Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 525 del 20/10/2015
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------
525a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MARTEDÌ 20 OTTOBRE 2015
(Antimeridiana)
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Presidenza del vice presidente CALDEROLI
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Liberalpopolare-Autonomie: AL-A; Area Popolare (NCD-UDC): AP (NCD-UDC); Conservatori e Riformisti: CoR; Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l'Italia, Federazione dei Verdi, Moderati): GAL (GS, PpI, FV, M); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-L'Altra Europa con Tsipras: Misto-AEcT; Misto-La Puglia in Più-Sel: Misto-PugliaPiù-Sel; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Ecologia e Libertà: Misto-SEL.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CALDEROLI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,01).
Si dia lettura del processo verbale.
AMATI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 ottobre.
Sul processo verbale
DIVINA (LN-Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIVINA (LN-Aut). Signor Presidente, chiedo la votazione del processo verbale, previa verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11,10, è ripresa alle ore 11,31).
Ripresa della discussione sul processo verbale
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
GAETTI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETTI (M5S). Signor Presidente, chiediamo la votazione del processo verbale, previa verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11,32, è ripresa alle ore 11,52).
Ripresa della discussione sul processo verbale
PRESIDENTE. Riprendiamo nuovamente i nostri lavori.
GAETTI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETTI (M5S). Signor Presidente, chiediamo nuovamente la votazione del processo verbale, previa verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Il numero dei presenti è nuovamente diminuito, rispetto alla precedente votazione. In onore di chi si è alzato presto, facciamo anche il quarto tentativo, per dare un senso alla nostra mattinata.
Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11,53, è ripresa alle ore 12,13).
Ripresa della discussione sul processo verbale
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
GAETTI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETTI (M5S). Signor Presidente, chiediamo di nuovo la votazione del processo verbale, previa verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Essendo mancato per la quarta volta consecutiva il numero legale, ai sensi dell'articolo 108, comma 4, del Regolamento, toglierò la seduta.
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, alle ore 16,30, con l'ordine del giorno già stampato e distribuito.
La seduta è tolta (ore 12,14).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Anitori, Bencini, Borioli, Bubbico, Buemi, Cassano, Cattaneo, Chiti, Ciampi, Cirinna', Dalla Zuanna, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Esposito Stefano, Fedeli, Giacobbe, Idem, Longo Fausto Guilherme, Lucherini, Manassero, Mancuso, Marino Mauro Maria, Messina, Minniti, Monti, Morgoni, Mucchetti, Mussini, Nencini, Olivero, Parente, Perrone, Piano, Pizzetti, Quagliariello, Ricchiuti, Romano, Rubbia, Sangalli, Santangelo, Scavone, Sciascia, Spilabotte, Sposetti, Stefani, Stucchi, Tonini, Turano, Valentini, Verducci e Vicari.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Alicata, Latorre e Rossi Luciano, per attività della 4ª Commissione permanente; Nugnes e Pepe, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; D'Ali', per partecipare all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo; Amoruso, Casini e Montevecchi, per attività dell'Unione interparlamentare.
Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione
Il senatore Iurlaro, con lettera in data 16 ottobre 2015, ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Forza Italia - Il Popolo della Libertà XVII Legislatura e di aderire al Gruppo parlamentare Alleanza Liberalpopolare - Autonomie.
Il Presidente del Gruppo Alleanza Liberalpopolare - Autonomie, in pari data, ha accettato tale adesione.
Commissioni permanenti, trasmissione di documenti
In data 16 ottobre 2015, è stata trasmessa alla Presidenza una risoluzione della 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali), approvata nella seduta del 14 ottobre 2015 - ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio (COM (2015) 337 definitivo) (Doc. XVIII, n. 98).
Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati.
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
Commissioni 2° e 6° riunite
sen. Bencini Alessandra, sen. Romani Maurizio
Disposizioni per il divieto del gioco d'azzardo (2087)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 12° (Igiene e sanita')
(assegnato in data 16/10/2015);
Commissioni 6° e 12° riunite
sen. Crosio Jonny ed altri
Modifica al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro (2047)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)
(assegnato in data 16/10/2015);
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
sen. Longo Fausto Guilherme
Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana ai cittadini stranieri di origine italiana (2003)
previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio)
(assegnato in data 20/10/2015);
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
sen. Romani Maurizio ed altri
Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di false attestazioni o certificazioni e controlli sulle assenze (2059)
previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita')
(assegnato in data 20/10/2015);
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
sen. Dirindin Nerina ed altri
Istituzione dell'attestato di "testimone della memoria storica" in favore delle vittime dei reati di tipo mafioso e degli atti di terrorismo (2061)
previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)
(assegnato in data 20/10/2015);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Buccarella Maurizio
Disposizioni a favore delle vittime dell'usura (2004)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)
(assegnato in data 20/10/2015);
2ª Commissione permanente Giustizia
Misure volte a rafforzare il sistema sanzionatorio relativo ai reati finalizzati ad alterare l'esito di competizioni sportive (2073)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 14° (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 20/10/2015);
11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale
sen. De Pietro Cristina
Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani (2048)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 12° (Igiene e sanita')
(assegnato in data 20/10/2015);
Commissioni 2° e 13° riunite
sen. Nugnes Paola, sen. Moronese Vilma
Istituzione di un sistema nazionale interforze di controllo ambientale e delega al Governo per la riorganizzazione e il rafforzamento del Corpo forestale dello Stato (1985)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 12° (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 20/10/2015).
Governo, trasmissione di atti
Con lettere in data 9 ottobre 2015 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Minturno (Latina), Aversa (Caserta), Pesche (Isernia), Calvenzano (Bergamo); Fasano (Brindisi) e Castelforte (Latina).
