Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016
Azioni disponibili
MINEO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINEO (Misto-SI-SEL). Signor Ministro, assistiamo da mesi ad uno stillicidio di notizie, spesso smentite, di allusioni e anche di interviste rilasciate da esponenti del Governo che alludono all'invio di militari italiani in Libia.
In genere non si parla di guerra, anche se mi chiedo cos'altro sia un intervento armato in un Paese che è in guerra, ma quello che vorrei chiederle, signor Ministro, è: contro chi e a favore di chi. Contro Daesh? Ma anche contro il generale Haftar?
Abbiamo visto la bandiera italiana bruciata in piazza ieri. Sappiamo che il generale Haftar ha l'appoggio dell'Egitto, che vuole combattere l'ISIS, il Daesh, ma anche i Fratelli musulmani e che è ostile al Governo che si è insediato a Tripoli.
E poi le chiedo, signor Ministro: le milizie islamiche che stanno appoggiando detto Governo le consideriamo degli alleati? Ci fidiamo di loro o no?
Inoltre, signor Ministro, si dice spesso che questo intervento sarebbe meno rischioso e grave, perché si tratta non di fare una guerra offensiva contro Daesh, ma di difendere sedi a Tripoli o addirittura pozzi nel deserto. Le chiedo: se lei non ritiene che questo tipo di intervento sia addirittura più rischioso? Dico questo perché abbiamo visto che, se contrastato e inseguito, spesso Daesh si dà alla fuga, mentre se i nostri soldati stanno in un posto fisso, essi si espongono naturalmente a mordi e fuggi, colpi e fughe, quindi può essere ancora più rischioso.
Infine, lei sa che la Camera dei Comuni ha svolto un grande e appassionato dibattito su una cosa che non prevedeva l'invio di soldati sul campo, cioè i bombardamenti in Siria. Quando il Governo si deciderà a chiedere una sessione del Parlamento che discuta a fondo di questa questione?