Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 795 del 29/03/2017

GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL, RI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL, RI)). Signora Presidente, vorrei proprio approfittare della presenza del ministro Minniti - che ringrazio - per svolgere alcune pacate riflessioni che mi derivano dall'aver partecipato a tutte le fasi di questa vicenda: prima con Napolitano quando era Ministro dell'interno, poi con i vari Governi che si sono succeduti, fino all'approvazione della legge Bossi-Fini. Al riguardo, per fare chiarezza e dare limpidità al dialogo, desidero precisare che quella legge portò alla regolarizzazione di 700.000 immigrati; pertanto, quando qualche volta la Sinistra accusa il Centrodestra di aver avuto un approccio repressivo, ricordo che la più grande regolarizzazione di immigrati che avevano un lavoro (colf, badanti e lavoratori), ma in nero, che ha portato in pochi mesi a garantire il pagamento degli arretrati, la messa in regola e a soddisfare un'esigenza sociale di famiglie e imprese, l'ha fatta un Governo di centro-destra. Dopo di che, da quel punto di vista, non si è più fatto nulla, immagino per prevenzioni ideologiche, come quelle, signor Ministro, che ho riscontrato in Commissione.

Sono rimasto molto sorpreso dalla bocciatura di due ordini del giorno che ho firmato, uno dei quali faceva riferimento a notizie di cui sono pieni i giornali: se è vero infatti che ci sono ONG che operano in combutta con i trafficanti di esseri umani e sono in contatto con loro, una volta accertato questo, il Governo italiano deve rompere i rapporti con queste organizzazioni e non dare più finanziamenti. A me sembrava la scoperta dell'acqua calda, ma il Ministero degli affari esteri ha espresso parere contrario e il Parlamento ha bocciato questa proposta. L'altro ordine del giorno chiedeva semplicemente di approfondire il seguente tema: è proprio obbligatorio che tutte le persone raccolte in mare debbano venire in Italia e non a Malta o in un porto francese o di altri Paesi? Anch'esso è stato bocciato su indicazione del Ministero degli affari esteri. Non so cosa ne pensasse il Ministero dell'interno, ma mi sembravano due soluzioni intelligenti che il Parlamento proponeva al Governo.

Ora vedo il collega Cociancich ed è chiaro, signor Ministro, che se si parte dal principio del collega per cui chiunque viene in Italia ha esattamente gli stessi diritti degli italiani, come i 60 milioni di italiani che in passato andavano all'estero, è chiaro che non risolveremo mai il problema, intanto perché non è vero che i 60 milioni di italiani che sono andati all'estero lo hanno fatto senza essere in qualche modo invitati, chiamati, in regola, perché se uno si presentava negli Stati Uniti come clandestino lo rimandavano a casa velocemente; e non parliamo della Svizzera, o dell'Australia. C'è stato un processo secolare che ha consentito un'immigrazione non selvaggia in quei Paesi che pure, come gli Stati Uniti, avevano immensi territori. Ricordo, peraltro, che ancora oggi gli Stati Uniti hanno regole particolari e se una persona non è nata in quel Paese non può diventare Presidente, anche se ci ha vissuto da quando aveva sei mesi fino a compimento dei sessant'anni. Pertanto ogni Paese si pone il problema di capire se chi viene da un altro Paese ha gli stessi diritti dei propri cittadini. Poi sono perfettamente d'accordo nel dire che nel momento in cui diventa cittadino italiano avrà gli stessi identici diritti degli italiani.

Vorrei venire al nodo della questione. Con la legge Napolitano era stata fatta una cosa secondo me intelligente, cioè si era graduata la risposta dell'ordinamento a quello che all'epoca era il problema degli albanesi. Era un immigrazione diversa, era una fase storica diversa, ma ricordo che il ministro Scotti, attuando il respingimento, un giorno raccolse su una nave, alcune migliaia di albanesi che erano stati portati in vari campi, e li riportò in Albania. Questo si chiama respingimento; era una iniziativa coreografica per far vedere che lo Stato faceva qualcosa, ma utilizzò quello strumento che ancora oggi è in discussione. Io mi sono sempre opposto al reato di immigrazione clandestina sia da Ministro che da Sottosegretario, perché - lo dico agli amici della Lega Nord - serve solo ad aggravare il problema dell'immigrazione. Infatti, se ho centinaia di migliaia di immigrati e a tutti quelli che sbarcano deve essere intentato un processo, con tutte le garanzie che ci sono in Italia (primo, secondo e terzo grado), per cui non possono essere mandati via dall'Italia finché c'è il processo e tutto sfocia in una multa (alla fine questo succede), vorrei capire a cosa serve un meccanismo di questo genere, visto che non credo ci sia una persona che abbia mai pagato la multa.

Qual è, allora, il problema? Avevamo detto: prima il respingimento o l'espulsione perché a chi viene in Italia, irregolare o clandestino - chiamiamolo come volete - che quindi non è in regola con le nostre leggi, semplicemente, gli si dice di tornare a casa propria. Poi, se quel soggetto viola un ordine legittimo della nostra pubblica amministrazione, del nostro Stato, e torna per la seconda volta, allora sì che si fa scattare il penale perché gli si dice: «Caro signore, ti avevo avvertito: sei irregolare, torna a casa; non hai ottemperato, quindi ti condanno». Dopodiché, Ministro, se il soggetto torna più di una volta, ci sarà un momento in cui l'ordinamento si difende e per i recidivi che sono in Italia irregolari o clandestini prima o poi arriverà anche una sanzione di tipo carcerario. Deve esserci questa progressione. D'altra parte, qualcuno contesta ancora i CIE, i posti dove gli immigrati vengono tenuti perché - si dice - dovevano essere identificati prima in carcere, ma poiché in carcere non li hanno identificati e sono persone che delinquono, che trafficano con la droga, che fanno rapine, borseggi, qualche anima bella mi dovrebbe spiegare se dovremmo forse far correre ogni poliziotto o carabiniere, dentro le nostre città, dietro a queste persone che delinquono oppure, visto che sono loro a non declinare le loro generalità, sono loro che stanno violando la nostra legge, li si debba trattenere in attesa di espellerli.

