitanti del territorio per il traffico stradale e per la salvaguardia di questa attività lavorativa chiedo in quest'Aula alla Presidenza di segnalare questa situazione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

TARICCO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TARICCO (PD). Signor Presidente, intervengo per sollecitare due interrogazioni sulla vicenda del percorso di fusione tra Alstom e Siemens, culminato con il diniego della Commissione europea all'autorizzazione.

Parlo delle interrogazioni 3-00594 del 12 febbraio 2019 e 3-00483 del 22 dicembre del 2018. Nella prima interrogazione chiedevamo al Governo di tenere sotto stretta osservazione il percorso di fusione che sembrava essere imminente. Nella seconda abbiamo chiesto al Governo di vigilare alla luce della mancata fusione e, quindi, della riorganizzazione industriale che ne conseguirà.

Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio Conte, intervenendo in Aula in sede di question time, ha risposto che il Governo vigilerà e monitorerà per evitare criticità, cosa di cui siamo ovviamente molto grati. Nella mia interrogazione ponevamo un'attenzione più puntuale sulla necessità di richiedere all'azienda un confronto con le rappresentanze sindacali sulle strategie aziendali e per avere certezza sui piani industriali. La sensazione è che sia poco chiaro lo scenario nel quale, alla luce della mancata fusione, le aziende si stiano riorganizzando. Da questo punto di vista mi permetto di sollecitare la risposta all'interrogazione, ma soprattutto chiedo che il Governo si faccia parte attiva di un tavolo di confronto con la proprietà e con le rappresentanze sindacali, perché crediamo che le maestranze abbiano diritto a sapere qual è la prospettiva nella quale si colloca la riorganizzazione aziendale alla luce della mancata fusione. Crediamo infatti che i temi delle strategie aziendali e del confronto sui piani industriali debbano essere richiesti dal Governo alla proprietà, perché le maestranze hanno diritto a sapere qual è la prospettiva di lavoro nei singoli stabilimenti. (Applausi dal Gruppo PD).

MIRABELLI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MIRABELLI (PD). Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione dell'Aula sui fatti, recentemente assurti agli onori delle cronache, avvenuti in questi giorni in provincia di Milano.

In particolare, l'altro ieri in provincia di Milano due gravi fatti di sangue hanno segnato le cronache. Ci sono stati due omicidi di anziani in strada, probabilmente non collegati tra loro. Si tratta di due aggressioni armate con persone che hanno sparato in mezzo alla gente. Lo sottolineo perché non ho letto alcuna reazione da parte del Ministro dell'interno che, invece, credo debba prestare attenzione a una situazione inedita e preoccupante per i territori di Rozzano e Basiglio.

Se il Ministro dell'interno, invece che occuparsi di tutto lo scibile umano o delle elezioni che si susseguono nel Paese, riuscisse a ritagliarsi qualche minuto per concentrarsi sul proprio lavoro, sarebbe utile. Già si sta facendo passare l'idea, con la legittima difesa e la relativa propaganda, che lo Stato non è in grado di difendere le persone in casa e quindi si dà il messaggio «difendetevi da soli». Se si desse la stessa risposta a Milano come a Napoli, dove succedono cose del genere e si ripetono fatti di sangue in strada, sarebbe sbagliato: la risposta non può essere che i cittadini devono arrangiarsi a difendersi ovunque. Serve che il Ministro dell'interno faccia il Ministro dell'interno, vi dedichi attenzione e si impegni per garantire la sicurezza.

Il Ministro dell'interno è molto impegnato e attento a mostrare il pugno di ferro contro i richiedenti asilo e contro le ONG. Sarebbe ora che desse un messaggio chiaro anche per dire che lo Stato è impegnato a garantire la sicurezza dei cittadini e che c'è un Ministero, appunto quello dell'Interno, che si occupa di questo e non della propaganda, si occupa di contrastare il crimine e non le politiche per il trasporto pubblico del Comune di Milano, e che di fronte a vicende come queste lancia l'allarme, assume iniziative e non fa finta di niente. (Applausi dal Gruppo PD).