Autorità nazionale anticorruzione, trasmissione di atti
Il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, con lettera in data 14 ottobre 2015, ha inviato la segnalazione n. 6 del 2015, adottata nell'adunanza del 23 settembre 2015, ai sensi dell'articolo 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, concernente "proposte di modifica alla disciplina in tema di inconferibilità di incarichi "amministrativi", per condanna penale, contenuta nel decreto legislativo n. 235 del 2012 e le antinomie rispetto alle previsioni in tema di inconferibilità, per condanna penale, previste dal decreto legislativo n. 39 del 2013".
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Atto n. 626).
Interrogazioni
NUGNES, BOTTICI, DONNO, CAPPELLETTI, MORONESE, CIOFFI, PUGLIA, MORRA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
Enel è un'azienda multinazionale produttrice e distributrice di energia elettrica e di gas. Venne istituita come ente pubblico alla fine del 1962, nel 1992 trasformata in società per azioni e nel 1999, in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in Italia, privatizzata. Lo Stato, tramite il Ministero dell'economia e delle finanze, resta comunque il principale azionista e, a maggio 2015, deteneva il 25,50 per cento del capitale sociale;
la nuova struttura organizzativa del gruppo Enel, al 31 luglio 2014, predisposta dall'amministratore delegato, è basata su una matrice divisioni e geografie che si articola in: a) divisioni, cui è affidato il compito di gestire e sviluppare gli asset, ottimizzandone le prestazioni ed il ritorno sul capitale investito, nelle varie aree geografiche di presenza del gruppo; b) regioni e paesi, cui è affidato il compito di gestire, nell'ambito di ciascun Paese di presenza del gruppo, le relazioni con organi istituzionali ed autorità regolatorie locali, nonché le attività di vendita di energia elettrica e gas, fornendo altresì supporto in termini di attività di staff e altri servizi alle divisioni; c) funzioni globali di servizio, cui è affidato il compito di gestire le attività di information and communication technology (ICT) e gli acquisti a livello di gruppo; d) funzioni di holding, cui è affidato il compito di gestire i processi di governance a livello di gruppo;
la divisione infrastrutture e reti del gruppo Enel gestisce gran parte della rete di distribuzione elettrica nazionale e offre soluzioni integrate di prodotti e servizi per l'elettricità e il gas ai suoi 31 milioni di clienti italiani;
la funzione global ICT del gruppo Enel garantisce alle aziende del gruppo un costante aggiornamento e un'ottimale utilizzazione delle più avanzate tecnologie informatiche, sia nella gestione dei processi industriali sia a supporto delle attività di staff;
considerato che:
"Amazon Inc." è un'azienda di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington. È stata tra le prime grandi imprese a vendere merci su internet ed è una delle aziende simbolo della bolla speculativa delle dot-com riguardante internet alla fine degli anni '90; Amazon web services, a partire dal 2006, è un servizio offerto alle aziende;
con il termine inglese cloud computing (nuvola informatica) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso internet, a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili; tali risorse non vengono pienamente configurate e messe in opera dal fornitore appositamente per l'utente, ma gli sono assegnate, rapidamente e convenientemente, grazie a procedure automatizzate; quando l'utente rilascia la risorsa, essa viene similmente riconfigurata nello stato iniziale e rimessa a disposizione nel pool di risorse condiviso con gli altri utenti;
Amazon web services (AWS) offre alle aziende servizi per infrastrutture IT sotto forma di servizi web, secondo un modello ora noto come cloud computing. Uno dei principali vantaggi del cloud computing è l'opportunità di eliminare gli investimenti iniziali in infrastrutture, sostituendoli con costi variabili contenuti, che variano in relazione alle esigenze dell'azienda. Oggi AWS offre una piattaforma infrastrutturale che già serve centinaia di migliaia di clienti in 190 Paesi del mondo, grazie a data center situati negli USA, in Europa, in Brasile, a Singapore, in Giappone e in Australia;
considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:
ancora in data 20 settembre 2015 si sono verificati alcuni problemi nel data center AWS situato in North Virginia, sul quale poggia l'area US-East 1 della piattaforma cloud; le difficoltà riscontrate dal data center hanno mandato offline o causato evidenti disagi a vari servizi del provider e di noti portali che "risiedono" nell'area US-East 1, tra i quali Reddit, Netflix, IMDB;
nel 2014 AWS ha reso disponibile il suo data center a Francoforte, a seguito delle richieste di molti clienti tedeschi (specie del settore pubblico) di avere il cloud di riferimento dislocato in Germania; in pratica, a valle del caso definito "Wikileaks", anche altri Paesi, quali gli stessi Usa, ma anche Russia, Brasile ed altri, impongono, perfino da un punto di vista legale, che dati strategici non escano dai propri confini nazionali;
Amazon ha inoltre reso noti i dati del terzo trimestre dell'anno 2014 che hanno fatto registrare una perdita più ampia delle stime, nonostante ricavi in rialzo del 20 per cento; gli investimenti continuano a pesare sull'ultima riga di bilancio così che, nel periodo terminato il 30 settembre 2015, il passivo è stato pari a 427 milioni di dollari (95 centesimi per azione) contro la perdita da 41 milioni (9 centesimi per azione) dello stesso periodo del 2014;
considerato altresì che:
il trasferimento di dati personali da Paesi appartenenti alla UE verso Paesi "terzi" è vietato, in linea di principio (articolo 25, comma 1, della direttiva 95/46/CE), a meno che il Paese in questione garantisca un livello di protezione "adeguato"; in deroga a tale divieto, il trasferimento verso Paesi terzi è consentito anche nei casi menzionati dall'articolo 26, comma 1, della direttiva (consenso della persona interessata, necessità del trasferimento ai fini di misure contrattuali o precontrattuali, interesse pubblico preminente, eccetera), nonché sulla base di strumenti contrattuali che offrano garanzie adeguate (articolo 26, comma 2, della direttiva);
gli operatori economici sprovvisti di abilitazioni di sicurezza, che, in fase di partecipazione ad una gara o di esecuzione di un contratto, abbiano la necessità di gestire dati classificati "riservato", devono: darne comunicazione al DIS-UCSe (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza-Ufficio centrale per la segretezza), inviare al DIS-UCSe il modello A.5.1 e osservare le prescrizioni in materia di trattazione informatica di informazioni classificate "riservato", nel caso in cui le informazioni classificate debbano essere trattate con sistemi informatici;
la divisione infrastrutture e reti di Enel utilizza applicativi informatici che consentono funzioni quali la telegestione, il telecontrollo e le telemisure, sfruttando database contenenti dati riservati, nonché strategici, quali i singoli misuratori di energia, cabine primarie e secondarie, eccetera;
