Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016

DI BIAGIO (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI BIAGIO (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, signor Ministro, con riferimento all'evoluzione della crisi in Libia, credo sia un'opinione sempre più condivisa l'auspicio di una soluzione unitaria con il riconoscimento da parte di tutti del Governo di unità nazionale e quindi il suo consolidamento, condizione imprescindibile per stabilizzare quell'area.

Appare però ormai evidente come uno degli ostacoli a questa soluzione sia rappresentato anche dalla figura dell'ex generale Khalifa Haftar, capo delle Forze armate di Tobruk. Il generale viene sostenuto economicamente, diplomaticamente e militarmente dagli Emirati Arabi Uniti e dall'Egitto, i quali, nonostante l'embargo, forniscono alle truppe strumenti, armi e sostegno finanziario.

Vale la pena ricordare che nei giorni scorsi sono approdati nel porto di Tobruk un migliaio di veicoli da combattimento insieme ad armi e munizioni, che lasciano presagire le potenzialità e le mire strategiche in Cirenaica, soprattutto sul versante del controllo dei pozzi petroliferi. Tutti noi siamo consapevoli dei risvolti strategici geopolitici di tale eventualità, avanzata contemporaneamente non soltanto in termini di stabilità territoriale, ma anche nello scacchiere internazionale. Ovviamente questa fornitura, illegittima se si considera l'embargo, appare collegabile alla coalizione panaraba che sostiene Haftar.

In questo scenario, considerando le posizioni dubbie che sta assumendo il Governo francese nei confronti di Haftar, che sostanzialmente non sembra essere in linea con quelle europee, sarebbe auspicabile conoscere la posizione ufficiale del Governo di Parigi rispetto alla crisi libica, considerando la posizione contraddittoria che lo sta condizionando, quali siano i rapporti effettivi della Francia con l'ex generale Haftar e se vi siano effettivamente dei coinvolgimenti di carattere militare.