LONARDO (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LONARDO (FI-BP). Signor Presidente, onorevoli senatori, ancora una volta sono qui a rivolgere al Ministro della salute un appello accorato, affinché dedichi un po' del suo preziosissimo tempo per risolvere i numerosissimi problemi dell'Ospedale di Benevento e di quello di Sant'Agata dei Goti. La invito a rispondere alle numerosissime interrogazioni a risposta scritta che ho presentato, riguardanti appunto la grave situazione della mia città: la prima interrogazione è la 4-00022 dell'11 aprile 2018; la seconda è la 4-00199 del 5 giugno; la terza è la 3-00179 del 7 agosto, la quarta è la 4-00821 del 7 novembre e la quinta è la 4-01327 del 26 febbraio.

Mentre resto in attesa di risposte, mi è stato dato di apprendere dalla viva voce del presidente della Regione De Luca, il 16 febbraio ultimo scorso, a margine della manifestazione della cerimonia inaugurale «Sannio Falanghina, Città Europea del vino 2019», a Benevento, che il Ministro ancora non approva formalmente il Piano ospedaliero e il Piano per l'edilizia ospedaliera e sanitaria, con relativo sblocco dei fondi.

Inoltre sabato ultimo scorso, ho avuto un confronto-incontro sullo stato della sanità beneventana, con i rappresentanti di sindacati FIALS, FSI-USAE, CGL-FP, NURSING-UP, che nel corso della riunione mi hanno rappresentato la difficoltà di interagire con il ministro Grillo. Infatti, anche loro hanno inviato numerose note per rappresentare la grave situazione. La prima lettera è stata inviata nel 19 ottobre 2018, e le altre a seguire: 15 gennaio 2019, 18 gennaio, 24 gennaio, 4 febbraio e 14 febbraio. Credo che non debba aggiungere altro, perché quello che ho detto già parla molto chiaro con riferimento all'attività di questo Ministro a fronte di difficoltà immense.

Sono una rappresentante del popolo e i sindacati rappresentano il popolo. Evidentemente questo Governo non ama interagire con il popolo: è quanto devo rilevare. Apprendo anche che il Ministro si sta recando nelle varie strutture di pronto soccorso; la invito quindi formalmente a venire nell'altra Campania, perché Benevento appartiene all'altra Campania (è una città molto accogliente), per poter constatare di persona qual è la situazione.

La situazione è gravissima e non arrivano le risposte. A questo punto, non possiamo far altro che insorgere. Lo faccio nei modi che la democrazia mi consente e lo farò evidentemente tutte le volte che ci sarà una seduta d'Aula, se il Ministro non interverrà per prendere dei provvedimenti. Non sto facendo altro che invitarla a prendere visione di una situazione che è molto grave. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

PRESIDENTE. La Presidenza si farò carico di inoltrare le sue richieste, senatrice Lonardo.

LUCIDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIDI (M5S). Signor Presidente, ho l'onore di intervenire oggi anche in qualità di neo presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Azerbaijan, per ricordare a quest'Assemblea e al Paese una delle tragedie della storia contemporanea, poco o quasi per nulla conosciuta. Proprio in questi giorni (era il 26 febbraio) ricorre il ventisettesimo anniversario della strage di Khojaly, dove vennero uccisi moltissimi civili di etnia azera durante la guerra del Nagorno Karabakh.

Secondo le diverse stime, a morire durante l'attacco dell'esercito dell'Armenia al villaggio di Khojaly furono 613 civili, mentre molti altri vennero fatti prigionieri. Human Rights Watch ha descritto il massacro di Khojaly come «il più grande e orribile massacro del conflitto» del Nagorno Karabakh, tra Armenia e Azerbaijan. Da oltre vent'anni, con l'occupazione militare da parte dell'Armenia dell'area del Nagorno Karabakh, regione dell'Azerbaijan, e delle sette regioni azere circostanti, l'Armenia ha invaso circa il 20 per cento del territorio dell'Azerbaijan. Quando si parla del conflitto tra Armenia e Azerbaijan è importante ricordare che ci sono quattro risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (nn. 822, 853, 874 e 884 del 1993), che chiedono il ritiro delle forze armate dell'Armenia dai territori occupati dell'Azerbaijan. Tali risoluzioni non hanno avuto seguito.