ad oggi la funzione ICT di Enel garantisce la totalità dei servizi informatici alla divisione infrastrutture e reti; tali servizi e dati relativi sono allocati nei due data center di Sesto S. Giovanni (Milano) e Pozzuoli (Napoli);
la funzione ICT di Enel ha già avviato processi di migrazione di applicativi e dati di società del gruppo verso il cloud computing di AWS, eludendo anche una serie di interrogativi posti dalle organizzazioni sindacali al riguardo;
Enel, per l'allocazione dei suoi dati e delle sue applicazioni, ha scelto quale data center di AWS quello situato a Francoforte, ma gli ultimi accadimenti relativi alla "truffa Volkswagen" pongono in serio dubbio anche l'affidabilità contrattuale di aziende con sede in Germania,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo ritengano che dati ed applicazioni di Enel - infrastrutture e reti siano di interesse strategico e rilevanti in merito alla sicurezza nazionale;
se considerino, nell'ambito delle proprie attribuzioni, di dover impedire, come già accade in altre nazioni, anche europee, che applicazioni e dati di interesse nazionale possano essere esportate ed utilizzate al di fuori del territorio nazionale;
se, per quanto di competenza, intendano bloccare o meno il progetto di esternalizzazione dei servizi informatici della divisione infrastrutture e reti di Enel.
(3-02295)
CENTINAIO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'interno - Premesso che:
il Ministro dell'interno, con decreto 16 marzo 2012, ha approvato, ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, il piano straordinario biennale concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, che non abbiano completato l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi;
il piano straordinario biennale, a cui le imprese turistico-alberghiere devono adeguarsi, per poter proseguire l'attività ricettiva, decorre dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale, fissata per il 29 aprile 2012, ed indica il programma di adeguamento alle norme antincendio da realizzare nel rispetto dei requisiti di sicurezza antincendio previsti dal Titolo II dell'allegato al decreto ministeriale 9 aprile 1994, integrato dal decreto ministeriale 6 ottobre 2003, e delle misure integrative di gestione della sicurezza, di cui al comma 3 del medesimo decreto 16 marzo 2012;
il decreto ministeriale 9 aprile 1994, integrato dal decreto ministeriale 6 ottobre 2003, stabilisce obiettivi ambiziosi e di difficile applicazione da parte delle imprese turistiche alberghiere; lo stesso, alla luce dei risultati raggiunti nell'edilizia, in termini di sicurezza antincendio, grazie anche all'impiego di nuove tecnologie, appare oltre tutto non più rispondente ai primari obiettivi di garanzia della salvaguardia delle persone e della tutela dei beni contro i rischi di incendio; andrebbe pertanto, a parere dell'interrogante, modificato e semplificato;
la normativa di riferimento, proprio a causa delle oggettive difficoltà da parte delle strutture alberghiere ad uniformarsi, nei termini, alle prescrizioni per la prevenzione incendi è stata più volte prorogata. Da ultimo, il decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", all'articolo 4, comma 2, ha prorogato al 31 ottobre 2015 il termine di adeguamento alla normativa antincendio delle strutture alberghiere con oltre 25 posti letto, in possesso dei requisiti per l'ammissione al piano straordinario biennale;
molte imprese alberghiere hanno da tempo avviato i lavori di adeguamento alla normativa antincendio, ma è evidente che, dati i ristretti tempi, non riusciranno per la data del 31 ottobre 2015 a completare le opere richieste, anche perché gli interventi richiedono la chiusura di intere strutture o di parti di esse, che in un momento così particolare e straordinario, con l'imminente apertura del giubileo straordinario, avrebbe soltanto l'effetto di produrre disservizi ai turisti e gravi danni all'industria alberghiera italiana;
l'articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, riconosce alle imprese alberghiere un credito di imposta del 30 per cento delle spese sostenute, fino ad un massimo di 200.000 euro, per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di eliminazione delle barriere architettoniche, nel triennio 2014-1026;
le disposizioni applicative sono state adottate con il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 7 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 giugno 2015, n. 138. Le procedure per il recupero delle spese per l'anno 2014 sono state attivate soltanto nel mese di ottobre 2015; sarebbe dunque maggiormente opportuna l'adozione di una proroga dell'entrata in vigore delle disposizioni relative della normativa antincendio delle strutture alberghiere, permettendo loro di programmare al meglio gli investimenti necessari all'adeguamento della normativa medesima;
l'adeguamento alla normativa antincendio ha un costo elevatissimo per le imprese alberghiere e se pure esse volessero conformarsi entro il termine del 31 ottobre 2015, in questo periodo di crisi finanziaria e di difficoltà delle banche ad erogare mutui, quasi certamente dovrebbero rinunciarvi per evidente impossibilità economica a provvedervi;
l'attuale situazione deriva dal fatto che l'Italia, a suo tempo, ha recepito in toto la raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 dicembre 1986 per la protezione antincendio degli alberghi già esistenti, senza porsi il problema delle effettive modalità di applicazione. Il fatto che molti albergatori non siano ancora riusciti ad adeguare le proprie attività alle disposizioni del decreto ministeriale 9 aprile 1994 rende ancora più evidente quanto la citata normativa sia, per gli alberghi esistenti, impossibile da attuare;
altri Paesi europei hanno recepito la medesima raccomandazione solo per le nuove strutture, permettendo a quelle esistenti di adeguarsi solo in occasione di ristrutturazioni, modifiche o ampliamenti che sono periodicamente necessari, anche alla luce dell'accertata sicurezza delle strutture alberghiere esistenti;
recentemente, la stessa Commissione europea, ponendosi il problema della disapplicazione della propria raccomandazione sulla sicurezza antincendio negli alberghi, ha annunciato l'intenzione di una revisione della stessa in un'ottica di maggiore flessibilità,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo vogliano adottare le necessarie iniziative legislative per l'immediato differimento, almeno di anno, del termine di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, in favore delle strutture alberghiere con oltre 25 posti letto, considerata l'impossibilità da parte degli operatori di adeguarsi alla normativa nei brevi tempi indicati;
se sia nelle intenzioni dei Ministri promuovere un tavolo di confronto con gli operatori di settore, affinché si possa giungere ad una revisione dei requisiti di sicurezza antincendio, di cui al decreto ministeriale 9 aprile 1994, integrato dal decreto ministeriale 6 ottobre 2003, volta ad introdurre maggiore flessibilità nel raggiungimento dei prescritti livelli di sicurezza, con interventi differenziati a seconda delle caratteristiche delle strutture alberghiere.
