Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 733 del 13/12/2016

Allegato B

Governo, testo delle dichiarazioni programmatiche consegnate dal Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gentiloni Silveri

Signora Presidente, onorevoli colleghi, signore Ministre, signori Ministri, il Governo che si presenta a chiedere la fiducia è un Governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni. È un Governo che intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell'Italia e sui problemi degli italiani.

I compiti di un Governo sono chiaramente definiti dalla Costituzione. Il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza che ha sostenuto il Governo precedente e che non è venuta meno. Per qualcuno si tratta di un limite: io lo rivendico. Rivendico il grande lavoro fatto negli anni che abbiamo alle spalle, i risultati ottenuti, che hanno messo in moto le energie dell'Italia e che ci vengono riconosciuti a livello internazionale. Sono risultati di cui siamo orgogliosi e che fanno onore alla maggioranza che li ha sostenuti in questi tre anni di Governo.

Non mi nascondo naturalmente che, pur nel quadro della medesima maggioranza, il Governo nasce in un contesto nuovo, creato dalla bocciatura nel referendum della riforma costituzionale e dalla conseguente scelta di dimissioni del Presidente Matteo Renzi. Questa scelta, che ha originato la crisi, non era obbligata, ma era stata ampiamente annunciata da Renzi nei mesi scorsi.

Averla compiuta è stato un atto di coerenza che non solo noi del Governo e della maggioranza, ma, a mio avviso, tutti gli italiani che hanno a cuore la dignità della politica dovrebbero salutare con rispetto. Queste caratteristiche della crisi hanno determinato, sulla base della ferma guida del presidente della Repubblica Mattarella, che voglio qui ringraziare di fronte a voi, i tempi rapidi del nuovo Governo e ne definiscono il programma.

Lascio alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata del nuovo Governo. Per quanto ci riguarda, vale la Costituzione: il Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento. Spetta a me, piuttosto, indicare quali saranno le priorità della nostra azione, tesa a completare il lavoro fatto fin qui.

La prima priorità è senz'altro l'intervento nelle zone colpite dal terremoto. Abbiamo avuto una risposta straordinaria di tutte le nostre forze dell'ordine, dei volontari, della Protezione civile, nell'emergenza, ma siamo ancora in emergenza, e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell'Italia centrale. E da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nello sviluppare quel programma a lungo termine che abbiamo definito "Casa Italia" e che cerca di lavorare sulle cause profonde dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel nostro Paese.

Avremo un'agenda di lavoro molto fitta. Mi limito ad alcune priorità: ci metteremo al lavoro innanzitutto sul terreno internazionale, dove ci aspettano appuntamenti molto importanti. Tra un paio di settimane l'Italia entrerà nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e assumerà la Presidenza di turno del G7. Lo faremo in un momento difficile, caratterizzato da una particolare incertezza che si determina anche per la contestualità con la transizione americana, che come sapete si concluderà il 20 gennaio; e approfitto dell'occasione per dire che noi siamo pronti a collaborare con quello che è da sempre il nostro principale partner ed alleato, gli Stati Uniti, forti nella difesa dei nostri principi, ma convinti sostenitori dell'Alleanza atlantica. Incertezza accentuata dalle condizioni molto difficili di diversi teatri di crisi nel mondo.

L'impegno sarà particolarmente rilevante nel contesto dell'Unione europea, e io credo che sia importante, se il Governo riceverà la fiducia del Parlamento, la possibilità di partecipare sin da giovedì a un importante Consiglio europeo con l'Italia rappresentata a pieno titolo. L'Italia è tra i Paesi fondatori dell'Unione europea, e devo dire nella mia precedente esperienza ho tenuto molto a sottolineare questo ruolo dell'Italia tra i sei Paesi fondatori di questa straordinaria esperienza che è l'Unione europea, di cui ci accingiamo, nel mese di marzo, a veder celebrare il sessantesimo anniversario, e non sarà una celebrazione ma una scommessa sul futuro; o almeno noi cercheremo, noi Governo italiano, di non farne soltanto una celebrazione, ma di farne un momento di discussione proiettata verso l'avvenire.

