Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 563 del 20/01/2016
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CRIMI (M5S). Signora Presidente, signori, non parlo a voi perché sarebbe fiato sprecato. Cerco invece di parlare ai cittadini, a quei cittadini che ci stanno seguendo da casa e che ascolteranno o leggeranno un giorno questi interventi. Parlo alla storia, a quella storia che prima o poi vi chiederà conto di quanto state facendo.
All'inizio di questo discorso voglio farmi innanzitutto portavoce di alcuni commenti che mi sono arrivati attraverso la rete.
Gabriele: «Mercoledì scorso mi sono trovato di fronte alla Costituzione custodita alla Camera e mi è venuto il magone pensando al sacrificio dei nostri padri martirizzati in guerra nei propri Paesi per conquistare ogni sillaba scritta in quel testo. Prima di modificarne una sola virgola bisognerebbe riflettere su ciò che è costata la nostra Carta costituzionale da sempre presa a modello in tutti i Paesi del mondo come esempio di grande maturità giuridica e normativa. Piegarla agli interessi di politici sconsiderati e corrotti è un insulto alla memoria dei padri e ai diritti di ogni cittadino onesto e i cittadini metteranno presto una croce per cancellare questo abominio».
Scrive Nike: «Dire addio alla Costituzione spezza in me qualcosa che mi dava sicurezza e saggezza: a volte mi è sembrata anche troppo per essere stata emanata da uomini e credo che ora si rivoltino. Non credo che al momento ci siano uomini o politici così grandi da poter aver il permesso di toccare la Costituzione».
Emanuele scrive: «Come può un Parlamento fare leggi costituzionali se la legge che li ha eletti è stata dichiarata incostituzionale? Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, perché è omissivo?».
Scrive Giulio: «C'è anche da dire che aumentano le firme per il referendum da 500.000 a 800.000 e quelle per la proposta di legge di iniziativa popolare da 50.000 a 150.000. Il succo è sempre lo stesso: togliere potere al popolo e concentrarlo sempre di più nelle mani di pochi».
Andrea: «Ora è chiaro che le riforme le ha dettate la massoneria, che ha deciso questo destino per l'Italia».
Claudia: «Quando alcuni parlamentari 5 Stelle stavano sul tetto di Montecitorio io stavo sotto. Con molti altri abbiamo letto al microfono molti articoli della Costituzione e alla fine facevamo questa domanda: "è stato attuato?" Ed era sempre un "no" che veniva dalla piazza. Forse può essere un'idea ripetere solo per qualche articolo questa cosa durante questi interventi per ricordare cosa è stato fatto o attuato della Costituzione».
Manuel: «Come ogni regime che si rispetti, si teme il controllo dei cittadini».
Massimiliano: «Sui libri di storia scriveranno che un Governo non eletto da nessuno ha regalato un ramo del Parlamento alla classe politica più inquisita del Paese e così anche le relative immunità. Addio democrazia!».
Pasquale: «Io voterò "no" al referendum perché la riforma non risolve il bicameralismo: crea un Senato delle Regioni che non serve mettendolo nelle mani di nominati. Non riduce i costi o, meglio, i tanti sprechi e dà un enorme potere ai Consigli regionali, invece di ridurlo».
Rita: «In una democrazia che si rispetti il popolo deve dettare leggi, il popolo deve eleggere i suoi rappresentanti, il popolo deve stabilire lo stipendio dei politici, il popolo deve essere sovrano e non servo».
Josè: «In questa finta democrazia ci rimane solo il referendum».
Francesca: «Dovrebbe intervenire il Presidente della Repubblica».
Daniele: «Avete tolto ai cittadini la sovranità, il lavoro, i risparmi, la speranza, la possibilità di curarsi, il tutto incostituzionalmente, protetti da Presidenti della Repubblica massoni o inadeguati. Vi aspettiamo fuori, nelle urne intendo, con l'unico potere che ci avete ancora lasciato: dirvi no al referendum costituzionale».
Elisabetta scrive: «Ditegli che abbiamo capito, perché la loro arroganza ed il loro senso di invulnerabilità li hanno spinti ad essere troppo spudorati e quindi abbiamo capito i loro giochi ed i loro intenti, che nulla hanno a che vedere con il benessere del popolo e nemmeno della Nazione. Abbiamo capito le loro becere menzogne e le loro ancora più becere motivazioni di tali bugie. Ora li aspettiamo al varco, al varco del referendum, al varco dei tribunali, al varco delle piazze, perché sono loro che non hanno capito che la prepotenza del potere è nulla davanti alla forza della moltitudine di un intero popolo».
Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA(ore 11,59)
(Segue CRIMI). Gianluca ha scritto: «Ammesso pure che ci sia necessità, per alcuni articoli della Costituzione, di essere modificati (ma in meglio, si spera, cioè portandoli a tutelare maggiormente i diritti dei cittadini) è il momento che è sbagliato: le priorità nelle esigenze dei cittadini in questo momento sono altre. Per esempio, partendo dall'applicare realmente e immediatamente l'articolo 36. È soltanto nel momento del raggiungimento dell'equilibrio economico che allora si può procedere a ridiscutere alcuni degli articoli della Costituzione».
Andrea ha scritto: «Ora è chiaro che le riforme le ha dettate la massoneria che ha deciso questo destino per l'Italia. Combatterle sarà difficilissimo se il Governo ha un simile alleato, ma è obbligatorio tentare con tutti i nostri mezzi».
Concetta ha scritto: «La Costituzione non va riformata, va attuata».
Questi sono alcuni commenti che ho letto ed ho raccolto in rete. Non li ho potuti leggere tutti, perché sono stati tantissimi in questa lunga notte. (Applausi dal Gruppo M5S).