(3-02296)
CAMPANELLA, BOCCHINO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
sabato 10 ottobre 2015, una violenta tromba d'aria si è abbattuta sulla città di Licata (Agrigento), causando ingenti danni sia alle strutture agricole (tunnel, serre, capannoni, recinzioni e muretti di contenimento), sia alle colture (200 ettari) oltre che ad alcune attività artigianali e commerciali della città;
la tromba d'aria sarebbe entrata dal mare da 3 diversi versanti, investendo con la sua furia distruttrice i campi del Pisciotto, della piana di Licata, di contrada Comuni, della Muddrafa (e tanti altri);
le zone interessate dall'evento calamitoso insistono su un territorio caratterizzato da agricoltura intensiva per la produzione di primaticci che, essendo state colpite mentre si trovavano nella fase di piena produzione ed a pochi giorni dal raccolto, hanno subito la distruzione della produzione, vanificando gli investimenti fin qui effettuati e compromettendo l'intera annata agraria;
l'evento di portata eccezionale in pochi minuti ha messo in ginocchio l'economia licatese, già fortemente penalizzata dalla crisi economica degli ultimi anni, in virtù del fatto che le aziende agricole interessate (di dimensioni piccole e piccolissime), spesso a conduzione familiare, hanno una ridotta capacità finanziaria e patrimoniale e, quindi, non sono in grado di sopportare i danni subiti che, in alcuni casi, sono davvero ingenti;
considerato che:
le attività agricole che insistono nella zona colpita costituiscono parte fondamentale del reddito complessivo di quelle comunità, trattandosi di produzioni pregiate di un'agricoltura evoluta e d'avanguardia;
centinaia di famiglie sono ridotte sul lastrico e non hanno la disponibilità economica per ricostruire le strutture andate distrutte;
la Giunta regionale, presieduta dal vicepresidente Mariella Lo Bello, dopo le istanze sollecitate dai Comuni, dai cittadini e dagli agricoltori, ha già deliberato, per tali zone ed altre della Sicilia anch'esse interessate da violenti fenomeni atmosferici che hanno provocato danni e perdite nelle popolazioni colpite, la dichiarazione dello stato di calamità naturale;
tale deliberazione ha permesso di inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei ministri la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza, finalizzato all'adozione di interventi e sostegni di natura straordinaria;
il Fondo di solidarietà nazionale (FSN), istituito con decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, oltre ad avere come obiettivo la promozione di interventi di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni, prevede interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a produzioni e strutture non inserite nel piano assicurativo agricolo annuale, finalizzati alla ripresa economica e produttiva delle imprese agricole che hanno subito danni dagli eventi calamitosi,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione;
quali iniziative intenda assumere, nei limiti delle proprie competenze, al fine di consentire agli imprenditori agricoli delle zone fortemente colpite dall'ondata di maltempo in provincia di Agrigento di essere risarciti del danno subito, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, in particolare, dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102;
se non ritenga utile effettuare un sopralluogo nelle zone colpite dagli eventi calamitosi, al fine di accertare la gravità dei danni subiti dal comparto agricolo;
se non ritenga di adottare iniziative di natura straordinaria, affinché le aziende agricole che hanno subito danni e perdite non siano costrette alla chiusura, con i gravi effetti che ciò avrebbe sull'intera economia del territorio, e non vedano compromessa l'intera annata agraria.
(3-02297)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE POLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
sono a parere dell'interrogante evidenti le esigenze della città di Venezia, luogo universalmente riconosciuto quale patrimonio dell'umanità che, unitamente alla sua laguna, è davvero unico al mondo: situata all'interno di un mare chiuso, attraversata da mille canali, la maggior parte dei quali navigabili, e caratterizzata da una quasi indescrivibile quantità di opere architettoniche, artistiche, storiche e religiose che non ha eguali;
una siffatta concentrazione di tali e tante bellezze ha necessità non comuni rispetto agli altri luoghi e presenta caratteristiche così peculiari che, se non affrontate nel giusto modo e nei giusti tempi, rischiano di sfociare in problematiche serie e non più procrastinabili;
a tal proposito sono ormai di dominio pubblico le proposte elaborate dal Comune di Venezia in occasione della imminente legge di stabilità per il 2016: proposte tutte volte ad evidenziare come e quanto la città, proprio in virtù delle sue peculiarità territoriali, paesaggistiche, artistiche e storiche sostenga dei costi aggiuntivi di notevole entità,
si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno esaminare la pressante questione nelle opportune sedi, affinché siano inseriti, nelle disposizioni della legge di stabilità per il 2016, interventi finanziari a favore del Comune di Venezia, volti a riconoscerne la peculiarità e le inevitabili difficoltà ed oneri di gestione amministrativa.