Il Consiglio europeo di giovedì e venerdì, nel quale avremo due o tre questioni molto rilevanti all'ordine del giorno: la discussione in corso sul rinnovo del cosiddetto Regolamento di Dublino, quello che definisce l'atteggiamento dell'Unione europea circa la prima accoglienza dei rifugiati e dei migranti; e su cui vi devo dire che l'Italia avrà una posizione molto netta nel sostenere quelle che sono le nostre ragioni, perché ancora una volta non è accettabile, e ancor meno lo sarebbe nel quadro di una ipotetica riforma di questo Regolamento, che passi di fatto il principio di un'Europa troppo severa su alcuni aspetti delle sue politiche di austerity e troppo tollerante nei confronti di Paesi che non accettano di condividere le responsabilità comuni sui temi dell'immigrazione. Poi discuteremo di Siria, del modo in cui la crisi siriana sta definendo i rapporti tra l'Unione europea e la Russia, in un momento di transizione per l'amministrazione americana.

Accanto alla politica estera cercheremo di dare messaggi forti sulla nostra sicurezza, nel contrasto alla criminalità organizzata, nel lavoro sempre più forte per prendere in mano il tema dei flussi migratori, delle politiche di accoglienza, delle politiche di rimpatrio, della gestione condivisa con le amministrazioni locali di tale questione, mantenendo l'equilibrio che ha caratterizzato il Governo in questi anni su questo tema, e cercando se possibile di essere ancora più efficaci nelle politiche di attuazione.

Sul terreno economico, naturalmente. Il Governo intende accompagnare e rafforzare la ripresa che finalmente, gradualmente, a nostro avviso ancora molto lentamente, si sta manifestando però anche nel nostro Paese. Accompagneremo la ripresa con le grandi infrastrutture, con il piano straordinario dell'industria 4.0, con un nuovo slancio alla green economy, frontiera su cui davvero possono farsi valere le eccellenze del mondo dell'impresa italiano nel quadro delle decisioni internazionali che sono state prese sul clima, e che l'Italia difenderà nei prossimi mesi con molta forza.

È in questo quadro che affronteremo anche i problemi legati al nostro sistema bancario, che è un sistema, nel suo insieme, solido, che, finanziando l'economia reale, sta contribuendo alla ripresa e si sta lasciando alle spalle, anche grazie alle misure prese dal Governo negli ultimi due anni, le conseguenze di una profonda recessione. Sappiamo tutti che vi sono dei casi specifici che, anche a causa di comportamenti inadeguati o illeciti di amministratori sui quali la magistratura sta indagando, richiedono oggi un rafforzamento patrimoniale e per i quali sono stati predisposti piani di ristrutturazione e aumenti di capitale attraverso il ricorso al mercato.

Voglio dire molto chiaramente, in questa occasione, che il Governo, come sapete, ove necessario, è pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio dei cittadini. E prendo questo spunto per ribadire qui che l'Italia è un'economia forte, che non è aperta a scorribande, che ha smentito in modo molto chiaro le profezie di apocalisse che qualcuno aveva fatto in caso di questo o quell'esito del referendum. Questa è l'Italia.

L'impegno del Governo sarà molto importante, naturalmente, sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro, per attuare le procedure riguardanti le norme sull'anticipo pensionistico, così come sul terreno dei diritti, dove molto è stato fatto, ma altri passi avanti possono essere realizzati.

Infine, intendiamo ridare slancio a tre grandi azioni di riforma che sono in corso e che necessitano di un impulso ulteriore: la riforma della pubblica amministrazione, la riforma del processo penale, il libro bianco della difesa, cui sono collegate tante iniziative.

Infine, vorrei aggiungere all'agenda delle nostre priorità due grandi questioni, su cui finora, a mio avviso, non abbiamo dato risposte pienamente sufficienti.

Innanzitutto, mi riferisco ai problemi che riguardano la parte più disagiata della nostra classe media: parlo sia del lavoro dipendente che delle partite IVA. Questa parte più disagiata della nostra classe media deve essere al centro dei nostri sforzi per far ripartire l'economia. Proprio perché noi non vogliamo rinunciare alla società aperta, ai vantaggi del commercio internazionale, all'evoluzione digitale, proprio per questo dobbiamo difendere quei ceti disagiati che da queste dinamiche si sentono penalizzati o addirittura sconfitti.

