Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016

DONNO (M5S). Signora Presidente, «la Costituzione è la bussola da seguire, politica e soprattutto morale». «Dietro ogni articolo della Carta costituzionale (...) stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. Ma dobbiamo difenderla anche dalla corruzione. La corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti». «Bisogna essere degni del popolo italiano. Non è degno di questo popolo colui che compie atti di disonestà e deve essere colpito senza alcuna considerazione. Guai se qualcuno, per amicizia o solidarietà di partito, dovesse sostenere questi corrotti e difenderli. In questo caso l'amicizia di partito diventa complicità ed omertà. Deve essere dato il bando a questi disonesti e a questi corrotti che offendono il popolo italiano. Offendono i milioni e milioni di italiani che pur di vivere onestamente impongono gravi sacrifici a se stessi e alle loro famiglie. Quindi, la legge sia implacabile, inflessibile contro i protagonisti di questi scandali, che danno un esempio veramente degradante al popolo italiano».

Alcune delle parole che ho appena letto sono state pronunciate da Sandro Pertini nel suo messaggio di fine anno del 31 dicembre 1979, nel suo appello ai giovani. Pertini fa riferimento ai partiti. Oggi possiamo definirli partitini, considerati ormai uno dei mali più profondi di questo martoriato Paese. Qui, nei palazzi romani, i loro esponenti fanno la sponda tra una finta opposizione in Assemblea, gli inciuci sussurrati nelle orecchie e le pressioni su chi cerca di dare seguito ad un piccolo sussulto di dignità.

Cittadini, sapete di cosa parlo: il Partito Democratico, per far digerire ai suoi parlamentari questo boccone indigesto, ha dato il via al grande mercato delle Presidenze e Vice Presidenze delle Commissioni. Per tale motivo è stato rimandato il rinnovo delle cariche di Commissione a dopo la trattazione di questa "schiforma", usata come merce di scambio nelle trattative. È aperto il totoscommesse. Per sapere chi ha piegato la testa, chi si è venduto, dovreste aspettare giovedì. Qualcuno ancora resiste; qualcuno ha già abbassato la testa. A chi resiste chiedo di farlo ancora e di non perdere la propria dignità.

Questo è solo un passaggio di ciò che accade in questi palazzi, nei palazzi del potere, ma il copione è sempre lo stesso da decenni, stessa pappa da dare in pasto all'opinione pubblica. Le solite grandi strategie delle transumanze di pedine numerate e senza nome, perché questo siete. È una pratica squallida essere considerati solo dei numeri e non persone. È evidente che la priorità per il Partito Democratico e per l'armata Brancaleone di alleati che si porta dietro è quella di dare il colpo di grazia all'unico documento valido che ci è rimasto: la Costituzione italiana.

In questo festival della follia, ogni singola modifica vista in un quadro complessivo mostra un disegno chiaro: si vuole demolire la sovranità popolare e consentire una sommaria, ingiusta costruzione di un sistema che di democratico ha solo il nome. Un pericoloso balzo a ritroso che ricorda tanto quella crisi che ha preparato il terreno per l'assestamento del totalitarismo. Quella stessa crisi che, a suo tempo, ha permesso l'insediamento di un dominio che ha distrutto la capacità politica del singolo, lo ha allontanato dalla vita pubblica e ha annullato i gruppi e le aggregazioni critiche del tessuto sociale in nome di una sola parola: potere.

La storia, in questo, è maestra. Si sa che nei periodi di crisi si approfitta del popolo per approvare, con sistemi di distrazione di massa, piani accentratori architettati con abili colpi di mano. Ed è quello che sta accadendo ora. Il Senato, quello che oggi è un funzionante ramo del Parlamento che svolge in pieno le proprie funzioni, diventerà un ostello, un parcheggio politico, dove stazioneranno sindaci e consiglieri che, di fatto, dovranno dotarsi del dono dell'onnipresenza.

Le funzioni dei futuri componenti del Senato sono designate in maniera negativa, inversa. I nuovi componenti, infatti, non approveranno, né emenderanno, né bocceranno le leggi e non saranno più chiamati ad esprimere il voto di fiducia. Il Senato, perciò, verrà estromesso dalla relazione fiduciaria con il Governo, gestita esclusivamente dall'unico ramo rimanente del Parlamento. Nessuna funzione di indirizzo politico ma, soprattutto, nessun controllo sull'operato del Governo. È grave tutto questo.

Questo Senato farà da guardone, potendosi permettere mere osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera, un'attività che equivale a scrutare dal buco della serratura senza poter entrare in casa, nella propria casa.

Ma che senso ha dar vita ad una struttura parlamentare dove c'è una sovra rappresentanza di organi esecutivi regionali e locali se già esiste un potere esecutivo ed è costituito dal Governo? Che senso ha conservare un organo svuotato delle proprie funzioni, svilito e reso inutile?