(4-04707)
SCAVONE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
in data 14 ottobre 2015 veniva diramata dalla Protezione civile siciliana un'allerta meteorologica con codice rosso per la giornata del 15 ottobre;
venivano quindi emesse ordinanze da quasi tutti i sindaci di invito alla prudenza e di chiusura delle scuole;
considerato che:
circa 150 persone nella mattinata del 15 ottobre, proprio per evitare problemi con le automobili, sono state obbligate a prendere il treno "Minuetto" che dall'11 aprile 2015 svolge un servizio accelerato tra Catania e Palermo, coprendo il tragitto in circa di 3 ore (218 chilometri);
il treno partito alle ore 7.38 si arrestava una prima volta alle ore 9.20 all'altezza di Enna per un'interruzione della corrente elettrica e fango nei binari;
alle 10.20 il treno si fermava una seconda volta presso la stazione di Caltanissetta a causa di un treno deragliato a motivo di una frana; veniva quindi sostituito da 3 pullman su strada;
tuttavia, all'altezza di Polizzi Generosa, i pullman erano costretti a tornare indietro a causa di un'altra frana, per poi fermarsi di nuovo a pochi chilometri da Valle d'Olmo, in mezzo alla campagna. Infatti uno dei 3 pullman rimaneva impantanato in mezzo al fango in attesa che arrivassero i mezzi dell'Anas per spalare il fango e liberare la strada;
i lavori si protraevano ancora per lungo tempo e alla fine i 3 pullman erano costretti a fare retromarcia per 3 chilometri costeggiando un burrone e sembrerebbe che tale manovra pericolosa sia stata effettuata con i passeggeri a bordo;
dopo quella che può essere ragionevolmente definita un'odissea, 2 dei 3 pullman sostitutivi arrivavano a Palermo alle ore 19.38, mentre il terzo arrivava, incredibilmente, alle ore 21.00;
naturalmente analoghi disagi, con collaterali insostenibili ritardi, si sono verificati anche per i passeggeri che hanno dovuto affrontare la tratta inversa da Palermo a Catania;
alla luce di questi fatti inquietanti che si affiancano agli altri problemi legati alla percorribilità delle autostrade siciliane A18 e A19 e in considerazione del fatto che nel testo della manovra finanziaria per il 2016 appena approvata dal Consiglio dei ministri nulla o veramente poco viene stanziato per il Sud Italia,
si chiede di conoscere quali immediati ed urgenti iniziative siano state intraprese o siano allo studio al fine di garantire ai cittadini della Sicilia di circolare liberamente nel loro territorio senza incorrere in situazioni assurde e paradossali come quella descritta.
(4-04708)
BUCCARELLA, BLUNDO, BOTTICI, SANTANGELO, MANGILI, AIROLA, PAGLINI, BULGARELLI, MORRA, PUGLIA, GIROTTO, GIARRUSSO, CAPPELLETTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
come riportato da numerose testate giornalistiche locali pugliesi, il 13 ottobre 2015 si è tenuta una ennesima giornata di protesta e astensione dalle udienze degli avvocati del distretto del tribunale di Lecce, che hanno proceduto simbolicamente all'occupazione dei locali del tribunale civile di via Brenta, con adesione pressoché totale;
la situazione del tribunale salentino è drammatica, con gli edifici preposti del tutto insufficienti a consentire il normale svolgimento delle udienze, stante la carenza di aule dove, incredibilmente, si rende necessario l'avvicendamento dei diversi magistrati nelle sale disponibili o addirittura il contemporaneo svolgimento di udienze di 2 magistrati nella medesima aula;
inoltre, si evidenzia la riduzione degli orari di apertura delle cancellerie civili (dovuta alla costante e pluriennale diminuzione del numero di cancellieri ed impiegati) che moltiplica le difficoltà nell'espletamento delle incombenze professionali degli avvocati, spesso sottoposti, come noto, a termini e decadenze perentori;
a ciò si aggiunge la persistenza di barriere architettoniche ed il malfunzionamento degli ascensori, con immaginabile disagio per tutta l'utenza;
peraltro, la già preesistente inadeguatezza dei locali risulta ulteriormente aggravata a seguito della soppressione delle 7 sezioni distaccate del tribunale di Lecce, che sta comportando anche grandi difficoltà, persino per il raggiungimento e la fruibilità della sede del tribunale, con avvocati, parti, testimoni, impiegati e consulenti che, da tutta la provincia, devono quotidianamente confluire nel capoluogo, presso una struttura priva di un'adeguata e sufficiente area attrezzata a parcheggio;
con l'entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, il legislatore, in attuazione dell'art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, ha introdotto la delega al Governo per la riorganizzazione sul territorio degli uffici giudiziari, prevedendo una nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero: l'attuazione della delega ha comportato, nello specifico, la riduzione del numero degli uffici ordinari presenti sul territorio, la rideterminazione delle piante organiche degli uffici, la redistribuzione del personale di magistratura e amministrativo, operando, altresì, sulla destinazione dei dirigenti degli uffici soppressi, nonché in tema di edilizia giudiziaria;
tuttavia, l'impatto che detto intervento ha avuto sugli uffici giudiziari ha fatto emergere plurimi aspetti di criticità, che sono apparsi, a maggior ragione, fondati sia se analizzati dal punto di vista interpretativo in senso stretto sia con riguardo alle questioni esecutive relative alla concreta applicazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo;
ed invero, già con riguardo all'art. 1 del decreto legislativo n. 155 del 2012, che, in estrema sintesi, prevedeva la soppressione e l'accorpamento di 220 sezioni distaccate di tribunale, il legislatore, nonostante alcuni rilievi provenienti dagli uffici giudiziari e dai Comuni, nei quali erano allocate le sezioni distaccate, non ha effettuato alcuna differenziazione, ritenendo di guadagnare efficienza mediante l'eliminazione di uffici giudiziari che, in numerosi territori, non erano riusciti a garantire adeguata risposta alla massiccia domanda di giustizia, ricavando, invece, dall'esecuzione del disposto normativo un coacervo di problematiche, che i singoli distretti si sono poi premurati di segnalare;
alla base della protesta degli avvocati leccesi vi è anche la mancata applicazione dei protocolli sulla liquidazione nei casi di patrocinio a spese dello Stato, strumento teoricamente volto a garantire la giusta difesa ad ogni cittadino non abbiente e sul PCT (processo civile telematico);
in tale scenario, va quindi inquadrata la situazione del tribunale di Lecce, con la protesta degli avvocati, che evidenziano il lento ma inesorabile disfacimento della giustizia e lo svilimento della professione forense,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
quali misure intenda adottare per garantire il ripristino delle condizioni di efficienza e di celerità dei tribunali del distretto di Lecce, in cui il regolare svolgimento delle udienze è, stante la situazione attuale, gravemente compromesso e decisamente turbato, non solo nel preminente interesse del cittadino che richiede giustizia, ma anche nell'interesse di tutti gli operatori del diritto (dai magistrati agli avvocati, passando per i cancellieri) che, quotidianamente, si affannano per svolgere il proprio lavoro.