Poi, dobbiamo fare molto di più anche sul Mezzogiorno. La decisione di formare un Ministero esplicitamente dedicato, oltre che alla coesione territoriale, al Mezzogiorno non deve far pensare a vecchie logiche del passato. Al contrario, noi abbiamo fatto molte cose in questi anni per il Sud, ma credo che sia ancora insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud e dalla sua modernizzazione può venire la spinta più forte possibile, oggi, per la crescita della nostra economia.

Onorevoli colleghi, accanto a questa attività, alla nostra agenda, prenderà corpo il confronto tra le forze parlamentari sulla legge elettorale e sulla necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato. È un confronto nel quale il Governo - voglio ribadirlo, come ho avuto occasione già di dire negli incontri con le diverse delegazioni - non sarà l'attore protagonista. Spetta a voi, onorevoli colleghi, la responsabilità di promuovere e trovare intese efficaci.

Certo, il Governo non starà alla finestra, cercherà di accompagnare, di facilitare e anche di sollecitare questo confronto. La sollecitudine non deriva dalle valutazioni sulla durata dell'Esecutivo, deriva dalla consapevolezza istituzionale del fatto che il nostro sistema parlamentare ha bisogno di regole elettorali certe e pienamente applicabili e ne ha bisogno con urgenza. Le consultazioni, onorevoli colleghi, hanno evidenziato l'impossibilità di una convergenza generale nel sostegno a questo Governo di responsabilità, che pure era stata invocata. Ne abbiamo preso atto, procedendo nel quadro della maggioranza, anche se ci auguriamo che possano maturare apporti e convergenze più larghe su singoli provvedimenti, ma di una discontinuità almeno nel confronto pubblico io penso che avremmo davvero bisogno e sarà uno dei miei impegni maggiori sul piano personale.

Il Governo non si rivolgerà certo a quelli del "sì", contro quelli del "no"; si rivolge a tutti i cittadini italiani. Si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le istituzioni (Applausi dei deputati dei Gruppi Partito Democratico, Area Popolare (NCD-UDC), Scelta Civica-Ala per la Costituente Liberale e Popolare - MAIE, Democrazia Solidale-Centro Democratico, Civici e Innovatori). Chi come me è sempre stato animato da passione politica non si ritrova nella degenerazione di questa passione. La politica, il Parlamento sono il luogo del confronto dialettico, non dell'odio o della post verità. Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paura. Su questo è impegnato il Governo e anche su questo chiede alla Camera la sua fiducia (Applausi dei deputati dei Gruppi Partito Democratico, Area Popolare (NCD-UDC), Scelta Civica-Ala per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE, Democrazia Solidale-Centro Democratico, Civici e Innovatori e di deputati del Gruppo Misto).

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Albano, Anitori, Bubbico, Cassano, Cattaneo, Chiavaroli, Chiti (dalle ore 11), Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Elena Ferrara, Gambaro, Gentile, Lepri, Monti, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Rubbia e Vicari.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casson e Stucchi, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Corsini, Divina, Fazzone e Lucherini, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Gruppi parlamentari, nuova denominazione

La Presidente del Gruppo parlamentare Area Popolare (NCD-UDC), senatrice Bianconi, con lettera in data 7 dicembre 2016, ha comunicato che il Gruppo assume la seguente nuova denominazione: "Area Popolare (Ncd-Centristi per l'Italia)".

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 6 dicembre 2016, ha inviato, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, la relazione concernente l'andamento del processo di liberalizzazione dei servizi a terra negli aeroporti civili, relativa al secondo semestre 2015.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Doc. LXXI-bis, n. 4).

Corte di cassazione, trasmissione di ordinanze su richieste di referendum

L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte suprema di Cassazione, con lettera in data 9 dicembre 2016, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 13 e 32 della legge 25 maggio 1970, n. 352, copia dell'ordinanza, emessa in data 6 dicembre 2016, con la quale l'Ufficio stesso ha dichiarato legittime le richieste di referendum popolare abrogativo proposte ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione, sui seguenti quesiti, così denominati:

Abrogazione disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi;

Abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti;

Abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher).

La predetta ordinanza è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori.

Mozioni, apposizione di nuove firme

I senatori Bonfrisco e Augello hanno aggiunto la propria firma alle mozioni 1-00700 e 1-00701 del senatore D'Ambrosio Lettieri ed altri.

