Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016

COMPAGNA (CoR). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMPAGNA (CoR). Onorevole Ministro, sembra che i negoziati di Ginevra ristagnino, e questa è la sensazione che si è avuta anche ieri. Del resto, la tregua fatta a fine febbraio era, appunto, una tregua e non un inizio di pace, in quanto i problemi sui campi di battaglia sono tutti quelli evocati dai colleghi.

Signor Ministro, le sarei grato se nella risposta potesse soffermarsi sul quesito sottolineato dal collega Romani, riguardante la città di Aleppo, che è divisa in due. D'altra parte, è stata evocata da molti la questione dell'anticurdismo pregiudiziale della Turchia, che ha reso tutto più difficile. D'altra parte, per note ragioni, evocate anche queste dai colleghi, i Paesi europei sono sotto il peso della pressione demografica e dell'esigenza di doverla in qualche modo trattenere attraverso accordi con la Turchia.

Allora, da questo punto di vista, è il momento di scegliere fra le priorità della nostra diplomazia. C'è una posizione americana e occidentale, per la quale Assad non è più proponibile come Governo; e poi c'è, anche se gli viene attribuito dai commentatori - non sempre Putin in prima persona lo precisa - un "assadismo" pregiudiziale da parte di Putin, che è sceso in campo alla fine dell'anno scorso e che - non c'è dubbio - sarà uno dei protagonisti della trattativa di pace, se riuscirà a svilupparsi. Al momento, lo stallo di Ginevra è da registrare con molta preoccupazione, e forse era stata troppo enfatizzata come pace la tregua di fine febbraio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere congiuntamente il ministro Gentiloni Silveri.