Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 618 del 28/04/2016

CROSIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

da notizie riportate da autorevoli organi di stampa, si apprende che si sono riscontrate delle irregolarità circa la questione dei lingotti d'oro dati in premio ai concorrenti in alcune trasmissioni televisive della RAI che sembrerebbero profilare una frode sia per i concorrenti che per l'emittente di servizio pubblico;

il valore dei gettoni dati in premi ai concorrenti è nettamente inferiore a quello dichiarato nella vincita originaria: innanzitutto, perché la Zecca sostiene che la fusione dell'oro causi una riduzione del peso del 2 per cento (quindi 20 grammi ogni chilo) senza alcuna spiegazione ufficiale logica, secondariamente, perché sull'importo iniziale viene sottratto il costo dell'IVA che, a ben vedere, invece non sarebbe dovuta;

la normativa comunitaria, infatti, nella direttiva 98/80/CE (oggi art. 344 direttiva 112/2006/CE) considera oro da investimento «l'oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell'oro, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli»;

quest'ultimo è quindi esente da IVA, come stabilito al numero 11), lett. a) , dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, il quale riceve nel nostro ordinamento la normativa comunitaria, definendo, allo stesso modo, l'oro da investimento come «l'oro in forma di lingotti o placchette di peso accettato dal mercato dell'oro, ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi, rappresentato o meno da titoli»;

i gettoni d'oro dati in premio presentano esattamente queste caratteristiche, ma, quando vengono consegnati, il Poligrafico dello Stato avverte i concorrenti che invece l'imposta è dovuta;

l'altra questione, che interessa i concorrenti, ma sopratutto la RAI (facendo profilare l'emittente di servizio pubblico quale seconda parte lesa), attiene alla purezza dell'oro: questo, infatti, acquistato e pagato dalla RAI come oro 999, quindi come oro purissimo, è risultato invece essere, in alcuni casi, oro 995, come attestato anche da un laboratorio specializzato accreditato dal Ministero dell'economia e delle finanze per le analisi legali presso cui una concorrente ha portato ad analizzare i gettoni d'ori ricevuti in premio;

secondo le notizie di stampa divulgate dalla stessa RAI, l'emittente pubblica compra ogni anno dai 6 ai 10 milioni di euro di gettoni d'oro dalla Zecca che a sua volta si rifornisce del metallo in lingotti sul mercato, da anni e senza alcun bando di gara, proprio da Banca Etruria. La Zecca ha dichiarato, a questo proposito, che la Banca Etruria è quella che offre l'oro a prezzo più basso e aggiungendo che, secondo le procedure, si controlla in ingresso solo il 20 per cento dell'oro e che questo è sempre risultato oro 999;

a quanto risulta all'interrogante, ancora una volta la Banca Etruria si rende protagonista di procedure poco chiare. Non si spiega come questo istituto sia sempre interessato da questioni non trasparenti, in cui spesso riesce ad avvantaggiarsi, se non attraverso l'ipotesi che i vertici della banca toscana siano molto vicini ad alcuni ambienti di Governo che permetterebbero loro, e alla stessa banca, di restare impuniti per aver venduto titoli subordinati, senza le dovute procedure informative adeguate, a clienti non esperti che poi hanno perso i loro risparmi, di abusare di informazioni per ricavare plusvalenze in operazioni anomale e, ora, di vendere un bene (tra l'altro di lusso) di valore inferiore a quello del prezzo corrisposto, in assenza, inoltre, di ogni procedura pubblica di affidamento pubblico,

si chiede di sapere:

per quale motivo l'oro dei gettoni dati in premio sia soggetto ad un calo del 2 per cento e se sia vero che la RAI acquista dalla Zecca i gettoni già coniati;

in base a quale norma sia stato richiesto il pagamento dell'IVA se i gettoni dati in premio rientrano, proprio per le loro caratteristiche, nella categoria dell'oro per investimento che dovrebbe invece esserne esente in ottemperanza a quanto stabilito nella normativa sia comunitaria che interna;

se corrisponda al vero il fatto che non siano mai state esperite gare d'appalto per l'acquisto dell'oro per coniare i gettoni dati in premio e quale sia la procedura che ha portato alla scelta di Banca Etruria come fornitore unico ed esclusivo;

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario controllare la purezza di tutto l'oro eventualmente già acquistato da parte delle Zecca presso Banca Etruria e se non ritenga necessario modificare le procedure di controllo sulla purezza dell'oro, appurato che viene controllato soltanto il 20 per cento dell'oro fornito.

(4-05730)