Mozioni

CALDEROLI, CENTINAIO, ARRIGONI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI - Il Senato,

premesso che il Presidente del Consiglio dei ministri ha accettato l'incarico di formare un Governo, anche con il fine di facilitare il lavoro delle forze parlamentari per definire con necessaria sollecitudine le nuove regole elettorali;

rilevato il comune proposito di far maturare un'estesa condivisione dei fondamenti essenziali delle nuove regole elettorali;

considerato, tuttavia, che tra le maggiori formazioni politiche persistono divergenze non componibili per la definizione di un nuovo sistema elettorale e che una legge elettorale per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica è necessaria e urgente,

impegna se stesso ad un celere esame di un disegno di legge volto ad abrogare la vigente normativa, e quella precedente, per l'elezione della Camera dei deputati, nonché quella vigente per l'elezione del Senato della Repubblica, ripristinando, al contempo, il modello già sperimentato dal 1994 al 2001, (cosiddetto Mattarellum).

(1-00702)

Interrogazioni

SIMEONI, VACCIANO, MOLINARI, MUSSINI, Maurizio ROMANI - Al Ministro della salute - Premesso che:

come si ha modo di apprende da diverse testate giornalistiche, in particolare locali, lo scorso 26 novembre 2016, un uomo di 37 anni sarebbe deceduto a seguito di dissezione aortica, tempestivamente diagnosticata dai medici del reparto di chirurgia degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, durante il trasferimento in elicottero dal nosocomio reggino all'ospedale "Sant'Anna" di Catanzaro, trasferimento in elisoccorso che si è purtroppo rivelato fatale, mentre si cercava di raggiungere l'ospedale in cui si sarebbe potuto salvargli la vita;

si potrebbe ipotizzare l'ennesimo, non ultimo, caso di malasanità, se non fosse che pochi giorni addietro, e più precisamente il 7 novembre 2016, si era inaugurato in pompa magna il "Centro cuore", un innovativo reparto di cardiochirurgia all'interno del grande ospedale metropolitano "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria;

considerato che:

l'inaugurazione del reparto di cardiochirurgia è stato un evento molto atteso, che ha visto il Ministro in indirizzo alla presenza del presidente della Regione Calabria Oliviero, del commissario straordinario per la sanità Scura, del prefetto Di Bari e del direttore generale dell'azienda ospedaliera Benedetto;

in proposito, il Ministro avrebbe dichiarato: "Quello che sta succedendo oggi a Reggio Calabria è la dimostrazione che le cose si possono fare. Servono tre cose: perseveranza, onestà e buona fede e risorse umane non solo sanitarie perché anche la politica deve fare la sua parte con decisioni ed obiettivi, con atti di indirizzo in grado di indicare il percorso. Tre componenti che si sono incontrate in questo ospedale dove si apre un reparto che è un polo d'attrazione non solo regionale";

orbene, nonostante le grandi dichiarazioni espresse, il tanto decantato reparto, non è mai stato operativo;

resta da chiedersi, a giudizio degli interroganti, come sia possibile che all'inaugurazione non sia seguito un effettivo funzionamento del reparto stesso, che probabilmente avrebbe potuto salvare la vita del giovane, perito, invece, durante il trasporto nel capoluogo calabrese;

a giudizio degli interroganti quello a cui si è assistito è l'ennesimo inganno perpetrato ai danni dei cittadini: le forze politiche di pressoché ogni schieramento si sono sollevate a seguito di questa vergogna, che altro non è parsa che un'indegna propaganda finalizzata alla raccolta di consensi in vista del referendum del 4 dicembre 2016. Un'inaugurazione di un'eccellente opera incompiuta, che non era pronta il giorno dell'inaugurazione, non era pronta quando è morto il giovane a causa della dissezione dell'aorta e che non è pronta ancora oggi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non ritenga opportuno intraprendere ogni iniziativa di competenza, affinché sia appurato quali siano le motivazioni che sottendono alla mancata apertura di un reparto, che di fatto è del tutto inattivo;

quali iniziative intenda adottare perché sia garantita la piena funzionalità del reparto di cardiochirurgia degli ospedali Riuniti di Reggio di Calabria, al momento privo di ogni funzionalità.

