Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 795 del 29/03/2017

ARRIGONI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARRIGONI (LN-Aut). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, nell'affrontare il complesso problema dell'immigrazione irregolare in una situazione di crescente emergenza, esiste un problema di fondo. In questo Parlamento, c'è un'ampia maggioranza di forze politiche - il Partito Democratico, il Nuovo Centrodestra, Sinistra Italiana e il Movimento 5 Stelle - permeate dal buonismo e dall'accoglienza a tutti i costi. È grave mettere in discussione un punto fermo: il diritto internazionale all'asilo, stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati adottata a Ginevra nel 1951, che riconosce la protezione internazionale esclusivamente a coloro che scappano da guerre o vengono perseguitati per vari motivi. Ebbene, invece di cancellare - come avremmo dovuto fare - la protezione umanitaria, presente solo nel nostro Paese, molti in quest'Assemblea vorrebbero concedere la protezione persino ai migranti economici e a quelli climatici.

Il collega Cociancich del Partito Democratico è uno di quelli che ha detto che vuole includere e non respingere gli irregolari anche per rimediare alla drammatica denatalità del nostro Paese: una teoria suicida totalmente da respingere. Si sostengano invece le famiglie italiane nel fare figli.

Cociancich cita poi l'articolo 10 della nostra Costituzione, sostenendo che tutti coloro, cui a casa propria sono impedite le libertà democratiche, hanno diritto di asilo in Italia, ma ciò è inesatto, visto che non dice in primo luogo che il dettato costituzionale sul diritto di asilo non è stato attuato, perché manca ancora la legge organica, e, in secondo luogo, che il riconoscimento del rifugiato è entrato nel nostro ordinamento proprio con l'adesione alla Convenzione di Ginevra.

Con numeri alla mano, in fase di discussione generale, ho cercato di descrivere il fenomeno in Italia. Sono numeri impietosi: troppi ingressi, troppe morti nel Mediterraneo, tante richieste di asilo. Sono già 33.000 al 17 marzo, con liste di attesa dell'esito che si allungano e tanti ricorsi.

Nel fallimentare sistema di accoglienza le presenze crescono esponenzialmente e sono troppe. L'80 per cento dei posti occupati è fornito da strutture temporanee: case, condomini e privati, alberghi gestiti da cooperative in affari e albergatori falliti, spesso individuati da prefetti scavalcando i sindaci, con spese sostenute per l'emergenza salite nel 2016 a 4 miliardi, cifra maggiore a quella della manovrina correttiva, con un contributo UE di soli 112 milioni, meno del 3 per cento: altro che costi dell'accoglienza che non pagano gli italiani. L'Europa non solo ci scarica il problema, ma ci dà briciole: è una follia.

Degli immigrati irregolari che entrano nel Paese un terzo non chiede asilo: scompaiono, non sappiamo dove sono e che cosa fanno. Solo il 20 per cento dei due terzi che invece chiedono protezione e assistiamo per due, tre o anche quattro anni ottiene la protezione internazionale: la gran parte di coloro che chiedono asilo e che vengono assistiti con vitto, alloggio, mediatore culturale, wi-fi, tablet, sono migranti economici, dunque irregolari e dunque clandestini.

Riflessioni. Il suo decreto-legge, Ministro, è un timido cambio di passo rispetto al disastroso triennio Renzi-Alfano. Tardivamente, ma si prende atto dei lunghissimi tempi di esame delle richieste di asilo e dei ricorsi. Si assumono 250 funzionari per le commissioni, voluti dalla Lega per velocizzare i colloqui. Nel procedimento giudiziario si sostituiscono le sezioni specializzate per l'asilo e si elimina l'appello e, dopo averli chiusi, si riaprono i CIE, anche se con altro nome, i Centri di permanenza per il rimpatrio; misura, questa, introdotta più per rispondere alle censure UE del Consiglio d'Europa sulle debolezze del sistema italiano rispetto al trattenimento degli irregolari in attesa dei rimpatri.

Ma questo non basta, perché con le poche risorse stanziate (8 milioni per quest'anno, 26 nel prossimo) e con lo stesso numero di magistrati, è probabile che i processi di valutazione delle domande non subiranno velocizzazioni. A tal proposito, abbiamo ancora una volta ragionato applicando l'articolo 81 della Costituzione per contenere la spesa e poi con questa malagestione dell'immigrazione ci siamo dimenticati che il costo degli immigrati aumenta di anno in anno di circa 600, 700, 800 milioni: questa è la verità.

Ma il decreto non basta, soprattutto perché in Commissione è stato annacquato e svuotato. Si è ragionato troppo per rafforzare garanzie e tutele degli immigrati. Sono stati accolti emendamenti, come ha detto Buccarella del Movimento 5 Stelle, volti a riaffermare principi di civiltà giuridica. Gli esponenti di Grillo avrebbero voluto ancora più garanzie per gli immigrati, come i colloqui in commissione con due intervistatori e persino con la presenza del difensore; come l'abrogazione del reato di clandestinità, loro vecchio cavallo di battaglia. Incredibile, ma voi grillini vi siete opposti al nostro emendamento, approvato e voluto dai sindaci, che prevede la cancellazione automatica e immediata dall'anagrafe comunale di un richiedente asilo irreperibile dal centro di accoglienza.

