Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

SCOMA (FI-PdL XVII). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi senatori, signori del Governo, vorrei parlarvi non della riforma costituzionale che ci apprestiamo a votare, ma delle mancate riforme di Renzi.

Comincio subito da quella che, secondo me, è la più importante: la mancata riforma del fisco. La pressione fiscale è aumenta al 43,7 per cento nel 2015: siamo ad uno 0,4 punti sul 2014. Nonostante la cancellazione di IMU e TASI sulla prima casa, contributi più leggeri per gli imprenditori che assumono, meno IRAP per le aziende e sgravi sugli investimenti, la pressione fiscale continua a crescere.

Renzi accumula annunci e l'efficacia dei provvedimenti e i loro effetti, la loro sostenibilità, sul bilancio dello Stato sono invece negativi. Renzi finanzia i tagli alle tasse accumulando nuovo deficit e approfittando dei margini di flessibilità concessi forse - lo vedremo nei giorni a venire - dall'Unione europea. Non si tratta, quindi, di tagli reali, ma solo virtuali. E per di più, le eventuali maggiori tasse non vengono cancellate, ma solo contabilmente rinviate: al 2017, al 2018, al 2019, con la nuova imposizione legata alle clausole di salvaguardia per 56 miliardi (diminuzione delle detrazioni fiscali, dentista, medicine, istruzione dei figli, cittadini, aumento accise e aumento IVA sino al 13 per e al 25,5 per cento).

Renzi ha detto che tagliare le tasse non è di destra. È giusto. Lo ha detto a Udine il 17 ottobre 2015, ma se andiamo a vedere quello che è successo nel frattempo, Renzi ha aumentato l'IMU per le seconde case: rialzi fino al 700 per cento.

Renzi ha aumentato l'IMU sui terreni agricoli, la tassa sul risparmio dal 20 al 26 per cento, la tassazione dei fondi pensione dall'11,5 al 20 per cento, la tassazione dei rendimenti delle polizze vita, la tassazione sulla rivalutazione del TFR dall'11 al 17 per cento, la tassa sul passaporto da 40 a 73,50 euro, tra il 4 e il 5 per cento le imposte sul pacchetto di sigarette, la ritenuta sulle spese di riqualificazione edilizia e di efficientamento energetico, che è passata dal 4 all'8 per cento, la tassazione sugli enti non commerciali attraverso la riduzione della quota esente da tassazione dei dividendi percepiti, il bollo per le auto e le moto storiche, immatricolate tra 20 e 30 anni fa, mediante l'abolizione delle agevolazioni; l'imposta sostitutiva sulla rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni, dei terreni edificabili e dei terreni con destinazione agricola, le tasse sull'acquisto di dispositivi dotati di memoria digitale (smartphone o tablet) di circa il 500 per cento, le tasse sulle energie rinnovabili: entrate da produzione di energia pulita che sono tassate al 25 per cento, mentre prima venivano considerate reddito agricolo.

Inoltre, Renzi ha svuotato il fondo per la riduzione della pressione fiscale, per 3.300 milioni, ha ridotto i crediti di imposta per il gas ed il gasolio da riscaldamento nelle zone svantaggiate di montagna.

Voi pensate che tutto ciò non sia importante e che non incida su chi usufruiva di questi piccoli vantaggi ed oggi non deve invece pensare che siano diventati svantaggi.

Vogliamo parlare della spending review? Vogliamo parlare delle privatizzazioni, della pubblica amministrazione, dei debiti della pubblica amministrazione? Vogliamo parlare del Sud? Renzi ha dichiarato: «prima della legge di stabilità vorrei che il PD uscisse con un vero e proprio masterplan per il Sud, con una serie di proposte concrete». Questo lo ha detto alla direzione del Partito Democratico il 7 agosto 2015. Come sappiamo, era stata convocata per metà settembre una riunione per il Piano per il Sud ed invece il giorno della inaugurazione della Fiera del Levante di Bari il Premier è volato a New York per assistere alla finale degli US Open Pennetta-Vinci e l'annunciata svolta non si è mai vista.

E con la presentazione della legge di stabilità è arrivata poi la delusione più cocente. Per settimane si è parlato di misure speciali: credito di imposta per le aziende meridionali, riduzione delle tasse alle imprese del Sud, decontribuzione per i nuovi assunti nelle Regioni del Sud. (Il microfono si disattiva automaticamente. Il Presidente ne dispone la riattivazione).

Invece, solo provvedimenti ad hoc: l'ILVA di Taranto, la bonifica della Terra dei fuochi in Campania (450 milioni di euro), il completamento della Salerno-Reggio Calabria, un evergreen dei Governi di ogni colore.

PRESIDENTE. Comunque, senatore, la invito a concludere.

SCOMA (FI-PdL XVII). E la questione del Mediterraneo, la questione dei marò, l'immigrazione, lo ius soli e le questioni dei diritti civili, della trasparenza del potere, delle nomine nei Consigli di amministrazione delle aziende pubbliche e della Rai?

Per tutte queste ragioni credo sia lampante e chiaro che il Governo Renzi ha fallito e tutte queste riforme, che non ci sono state e che noi giudichiamo molto importanti, non sono certamente di secondo piano rispetto ad una riforma costituzionale che ci apprestiamo a votare e che noi assolutamente disconosciamo. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cioffi. Ne ha facoltà.