(3-03345)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

MUNERATO - Al Ministro della difesa - Premesso che:

nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2010, il capitano dell'Esercito Marco Callegaro, all'epoca capo della cellula amministrativa del comando "Italfor Kabul", fu trovato morto nel suo ufficio all'aeroporto di Kabul, ucciso da un colpo di pistola;

l'accaduto destò immediatamente sconcerto e incredulità in quanti conoscevano il capitano Callegaro e ne ammiravano abnegazione e spirito di servizio. L'episodio pertanto sembrò fin da subito poco chiaro. La magistratura ordinaria aprì un fascicolo, ma non arrivò ad alcuna conclusione e non trovò elementi, pur trattandosi di una morte senza un apparente movente, per dimostrare l'esistenza di altri reati, come l'istigazione al suicidio o la corruzione;

l'indagine è successivamente passata alla procura militare di Roma che, al termine di verifiche articolate e complesse, ha iscritto nel registro degli indagati 6 ufficiali per truffa militare aggravata: nei loro confronti è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini;

la vicenda riguarda il noleggio di alcuni mezzi la cui blindatura è risultata più leggera, e quindi meno cara, di quella pattuita. L'azienda che noleggiava i veicoli, variamente denominata nel corso degli anni, faceva sempre capo ad un individuo che risulta, a quanto si apprende da fonti degli inquirenti, vicino ad ambienti terroristici internazionali;

le indagini hanno portato alla luce un presunto giro truffaldino messo in atto dagli indagati che, con i loro comportamenti, non avrebbero esitato ad esporre a rischio i loro colleghi. In particolare, i 6 ufficiali avrebbero taciuto il dato della difformità del livello di blindatura di alcuni veicoli, rispetto alle caratteristiche pattuite nel contratto di noleggio con la ditta afghana;

l'intera pratica venne curata dagli uffici amministrativi di Kabul, dove Callegaro lavorava, che contestarono formalmente alla ditta di noleggio il carente livello di blindatura dei mezzi;

il capitano Callegaro, come risulta dall'indagine, manifestò prostrazione e disagio all'interno di e-mail e messaggi personali rivolti a intimi amici, facendo ripetutamente presente di trovarsi al centro di vicende più grandi di lui; anziché denunciare pubblicamente quanto stava avvenendo intorno a lui, forse sentendosi isolato e scaricato, ha scelto di uscire di scena togliendosi la vita,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come intenda attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di far luce sull'intera vicenda e sulla morte poco chiara di un apprezzato e stimato servitore dello Stato.

(3-03344)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE POLI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

da notizie di stampa si apprende, non senza costernazione, del caso di uno studente disabile della scuola superiore "8 Marzo-Lorenz" di Mirano (Venezia) che non ha potuto frequentare le lezioni per la mancata copertura della cattedra dell'insegnamento di sostegno;

a 3 mesi dall'inizio dell'anno scolastico, questo studente, come molti altri nelle sue condizioni, paga i limiti ed i ritardi della "Buona Scuola" (legge n. 107 del 2015): infatti, quest'anno, più che in passato, ad un altissimo numero di allievi disabili sono state assegnate meno ore rispetto a quelle richieste dalle relazioni mediche e le diagnosi funzionali;

l'entrata a regime della Buona scuola sta provocando gravi disfunzioni nell'organizzazione delle attività scolastiche: diversi uffici scolastici hanno concesso un monte ore per ogni scuola non andando oltre la proporzione di un docente per 2 alunni, anche con disabilità grave: l'allievo viene, pertanto, affiancato dall'insegnante di sostegno per non più di 11 ore settimanali nella scuola primaria (anziché 22) e 9 ore a settimana nella scuola secondaria (anziché 18);

sono sempre più numerosi i ricorsi in tribunale da parte dei genitori per farsi riconoscere le ore settimanali previste dalla legge ma il danno agli alunni disabili non è solo questo perché vi sono anche casi non isolati di più disabili collocati in classi troppo numerose per ospitarli: l'articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009 dice che ''Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell'infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni'';

data questa situazione, l'anno scolastico in corso si sta trasformando in un vero incubo per gli studenti e le loro famiglie, dal momento che mancano ancora all'appello molti dei circa 40.000 docenti da assumere: sono stati coperti 96.000 posti su quasi 140.000 disponibili,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno indagare sull'episodio, affinché si possa risolvere una situazione di ingiustizia, e attivarsi affinché si garantisca agli scolari disabili il diritto all'istruzione: la scuola deve occuparsi indifferentemente di tutti gli alunni con particolare riguardo ai soggetti più deboli e bisognosi di attenzione, che non devono pagare il prezzo di disguidi ed inefficienze amministrative, per poter continuare a ricevere quell'assistenza tanto necessaria a migliorare la già difficoltosa e precaria qualità della vita per chi è colpito da grave disabilità.

(4-06738)

CERONI - Ai Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

secondo i dati Unicef, da gennaio 2015, più di 215.00 minori (700 al giorno) hanno cercato asilo nell'Unione europea, e circa 700 bambini sono morti dall'inizio di quest'anno nel Mediterraneo, e da gennaio a ottobre 2016 si stima che più di 20.000 minori non accompagnati sono arrivati via mare in Italia. Nel 2015, su un totale di 16.800 bambini arrivati, i minori non accompagnati erano 12.300;

secondo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circa il 40 per cento dei minori non accompagnati (quasi 4.800) si trova attualmente in Sicilia;

quanto al loro profilo demografico, la stragrande maggioranza dei minori soli (94,9 per cento) è di sesso maschile, mentre il 5,1 per cento sono bambine o ragazze. L'82,2 per cento risulta compreso tra i 16 e 17 anni, il 10 per cento ha dichiarato 15 anni e solo il 7,8 per cento ha dichiarato un'età inferiore a 14 anni. Si tratta però, appunto, di dati basati sull'età dichiarata dai minori al momento dell'identificazione, che può non corrispondere a quella effettiva;

dai dati acquisiti dal Ministero del lavoro, vi sono, infatti, al 31 agosto 2016, 6.166 minori sotto la responsabilità dello Stato italiano irreperibili, scomparsi dai centri di accoglienza, la grande maggioranza dei quali è di cittadinanza egiziana (25,5 per cento), eritrea (20,2 per cento) e somala (19,8 per cento);

molti minori non accompagnati sbarcano in Italia, con uno o più numeri telefonici da chiamare, ma a che cosa corrispondano questi numeri è, a quanto pare, ignoto. Nel migliore dei casi si tratta del numero dei parenti da contattare che si trovano sul nostro territorio; ma più spesso, purtroppo, si tratta di sfruttatori senza scrupoli che li costringono all'accattonaggio, nei furti, nella prostituzione dell'illegalità, finendo più volte nella rete del traffico internazionale di espianto degli organi;

la scomparsa di 6.166 minorenni è un'emergenza nell'emergenza, e il Governo non può fare finta di nulla perché la sparizione di 6.166 minorenni è una questione molto seria e occorre, con la massima urgenza, mettere in campo una politica organica ed adeguatamente finanziata;

assumersi le responsabilità di assicurare ai minori non accompagnati che sbarcano sulle coste del nostro Paese il diritto fondamentale dei minori, accompagnare la loro crescita e garantire loro ogni protezione da abusi e pericoli costituiscono doveri inderogabili di un Paese civile e democratico;

intanto, però, in Italia e in Europa i bambini migranti continuano a sparire a causa della debolezza e dell'incapacità delle nostre democrazie che non riescono a tutelare neppure i più deboli, lasciandoli letteralmente al proprio destino che non è avverare il sogno di una vita migliore,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano assumere iniziative per riformare il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, anche attraverso l'individuazione di nuovi standard strutturali al fine di dotare le strutture di servizi più accoglienti, al di là della gestione delle emergenze;

se attraverso quali iniziative concrete di propria competenza intendano passare da una gestione emergenziale del fenomeno ad una gestione ordinaria ed efficiente, che preveda l'incremento di strutture volte all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e il loro trasferimento tempestivo in tali strutture, sottraendo i giovani dal concreto rischio di sfruttamento e di violenza;

se non intendano creare una maggiore e più efficace sinergia con gli enti locali che accusano la latitanza delle istituzioni centrali nella gestione del fenomeno;

con quali programmi e con quali interventi i minori stranieri non accompagnati vengano seguiti nei centri di accoglienza e in che modo venga favorita la loro integrazione;

in quale modo intendano concentrare l'attenzione sul contrasto al traffico di organi, legato, in particolare, al fenomeno della migrazione irregolare e clandestina, stimolando il collegamento delle indagini, lo scambio di informazioni e la cooperazione giudiziaria internazionale ed incentivando le procedure informative tra l'Italia e i Paesi membri del Consiglio d'Europa, tra l'Italia e i Paesi membri della UE e tra l'Italia e tutti i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti attraverso appositi accordi bilaterali.

(4-06739)

MANCONI - Ai Ministri dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia e della difesa - Premesso che:

nei giorni scorsi gli organi di informazione hanno riferito dell'attività di indagine della procura di Milano riguardante la società "Area" di Vizzola Ticino (Varese), azienda che svolge incarichi per oltre 100 uffici giudiziari con un fatturato di circa 20 milioni di euro, ordinando il sequestro di oltre 7 milioni e mezzo di euro sui conti della società;

tale indagine, condotta inizialmente dalla procura di Busto Arsizio e passata a Milano nel 2012, è riconducibile all'attività della società svolta negli anni 2010-2011, attività che avrebbe portato ad esportare un sistema informatico di intercettazioni;

il materiale sarebbe stato fornito ad un'azienda di telecomunicazioni siriana dietro alla quale si celavano i servizi segreti di quel Paese;

per tali forniture, cosiddette duali, vale a dire con una valenza civile e militare, la normativa europea e italiana impone una speciale autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;

nel caso in questione, l'autorizzazione, inizialmente nemmeno richiesta, in un secondo tempo sarebbe stata aggirata con dichiarazioni non veritiere;

l'uso del sistema esportato illegalmente in Siria, dove la guerra civile ha causato oltre 270.000 vittime, avrebbe consentito di intercettare telefonate e traffico internet degli oppositori del regime;

l'inchiesta si intreccia con un'altra attività di accertamento concernente la società lombarda, quest'ultima condotta dalla procura di Trieste e riferita ad un'indagine portata avanti dalla Guardia di finanza. La stessa Guardia di finanza, nel tentativo di chiarire le caratteristiche del software con il quale la società gestisce dalla sede centrale la teleassistenza nel caso di guasti, il 15 dicembre 2015 avrebbe trovato sulla postazione di lavoro di un'impiegata dell'help desk migliaia di intercettazioni di 14 procure italiane, dati che per legge avrebbero dovuto risiedere solo sui server di quelle procure,

si chiede di sapere:

se i fatti siano veri e se i Ministri in indirizzo ne siano a conoscenza;

quali misure siano state adottate, al di là delle inchieste in corso, per fare luce su tutti gli aspetti ancora da chiarire della vicenda;

quali provvedimenti intendano adottare per evitare che aziende italiane aggirino i divieti di esportare materiale che può favorire l'attività di controllo e di intelligence di regimi illiberali;

in che modo operino per impedire l'esportazione di sistemi di informazione che possano mettere a rischio l'operato degli organi dello Stato, nel caso di specie le procure della Repubblica, e costituire pertanto una minaccia per la sicurezza nazionale.

(4-06740)

MANCONI - Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

il 24 maggio 2014, in nei pressi di Sloviansk, in Ucraina, è morto tragicamente il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli che si trovava insieme ad Andrej Mironov, anch'egli rimasto ucciso;

i due uomini sono deceduti a seguito dell'esplosione di alcuni colpi di mortaio, sparati su un gruppo di 5 civili inermi, di cui essi facevano parte;

Andrea Rocchelli, 31 anni, era fotografo freelance, aveva fondato il gruppo di fotografi indipendenti "Cesura"; il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero;

il fotoreporter era già stato in Ucraina diverse volte, l'ultima nel febbraio 2014 per documentare gli avvenimenti di piazza Maidan;