Va anche ricordata la risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2013, nella quale si sostiene con forza la risoluzione del conflitto tra Armenia e Azerbaijan attraverso l'applicazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Mi preme ricordare che il contesto è quello della dissoluzione dell'Unione Sovietica e dell'emergere delle molteplici etnie che componevano l'unione e che, all'indomani del crollo del blocco sovietico, si ritrovarono in guerra tra loro. Abbiamo visto purtroppo già nei Balcani quanto le guerre scatenate dai moti indipendentisti delle ex Repubbliche sovietiche crearono dei veri e propri genocidi, che, forse più che in altri contesti, colpirono la popolazione, con l'intento di annientare un'etnia rispetto a un'altra.

La guerra del Nagorno Karabakh è in generale poco conosciuta, ma dura tutt'oggi. Durante la scorsa legislatura abbiamo avuto modo di manifestare la nostra preoccupazione per il riemergere del conflitto; infatti, tra il 2 e il 5 aprile 2016, armeni e azeri si sono scontrati ai confini tra le due regioni, con quasi 180 morti tra i militari degli schieramenti in campo.

Per questo auspico e auspichiamo una nuova fase di iniziative volte a promuovere il dialogo tra gli attori in campo, tale da risolvere definitivamente un conflitto che si trascina ormai da troppo tempo e che, va detto, influenza pesantemente le società dei Paesi coinvolti, con un continuo stato di guerra latente, di cui, come è evidente, a soffrire sono i cittadini, le regole democratiche e la normale vita del Paese.

Per questo, signor Presidente, mi auguro - e lo stimolerò in tal senso - che il nostro Governo del cambiamento voglia prendere l'iniziativa per promuovere il dialogo e arrivare presto a una pace compiuta, in conformità con le risoluzioni dell'ONU, dando finalmente tranquillità a quella martoriata regione e assicurando giustizia alle vittime di guerra, in modo da superare finalmente i postumi della guerra fredda. (Applausi dal Gruppo M5S).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto alberghiero «Domenico Rea» di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

MODENA (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MODENA (FI-BP). Signor Presidente, colleghi, ho chiesto la parola perché volevo portare all'attenzione dell'Aula, visto che si parla molto di indigenza, di povertà e di tutti gli argomenti che attengono agli effetti della crisi che dura da dieci anni nel nostro Paese, alcuni rimedi che esistono, ma che probabilmente hanno avuto una scarsa attenzione da parte del Parlamento per la contingenza temporale. Mi spiego. Oggi, quando parliamo del debito delle famiglie o del debito caricato sulle persone, siamo di fronte a numeri abbastanza importanti. Le ultime rilevazioni danno una media di circa 20.000 euro a testa; non mi riferisco al debito pubblico, ma ai debiti dovuti a mutui o a finanziamenti che le famiglie non riescono a pagare e, in generale, al fatto che le famiglie si trovano in difficoltà perché segnalate dalla CRIF eccetera.

Ci troviamo di fronte a persone che pagano con estremo ritardo le rate di questi mutui, con il coinvolgimento di giovani, visto che le fasce di età vanno dai quarantaquattro ai cinquantaquattro anni.

C'è peraltro ancora più confusione perché il fatto che in quest'ultima fase i crediti siano stati anche ceduti dalle banche ha determinato che, anche volendo, le famiglie o i singoli, che vogliono provare a capire come fare con la casa mandata all'asta, non hanno più un interlocutore.

Questo argomento riguarda il modo in cui nella fase che stiamo attraversando, dove usciamo ed entriamo da una porta girevole in una crisi che ha tanti volti e tante facce, dobbiamo guardare alle macerie che ci siamo lasciati alle spalle in questi dieci anni e a quelle che verranno.

Un punto di passaggio fondamentale è la questione relativa al fatto che una persona deve trovare una strada certa dal punto di vista normativo per fare quello che nel caso di fallimento si chiama esdebitazione, pagando cioè quanto può e chiudendo con i debiti.

