Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016
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SANGALLI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANGALLI (PD). Signor Presidente, signor Ministro, il Consiglio presidenziale presieduto dal premier al-Sarraj si è insediato il 30 marzo scorso a Tripoli. Questo evento, lungamente atteso non solo dall'Italia e dalla comunità internazionale, ma soprattutto dalla popolazione libica, ha rappresentato senza dubbio un avvenimento importante politicamente, ma soprattutto di grande valore simbolico.
Signor Ministro, il 12 aprile scorso, lei si è recato, primo tra i rappresentanti di un Governo straniero, nella capitale per incontrare il premier al-Sarraj e il Consiglio presidenziale. Sappiamo bene che ci troviamo all'inizio di un percorso lungo e difficile, che ha anche in sé un ambito di fragilità molto evidente, e che il controllo della capitale continua a rappresentare una sfida assai rilevante per le nuove autorità che sono chiamate ad affrontare la situazione di quel Paese.
La situazione nell'est della Libia resta, tuttavia, molto preoccupante. All'interno della Camera dei rappresentanti di Tobruk vi è una solida maggioranza a favore dell'Esecutivo, ma alcuni personaggi continuano a impedire un regolare voto di fiducia attraverso intimidazioni e minacce nei confronti di questi parlamentari.
Inoltre, gli appelli del Presidente libico di questi giorni alla comunità internazionale circa il pericolo di un'offensiva di integralisti islamici - a quanto si evince dalle notizie di stampa - per le installazioni petrolifere e il rischio che con la buona stagione si accentui il fenomeno di partenza di profughi dalle coste libiche inducono preoccupazione.
Alla luce di questa situazione, ci può dire, signor Ministro, quale possa essere il ruolo dell'Italia e della comunità internazionale, assieme, per far avanzare il processo e per rafforzare l'autorità di al-Sarraj e del suo Governo?