In tutto questo, poi, la Camera diventerà un mero prolungamento del braccio forte del Governo, in barba all'equilibrio dei poteri dello Stato e dei pesi e contrappesi di cui parlano gli esperti costituzionalisti. E se nell'unico ramo rimasto del Parlamento si verranno a creare spaccature interne al partito di maggioranza, basterà fare del sano ostracismo: tagliare qualche testa, come siete abituati a fare, ed il gioco è fatto.

I tre poteri dello Stato, di fatto, si intrecceranno per diventare un solo monolitico potere nelle mani di un solo uomo, ossia il Premier. Si vuole ridurre il potere degli elettori e, con esso, la sovranità delle singole unità che fanno l'identità di questa Nazione, vale a dire i cittadini. In un contesto in cui vengono a mancare gli organi di controllo e di supervisione, le garanzie democratiche si tritureranno e si metterà il bavaglio alla voce dei singoli, falsandone le determinazioni.

Ripetete che tutto ciò è volto al risparmio delle risorse. Falsi! Bugiardi! Il sistema può essere ammodernato attraverso dei semplici passaggi, come il dimezzamento degli stipendi di ogni singolo parlamentare di Camera e Senato o l'abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, tutte buone pratiche di cui potremmo sempre insegnarvi l'operato. Noi siamo la dimostrazione di tutto questo. Dove sono finiti gli intenti di semplificazione e di decurtazione degli aggravi economici di cui tanto vi vantate?

Quello di cui stiamo parlando non è un brutto sogno, non è una visione distopica del futuro: è ciò che sta accadendo al nostro Paese. È ciò che voi state facendo accadere. E tutto questo è drammatico. Pertini lo avrebbe mai permesso? Avrebbe permesso questo sistema balordo? Avrebbe permesso di aiutare le banche anziché i cittadini? Ricordo lo scandalo della Banca Etruria. Non è un episodio lontano, anche se la stampa asservita al potere ha fatto in modo di non parlarne più. Le responsabilità sono tuttora presenti e pesanti; pesano sulle spalle delle migliaia di famiglie che hanno perso i loro risparmi. Loro. E noi? Noi non dimentichiamo come le capacità oratorie della ministra Boschi vi abbiano potuto incantare. Solo i galletti del pollaio renziano continuano ad essere imboccati, ma intanto i problemi restano. Cosa importa se gli obbligazionisti e gli azionisti truffati non potranno più rivalersi sugli ex amministratori delle quattro banche fallite? Cosa importa se rischiamo di ritrovarci questi stessi manager incapaci alla guida di qualche altra banca? Cosa importa se il sistema di sorveglianza e controllo sulle banche è stato e continua ad essere fallimentare? Cosa importa se il papà di miss fiducia Boschi, l'ex vice presidente di Banca Etruria, è uscito a testa alta da questo vergognoso scandalo grazie alle doti della diletta figlia, formata nella prestigiosa scuola della Leopolda? Cosa importa se oggi solo un laureato su due trova lavoro dopo il conseguimento del titolo, oppure è costretto a trasferirsi all'estero per cercarlo? Cosa importa se le tasse strozzano i piccoli imprenditori e le aziende chiudono, mettendo per strada migliaia di lavoratori; se il popolo è affamato, disperato, svilito nella sua sovranità?

Questa pseudo riforma rischia di aggravare in maniera irreversibile il declino istituzionale e culturale dell'Italia. Questa "schiforma" consiste in una parvenza di monocameralismo, imperfetto: un Parlamento di nominati, strettamente controllato e diretto dal Governo.

Il Movimento 5 Stelle si oppone fortemente a tutto questo, così come ci opponiamo ancora più duramente a questa sorta di oscurantismo renziano, fatto di regalie, di corrotti, di mafiosi, di Rolex da 15.000 euro. Ci opponiamo ad un'idea di Stato concepito come un bancomat, al quale all'occorrenza, magari quando fallisce una banca di famigghia, si possa liberamente attingere. Dovete affamare l'ISIS, non il popolo italiano!

Ci opponiamo al venir meno del patto di fiducia tra istituzioni e cittadini, oggi traditi e stuprati vilmente nella loro sovranità, per fare posto ad una nuova dittatura massonica. Questa è la verità. Bisogna essere degni del popolo italiano e voi non lo siete. Lo state dimostrando.

Mi avvio alla conclusione. Auspico una trasformazione di questo doloroso frammento di una storia scritta a più mani in una prossima vittoria. Noi difenderemo la democrazia e la Costituzione. Se vuoi la pace prepara la guerra: noi ci stiamo preparando, siamo pronti, andremo avanti, costi quel che costi. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Galimberti. Ne ha facoltà.