Questo provvedimento è passato all'esame delle competenti Commissioni giustizia della Camera e del Senato nel periodo della manovra, ma non si è focalizzata l'attenzione sull'importanza del tema.

C'è una possibilità comunque di continuare ad intervenire ed io credo che il Parlamento, a cominciare dal Senato, debba concentrarsi nuovamente sul tema, per un approfondimento complessivo di questo decreto legislativo, che nasce da una legge delega, perché è importantissimo per la gestione del debito e delle difficoltà che oggi incontrano le famiglie normali.

Le persone che sono passate attraverso la crisi e che hanno problemi chiedano di avere una strada per uscire dalle loro difficoltà ed era questo ciò che doveva fare la legge cosiddetta salva suicidi.

Dobbiamo assolutamente individuare delle procedure semplici per mettere un punto ad un periodo di difficoltà, in modo da consentire a queste persone di tornare a lavorare, anche come autonomi, nella vita di tutti i giorni. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

CIAMPOLILLO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIAMPOLILLO (M5S). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio indignato sconcerto in merito all'esito dei lavori della Commissione di indagine conoscitiva della Camera sulla xylella.

Siamo di fronte ad un premeditato atto di procurato allarme reso attraverso dichiarazioni false e pretestuose. In particolare, il collega Giuseppe L'Abbate, colui che avrebbe dovuto difendere gli interessi dei cittadini pugliesi, degli agricoltori veri di Puglia, quelli che da generazioni custodiscono gelosamente i meravigliosi ulivi e il preziosissimo olio di oliva pugliese, ha svenduto tutto questo per assecondare gli sporchi interessi dei soliti noti in Puglia.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, senatore, ma lei non può interloquire sui lavori della Camera dei deputati. La invito dunque a modulare il suo intervento e ad intervenire su temi di carattere generale.

CIAMPOLILLO (M5S). Ho capito, ma sto raccontando un fatto accaduto.

La sola deputata veneta Sara Cunial si è opposta con il suo voto alle indecenti conclusioni della Commissione, impedendone quanto meno l'adozione all'unanimità.

Eppure, grazie a questo risultato, milioni di ulivi sani rischiano di essere tagliati inutilmente e il paesaggio pugliese rischia di essere totalmente distrutto.

I secolari e monumentali ulivi saranno sostituiti con ulivi bassi...

PRESIDENTE. Mi scusi ancora se la interrompo, senatore, poi le farò recuperare il tempo. Lei può parlare ovviamente dell'argomento, ma non può entrare nel merito dei lavori delle Commissioni della Camera. Credo di essermi espressa con chiarezza. La ringrazio.

CIAMPOLILLO (M5S). Come dicevo, in Puglia i secolari e monumentali ulivi saranno sostituiti con ulivi bassi di nessun pregio (leccino e favolosa), comunque potenziali portatori di xylella, la cui coltivazione - al contrario degli ulivi tipici del luogo - richiede un fabbisogno idrico che il territorio pugliese non potrà mai assicurare.

Una follia totale che porterà alla rovina della produzione del pregiatissimo olio pugliese per dare spazio a sfruttamenti intensivi e di scarso valore. Per giustificare tutto questo si dice che si può solo eradicare, non ci sono cure. Tutte falsità indegne. È vero che la scienza non ha mai detto che la xylella non possa essere combattuta e vinta. In Puglia ci sono valorosi ricercatori che nella totale e colpevole indifferenza del locale Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), da sempre mosso dall'unico fine di percepire i denari pubblici per automantenere la propria inutilità e autoreferenzialità, svolgono da anni sperimentazioni che hanno dimostrato esattamente il contrario. Si pensi al metodo Scortichini o a quello, completamente biologico, del Nuovoulivo. Tutto questo perché è assolutamente inutile tagliare gli alberi, come autorevolmente sostenuto da scienziati, come il professor Marco Nuti, la professoressa Margherita Ciervo, la dottoressa Margherita D'Amico, il professor Domenico Pierangeli, dell'Università della Basilicata, come il professor Gianluigi Rana, la professoressa Donatella Battaglia, la dottoressa e ricercatrice Laura Scrano, il professor Michele Perniola, il professor Cristos Xiloyannis, la professoressa Patrizia Falabella. Servono buone pratiche per la prevenzione a cui andrebbero destinati i fondi pubblici a sostegno degli agricoltori.

