Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016

MAURO Mario (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO Mario (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL)). Signor Ministro, la domanda che le faccio è relativa alla strategia italiana nel contesto libico. Come in Siria il ruolo che interpretano i Paesi della regione del Golfo (Arabia Saudita, Iran, Qatar) è determinante per gli equilibri e quindi per quello che a tutti gli effetti è un conflitto regionale, così anche in Libia ci sono Paesi influenti che in questi giorni, da molti mesi, da alcuni anni, determinano le sorti di quello che accade sul terreno. Uno è già stato citato ampiamente dai colleghi, l'Egitto, mentre l'altro è la Turchia; il rapporto dileadership che il premier Erdoğan ha intrapreso all'interno della Fratellanza musulmana ne fa stabilmente un punto di riferimento non solo per chi governa a Tripoli, ma anche per le ambigue e a volte apparentemente contraddittorie prese di posizione degli alleati occidentali. Come già è emerso dagli interventi dei colleghi, ci si chiede: chi sta con chi? Chi fa gli interessi di chi? Da questo punto di vista, quali sono le scelte strategiche dell'Italia, anche rispetto al ruolo di Egitto e Turchia in Libia?

In pochi secondi le pongo un secondo quesito, relativo all'accordo tra Unione europea e Turchia. Si tratta di un accordo particolare, nel senso che, considerando il Mediterraneo come una sorta di bacinella con due grandi fori, se uno è stato tappato, quello della rotta balcanica, meno si sa di quello che potrà accadere per la rotta libica.

Le chiedo allora: nella messa a punto dell'accordo tra Unione europea e Turchia è stato previsto qualcosa che, indipendentemente dalle proposte successive e forse tardive del migration compact, sia elemento di sicurezza, cerniera e chiusura anche del fronte libico?