(4-04709)
ARACRI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
l'officina meccanica AR.MA Srl, con sede a Roma, via del Fringuello n. 28, è costituita da 2 corpi di fabbrica, l'uno con l'accesso nella citata via e costituito da capannoni industriali e un ampio spazio destinato a rimessaggio e lavorazioni, e l'altro con accesso dalla via Walter Tobagi n. 38 e costituito principalmente da un capannone industriale e spazi perimetrali di manovra e lavoro;
l'officina effettua lavorazioni di manutenzione meccanica di mezzi pesanti, sia in convenzione con le aziende municipalizzate di Roma (Ama e Cotral) come si può dedurre dal transito e dallo stazionamento di numerosi mezzi della raccolta rifiuti e del trasporto pubblico urbano ed extra urbano, sia con altre amministrazioni;
le lavorazioni effettuate nell'officina non si limitano alla mera manutenzione ordinaria, bensì vengono praticati trattamenti di carattere industriale con forte impatto ambientale, senza attenzione per la destinazione urbanistica abitativa e residenziale della zona, nella quale sono presenti sia abitazioni sia scuole;
nello specifico, come si può osservare dal passaggio innanzi all'officina, vengono effettuate manutenzioni degli impianti frenanti, con sostituzioni di strisce frenanti e ferodi, saldature autogene (ossigeno ed acetilene) e ad arco (elettrica), soffiature degli ingranaggi e delle parti meccaniche, tutte operazioni dalle quali si origina, principalmente, la dispersione di polveri di lavorazione di carattere ferroso, fortemente inquinanti per l'ambiente e dannose per la salute degli abitanti e degli operai, oltre a rumori che superano la normale tollerabilità sia per intensità sia per continuità;
dal punto di osservazione indicato, infatti, si può constatare che le operazioni di manutenzione non avvengono all'interno dei capannoni, bensì nella zona antistante, all'aria aperta, e non si scorge la presenza di aspiratori o di altri presidi di sicurezza per la salute, che sono essenziali per il loro svolgimento;
le ragioni di preoccupazione dell'interrogante derivano dal fatto che gli abitanti della zona trovano giornalmente sulla biancheria stesa, sul davanzale delle finestre e sulle piscine, ubicate nei giardini, residui ferrosi, polveri scure e biancastre (derivanti presumibilmente dalle lavorazioni agli impianti frenanti) che non possono essere attribuite al fisiologico inquinamento ambientale cittadino, bensì, considerate la concentrazione e le tipologie, alle lavorazioni industriali citate;
a ciò si aggiungono l'odore acre che si sprigiona dai locali e si propaga nelle vicinanze, che costringe i residenti a tenere chiuse ermeticamente le finestre nonostante il caldo torrido, e il rumore assordante proveniente dalle pistole pneumatiche e dalle sirene che scandiscono i ritmi lavorativi durante la giornata;
inoltre, il piazzale viene lavato giornalmente, con acqua corrente a fine lavorazione e lo scolo delle stesse confluisce nelle fogne, disperdendosi in natura senza alcun trattamento;
da notizie in possesso dell'interrogante, tali circostanze sono state reiteratamente segnalate e contestate sia ai responsabili dell'officina sia alle locali e competenti autorità comunali preposte, anche se i primi hanno negato lo svolgimento di operazioni e lavorazioni dannose e si sono trincerati dietro la presenza di asserite autorizzazioni amministrative, oltre alla pubblica utilità del servizio svolto, invocando peraltro la tolleranza dei residenti;
a detto proposito, il comando dei vigili urbani-tutela ambientale del municipio VI di Roma, che è stato informato con ben 2 dettagliate note, non ha fatto pervenire alcun riscontro, né in termini di presa in carico della pratica, né in termini di intervento in loco per lo svolgimento delle doverose ed urgenti verifiche del caso;
nonostante la pericolosità potenziale ed effettiva per la salute e per l'ambiente derivante dalle circostanze esposte, che dovrebbero costituire un motivo di intervento sollecito e senza dilazione, al fine di evitare che danni già arrecati possano aggravarsi o avere conseguenze ben più radicali e tragiche, non si è ancora proceduto in alcuna maniera;
a giudizio dell'interrogante, la situazione è grave e perdurante e necessita di una celere risoluzione: non è concepibile che in una zona residenziale ad alta intensità abitativa vi sia un complesso industriale-meccanico di tali dimensioni, incompatibile con i più basilari principi di tutela dell'ambiente e della salute degli abitanti,
si chiede di sapere:
quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per porre rimedio alla questione che vede coinvolta la società AR.MA Srl e i cittadini residenti in via del Fringuello e zone limitrofe a Roma;
se non ritenga inidoneo un insediamento industriale-meccanico di tali dimensioni, in una zona residenziale ad alta densità abitativa;
se intenda svolgere dei controlli approfonditi sull'inquinamento dell'aria, sulle polveri sottili (Pm), sull'ozono e su ogni parametro che potrebbe danneggiare la salute dei cittadini e degli operai;
se risulti per quali ragioni il comando dei vigili urbani-tutela ambientale del municipio VI di Roma, in riferimento alle 2 note dettagliate inviategli, non abbia fatto pervenire alcun riscontro, né in termini di presa in carico della pratica, né in termini di intervento in loco.