Serve poi il coraggio di dare spazio al metodo Scortichini e al metodo Nuovo ulivo. La xylella si può sconfiggere con l'ingegno dei nostri scienziati e le buone prassi dei nostri contadini. In ogni caso tagliare gli ulivi non serve a nulla, non serve ad evitare la diffusione del batterio, visto che il batterio è presente ovunque su 300 specie e non solo sugli ulivi ed è in grado di propagarsi comunque. Del resto, se il problema vero fosse quello del contagio, essendo trascorsi di certo almeno cinque anni dall'annunciata emergenza xylella, il batterio avrebbe avuto tutto il tempo per infettare gli ulivi limitrofi. Invece i dati della Regione stessa ci indicano che la percentuale di alberi infetti ad oggi non supera l'1,8 per cento, la stessa percentuale del 2013. E, allora, di quale emergenza parliamo? Così facendo si distrugge soltanto l'immagine della Puglia nel mondo, quella Puglia che il National Geographic ha definito la Regione più bella del mondo. Che senso ha abbattere milioni di alberi di ulivi in gran parte sani e così stravolgere del tutto l'ambiente pugliese e la stessa produzione olearia della Regione? Una posizione del tutto incomprensibile, al limite della follia, se dietro in realtà non si nascondesse l'intento evidentemente fraudolento di assicurare a presunti imprenditori del settore, in gran parte ormai trasformatisi in burocrati delle relative organizzazioni sindacali, fondi europei e impropri, causando così la distruzione totale di un settore nevralgico della Puglia che da sempre ha fatto della qualità delle sue olive e, dunque, dei suoi alberi di ulivo il fiore all'occhiello della propria terra e della sua imprenditoria.

Continueremo il nostro impegno a difesa della Puglia e della sua sana agricoltura, dell'ambiente e dei meravigliosi ulivi che tutto il mondo ci invidia. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Buccarella).

TIRABOSCHI (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TIRABOSCHI (FI-BP). Signor Presidente, intervengo per chiedere la risposta a due interrogazioni che avevo formulato. Vado in ordine di data, dalla più recente alla più datata; la più recente è la 3-00490 del 9 gennaio; la più datata è la 4-01023 del 18 dicembre 2018.

Molto sinteticamente, iniziando dalla più recente; alla fine del 2018 si è svolta, a New York una conferenza internazionale sul tema delle locazioni brevi. Un settore attualmente dominato da pratiche illegali che, invece, se ben regolamentato, potrebbe diventare una parte integrante dell'economia nel segno della responsabilità sociale e della sostenibilità economica, mettendo quindi al bando le speculazioni immobiliari e riportando lo strumento alla sua mission originaria.

Chiedo quindi al Ministro del turismo cosa intende mettere in campo per recepire i principi (circa una decina) che la conferenza internazionale aveva messo in luce, al fine di favorire, da una parte, chiaramente la responsabilità sociale dell'home sharing e, dall'altra, contrastare tutti i professionisti della speculazione immobiliare, così come estirpare l'evasione fiscale dilagante in questo settore di economia, che fattura peraltro delle somme considerevoli e che non può essere sottoposto solo all'istituenda imposta sui servizi digitali, ma deve essere regolamentato in una maniera più totale ed olistica, attraverso il rispetto sia di norme vincolanti sotto il profilo della sicurezza - pensiamo a tutto quello che noi albergatori dobbiamo osservare - sia di normative fiscali più eque che prevedano identici livelli di tassazione previsti anche per gli hotel.