No, non ci siamo. La Lega è per una diversa politica sull'immigrazione che attueremo quando andremo al Governo, basata sul rigore, sulla legalità e sulla deterrenza che disincentivi le partenze e, per conseguenza, anche le morti in mare. Dobbiamo diminuire i fattori di attrazione nel nostro Paese, i cosiddetti pull factor. Anche Frontex, con il suo rapporto annuale, Risk Analysis 2017, puntando il dito contro le ONG che stanno suscitando tanto clamore, afferma che le operazioni H24 di ricerca e soccorso in mare svolte dalle 13 navi al limite delle coste libiche agiscono da pull factor, incoraggiando i migranti a intraprendere la traversata del Mar Mediterraneo, dove tanti perdono la vita a bordo di natanti inadeguati.

La Lega Nord ha tentato di migliorare il testo con la presentazione di diversi emendamenti e ordini del giorno, che sono stati per lo più respinti. Penso, ad esempio, all'emendamento per l'eliminazione della protezione umanitaria, che non è prevista dalla Convenzione di Ginevra, e a quello volto a introdurre maggiori controlli alle frontiere. Abbiamo dei confini terrestri colabrodo, come dimostrato dagli oltre 10.000 pakistani che lo scorso anno sono entrati dall'Austria e dalla Slovenia e hanno poi chiesto asilo. Bisogna bloccare questi ingressi irregolari con controlli efficaci alle frontiere di Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, Paesi tutti aderenti allo spazio Schengen, pretendendo l'applicazione del Regolamento di Dublino sul principio del Paese di primo approdo e, dunque, operando le cosiddette riammissioni attive.

Penso anche agli altri emendamenti sui Centri di permanenza per il rimpatrio, visto che la capienza che lei, signor Ministro, ha previsto è decisamente insufficiente per trattenere l'enorme numero di irregolari in attesa di essere espulsi o respinti. Anche i tempi di trattenimento sono insufficienti, in quanto dovevano essere in linea con la direttiva del 2008 in tema di rimpatri.

La bocciatura dei nostri emendamenti conferma la volontà di maggioranza e Governo di vanificare le procedure di espulsione e consentire agli irregolari di sottrarsi ai rimpatri, che bisogna invece necessariamente incrementare. Quelli effettuati sono infatti troppo pochi. Nell'ultimo triennio quelli attuati sono stati, mediamente, tra i 7.000 e gli 8.000. Troppi non ottemperano all'ordine del questore. Servono dunque accordi bilaterali con i Paesi terzi d'origine e soprattutto occorre dotare di maggiore risorse il fondo rimpatri. Anche in questo caso, con la bocciatura di un nostro ordine del giorno avete snidato le reali intenzioni del Governo.

Servono inoltre accordi seri per bloccare il flusso di sedicenti profughi proveniente dalla Libia - Paese di transito e non di partenza - che rappresenta ormai l'85 per cento degli ingressi in Europa dopo la chiusura della rotta dei Balcani. Basta subire passivamente gli effetti dell'accordo tra Unione europea e Turchia, finanziata con 6 miliardi di euro (soldi anche nostri), che ha interrotto i flussi soprattutto verso la furba Germania. Siamo seri. Quello sottoscritto recentemente a Roma con Serraj vale poco più di zero. Lo dimostrano gli sbarchi, in aumento di oltre il 50 per cento nel 2016, e che renderanno ancora più nero il 2017. Inutile fare intese con Serraj, a capo di un Governo non riconosciuto dal Parlamento di Tobruk. Molto più di lui, chi controlla il Paese è il generale Haftar. Se uno dei 4 obiettivi per i prossimi dieci anni sottoscritti sabato scorso a Roma dai 27 Paesi interessati è un'Europa sicura, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, allora Gentiloni Silveri pretenda che l'Unione europea metta a disposizione della Libia risorse paragonabili a quelle concesse alla Turchia, affinché si agisca per bloccare gli afflussi migratori illegali diretti verso l'Europa.

Dopo l'attentato di Londra lei, ministro Minniti, parlando in generale del terrorismo di matrice islamica, ha detto che c'è legame non con i migranti, ma con la mancata integrazione. Ma signor Ministro, con i migranti regolari che vogliono imporre le proprie culture che divergono dai nostri valori scolpiti nella Costituzione, che integrazione ci può essere? Con le centinaia di migliaia di migranti irregolari, cioè clandestini, presenti nel nostro Paese (vuoi perché non hanno chiesto asilo, vuoi perché è stata respinta loro la domanda di protezione e non sono stati rimpatriati) che integrazione ci può essere?

Questa maggioranza e questo Governo non perseguono la legalità! Lo avete certificato respingendo un nostro ordine del giorno che invitava l'Esecutivo ad intensificare il rintraccio degli irregolari e lo avete ribadito approvando un ordine del giorno folle della senatrice De Petris che prevede la riduzione del ricorso all'allontanamento dei migranti.

Per tutti questi motivi, ringraziando i relatori Cucca e Mancuso, il Gruppo della Lega Nord voterà contro la fiducia e contro il provvedimento! (Applausi dal Gruppo LN-Aut).