(4-04710)
SCIBONA, AIROLA, GIROTTO, CAPPELLETTI, GAETTI, CASTALDI, MANGILI, MORONESE, SANTANGELO, FATTORI, DONNO, MORRA, BULGARELLI, PUGLIA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che l'articolo 13, comma 7-bis, del decreto-legge 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, stabiliva di riconoscere un indennizzo alle imprese che avessero subito danni ai materiali o alle attrezzature di cantiere, a seguito di delitti non colposi commessi per ostacolare l'attività dei cantieri strategici di interesse nazionale;
considerato che:
nella Gazzetta Ufficiale del 23 febbraio 2015, è stato pubblicato il decreto del 19 dicembre 2014 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, con il quale sono state individuate le modalità per la concessione dell'indennizzo a favore delle imprese che abbiano subito danni ai materiali, alle attrezzature e ai beni strumentali, come conseguenza di delitti non colposi commessi al fine di ostacolare o rallentare l'ordinaria esecuzione delle attività di cantiere di infrastrutture strategiche previste dalla "legge obiettivo";
il decreto prevede, tra l'altro, che le ditte richiedenti debbano presentare idonea istanza al Ministero delle infrastrutture, corredate da documentazione opportuna;
la Struttura tecnica di missione del Ministero, provvede allo svolgimento dell'attività istruttoria prevista ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e a far sì che gli esiti del procedimento, che deve concludersi entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, vengano comunicati all'impresa partecipante;
le domande relative ad eventi verificatisi nel secondo semestre dell'anno 2014 potevano essere presentate entro il 28 febbraio 2015, scadenza poi prorogata, come comunicato dal Ministro pro tempore Lupi, al 30 aprile 2015,
si chiede di sapere:
quante e quali ditte abbiano presentato domanda di indennizzo;
a quali ditte sia stato riconosciuto l'indennizzo e per quale importo;
quali siano le motivazioni di eventuali dinieghi.
(4-04711)
Maurizio ROSSI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
dal punto di vista dei collegamenti, i liguri vivono quotidianamente una situazione di grave disagio, tanto da ravvisare una vera e propria emergenza trasporti;
molti tratti autostradali liguri non sono conformi alle normative di sicurezza europee e, nelle ore di punta, si verificano continuamente code di decine di chilometri, rallentamenti e numerosi incidenti che bloccano l'area intorno a Genova;
le tariffe su tali tratti sono fra le più elevate del Paese;
sul nodo autostradale di Genova è noto il grave problema del ponte Morandi che attraversa la città e del quale non si conosce la sicurezza nel tempo. Risulta pertanto indispensabile procedere con sollecitudine a cantierare il progetto denominato "gronda di Genova" per il quale la società Autostrade ha già in cassa le risorse necessarie per iniziare i lavori derivanti dagli aumenti tariffari concordati in cambio della concessione ottenuta;
la rete ferroviaria ligure risulta essere ancor più disagiata di quella autostradale e rappresenta proprio a giudizio dell'interrogante lo svantaggio competitivo a cui lo Stato ha condannato la Liguria privilegiando altre tratte e quindi altre regioni. C'è un'Italia che viaggia e cresce con l'alta velocità e una Liguria che decresce, e lentamente muore, con la più bassa velocità del Centro-Nord Italia;
è ben nota la gravissima situazione del binario ferroviario unico ligure che collega Italia e Francia. Una situazione che attende una soluzione dal dopoguerra;
il collegamento su rotaia Genova-Roma deve essere almeno a media velocità, cosa tecnicamente possibile anche sugli attuali binari. È evidente, inoltre, che gli attuali orari degli arrivi e delle partenze sono assolutamente inconciliabili con una normale "giornata d'affari" o turistica. Infatti, a parte un treno serale che può essere utile a chi deve rientrare a Roma e che comunque ci mette almeno 3 ore 50 minuti, i treni Genova-Roma impiegano da 4 ore 45 minuti a 6 ore di viaggio per le numerose fermate che fanno e per la tratta percorsa, la Tirrenica, anziché passare dal nodo di Firenze;
solo affrontando temi quali il tempo di percorrenza, la qualità del materiale rotabile come le carrozze (ad oggi molto bassa) e del prezzo del biglietto, si potrà superare la penalizzazione della Liguria nel collegamento con la capitale, rispetto alle altre regioni che hanno tratte più veloci e orari di andata e ritorno nettamente più vantaggiosi;
le varie problematiche diventano ancor più attuali se si considera la recente evoluzione della situazione dei collegamenti aerei. I prezzi delle tariffe, infatti, sono sempre stati molto elevati, soprattutto quelli di Alitalia, che, vista la concorrenza della compagnia Vueling, recentemente li aveva leggermente calmierati. Purtroppo però, Vueling ha deciso di rinunciare allo scalo genovese, non ritenendolo commercialmente remunerativo. Quindi, senza concorrenza di un vettore competitor e senza concorrenza di treni confortevoli e a media velocità, Alitalia, di fatto sola in campo, ritornerà presumibilmente a tariffe più elevate che certamente renderanno ulteriormente difficile arrivare e partire da Genova e dalla Liguria con gravi problemi per il turismo e l'insediamento di aziende, per la logistica dei porti liguri e, quindi, per il mercato del lavoro connesso a queste primarie attività;