La seconda interrogazione era invece indirizzata al Ministro dell'ambiente e muoveva dalla considerazione di informazioni provenienti da fonti di stampa autorevoli dalle quali si apprende che circa il 12 per cento dei rifiuti italiani non trova destinazione e si accumula senza indirizzarsi né verso il riciclo, né verso lo smaltimento in quanto non ci sono sufficienti impianti di selezione, di rigenerazione, di trattamento e di recupero energetico, che sarebbero necessari per raggiungere il 65 per cento del riciclo, percentuale richiesta dall'Unione europea, e per scendere sotto il 10 per cento di smaltimento in discarica.

Quindi, alla luce di queste considerazioni, chiediamo al Ministro competente quali siano gli investimenti volti a sostenere una strategia di medio - lungo termine, sulla quale peraltro sappiamo che il nostro Paese è in ritardo, che punti da una parte alla prevenzione e al riuso e dall'altra sostenga un nuovo corso industriale per realizzare gli impianti necessari al riciclo e all'incenerimento che sono indispensabili per dar via concretamente all'economia circolare.

Infine, e concludo, sul fronte della transizione energetica dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, si chiede di sapere quali siano le misure volte a sostenere gli investimenti affinché i grandi fondi di investimento, che sappiamo essere quelli che hanno i veri denari, consapevoli dell'elevato costo da sostenere per estrarre le fonti fossili, investano sulle energie rinnovabili, spostando quindi i loro flussi di cassa per gli investimenti in infrastrutture. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

MALAN (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-BP). Signor Presidente, intervengo per una questione interna al Senato. Ho già intrapreso alcune azioni per segnalare il fatto che, salvo che nei momenti tranquilli come questo, nel normale svolgimento dei lavori di Aula, l'amplificazione dell'impianto audio è ben al di sopra dei livelli massimi previsti dalla legge nei luoghi di lavoro.

Nel corso dell'ultimo intervento, poco fa, c'è stata addirittura una media di 95 decibel, quando il limite massimo è 87. Ricordo, peraltro, che si tratta di una scala logaritmica per cui 8 punti in più vogliono dire circa l'80 per cento in più, parlando di quello che percepisce l'orecchio umano perché per quanto riguarda l'intensità del rumore è maggiore. Comunque, l'orecchio umano è fatto molto bene, di conseguenza un aumento di dieci volte dell'intensità del rumore corrisponde "solo" ad un raddoppio della pressione sull'orecchio stesso.

Ho già inoltrato questo appello in diversi modi e lo faccio anche in questa sede: qui ci sono i senatori, c'è il personale che ha diritto, come tutti credo (persino i senatori), a stare in un ambiente che non abbia meno tutele di quelle che magari ci sono in una officina, dove al di sopra di un certo livello di rumore si dovrebbero utilizzare attrezzature come le cuffie che proteggono le orecchie dai rumori eccessivi, cosa che evidentemente sarebbe irrazionale in questa sede. Ci sono delle disparità, anche a seconda del microfono, anche se non so da che cosa dipenda. In alcuni casi, infatti, l'intervento si mantiene tutto al di sopra di determinati livelli e in altri casi, invece, si può sentire un intervento a toni più normali, indipendentemente dalla voce di chi parla. Poi, naturalmente, se chi parla alza la voce è normale che il volume sia più alto però ci deve essere un dispositivo che non permetta di salire al di sopra di un certo livello. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

PRESIDENTE. Grazie senatore Malan, trasmetteremo alla Presidenza la sua richiesta.

GIAMMANCO (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAMMANCO (FI-BP). Signor Presidente, intervengo solamente per dire che ieri, durante la votazione sul decreto che riguarda il reddito di cittadinanza e Quota 100, una collega senatrice del MoVimento 5 Stelle è intervenuta dicendo che Di Maio si è recato a visitare i lavoratori della Blutec, lo stabilimento industriale che si trova a Termini Imerese in provincia di Palermo, lo scorso ottobre, lasciando intendere che il Ministro si stia occupando di questi lavoratori. Sì, è vero, il Ministro e si è recato ad ottobre nello stabilimento della Blutec di Termini Imerese dicendo che avrebbe fatto a novembre un incontro con le parti interessate al Ministero dello sviluppo economico. Poi però non se n'è saputo più nulla.