Andrej Mironov, che al momento della morte aveva 60 anni, era un attivista per i diritti umani, collaborava con il gruppo "Memorial" fondato da Anna Politkoskaja, e godeva di una considerevole notorietà a livello internazionale;

considerato che:

nel maggio 2014 la procura di Pavia ha aperto un'indagine sul caso di Andrea Rocchelli, chiedendo nell'estate 2015 l'apertura di una rogatoria internazionale, che è stata formalmente accettata dalle autorità ucraine;

dopo molteplici sollecitazioni da parte italiana, nel mese di maggio 2016, le competenti autorità ucraine hanno inviato per rogatoria gli atti richiesti dalla procura di Pavia;

dopo la traduzione degli atti, sono emerse le carenze dell'indagine, dal momento che, tanto per citare alcuni dettagli, non era stato nemmeno contattato il testimone oculare più importante, il giornalista francese William Roguelon, anch'egli vittima dei colpi di mortaio e oggi costretto ad una condizione di invalidità; nei due interrogatori cui è stato sottoposto, l'autista di Rocchelli e Mironov è caduto diverse volte in contraddizione, non facendo peraltro mai menzione della presenza di una quinta persona, di cui hanno parlato, invece, i testimoni presenti nell'immediatezza dell'accaduto; gli interrogatori del voluminoso incartamento si riferiscono a testimoni non informati dei fatti, che in quel momento non erano presenti a Sloviansk; la perizia balistica sulle schegge estratte dai corpi è stata effettuata solo nel novembre 2015, con strumenti inadeguati, e con risultati del tutto inaffidabili;

la documentazione prodotta dall'esperto dell'associazione "RJI", dottor Pisarek, sembrerebbe più completa di quella realizzata dopo la tragedia dagli inquirenti locali, documentazione, quest'ultima, che è alla base degli atti trasmessi dalle autorità giudiziarie ucraine alla procura di Pavia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente della situazione relativa al risvolto giudiziario della drammatica uccisione di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov;

se il Governo italiano, in considerazione degli eccellenti rapporti con quel Paese, possa facilitare i contatti tra la procura di Pavia e la corrispondente autorità giudiziaria ucraina;

quali iniziative di propria competenza intendano porre in essere, affinché le competenti autorità ucraine dispongano un supplemento di indagine sul caso della morte di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov, di modo che su questo drammatico episodio possa essere definitivamente accertata la verità.

(4-06741)

DE POLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

le Province, a causa dei tagli insostenibili cui sono state sottoposte a partire dalla manovra economica del 2015, sono nell'impossibilità di predisporre i bilanci per il 2017;

nonostante fosse stata riconosciuta la gravità di tale situazione, con l'apposizione della fiducia nel passaggio in Senato della legge di bilancio per il 2017, non è stato possibile inserire interventi correttivi in grado di assicurare il finanziamento delle funzioni fondamentali delle Province, le cui competenze riguardano servizi essenziali per i cittadini, quali la gestione delle strade provinciali e la loro regolazione, l'edilizia e la programmazione scolastica, la pianificazione del territorio e quella del servizio di trasporto pubblico e la tutela dell'ambiente;

la questione, se non risolta, avrà ripercussioni pesantissime sull'erogazione di tali servizi, che potrebbero non essere più garantiti,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga indispensabile ed urgente adottare un provvedimento straordinario attraverso cui risolvere tali questioni, al fine di assicurare alle comunità e ai territori l'erogazione dei servizi essenziali e garantire ai cittadini uguali diritti.

(4-06742)

CANDIANI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il codice penale (art. 290) prevede per il reato di vilipendio nei confronti delle Camere, del Governo e della magistratura una pena pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro;

viceversa, per gli stessi atti posti in essere nei confronti del Presidente della Repubblica è prevista una pena detentiva da un anno a cinque anni (art. 278);

ciò è probabilmente dovuto al fatto che, in origine, il reato era previsto nei confronti della "sacra" persona del re;

con l'avvento della Repubblica, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, ad avviso dell'interrogante, hanno pari, se non maggiore, dignità rispetto al Capo dello Stato, in quanto sono tutti organi costituzionali, ma il Parlamento è immediata rappresentanza della democrazia, essendo esso direttamente eletto dai cittadini, mentre il Capo dello Stato è eletto indirettamente,

si chiede di sapere se, stante quella che appare all'interrogante un'irragionevole differenza sanzionatoria, il Governo intenda porvi rimedio, assumendo iniziative normative al fine di una riforma sul punto.

(4-06743)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

12ª Commissione permanente(Igiene e sanità):

3-03345, della senatrice Simeoni ed altri, sull'attivazione di un nuovo reparto di cardiochirurgia presso gli ospedali Riuniti di Reggio Calabria.