Oggi ucciderete la democrazia in questo Paese e non avete avuto neanche l'accortezza di ucciderla con dignità, è questa la cosa che fa ancora più male. Lo fate come Parlamento incostituzionale che avete elevato ad Assemblea costituente, un Parlamento eletto con una legge incostituzionale.
Lo fate con un testo che fa acqua da tutte le parti, con un testo che è un accrocco ed è pieno di errori, un testo che rende questo documento fondamentale paragonabile al regolamento di un condominio di periferia, con tutto rispetto per gli amministratori di condominio, che forse scrivono meglio.
Il professore Alessandro Pace, stimato e noto costituzionalista, ha definito questo testo «uno scatafascio». Questa è la parola che ha usato per definire questo testo pieno di errori: scatafascio.
Questa «cosa», perché forse neanche merita di essere chiamata «riforma», è sbagliata per i seguenti motivi. Questa «cosa» privilegia la governabilità sulla rappresentatività. I cittadini saranno sempre meno rappresentati, sempre meno presenti, il Parlamento sempre più distante dalla realtà e sempre più avremo un uomo solo al comando.
Leggo testualmente il programma del Partito Democratico, con il quale vi siete presentati ai cittadini, che all'inizio del terzo punto recita: «Dobbiamo sconfiggere l'ideologia della fine della politica e delle virtù prodigiose di un uomo solo al comando». Dobbiamo sconfiggere l'ideologia della virtù prodigiosa di un uomo solo al comando: questo era il programma con cui vi siete presentati agli elettori ed oggi elevate l'uomo solo al comando come il vostro punto di riferimento. Avete ingannato i vostri elettori per primi! Li avete ingannati, avete ordito una truffa, in tutti i sensi. Siete veramente dei truffatori nei confronti dei vostri elettori! (Applausi dal Gruppo M5S).
Questa «cosa», che mi vergogno di chiamare riforma, elimina i contropoteri esterni alla Camera e non li compensa con contropoteri interni; militarizza di fatto, con uomini espressione di un unico partito, gli organi di garanzia; riduce il potere di iniziativa legislativa del Parlamento a vantaggio di quella del Governo, rendendo sempre più il ruolo del Parlamento succube di quello dell'Esecutivo; prevede talmente tanti tipi di votazione per le leggi ordinarie che, come ci raccontano i costituzionalisti, ci saranno conseguenze disastrose per la funzionalità delle Camere; elimina la elettività del Senato ma gli lascia, in modo contraddittorio, la funzione legislativa e di revisione costituzionale: o l'una o l'altra, o il Senato è eletto e come tale ha diritto di partecipare ai processi legislativi più importanti, o se non è eletto, forse tanto valeva abolirlo del tutto.
Questa «cosa» sottodimensiona irrazionalmente la composizione del Senato, rendendo irrilevante il voto dei senatori nelle riunioni del Parlamento in seduta comune: 100 senatori e 630 deputati. Perché 100 senatori? Questo numero 100 non è dettato da una logica, da un calcolo, ma dalla semplicità comunicativa: è più facile dire 100 che altri numeri, perché è così che ragiona il nostro Presidente del Consiglio, con i twitter, e quindi 100 era più facile da comunicare.
Questo testo pregiudica inoltre il corretto adempimento delle funzioni senatoriali, che diventerebbero part-time, delle funzioni dei consiglieri regionali e dei sindaci.
Se davvero volevate il monocameralismo, avreste dovuto chiudere definitivamente questo Senato. Ma non potevate farlo, è questo il punto, perché dovevate preparare un parcheggio per indagati e condannati, un polmone in cui parcheggiare i consiglieri regionali indagati. Questo nuovo Senato sarà composto appunto da consiglieri regionali, casta che genera casta, come avete fatto per le Province invece di abolirle.
Saranno i consiglieri regionali, la classe politica più indagata e corrotta di tutta la storia repubblicana, ad essere parcheggiati in un dopolavoro, godendo dell'immunità parlamentare. Ma perché non riservarsi un posticino anche per qualche sindaco da salvare? Così ci mettiamo anche un sindaco, uno per Regione, che la maggioranza di quella Regione potrà scegliere. E chi sarà il prescelto che potrà essere proiettato verso l'immunità parlamentare?
So già che litigherete ferocemente, perché sono talmente tanti i sindaci indagati che dovranno andare a ricoprire quel ruolo che sceglierne uno solo da salvare sarà difficile. (Applausi dal Gruppo M5S). E ovviamente si alza la posta, sarà quello che offre di più.
Concludo con un appello, signora Presidente. Come ho detto, mi sono rivolto ai cittadini più che ai presenti, ma l'appello lo rivolgo ai colleghi che sono in quest'Aula, a coloro che in questi due anni ci hanno avvicinato più volte nei corridoi, hanno bisbigliato a margine delle Commissioni. Voi lo sapete. Non faccio un elenco di nomi perché ciascuno di voi lo sa: qualche sms, qualche messaggio o mail, qualche scambio di battute nei corridoi in cui avete detto con chiarezza che questa riforma vi fa schifo. Voi lo sapete e siete voi i responsabili di questa riforma e siete voi coloro ai quali verrà chiesto conto.
Si è parlato di mercato delle vacche, ma a me sembra irrispettoso per le vacche (Applausi dal Gruppo M5S), animali inconsapevoli e vittime di uomini. Qui invece ci sono degli irresponsabili, degli ignavi, e sono coloro che oggi voteranno questa riforma consapevoli delle conseguenze. Coloro che nei corridoi ci dicono che fa schifo, ma che oggi la voteranno saranno i veri responsabili e ci sarà un momento in cui la storia vi chiederà conto di questo.
Concludo, signora Presidente, dicendo che ho letto la Costituzione italiana e alla fine... lei muore! (Applausi dal Gruppo M5S).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà.