Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 002 del 24/03/2018
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del presidente provvisorio NAPOLITANO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,43).
Invito la senatrice Segretario provvisorio a dare lettura del processo verbale.
LUPO, segretario provvisorio, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Votazione per l'elezione del Presidente (ore 10,51)
PRESIDENTE. L'ordine delgiorno reca: «Votazione per l'elezione del Presidente».
Ricordo che nella seduta di ieri nessun senatore ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, prescritta dall'articolo 4 del Regolamento per l'elezione del Presidente in sede di prima e di seconda votazione. Occorre pertanto procedere a una terza votazione per la quale è richiesta, ai fini dell'elezione del Presidente, la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.
Analogamente a quanto avvenuto nella seduta di ieri, i colleghi senatori, prima di entrare nella cabina, riceveranno dagli assistenti parlamentari una scheda che, dopo il voto, depositeranno nell'apposita urna all'uscita dalla cabina stessa.
Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto.
Invito la senatrice Segretario provvisorio a procedere all'appello dei senatori in ordine alfabetico.
(La senatrice segretario provvisorio Lupo e, successivamente, i senatori segretari provvisori Rampi e Di Micco fanno l'appello).
Prendono parte alla votazione i senatori:
Abate, Accoto, Agostinelli, Aimi, Airola, Alberti Casellati, Alderisi, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Astorre, Auddino, Augussori
Bagnai, Balboni, Barachini, Barbaro, Barboni, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bergesio, Bernini, Bertacco, Berutti, Biasotti, Binetti, Bini, Biti, Bogo Deledda, Boldrini, Bonfrisco, Bongiorno, Bonifazi, Bonino, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Bressa, Briziarelli, Bruzzone, Buccarella
Calderoli, Caliendo, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cangini, Cantù, Carbone, Cario, Casini, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Cattaneo, Causin, Centinaio, Cerno, Cesaro, Ciampolillo, Cioffi, Ciriani, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Craxi, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca
D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, Dal Mas, Damiani, De Bertoldi, De Bonis, De Falco, De Lucia, De Petris, De Poli, De Siano, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder
Endrizzi, Errani, Evangelista
Faggi, Fantetti, Faraone, Fattori, Fazzolari, Fazzone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Ferrero, Ferro, Floridia, Floris, Fregolent, Fusco
Galliani, Gallicchio, Gallone, Garavini, Garnero Santanchè, Garruti, Gasparri, Gaudiano, Ghedini, Giacobbe, Giammanco, Giannuzzi, Giarrusso, Ginetti, Giro, Girotto, Granato, Grassi, Grasso, Grimani, Guidolin
Iannone, Iori, Iwobi
L'Abbate, La Mura, La Pietra, La Russa, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lucidi, Lupo
Magoni, Magorno, Maiorino, Malan, Mallegni, Malpezzi, Manca, Mangialavori, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marin, Marinello, Marino, Marsilio, Martelli, Marti, Masini, Matrisciano, Mautone, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mininno, Minuto, Mirabelli, Misiani, Modena, Moles, Mollame, Montani, Montevecchi, Monti, Moronese, Morra
Nannicini, Napolitano, Nastri, Naturale, Nencini, Nisini, Nocerino, Nugnes
Ortis, Ortolani, Ostellari
Pacifico, Pagano, Papatheu, Paragone, Parente, Paroli, Parrini, Patriarca, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Perosino, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pichetto Fratin, Pillon, Pinotti, Pirovano, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittella, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia
Quagliariello, Quarto
Rampi, Rauti, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Richetti, Ripamonti, Rivolta, Rizzotti, Rojc, Romagnoli, Romani, Romano, Romeo, Ronzulli, Rossi, Rossomando, Rubbia, Rufa, Ruspandini, Russo
Saccone, Salvini, Santangelo, Santillo, Saponara, Saviane, Sbrana, Sbrollini, Schifani, Sciascia, Segre, Serafini, Siclari, Sileri, Siri, Solinas, Stabile, Stancanelli, Stefani, Stefano, Steger, Sudano
Taricco, Taverna, Tesei, Testor, Tiraboschi, Toffanin, Toninelli, Tosato, Totaro, Trentacoste, Turco
Unterberger, Urraro, Urso
Vaccaro, Valente, Vallardi, Vanin, Vattuone, Verducci, Vescovi, Vitali, Vono
Zaffini, Zanda, Zuliani.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e dispongo che l'Ufficio di Presidenza provvisorio proceda allo spoglio delle schede in seduta pubblica.
Invito due senatori Segretari a portare l'urna sul banco della Presidenza.
(I senatori Segretari provvisori procedono allo spoglio delle schede. Il Presidente provvisorio procede alla lettura delle schede che gli vengono passate dal Segretario generale e le porge a sua volta ai senatori Segretari provvisori che prendono nota dei voti espressi).
(Vivi, prolungati applausi dei senatori eletti nelle liste «Movimento 5 Stelle» e «Forza Italia» quando, nel corso dello spoglio delle schede, si apprende della elezione dell'onorevole Fico a Presidente della Camera dei deputati).
(L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati generali applausi all'indirizzo della senatrice Alberti Casellati quando, nel corso dello spoglio delle schede, raggiunge il quorum della maggioranza assoluta dei componenti del Senato. Congratulazioni). Riservate qualche energia per l'applauso finale.
Invito i senatori Segretari provvisori a procedere al computo dei voti.
(I senatori Segretari provvisori procedono al computo dei voti).
Risultato di votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Presidente del Senato:
| Senatori presenti | 319 |
| Senatori votanti | 319 |
| Maggioranza assoluta dei presenti | 160 |
Hanno ottenuto voti i senatori:
| Alberti Casellati | 240 |
| Fedeli | 54 |
| Calderoli | 3 |
| Pinotti | 2 |
| Segre | 2 |
| Gasparri | 1 |
| Romani | 1 |
| Zanda | 1 |
| Schede bianche | 14 |
| Schede nulle | 1 |
Proclamo eletta Presidente del Senato la senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati generali applausi).
Vivissime congratulazioni.
Prima di sospendere brevemente la seduta per comunicare il risultato della votazione al Presidente eletto, desidero, poiché qui si conclude il mio incarico di Presidente provvisorio della prima seduta della legislatura, rivolgere alcuni ringraziamenti: un vivo ringraziamento per la preziosa collaborazione al personale del Senato, a cominciare dal Segretario generale. (Applausi). Un affettuoso ringraziamento va ai magnifici segretari provvisori. (Applausi). Un ringraziamento rivolgo a voi tutti, onorevoli senatrici e senatori, per la generosa accoglienza riservatami ieri (Applausi), per avere reso più agevole in ogni modo il mio lavoro e per il senso di responsabilità che ha accomunato questa Assemblea e che rappresenta il segno di identità della prima seduta della nuova legislatura.
Auguri a tutti. Ci rivedremo in quest'Aula. (Vivi, prolungati generali applausi).
(La seduta, sospesa alle ore 13,28, è ripresa alle ore 13,43).
(L'Assemblea si leva in piedi e saluta l'ingresso del presidente neoeletto Alberti Casellati).
Insediamento del Presidente
PRESIDENTE. Invito il Presidente neoeletto, senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, ad assumere la Presidenza del Senato. (Vivi, prolungati applausi).
(Il presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati sale al banco presidenziale e stringe la mano al senatore Napolitano). (Vivissimi, prolungati applausi).
Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI
PRESIDENTE. (Si leva in piedi). Care senatrici, cari senatori, nell'assumere, per vostra volontà, questo altissimo incarico, voglio, in primo luogo, inviare un riconoscente saluto al Presidente della Repubblica (Applausi), che rappresenta, quale capo dello Stato, l'unità nazionale.
Un saluto va al mio predecessore, il senatore Grasso (Applausi), che ha saputo presiedere questa Assemblea nel corso di una intera legislatura, conducendo i lavori in momenti di grande rilievo istituzionale non privi di contrasto politico.
Un saluto cordialissimo al presidente emerito Giorgio Napolitano (Applausi), che salendo su questo scranno dal quale vi parlo ha rivestito il ruolo di Presidente nelle tre più alte cariche che prevede la Costituzione di questo Paese.
Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l'intera collettività. La consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon Governo.
Il Senato, che sono stata chiamata oggi a presiedere, e le istituzioni tutte che definiscono complessivamente la nostra forma costituzionale, riflettono, in questa legislatura che da ieri ha mosso i primi passi, i cambiamenti profondi di un quadro politico per molti versi inedito, frutto di una precisa volontà del popolo, cui spetta, nelle forme e nei limiti costituzionali, la sovranità.
Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi; consapevolezza delle difficoltà non disgiunta da ragionevole ottimismo; rispetto reciproco delle forze politiche nel solco delle regole comuni.
Mi perdonerete l'emozione, ma la scelta che avete compiuto eleggendo per la prima volta una donna alla Presidenza di questa Assemblea (Vivi, prolungati applausi) rappresenta per me una responsabilità che non posso celare dietro nessun preambolo di circostanza. Un onore oltre che, come detto, una responsabilità che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che, con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l'Italia di oggi. Un grande Paese democratico e liberale, in cui nessun obiettivo e nessun traguardo è più precluso. Penso alle mai abbastanza ricordate eroine del Risorgimento, che hanno lottato per quel sogno chiamato Italia. Penso alle tante ragazze di ogni estrazione sociale e di ogni credo religioso, che hanno rappresentato l'anima della lotta di liberazione e che - mi sia consentito - sono qui oggi magistralmente rappresentate dalla senatrice Liliana Segre. (Vivi, prolungati applausi).
Questa mattina ho riletto il mio primo intervento in Senato. Era la discussione sul voto di fiducia al primo Governo di Silvio Berlusconi, il 17 maggio 1994. Lì iniziò il mio percorso da servitrice delle istituzioni. Ho avuto negli anni il privilegio di avere diverse responsabilità pubbliche, fino all'elezione, nel corso della scorsa legislatura, a componente laico del Consiglio superiore della magistratura.
Da oggi le mie energie saranno rivolte ad assolvere questo prestigioso ruolo con disciplina, onore, cercando ogni giorno di mettere in pratica quei valori che la nostra Carta costituzionale, di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario, ha posto alla base della vita delle istituzioni repubblicane.
Da senatrice di più legislature auguro buon lavoro a tutti ma specialmente ai moltissimi che siedono in quest'Aula per la prima volta. Ho visto che solo un terzo dei senatori erano parlamentari nella precedente legislatura. È un dato macroscopico di innovazione che testimonia il grande cambiamento che il Paese ha inteso esprimere con questo voto e che questo Senato saprà ben rappresentare.
Ma questa Camera non rappresenta solo gli elettori, rappresenta tutti i cittadini e, dunque, l'intera Nazione. Un pensiero va allora anche al 27 per cento di italiani che non hanno votato. Questa è sempre una sconfitta per una democrazia parlamentare. È un dato preoccupante. Riportare alla politica e alle urne una così cospicua quantità di cittadini deve essere un impegno condiviso, un impegno che si onora con la presenza, con il coinvolgimento, con la vicinanza al territorio, in una parola con la politica intesa come spirito di servizio.
Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati, a livello internazionale, dalla grave crisi finanziaria che ha cambiato il mondo. Imprese, famiglie, lavoratori hanno sopportato il peso delle ripercussioni economiche, hanno sostenuto sacrifici, hanno dovuto cambiare il proprio stile di vita; un cambiamento che ha inevitabilmente coinvolto le stesse istituzioni. La politica, oggi più di ieri, è chiamata a dare risposte concrete con le azioni, l'esempio, i risultati. Starà ad ognuno di noi saper affrontare le nuove sfide alle quali saremo chiamati, a partire da un ripensamento del ruolo e dei compiti dello Stato. Il progresso impone la capacità di innovare, riformare, mettere in discussione le certezze del passato per poter governare il cambiamento. Il tema delle riforme sarà quindi centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell'assetto delle istituzioni a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali.
L'epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato, a partire dall'economia reale, a partire dal lavoro. Sono troppi gli italiani che non hanno un'occupazione, soprattutto tra i giovani e in particolare nel Mezzogiorno. L'Industria 4.0 cambierà nei prossimi anni l'approccio al mondo del lavoro.
Alle istituzioni il compito di accompagnare tali processi restituendo fiducia nel domani, garantendo a tutti diritti e dignità, sostenendo chi è rimasto indietro. Così come sarà sempre più necessaria un'attenzione particolare alle categorie a rischio di emarginazione, agli anziani, ai disabili, ai troppi cittadini in condizioni di disagio sociale e di povertà alimentare. Come, del resto, sarà necessario sviluppare il tema del sostegno alle imprese, alla produzione, a chi ogni giorno contribuisce a fare del marchio Italia il più prezioso biglietto da visita dell'ingegno, della creatività, delle capacità degli italiani.
Siamo attraversati da nuovi e dirompenti fenomeni globali che investono l'intera comunità internazionale e devono vedere il nostro Paese protagonista, a partire dall'Unione europea. Il nostro ruolo di Paese fondatore della Comunità europea ci impone di contribuire a tracciare la rotta; un'Europa al fianco dei cittadini significa attenzione alla vita reale delle persone e non solo ai mercati. Un'attenzione che va rafforzata con l'aiuto e la disponibilità degli Stati membri, a partire dall'emergenza rappresentata dai fenomeni migratori.
Sullo scacchiere internazionale l'Italia ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo di primo piano che ci viene riconosciuto all'unanimità, grazie alla nostra presenza, alle politiche di cooperazione, alle missioni internazionali in cui i nostri uomini e le nostre donne in divisa hanno saputo in ogni continente portare umanità, professionalità, aiuto. A loro va il mio grazie, con il pensiero a chi ha sacrificato la propria vita rappresentando la Patria (Applausi) per costruire un mondo migliore, più giusto, più libero. Il mio grazie va anche ai tanti magistrati e agli eroi civili che hanno sacrificato la loro vita per la difesa della legalità. (Applausi).
Restituire certezze, sicurezze, serenità significa poter tornare a mettere in primo piano le nostre risorse naturali, le nostre bellezze, il vero capitale delle nostre terre. L'Italia è un caleidoscopio di inestimabili stratificazioni artistiche e culturali. Coerentemente con la nostra storia e il nostro patrimonio storico, architettonico, archeologico, naturalistico dobbiamo impegnarci a preservare e custodire tali tesori all'insegna della sostenibilità e della valorizzazione. Sarà questo il vero e più importante lascito alle future generazioni, per il quale, non a caso, ci viene riconosciuto il primato nella lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Senatrici e senatori, il Capo dello Stato nel suo messaggio di fine anno, pochi mesi fa, ha detto che le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca e che a scriverla sono gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro - ha ricordato - sono affidate le nostre speranze e le nostre attese.
Colleghi tutti, facciamo che queste speranze e queste attese che gli elettori ci hanno affidato non siano deluse e che trovino finalmente una risposta adeguata.
Ho fiducia che non mancherà il nostro intenso lavoro e il nostro impegno quotidiano. Certamente non mancherà il mio.
Viva il Senato, viva l'Italia. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi, prolungati applausi).
Grazie a tutti.
Gruppi parlamentari, convocazione
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento, i Gruppi parlamentari sono convocati per martedì 27 marzo alle ore 16, per procedere alla propria costituzione, ove non lo avessero fatto in precedenza.
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata per la giornata di mercoledì 28 marzo alle ore 11.
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 28 marzo 2018
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi, in seduta pubblica, mercoledì 28 marzo, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 14,01).