proprio per tali motivi la Liguria ravvisa sempre più un'evidente diseguaglianza e discriminazione con le altre regioni tanto da farla sembrare un'isola che non ha una reale "continuità territoriale" con il resto d'Italia;
diseguaglianza di competitività industriale e commerciale, quindi, esattamente come accade al Sud d'Italia o nelle isole: dove non vi sono strade e trasporti adeguati, nessuno investe. Ma anche diseguaglianza turistica perché, essendo difficile da raggiungere, il turista medio sceglie altre località;
per tali motivi, il caso Liguria diventa un caso di discontinuità territoriale che il Governo deve affrontare, perché quello che sta accadendo è che esiste, nei fatti, un concreto svantaggio competitivo per la Liguria. Non a caso, è diventata il fanalino di coda dell'Italia ed è sempre di più la regione più anziana d'Italia con il maggior numero di pensionati rispetto alla popolazione, un luogo che i giovani abbandonano per andare a studiare e a lavorare altrove;
questa situazione così difficile, variegata e complessa è stata causata, negli anni, dalle non lungimiranti passate amministrazioni regionali e governative,
si chiede di sapere
se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire al più presto al fine di eliminare l'isolamento territoriale ligure, nonché riportare la Liguria a competere in condizioni di parità con le altre regioni d'Italia;
pur riconoscendo agli attuali vettori piena autonomia e indipendenza, se non intenda attivarsi, e in che modo, in merito alle attuali tariffe aeree italiane così diverse a seconda della tratta: anche a parità di chilometri, oggi si vedono applicate tariffe unicamente sulla base di strategie commerciali;
se intenda attivarsi, per quanto di competenza, in merito al collegamento ferroviario tra Genova e Roma affinché siano previste almeno due coppie di treni di andata e ritorno che impieghino massimo 3 ore e 30 minuti su materiale rotabile di qualità e passando dal nodo di Firenze;
se intenda valutare per quanto di competenza forme di sostegno da concedere al territorio ligure, proprio in virtù della mancanza di continuità territoriale de facto, oggi molto evidente nei collegamenti, della Liguria.
(4-04712)
Maurizio ROSSI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
in Liguria si sta consumando una vera e propria corsa a rinnovi e proroghe delle concessioni portuali da parte di alcuni terminalisti. In primis perché i terminalisti, pur avendo scadenze nel 2020 e oltre, tentano di scongiurare i, per loro, temuti effetti dell'annunciata imminente pubblicazione del regolamento sulle concessioni, che si attende dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ormai da 21 anni. Altro motivo è il temuto accorpamento delle autorità portuali: questo ha prodotto una particolare proliferazione di proroghe proprio nell'estate 2015 al fine, presumibilmente, di "ingessare" le attuali posizioni prima dell'accorpamento previsto tra Savona e Genova;
è evidente quanto sia deleteria, per il futuro del sistema portuale italiano e per le città che ospitano i porti e che si attendono sviluppo e occupazione, questa corsa alle proroghe. Corsa che, valutando unicamente le proroghe richieste dagli attuali terminalisti al fine di anticipare la temuta riforma ministeriale e gli accorpamenti e non disegnando alcun progetto meditato del miglior utilizzo degli spazi demaniali, conseguentemente renderà statiche le banchine per i prossimi decenni. Basti osservare, infatti, che alcuni terminalisti con concessioni in scadenza nel 2020 (quindi non certo imminenti) hanno presentato richieste, motivate dall'urgenza di definire investimenti da fare, chiedendo sino a 60 anni di proroga e, addirittura, la richiesta di abbattimento del canone che è già molto ridotto rispetto ai prezzi medi europei. Il caso più emblematico di questa vicenda sembra essere una richiesta di proroga di 35 anni (circa) presentata da un terminalista, la cui attuale concessione scadrebbe fra ben 12 anni, nel 2027. Se accettata, porterebbe la data di scadenza della sua concessione al 2063,
si chiede di sapere:
a quali canoni standard tali concessioni debbano fare riferimento;
quale coerenza debba esserci per il canone da applicare nelle diverse autorità portuali del Paese al fine di evitare posizioni di vantaggio competitivo tra soggetti concorrenti;
trattandosi in particolare di aree demaniali, nell'eventualità che i canoni concessori risultino al di sotto di una media di mercato europeo, se si possa configurare un danno erariale nei confronti dello Stato;
come il Ministro in indirizzo intenda gestire tutte le proroghe o "rinnovi anticipati", come li definisce un'autorità portuale, così frettolosamente concessi in questi mesi a canoni bassi e senza seguire la normativa europea che prevede le gare;
nelle more del nuovo, annunciato, regolamento, come si debbano comportare i presidenti e i commissari delle autorità portuali ai quali sono state presentate le richieste di proroga;
se ritenga che detti atti possano causare infrazioni comunitarie verso lo Stato italiano o verso le autorità portuali e i concessionari beneficiari.
(4-04713)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
8a Commissione permanente(Lavori pubblici, comunicazioni):
3-02295, della senatrice Nugnes ed altri, sull'esternalizzazione dei servizi informatici del gruppo Enel;
9a Commissione permanente(Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-02297, dei senatori Campanella e Bocchino, sulla dichiarazione dello stato di emergenza per Licata (Agrigento) colpita da una tromba d'aria il 10 ottobre 2015.