Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

MAURO Mario (GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO Mario (GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E)). Signor Presidente, vorrei innanzitutto esprimere il mio rallegramento e la mia contentezza perché vedo che si è unito a noi il caro e gentile senatore Zavoli. E lo dico perché la sua presenza ci ricorda che siamo stati oggi qui convenuti con un ordine del giorno ben preciso: dovevamo parlare della modifica costituzionale. Ci ha, però, distratto da questo impegno l'intervento del caro e gentile Presidente del Consiglio, che ha utilizzato il tempo generoso a lui concesso per una lunga propaganda a favore dell'azione di Governo. (Applausi dal Gruppo GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E) e della senatrice Bignami).

Ora vorrei dire, a vantaggio degli italiani che ci seguono e dei mezzi di informazione, qual è il motivo per cui il Presidente del Consiglio deve riassumere in positivo l'azione di Governo: il Governo Renzi ha truccato i conti della legge di stabilità. (Applausi dai Gruppi GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E), M5S e LN-Aut e delle senatrici Bignami e Rizzotti).

Ha truccato i conti dello Stato! I funzionari dell'Unione europea da mesi stanno cercando di dirglielo e di metterlo sull'avviso. E il Presidente del Consiglio ritiene più opportuno trascinare il Paese in una infruttuosa e delirante guerra con le istituzioni europee per nascondere il fatto di aver truccato i conti dello Stato. Questo è il primo problema! (Applausi dai Gruppi GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E), FI-PdL XVII e LN-Aut e della senatrice Bignami).

Chiusa la parentesi che riguarda la propaganda di Governo, parliamo della Costituzione. Anche sulla Costituzione è in atto una truffa. La riforma della Costituzione, infatti, aveva come obiettivo consentire lo sveltimento delle procedure parlamentari, mettendo il Paese in grado di confrontarsi con gli altri Paesi, per tornare competitivo. Invece che cosa ci hanno dato, amici miei, amici cittadini italiani? Un campo da calcio dove si gioca a baseball con le regole del football americano: la confusione più assoluta; una struttura nella quale lo Stato fa guerra alla Repubblica, alle istituzioni delle autonomie; dove, in realtà, non c'è un incremento di decisionismo, ma l'impossibilità per sempre che sia il popolo a prendere le decisioni.

Cosa ci dà come retaggio questa realtà di modifica costituzionale perpetrata da Padri costituenti? No, solo "padri prepotenti", che hanno inchiodato per tutti quanti noi la possibilità di avere un domani migliore. Questa è la realtà. Questo è il fondamento del nostro no, di un no che andremo a dire casa per casa, perché la gente si possa rendere conto, essere consapevole fino in fondo del motivo per cui è venuto qui, questa sera, il senatore Zavoli: la passione civile per la nostra Costituzione, per le regole del nostro stare insieme, la motivazione che può impedire al nostro Paese di degenerare nella guerra civile.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,51)

(Segue MAURO Mario). Vorrei, infatti, che ricordaste tutti un piccolo particolare. L'argomento principe di molti perplessi sulla modifica costituzionale è: facciamo qualcosa, purché si muova, mettiamo lo Stato nella condizione di migliorarsi. Cosa succede, però, se togliete il freno a mano a un'auto che è su un piano inclinato che dà su un precipizio? Quell'auto si muove, ma precipita nel vuoto. Ed è quello che ci accadrà con una modifica costituzionale che ha dentro il nulla. (Applausi dai Gruppi GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E), LN-Aut e della senatrice Bignami). Nei fatti, è una modifica costituzionale che schianta, distrugge, disintegra le parti portanti dello Stato.

Ma c'è ancora un'opportunità, e l'ha ricordata bene il presidente Napolitano, quando, nel suo ultimo intervento, ci ha detto di fare attenzione al combinato disposto tra la riforma costituzionale e la legge elettorale, perché lì potrebbero annidarsi delle incognite, delle insidie che è bene cercare di risolvere e superare e a cui è bene guardare con un'intelligenza che sappia prospettare esattamente quanto ci ha richiamato il Presidente del Consiglio.

Che cosa dice il Presidente del Consiglio? Nessun problema per i conflitti di competenza tra poteri dello Stato. È vero il contrario: è un corto circuito, in cui il potere giudiziario e quello legislativo vengono subordinati al potere esecutivo e, alla fine, questo si traduce con una sola espressione: la fine della democrazia, la fine della Repubblica, non la fine del Senato. (Applausi dai Gruppi GAL (GS, PpI, M, MBI, Id, E-E), LN-Aut e CoR e della senatrice Bignami).