Finalmente, grazie alla protesta di tutto il comprensorio di Termini Imerese, dei sindaci in prima persona con la guida del sindaco di Termini Imerese, qualcosa si è mosso, ma solo qualche giorno fa, in seguito - lo ripeto - a una grande protesta davanti al Ministero dello sviluppo economico qui a Roma. Tutti i sindaci del comprensorio erano presenti ed hanno protestato perché ai lavoratori in cassa integrazione non era stata rinnovato tale sussidio (parliamo di circa 1.000 lavoratori, quindi di circa 1.000 famiglie in estrema difficoltà per le problematiche che sta attraversando la Blutec).

Grazie a questa sollevazione dei sindacati e dei sindaci, finalmente il Ministro dello sviluppo economico ha deciso di rinnovare la cassa integrazione per questi lavoratori, ma per soli sei mesi, quindi fino al prossimo giugno. Io, come rappresentante di Forza Italia e come senatrice siciliana, dico che è troppo poco. Noi, come Forza Italia, chiediamo che il rinnovo arrivi al 31 dicembre di quest'anno e non fino al 31 giugno.

Mi auguro che il ministro Di Maio sia sensibile alla causa di questi lavoratori perché, colleghi, va bene tutto e va bene anche fare propaganda col reddito di cittadinanza, ma dobbiamo anche pensare a chi un lavoro ce l'ha già e rischia di perderlo. Dati i numeri della nostra economia, credo che non ci sia nulla da sperare, quindi non dobbiamo essere ottimisti, ma dobbiamo aiutare i lavoratori in difficoltà, soprattutto quelli del comparto industriale, che ha visto calare la sua produzione.

Ripeto, mi auguro che il ministro Di Maio metta testa e cuore ai tanti tavoli di crisi aziendale aperti e mi auguro che prenda a cuore la causa dei lavoratori della Blutec di Termini prorogando loro la cassa integrazione almeno fino al 31 dicembre di quest'anno e non solo fino alla fine di giugno. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

COMINCINI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMINCINI (PD). Signor Presidente, con questo breve intervento le chiederei di farsi tramite presso gli esponenti del Governo per affrontare una situazione che reputo incresciosa e veramente indegna di un Paese civile. L'isola di Linosa nell'arcipelago delle Pelagie si trova da due mesi senza più benzina perché, a seguito di un controllo operato da parte dei Vigili del fuoco, una targhetta sulla quale era riportato un numero di matricola non più leggibile è bastato per far chiudere l'impianto.

Da due mesi non c'è più benzina disponibile in quest'isola e, come può immaginare, sta diventando problematico spostare la posta, portare i bambini a scuola, effettuare gli interventi della guardia medica. Insomma, è una situazione indegna di un Paese moderno. Nessuno riesce ad intervenire per risolvere la questione.

Gli abitanti dell'isola si sono rivolti anche al Presidente della Repubblica e hanno consegnato 210 tessere elettorali. Se teniamo conto che nell'isola di Linosa abitano 450 persone e sono circa 350 gli iscritti alle liste elettorali, la loro protesta credo sia comprensibile e vibrante; è una protesta di persone che non possono essere lasciate nella condizione di non potersi muovere.

La Regione Sicilia ha messo a disposizione trasporti gratuiti per otto giorni per andare all'isola di Lampedusa e potersi rifornire, ma l'isola di Lampedusa dista più di due ore di traghetto all'andata e altre due ore al ritorno. Gli otto giorni messi a disposizione dalla Regione Sicilia non sono bastati a risolvere il problema, perché il gestore dell'impianto ha chiesto alla compagnia di benzina di sostituire l'impianto. La cosa evidentemente non è veloce.

Sarebbe bastata una piccola proroga per consentire, mentre si sostitutiva la pompa, la fruizione del servizio, ma così - ahimè - non è stato.

Le chiedo di intervenire presso il Ministero dell'interno e presso il Ministero dello sviluppo economico perché prendano in mano la situazione e trovino una soluzione, pur temporanea, per permettere a questi cittadini italiani di vivere in una maniera decente, corretta e civile. (Applausi dal Gruppo PD).

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 5 marzo 2019

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 5 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 12,40).