Certo, capisco anch'io il problema, Ministro: espellerli dove? Ci ritroviamo sempre di fronte alla stessa domanda: i tunisini non li vogliono, i marocchini non li vogliono, gli algerini non li vogliono; nessuno ne riconosce la cittadinanza. Tuttavia, questo non può farci arrendere perché, di giustificazione in giustificazione, si dovrebbe arrivare alla conclusione che in effetti quei 100 milioni di africani - aggiungiamoci i cinesi e altri - che vogliono venire in Italia dovrebbero poterlo fare. Ebbene, ragionando come il collega Cociancich - non ce l'ho con lei, collega, ma voglio evidenziare le conseguenze di certi ragionamenti - avremmo l'Italia sommersa da milioni e milioni di persone; il che porterebbe disperazione, xenofobia, razzismo e conflitti, specialmente nei ceti popolari, perché si creerebbe sicuramente una situazione invivibile per tutti.

Lo dico forte anche per quei due, tre milioni di persone extracomunitarie che sono in Italia ormai da vent'anni, che lavorano nel nostro Paese, i cui figli sono italiani e che sono disperati per la concorrenza di queste persone che arrivano che gli stanno facendo perdere il posto di lavoro. Dobbiamo considerare il dramma di questi italiani, i cui figli sono nati qui, in quanto sono i primi a subire la concorrenza di decine di migliaia di persone che ogni mese entrano nel nostro Paese e ci costano quattro miliardi di euro, aumentando inevitabilmente dappertutto - parlo per la mia Modena - le rapine, gli scippi. Del resto, come fanno a mangiare, come sopravvivono se non hanno un lavoro e con una famiglia da mantenere?

Chi è responsabile dell'ordine pubblico chiaramente dovrà porsi questi problemi, o no? Credo che il ministro Minniti se li sia posti.

Io sono sempre stato a favore dei CIE e dico: «Bravo, hai fatto bene a combattere le ideologie e gli egoismi locali e a dare uno strumento all'amministrazione per svuotare il mare nel quale la manovalanza criminale si mette anche al servizio della mafia e della 'ndrangheta».

Ci riempiamo sempre la bocca del problema della criminalità organizzata ma, secondo voi, la criminalità organizzata non sfrutta questa manovalanza della disperazione per aumentare i suoi traffici? Evidentemente la sfrutta perché è subalterna e qualche volta non può fare altro, in quelle Regioni, se non accodarsi a chi gli permette la sopravvivenza.

Ministro, ancora una volta ci siamo trovati di fronte a ordine del giorno inspiegabilmente bocciati. Quelle persone sanno che cosa succede e se vanno a vedere gli atti parlamentari si meraviglieranno del fatto che il Parlamento italiano non si è opposto a che il nostro Governo continui a finanziare le ONG che, violando la nostra legge, hanno addirittura contatti con i trafficanti. Questo è il risultato di quella votazione. Oppure il Parlamento italiano vuole che tutti, quando vengono soccorsi, non siano portati a Malta o nel porto più vicino ed insiste perché siano portati in Italia. Chi l'ha detto questo, dove è scritto?

Se un soggetto viene raccolto da una nave francese o maltese o da una nave che batte bandiera di non so quale Paese e il porto più vicino è Malta o la nave batte bandiera francese, perché le persone che non sono state prese nel Canale di Sicilia ma in acque internazionali libiche devono essere portate in un porto siciliano e non a Marsiglia?

PRESIDENTE. Concluda, per cortesia.

GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL, RI)). Ma la Francia fa parte dell'Europa o no? La Slovenia fa parte dell'Europa o no? La Spagna fa parte dell'Europa o no?

Concluderei il ragionamento con il Ministro, se la collega che lo sta intrattenendo consente.

PRESIDENTE. Senatrice Capacchione, non distragga il Ministro.

GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL, RI)). Collega, vorrei concludere il discorso con il Ministro, visto che mi rivolgo a lui. Siamo in Parlamento, è questa l'occasione di dialogo su alcuni problemi che sembrano seri e che gli sto ponendo e vorrei che nella replica il Ministro mi dicesse se c'è stato un equivoco tra Ministeri dell'interno e degli affari esteri; magari non si sono capiti, ma mi sembrano questioni focali: dove portare le navi, dove le raccolgono le ONG, se portarle qui... (La senatrice Puppato si accosta ai banchi del Governo).

Capisco che bisogna avere pazienza. Sto concludendo, collega.

PRESIDENTE. La prego di non disturbare il Ministro che sta ascoltando il dibattito, senatrice Puppato.

GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL, RI)). Spero che nella replica mi dia questa risposta, ma inevitabilmente, avendo voi posto la fiducia, il nostro voto non potrà che essere contrario, dando però atto al Ministro di un salto di qualità nell'affrontare questo problema con realismo.