Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 733 del 13/12/2016
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MUNERATO - Al Ministro della difesa - Premesso che:
nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2010, il capitano dell'Esercito Marco Callegaro, all'epoca capo della cellula amministrativa del comando "Italfor Kabul", fu trovato morto nel suo ufficio all'aeroporto di Kabul, ucciso da un colpo di pistola;
l'accaduto destò immediatamente sconcerto e incredulità in quanti conoscevano il capitano Callegaro e ne ammiravano abnegazione e spirito di servizio. L'episodio pertanto sembrò fin da subito poco chiaro. La magistratura ordinaria aprì un fascicolo, ma non arrivò ad alcuna conclusione e non trovò elementi, pur trattandosi di una morte senza un apparente movente, per dimostrare l'esistenza di altri reati, come l'istigazione al suicidio o la corruzione;
l'indagine è successivamente passata alla procura militare di Roma che, al termine di verifiche articolate e complesse, ha iscritto nel registro degli indagati 6 ufficiali per truffa militare aggravata: nei loro confronti è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini;
la vicenda riguarda il noleggio di alcuni mezzi la cui blindatura è risultata più leggera, e quindi meno cara, di quella pattuita. L'azienda che noleggiava i veicoli, variamente denominata nel corso degli anni, faceva sempre capo ad un individuo che risulta, a quanto si apprende da fonti degli inquirenti, vicino ad ambienti terroristici internazionali;
le indagini hanno portato alla luce un presunto giro truffaldino messo in atto dagli indagati che, con i loro comportamenti, non avrebbero esitato ad esporre a rischio i loro colleghi. In particolare, i 6 ufficiali avrebbero taciuto il dato della difformità del livello di blindatura di alcuni veicoli, rispetto alle caratteristiche pattuite nel contratto di noleggio con la ditta afghana;
l'intera pratica venne curata dagli uffici amministrativi di Kabul, dove Callegaro lavorava, che contestarono formalmente alla ditta di noleggio il carente livello di blindatura dei mezzi;
il capitano Callegaro, come risulta dall'indagine, manifestò prostrazione e disagio all'interno di e-mail e messaggi personali rivolti a intimi amici, facendo ripetutamente presente di trovarsi al centro di vicende più grandi di lui; anziché denunciare pubblicamente quanto stava avvenendo intorno a lui, forse sentendosi isolato e scaricato, ha scelto di uscire di scena togliendosi la vita,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come intenda attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di far luce sull'intera vicenda e sulla morte poco chiara di un apprezzato e stimato servitore dello Stato.
(3-03344)